Il Campo

Dove eravamo rimasti?

Cosa faranno i ragazzini? Accettano la proposta e scavalcano il cancello (50%)

La scoperta

Le sorelle Vicari sono intimorite all’idea di violare le regole imposte dai genitori, e si dicono contrarie a scavalcare la recinzioni.

“Siete delle fifone” le prendiamo in giro noi, cercando di convincerle, ma loro rimangono irremovibili, in particolare la sorella maggiore Manuela che spinge le sorelle a seguirla subito. Si avviano quindi di corsa lungo la strada di sempre, lasciandoci lì soli noi tre cugini.

“Che fifone” esclama Sergio, facendo il gradasso come sempre. Lui che era il più piccolo del trio, voleva sempre dimostrarsi all’altezza del fratello e della cugina, più grandi di lui.

“Beh che ci importa” aggiunge Federico, “noi andiamo, dai”.

Così noi tre ci accingiamo a scavalcare il cancello che separa il deposito dal nostro giardino. Prima va Federico, poi io e ultimo Sergio. Una volta giunti dall’altra parte ci guardiamo in giro con interesse e curiosità. L’arrivare in tempo utile a scuola è ora l’ultimo dei nostri pensieri.

Ci aggiriamo con precauzione nel grande terreno spazioso occupato dai vari materiali dell’edilizia, osservando le cataste di legna, quelle di mattoni e i sacchi presumibilmente di cemento e calce riparati sotto la tettoia. In un angolo ci sono delle lamiere ondulate, cavalletti di legno o in ferro, sanitari, mattonelle e blocchi di pietra. Troviamo tutto molto affascinante e interessante, ci piacerebbe fermarci a giocare con questi oggetti, ma Federico, saggio come sempre, ci spinge a riprendere la strada per la scuola. C’è un altro cancello da scavalcare, più grande, carrabile. E’ da quel lato che entrano gli operai con i loro veicoli. 

Mentre ci avviciniamo al cancello, inesorabilmente chiuso anche quello, Sergio lancia un grido. Ci precipitiamo a raggiungerlo, si era avvicinato ad un gabbiotto che stranamente aveva la porta socchiusa, ed era entrato a curiosare. E’ terreo in volto e balbetta, e con una mano ci fa segno di guardare là, sul fondo dello spazio. E’ piuttosto buio là dentro, e fatichiamo a vedere cosa ci sta indicando. Avvicinandoci però scorgiamo qualcosa spuntare dal terreno, qualcosa di lungo, marroncino e biancastro allo stesso tempo. Sembra un pezzo di legno, ma non è. Sembra di più…un osso, ecco sì, è un osso!

Spunta dal terreno polveroso, mezzo seppellito, e ha una punta arrotondata proprio come sono le ossa umane.

“C’è un cadavere” esclama Sergio terrorizzato.

“Ma cosa dici?” Federico cerca di tranquillizzare il fratello, ma si vede che anche lui è colpito dalla cosa.

“Andiamo a vedere da vicino” dico io, cercando di avvicinarmi al fondo del container.

“No ferma, non toccare nulla” mi ferma subito Federico prendendomi per un braccio “siamo qui abusivamente, potremmo passare dei guai”.

“Cosa facciamo allora?” chiede Sergio ancora intimorito

“Beh, ora andiamo a scuola, poi magari quando torniamo proviamo a rientrare avendo più tempo e cercheremo di capire cosa è quello”. E’ sempre così saggio mio cugino! Un po’ noioso, ma gli voglio bene lo stesso. E’ mio coetaneo, siamo nati ad un mese di distanza, e cresciuti quasi come due fratelli più che cugini.

“Dobbiamo scavare e vedere se ci sono altri pezzi” aggiungo io, più coraggiosa e spericolata.  “Magari troviamo un cadavere… e la testa!”

“No, no, adesso andiamo, dai!” ci sollecita ancora Federico, e così, facendo mille supposizioni usciamo dal gabbiotto lasciando tutto come l’avevamo trovato, con l’adrenalina a mille e il pensiero fisso all’avventura che ci stava aspettando al nostro ritorno.

