Il Campo

Dove eravamo rimasti?

Sarà finalmente la salvezza per Lampo e la banda di ragazzini? Sì, Pietro accetterà di accogliere Lampo e i ragazzi lo recuperano dalla fattoria (100%)

Lampo trova casa

Martedì pomeriggio, ore sedici, la campanella è appena suonata e una marea di ragazzi e bambini si riversa fuori dalla scuola; fra questi ci siamo anche noi tre cugini, che ci ritroviamo come sempre nel solito angolo sotto il tiglio grande e lì aspettiamo che ci raggiungano gli altri ragazzi, Luca e Massimo e le sorelle Vicari. Poi tutti insieme prendiamo la strada di casa, ma decidiamo di passare dal deposito per parlare con Pietro. Il giorno prima l’avevamo cercato ma erano già andati via tutti, e sul posto non c’era più nessuno. Avevamo così trascorso una notte in ansia, non sapendo bene cosa sarebbe stato di Lampo e del nostro progetto di salvezza.
Quest’oggi siamo più fortunati perché il cancello grande è aperto, e dentro il deposito c’è un via-vai di persone. Fra queste individuiamo Pietro e lo chiamiamo, facendogli cenno di avvicinarsi a noi. Non osiamo entrare senza permesso, ci sono troppe persone e l’ingresso ai non addetti ai lavori in effetti è vietato.
Pietro ci raggiunge e ci chiede che vogliamo. Ci facciamo coraggio, e gli spieghiamo il nostro grande problema. Lui si accarezza la barba sale e pepe che gli circonda il mento e assicura che proverà a parlarne con il “capo”, il signor Bernasconi, ma si dice piuttosto sicuro che lui accetterà di tenere Lampo nel deposito. In fondo l’anno prima era morto il suo cane, quello famoso degli ossi di costine, e forse un altro cane gli avrebbe fatto piacere, oltre che la guardia quando fosse diventato più grande.
Poi ci invita a passare e ci accompagna al cancello piccolo, di modo che possiamo rientrare a casa senza fare il giro lungo. Lo ringraziamo e rientriamo, già molto rinfrancati anche se non abbiamo ancora certezze.

Il mattino dopo lo cerchiamo subito al cancelletto, che appena ci vede viene ad aprire sorridendo. “Bene – ci dice subito – ho parlato con il capo, dice che va bene, potete lasciare qui il vostro cagnolino, però ve ne dovete occupare voi: portargli da mangiare una volta al giorno, e portarlo fuori durante il giorno quando non siete a scuola.”
Non sappiamo come ringraziarlo! Siamo felici oltre ogni dire, e naturalmente lo rassicuriamo che saremo noi a provvedere ai bisogni di Lampo, e sicuramente lo verremo a prendere tutti i giorni per giocare con lui e intrattenerlo. Siamo in tanti, e sicuramente qualcuno potrà sempre occuparsi di lui, anche se gli altri saranno occupati.
Durante l’intervallo informiamo gli altri ragazzi e ci accordiamo per andare nel pomeriggio a recuperare Lampo alla fattoria. Andremo noi tre cugini che già conosciamo il luogo, è meglio non essere in troppi per non dare nell’occhio.

Alle quattro siamo tutti e tre in bicicletta e pedaliamo verso la fattoria. Arrivati che siamo cerchiamo Piero per farci ridare Lampo con il suo aiuto, ma una brutta sorpresa ci attende. “Lampo non c’è, – ci dice subito – è scappato!” “Come è scappato?” Siamo esterrefatti! “Non ve ne siete presi cura come dovevate! E adesso, che facciamo?”
Una selva di emozioni ci assale, siamo arrabbiati, tristi, delusi. La gioia e la speranza provata solo poche ore prima sono già svanite, e ora non sappiamo cosa fare né dove andare. Cercare Lampo lì nella campagna intorno è impossibile, non sappiamo in quale direzione cercare, che fine avrà fatto il nostro adorato cagnolino? Sconsolati riprendiamo le bici e torniamo tristemente verso casa.

Il resto della banda ci aspetta convinti di vederci arrivare con il cagnolino al seguito, avevamo perfino comprato per lui un bellissimo collare e guinzaglio, proprio per far sì che potesse accompagnarci anche in bicicletta. Vedono le nostre facce tristi, niente Lampo al seguito, e capiscono subito che qualcosa è andato storto. Seduti sotto l’albicocco in giardino li informiamo dell’accaduto, e sconfortati ci consoliamo a vicenda. Qualcuno suggerisce di provare a cercarlo tutti insieme, siamo in tanti, dividendoci due a due forse riusciamo a coprire il territorio intorno alla fattoria. E’ piccolo, non può essere andato troppo lontano.

All’improvviso qualcosa arriva veloce come un fulmine, spostando l’aria intorno a noi e si getta nel nostro gruppetto: è Lampo!
Ci sentiamo leccare le mani, le facce, ridiamo, ci buttiamo per terra, lui sopra di noi a turno, non sappiamo più chi siamo né cosa siamo, siamo un tutt’uno con il nostro cagnolino. Che è scappato perché voleva stare con noi e ha ritrovato la strada di casa! Lo abbracciamo, la felicità all’improvviso ritrovata. Sergio va a prendere dell’acqua, avrà sete poverino, e Massimo corre in casa a prendergli del cibo. Gli mettiamo il suo nuovo collarino, così che ora si sappia che ha un padrone, anzi ben otto.

Un paio di settimane più tardi rientrando da scuola vediamo delle aiuto della polizia fuori dal deposito. Incuriositi cerchiamo Pietro per sapere cosa è successo. “Ragazzi, il vostro Lampo si è messo a scavare dentro il magazzino e sapete cosa è saltato fuori? Delle ossa umane, compreso un teschio!”

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