Grey Eyes

Dove eravamo rimasti?

Sadie deve intervenire? Con una scusa, deve uscire dalla stanza e cercare il ragazzo. (100%)

Conflitti

In quel momento decisi di alzarmi dalla poltrona ma accanto a me venne Roberto mi sorrise, aveva dei denti bianchissimi indossava un anello al pollice, si vedeva che aveva molti soldi, la sua famiglia era conosciuta in città perchè il padre aveva un agenzia funebre.

Roberto «Ti divertirai, qui c’è tutto e ovviamente aiuteremo molte persone con la vecchia scuola, vorremmo ristrutturarla per aprirne una nuova per bambini speciali». Aveva una voce molto diversa e andava in contrasto con il tono che aveva usato prima con il fratello di Chris. «Quando dovrebbero iniziare i lavori?» chiesi.

«Credo entro questa settimana, sei di queste parti?»

«Si,ma non abito qui vicino. Tu vivi a Torino?»

«Si, sono un uomo fortunato». Non lavorava, non era sposato e non era fidanzato, mi dava l’impressione che fosse un uomo libertino. «Roberto dov’è il bagno?». M’indicò la strada e chiuse la porta. Con una scusa volevo parlare con il ragazzo, in fondo faceva parte anche lui dell’associazione. Non sapendo il suo nome girovagai nella villa sempre al pian terreno e vidi la porta della cucina semiaperta ed entrai. Lui era li di spalle, urtai una scopa che era appoggiata vicino alla porta.  «Mi stai seguendo?». Il mio viso divenne rosso, ero imbarazzata e la risposta era si ma feci finta di nulla. «Pensavo fosse il bagno, ma vedo che è la cucina»

«Il bagno si trova dall’altra parte. Ho sentito parlare di te da mio fratello»

«Si. Roberto ti ha risposto male prima. Secondo me è stato esagerato». Lui non rispose subito, ma disse che tra loro non scorreva buon sangue per via di alcuni vicissitudini passate. 

«Vuoi una tazza di tè? Sadie»

«Si grazie, come sai il mio nome?»

«Me lo ha detto mio fratello». Mentre apriva un cassetto per prendere il tè, notai un graffio  ma passò in secondo piano perchè appena i nostri sguardi s’incrociavano i suoi occhi prendevano tutta la scena, aveva fascino, il modo in cui si muoveva era lento e attento, m’incuriosiva, anche lui come quel posto voleva parlare ma non ci riusciva. Ero concentrata ad osservarlo, non mi resi conto che non eravamo soli in quella stanza. «Allora ti vedrò spesso qui. Come hai conosciuto l’associazione di mio fratello?»

«lo trovata su internet»

«Preferisci il miele o lo zucchero?»

«miele grazie». Sorrise senza mostrare i denti.

«Sadie, che ci fai qui?». Era Roberto. 

Il Ragazzo rispose con tono  fermo «Niente, che ti riguarda»

Roberto « Ah, certo. Ti ricordi cosa hai combinato quella sera, di un anno fa?. O te lo devo far ricordare io!». Si avvicinò minacciosamente al ragazzo. Roberto non era un uomo stabile, era impulsivo, a tratti troppo impulsivo. Non conoscevo la sua infanzia ma credo che la sua era solo insicurezza. «Roberto smettila, è passato un anno e per la cronaca io non centro nulla. Non c’erano prove. E adesso esci per favore». Roberto mi guardò e disse:  «Dai Sadie andiamo via». Ma come cavolo si permette a darmi degli ordini!. Col cavolo. «Tu vai io ti raggiungo dopo» dissi.

«Sadie, lui non sta affatto bene, credimi»

IL ragazzo gli rispose a tono «Tu non stai bene!. Ha un testa per pensare Sadie, decide lei se seguirti oppure no». Disse alzandosi dalla sedia e mostrando le mani, vidi che aveva altri segni sui polsi, a prima vista sembravano graffi ma dentro di me avevo il dubbio che fossero tagli. Era tutto così surreale. «Scusate ma perchè siete così arrabbiati?. Cosa è successo un anno fa?». 

«Vuoi saperlo? bene. Un furto e ancor prima un omicidio, abbiamo chiamato la polizia ma non c’erano prove, così il caso è stato archiviato, la vittima era la madre di Chris e sua» Disse Roberto indicando il ragazzo. Ero scioccata perchè da come capivo Roberto accusava il fratello di Chris di omicidio e furto.

«ok, ma se la polizia non ha trovato nessuna prova. E’ inutile che lo accusi» risposi

«Assurdo, che credi ad un uno che ha dei seri problemi mentali!». Il ragazzo era molto infastidito e rispose a Roberto. 

«Sono stufo delle tue accuse!. Esci!».  Gli occhi del ragazzo passarono da color argento ad un grigio scuro, le sue mani tremavano e mentre parlava si morse il labbro. Ero confusa non mi ero mai ritrovata in una situazione del genere. «Basta!» gridai e tutto tacque. 

«Scusa Sadie ma Roberto non sa quello che dice, tieni il tuo tè». In un attimo Roberto si avvicinò a lui, prese la tazza dalle mani del ragazzo.

Come deve reagire Roberto?

  • Prende il tè e se lo beve (0%)
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  • Lancia il tè caldo addosso al ragazzo (0%)
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  • Butta la tazza per terra (0%)
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