Il Campo

Dove eravamo rimasti?

Cosa o chi si nasconde dietro il cespuglio? Un altro bambino che racconterà loro un nuovo mistero (67%)

Pietro il “lattaio”

Da dietro il cespuglio esce un ragazzino, avrà cinque o sei anni, capelli rossi ricci, occhi verdi, un sorriso strafottente. Lo riconosciamo subito, è il figlio del contadino che ogni sera arriva con il suo carretto e l’asino per vendere il latte porta a porta. Latte fresco, della mungitura della sera, che mamma mi spedisce a comprare.

“Ciao Pietro, – lo salutiamo in coro – che ci fai qui? E’ casa tua questa?”
“Sì, la dietro, la fattoria. Stavo giocando, e voi che ci fate qui?”
“Una passeggiata, ma ora torniamo a casa. Ci vediamo, eh?”

E facciamo per avviarci quando Pietro ci ferma.

“Aspettate, lo sapete che io conosco un segreto?”
“Che segreto?” fa subito Sergio incuriosito e forse speranzoso in un altro “cadavere”.
“Sapete il campo giochi dove andate sempre a giocare? Io so come entrare in quel casottino sempre chiuso, e dentro si sentono sempre dei rumori strani. Se volete ve lo dico…”

Il campo giochi era in realtà un vasto spazio che un tempo era adibito all’atletica, con una pista per la corsa il salto in lungo, un campo di pallone e uno per la pallacanestro, un angolo con delle pertiche su cui esercitarsi ad arrampicarsi. Ci portavano con la scuola nelle giornate di bel tempo a fare ginnastica. Poi l’atletica è sparita e al suo posto sono stati messi i giochi per bambini: scivoli, altalene, cavallucci trasformandolo in un parco giochi comunale. Ma per noi era sempre e solo “il campo”. Il casottino di cui parlava Pietro era probabilmente il vecchio spogliatoio, ormai inutilizzato allo scopo.

“Va bene, spiega” lo sollecita a quel punto Federico, ma senza troppa convinzione e un po’ stufo di tutti quei misteri.
Ricevute le spiegazioni, promettiamo a Pietro che il giorno dopo ci saremmo fatti trovare al campo ad una cert’ora e avremmo esplorato con lui il casottino. Accordataci, riprendiamo la strada di casa che ormai si sta facendo sera e i “matusa” si staranno chiedendo che fine abbiamo fatto.

Il giorno dopo, domenica, la scena si ripete, io che suono il campanello alla porta di casa dei cugini, la zia che mi apre, ma questa volta viene subito messa da parte dai suoi due irruenti figli che con un “ciao ma’ ” la salutano e tutti e tre ci precipitiamo giù dalle scale a balzelloni.
Non abbiamo pazienza di fare il giro del perimetro del campo per arrivare al cancello d’ingresso, posizionato dal lato opposto rispetto alla nostra casa, così nel tempo abbiamo praticato un buco nella rete di recinzione grande a sufficienza per passarci sotto ed entrare dall’altra parte. Quando solerti operai provvedono a richiuderlo, ne apriamo un altro oppure scavalchiamo la rete, cosa poco raccomandabile perché dall’alto delle finestre ci potrebbero vedere e sarebbero guai!

Arrivati al campo troviamo altri nostri amici, le sorelle Vicari e Luca e Massimo, due fratelli del piano terreno. E naturalmente Pietro, che ci sta aspettando impaziente. Raccontiamo agli altri il “segreto” e insieme a lui ci avviciniamo al famoso casottino. In effetti si sentono rumori strani provenire dall’interno, e ci guardiamo incuriositi fra di noi.
“Ci sarà un guardiano” fa uno; “ma no, le porte sono tutte chiuse, non vedete!” fa l’altro; “Sarà un fantasma” dice Sergio sempre speranzoso.
“Ma va là, i fantasmi non esistono!” una delle sorelline Vicari.
“Allora Pietro, ci spieghi come entrare?” sollecita Federico, che vuole passare all’azione.
“Bisogna passare dall’altra parte della recinzione, là dove c’è la scuola materna. Da quel lato nel casottino c’è una finestrella che resta sempre aperta. Però è in alto, bisogna arrampicarsi e io da solo non posso farlo.”

