Harpy’s tears

L’arpia

«Scusa se ti sto facendo fare gli straordinari, Max», disse Alexys, scostandosi i capelli color grano da davanti al viso.

«Non preoccuparti, Aly. Non è un problema, per me. E poi, quanti altri veterinari specializzati in arpie sono disponibili a quest’ora, sulla base?».

Sia Max che Alexys sorrisero. Ci furono due secondi di silenzio, durante i quali tornarono seri.

«L’arpia che mi preoccupa si trova nel settore 9, livello 2».

«Qual è il problema?».

«È da ieri che rifiuta sia cibo che acqua. E temo che possa morire da un giorno all’altro».

«Dimmi il numero della gabbia, così posso visitarla.»

«È la S9-L02-07».

«Mi dirigo subito là».

Max premette un tasto sul suo auricolare innestato vicino all’orecchio per chiudere la chiamata. L’ologramma di Alexys, proiettato dal dispositivo, scomparve.

—-

Al passaggio dell’uomo, le arpie si aggrappavano alle sbarre delle loro gabbie e urlavano. Se fossero state libere, probabilmente lo avrebbero sbranato vivo. Ma non perché erano rinchiuse, ma perché era la loro natura. Nonostante tutti i miglioramenti che gli ingegneri genetici avevano fatto sul genoma di questi animali, non erano riusciti a cambiare questo loro tratto. Anche se ci avevano provato, e più di una volta.

Quando arrivò davanti alla gabbia S9-L02-07, Max notò che l’arpia era rannicchiata in fondo alla voliera, come se non si fosse accorta della sua presenza.

«Questo è strano», commentò tra sé e sé.

Aprì la porta della gabbia ed entrò. Dato che, per permettere alle arpie di fare brevi voli, le gabbie erano alte 3 metri, Max riuscì ad avvicinarsi senza doversi abbassare.

Dalla tasca del càmice prese una siringa. Infilò l’ago nel braccio dell’arpia, tirando poi lo stantuffo.

Estrasse il contenitore dalla siringa e lo inserì nel computer che portava al polso, affinché potesse analizzare il sangue. Dopo meno di un minuto, Max udì una serie di bip, segnale che il bracciale aveva finito di esaminare il liquido. Lo schermo olografico indicava tutti i valori del sangue.

«I valori sono nella norma».

Max fece partire una chiamata verso Alexys, la quale rispose poco dopo. Il suo ologramma venne proiettato dall’auricolare dell’uomo.

«Hai scoperto qualcosa?».

«Le ho analizzato il sangue e non ho trovato niente di anomalo, in lei», rispose. «A parte il suo comportamento, ovvio».

La sua interlocutrice sospirò. «Cosa pensi che possa essere, allora?», chiese.

«Purtroppo non so risponderti».

«Grazie comunque», terminò quasi delusa la donna, per poi chiudere la chiamata.

Max fece per uscire dalla gabbia, quando sentì qualcuno singhiozzare. Si fermò. “Eppure sono da solo…”, pensò.

Si voltò verso l’origine del pianto e scoprì che era l’arpia dal comportamento anomalo a piangere.

«Curioso…», disse, mentre si inginocchiava vicino all’animale, per controllare meglio. «È il caso di aggiungerlo al corredo di “sintomi”».

Prese quindi il taccuino ologramma e scrisse su di esso tutte le informazioni in suo possesso, compreso il particolare del pianto.

Cosa farà il protagonista?

  • Va nella sua stanza a fare una ricerca più approfondita (71%)
    71
  • Terrà segreto questo sintomo per un po' (29%)
    29
  • Riferirà subito la scoperta alla collega (0%)
    0
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18 Commenti

  1. Alexys! È preoccupata perché quando Max ha portato via l’arpia “anomala” le altre hanno iniziato a comportarsi in modo strano (ma diverso da quella “anomala”). In alternativa, ha scoperto una novità sul caso dell’arpia “anomala”.

    Ciao 🙂
    PS: capitolo corto, questo.

  2. Ciao Drago!
    Molto interessante questo primo episodio… l’unica cosa che non mi è piaciuta molto, è la continua ripetizione dei nomi dei due protagonisti: non è necessario chiamarli ogni volta per nome, ad esempio puoi utilizzare “Lo scienziato” invece che, ogni volta, “Max”.
    Ciò non toglie comunque nulla a ciò che si prospetta essere un’interessantissima storia fantasy…
    Ho deciso di seguirti! Aspetto con ansia il nuovo episodio…
    A presto!

  3. fabiozappa ha detto:

    Ciao Drago, io dico che chiama qualcun altro: un intelligenza artificiale.

  4. Red Dragon ha detto:

    Alexys! È preoccupata perché quando Max ha portato via l’arpia “anomala” le altre hanno iniziato a comportarsi in modo strano (ma diverso da quella “anomala”). In alternativa, ha scoperto una novità sul caso dell’arpia “anomala”.

    Ciao 🙂
    PS: capitolo corto, questo.

  5. Carlotta Geissa ha detto:

    Ciao! Mi è piaciuto anche questo episodio, scorrevole, i concetti sono chiari e comprensibili…sono curiosa di sapere perché l’arpia è così umana!
    Voto per portare l’arpia nel suo laboratorio.
    A presto!

  6. Red Dragon ha detto:

    Sono indeciso se porterà l’arpia nel laboratorio o se informerà Alexys il giorno dopo. ‘spetta che tiro a caso… roll… roll.. Porterà l’arpia nel proprio laboratorio.

    Sono sempre più curioso 😉

    Ciao 🙂

  7. Ciao Drago!
    Molto interessante questo primo episodio… l’unica cosa che non mi è piaciuta molto, è la continua ripetizione dei nomi dei due protagonisti: non è necessario chiamarli ogni volta per nome, ad esempio puoi utilizzare “Lo scienziato” invece che, ogni volta, “Max”.
    Ciò non toglie comunque nulla a ciò che si prospetta essere un’interessantissima storia fantasy…
    Ho deciso di seguirti! Aspetto con ansia il nuovo episodio…
    A presto!

  8. Carlotta Geissa ha detto:

    Ciao drago!
    Bell’idea e bell’incipit. Non trovo nulla di storto. Direi accattivante, secondo me Max approfondirá, prima di rivelare alcunché. Alla prossima!

  9. Red Dragon ha detto:

    Va nella sua stanza a fare una ricerca più approfondita.

    Molto molto interessante. Non riesco a raffigurarmi le arpie come completamente animali ma tant’è. Sono molto curioso. Ti seguo 😀

    Ciao 🙂

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