Finalmente si fanno le sedici e la campanella suona, una marea umana di bambini e ragazzi si riversa fuori dai corridoi e giù per le scale, invadendo il cortile in uscita. Ci ritroviamo come sempre sotto l’ultimo albero nell’angolo a sinistra, e ci avviamo parlando e discutendo di quella grande – per noi – scoperta. Chissà cosa avremmo trovato ora che avevamo il tempo di guardarci in giro con calma! Supposizioni su supposizioni si accavallano nei nostri discorsi, eccitati e intimoriti nello stesso tempo da ciò che avremmo scoperto e fatto in seguito.

Giunti però davanti al grande cancello carrabile, una terribile scoperta ci aspettava: il cancello era spalancato, e diversi operai si aggiravano per quello spazio, impedendo di fatto il nostro ingresso. Eh già, era orario di lavoro!

 

Cosa faranno i tre ragazzi a quel punto, e ci sarà davvero un cadavere?

  • Rientrano per la strada solita ma decidono di proseguire le ricerche di sabato quando i cantieri sono chiusi (100%)
    100
  • Chiedono agli operai se possono attraversare per rientrare a casa ma senza ulteriori ricerche (0%)
    0
  • Tornano a casa per la strada solita e rinunciano a proseguire le ricerche (0%)
    0
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29 Commenti

  1. Ciao, bello anche il 9° capitolo, con il gruppo di ragazzi unito e solidale nella ricerca della soluzione al loro problema: riuscire a trattenere lampo il cagnolino salvato.
    Con questa premessa non posso che aver votato la riuscita della loro operazione.
    Attendo il prossimo capitolo e regalo due coccole al piccolo cagnolino.

    • ciao Rossella, ti capisco, io ho avuto un solo cane molti anni fa con un rapporto reciproco di odio-amore, e moltissimi gatti, l’ultima dei quali aveva sviluppato atteggiamenti più da “cane fedele” che da gatto. Mi seguiva perfino per la strada ovunque andassi! Vedremo presto cosa succederà a Lampo, ma ti assicuro che sarà un lieto fine.

  2. Sono quelli che vanno alla ricerca del cadavere, scavalcando cancelli ed intrufolandosi ovunque. Figurati se lo lasciano andare! Lo nascondono!
    Aggiungo, però, che ad un certo punto Pietro, l’operaio che gli apre sempre il cancelletto, se ricordo bene, viene a dargli manforte 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red Dragon,
      si hai ragione, sono coraggiosi e spericolati qual tanto che basta per intrufolarsi ovunque e non lasciare niente di intentato pur di raggiungere il loro scopo. E il buon Pietro sarà essenziale per la fine della storia, ma in quale modo lo scopriremo (forse) solo all’ultimo capitolo. A presto.

    • Anch’io mi sono divertita molto ai tempi seguendo quelle avventure, con condividevo con i miei figli in verità. E qui però ci sono mescolati anche un po’ di ricordi di me bambina… personaggi della mia infanzia romanzati e altri inventati di sana pianta. La fantasia non ha limiti!
      Alla prossima!

  3. Ciao Dannella,
    Ho appena di finito di leggere questo primo capitolo.
    È stato bello “vedere” come dovevano essere le infanzie dei miei nonni, dei miei genitori… tanta nostalgia per quell’epoca!
    Per quanto riguarda l’opzione voto per far dividere i ragazzi: alcuni scavalcheranno, altri no. Seguirò la tua storia. A presto.

  4. Ciao Dannella, ho letto con piacere questo tuo primo capitolo dal sapore e dall’ambientazione antica, che ci riporta tutti ad un mondo che ormai non c’è più e che lascia aperti tanti spazi dove vivere l’avventura.
    Ho naturalmente votato per la libertà delle scelte, anche se contro le regole e senza essere spaventati dai cancelli chiusi . Scelte forse leggermente incoscienti ma che perseguono la conquista del mondo.
    Attendo il seguito.

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