In effetti dall’altro lato del campo era stato costruito anni prima un asilo, separato da una semplice rete metallica di divisione, e dal famoso casotto.

“Oggi è domenica, non c’è scuola, quindi possiamo rischiare” afferma Sergio già entusiasta della spedizione.
Così ci accordiamo su chi va e chi resta a “fare la guardia”. Ci sono altri ragazzini al campo, ovviamente, è un terreno di gioco pubblico, e nella zona attrezzata con i giochi per i più piccoli ci sono anche mamme e papà. Soprattutto loro la domenica mattina si ritrovano a parlare forse di calcio forse di hockey, mentre i loro piccoli altalenano o scivolano e cavalcano i cavallucci. Una mattinata dedicata alle relazioni e a trascorrere del tempo con i propri figli.

Naturalmente la spedizione esplorativa è formata dai miei due cugini e da me stessa, e dai due fratelli Luca e Massimo. Le ragazze Vicari e Pietro rimangono a fare la guardia, e a distrarre eventuali curiosi.

Scavalcata facilmente la recinzione, anche con l’aiuto di un albero cresciuto proprio accanto alla rete, ci ritroviamo dall’altro lato e notiamo la finestrella alta sulla parete del casottino. E rumori provenire dall’interno…

Cosa trovano i ragazzini nel casottino?

  • Un ventilatore lasciato acceso per togliere l'umidità (0%)
    0
  • Un animale ferito che cureranno (67%)
    67
  • Il custode della scuola materna che vive lì dentro (33%)
    33
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29 Commenti

  1. Ciao, bello anche il 9° capitolo, con il gruppo di ragazzi unito e solidale nella ricerca della soluzione al loro problema: riuscire a trattenere lampo il cagnolino salvato.
    Con questa premessa non posso che aver votato la riuscita della loro operazione.
    Attendo il prossimo capitolo e regalo due coccole al piccolo cagnolino.

    • ciao Rossella, ti capisco, io ho avuto un solo cane molti anni fa con un rapporto reciproco di odio-amore, e moltissimi gatti, l’ultima dei quali aveva sviluppato atteggiamenti più da “cane fedele” che da gatto. Mi seguiva perfino per la strada ovunque andassi! Vedremo presto cosa succederà a Lampo, ma ti assicuro che sarà un lieto fine.

  2. Sono quelli che vanno alla ricerca del cadavere, scavalcando cancelli ed intrufolandosi ovunque. Figurati se lo lasciano andare! Lo nascondono!
    Aggiungo, però, che ad un certo punto Pietro, l’operaio che gli apre sempre il cancelletto, se ricordo bene, viene a dargli manforte 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red Dragon,
      si hai ragione, sono coraggiosi e spericolati qual tanto che basta per intrufolarsi ovunque e non lasciare niente di intentato pur di raggiungere il loro scopo. E il buon Pietro sarà essenziale per la fine della storia, ma in quale modo lo scopriremo (forse) solo all’ultimo capitolo. A presto.

    • Anch’io mi sono divertita molto ai tempi seguendo quelle avventure, con condividevo con i miei figli in verità. E qui però ci sono mescolati anche un po’ di ricordi di me bambina… personaggi della mia infanzia romanzati e altri inventati di sana pianta. La fantasia non ha limiti!
      Alla prossima!

  3. Ciao Dannella,
    Ho appena di finito di leggere questo primo capitolo.
    È stato bello “vedere” come dovevano essere le infanzie dei miei nonni, dei miei genitori… tanta nostalgia per quell’epoca!
    Per quanto riguarda l’opzione voto per far dividere i ragazzi: alcuni scavalcheranno, altri no. Seguirò la tua storia. A presto.

  4. Ciao Dannella, ho letto con piacere questo tuo primo capitolo dal sapore e dall’ambientazione antica, che ci riporta tutti ad un mondo che ormai non c’è più e che lascia aperti tanti spazi dove vivere l’avventura.
    Ho naturalmente votato per la libertà delle scelte, anche se contro le regole e senza essere spaventati dai cancelli chiusi . Scelte forse leggermente incoscienti ma che perseguono la conquista del mondo.
    Attendo il seguito.

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