Il Campo

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà ora? I ragazzi si rifiutano di regalare Lampo e lo nascondono (100%)

Il compromesso

Rientrati dalle ore di lezione pomeridiane ci precipitiamo in giardino a cercare Lampo, ma di lui nessuna traccia. Siamo spaventati, che fine gli avranno fatto fare gli inquilini? Andiamo in casa a chiedere spiegazioni e scopriamo che le nostre mamme hanno pensato bene di rimettere Lampo in cantina, in attesa di trovargli una casa. Che forse hanno già trovato: hanno parlato con il signor Alfredo, il lattaio, chiedendogli se gli servisse un cane alla fattoria. Lampo era ancora piccolo – gli hanno spiegato – ma sarebbe cresciuto e avrebbe potuto servigli come cane da guarda o altro. Lui si era detto disposto ad accoglierlo, ma prima voleva vederlo.
Naturalmente iniziamo a protestare, non vogliamo perdere il nostro amico che peraltro abbiamo salvato noi! Ci facciamo forti delle nostre ragioni, supplichiamo, promettiamo, giuriamo perfino…ma le mamme sono irremovibili. Non si può tenere un cane nel condominio, lo sapete – sono le loro giustificazioni.

Siamo arrabbiati. Fingendo di aver accettato la decisione saliamo al piano di sopra dalle sorelle Vicari, e le mettiamo al corrente. Con loro passiamo da Massimo e Luca che hanno già saputo, gli adulti si sono già parlati.
“Dobbiamo fare riunione” – dice Federico agli altri – “andiamo giù in cantina a parlare.” E così scendiamo a salutare Lampo e a valutare cosa possiamo fare. Di li a poco sarebbe arrivato il signor Alfredo con il suo carretto a vendere il latte, e avrebbe preso il nostro amico portandolo via da noi. Non potevamo permetterlo! Ma cosa fare?

“Nascondiamolo” suggerisce Luca “Sì ma dove? non possiamo tenerlo qui in cantina a lungo, lo sai” replica Sergio.
“Riportiamolo al Campo, nel casotto”
“Ma sei matto? con la fatica che abbiamo fatto a recuperarlo!”
“E se provassimo a coinvolgere Piero?” suggerisco io “In fondo è lui che ci ha fatto scoprire Lampo, ricordate? magari ci dà una mano”
“Già, è un’idea, vediamo di parlargli quando arriva”.

Così ci mettiamo tutti di vedetta in attesa di veder apparire il carretto, sperando che anche quest’oggi Piero accompagni il padre e non abbia deciso invece di fare altro proprio quel giorno.
Alle cinque, puntuale come solo gli svizzeri sanno essere, ecco che sentiamo la campanella del lattaio. Federico ed io usciamo a cercare Piero, che per fortuna è presente, e lo tiriamo da parte, mentre la zia e mamma si presentano per mostrare Lampo a suo padre. I tre adulti scendono in cantina, dove li aspettano il cagnolino e i nostri amici, e noi ci appartiamo per parlare con Piero.
“Ci devi aiutare Piero, noi vogliamo tenere Lampo, che tu ci hai fatto salvare senza saperlo. Però qui non possiamo tenerlo, ha fatto disastri in giardino e gli inquilini sono arrabbiati con noi.”
“Sì lo so, tua madre ha parlato con mio padre, so tutto. Cosa posso fare per aiutarvi? Noi in realtà abbiamo già un cane, e gatti, e galline e pecore, oltre alle mucche ovviamente. Non ci serve un altro cane, ma se è per fare un favore penso che papà lo prenderà.”
“Allora tu potresti aiutarci in questo modo, tieni d’occhio Lampo là alla tua fattoria, vedi che a tuo padre non venga in mente, che so, di regalarlo a sua volta ad altri. Nel frattempo noi cerchiamo un posto dove tenerlo e poi noi lo veniamo a riprendere. Che ne dici?”
“Sì, mi sembra un buon piano, io ci sto.”

Siamo un po’ sollevati all’idea di avere un complice dalla nostra parte e quando vediamo risalire Lampo in braccio a suo padre seguito dal resto della banda, strizziamo l’occhio agli altri per far loro capire di stare tranquilli. Abbiamo un piano. Le due mamme ringraziano e salutano il signor Alfredo e se ne tornano in casa, non senza averci fatto una carezza consolatoria. Lo so che sono dispiaciute per noi, sanno quanto vorremmo poter avere un animale da accudire, e sono sicura – così come lo sono i miei cugini – che se potessero cambiare lo stato delle cose lo farebbero.

Una volta ripartiti tutti, ci riuniamo nuovamente in cantina e mettiamo a parte gli altri ragazzi del nostro piano.
“Ma siete sicuri che poi ve lo lascia riprendere?”
“Ma si, vedrete, Piero dice che a loro non serve un altro cane. Lampo è così piccolo poi, a cosa vuoi che gli serva un cagnolino così?”
“Piuttosto ragazzi qui dobbiamo trovare una soluzione. Pensiamo tutti a cosa possiamo fare, dove potremmo nascondere Lampo.”
“Sì, deve essere un posto sicuro, dove gli adulti della casa non possano dire niente contro, e abbastanza vicino perché noi si possa andare a curarlo e giocare con lui.”

Pensiamo, pensiamo, pensiamo…ad un certo punto Sergio esclama: il signor Pietro!
“Chi, cosa, come? spiegati…”
“Ma sì, lo sapete che ci ha in simpatia, ci lascia sempre aperto il cancelletto quando siamo in ritardo per la scuola. Chiediamogli se lo possiamo lasciare lì da loro nel magazzino.”
“Buona idea! Andiamo subito a parlargli!” E in massa usciamo dalla cantina e ci avviamo verso il magazzino con una nuova speranza.

Sarà finalmente la salvezza per Lampo e la banda di ragazzini?

  • Sì Pietro accetta ma di Lampo purtroppo nessuna traccia, forse è scappato? (0%)
    0
  • Sì, Pietro accetterà di accogliere Lampo e i ragazzi lo recuperano dalla fattoria (100%)
    100
  • No, i ragazzi non troveranno più Lampo alla fattoria, Alfredo l'ha venduto ad altri. (0%)
    0
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29 Commenti

  1. Ciao, bello anche il 9° capitolo, con il gruppo di ragazzi unito e solidale nella ricerca della soluzione al loro problema: riuscire a trattenere lampo il cagnolino salvato.
    Con questa premessa non posso che aver votato la riuscita della loro operazione.
    Attendo il prossimo capitolo e regalo due coccole al piccolo cagnolino.

    • ciao Rossella, ti capisco, io ho avuto un solo cane molti anni fa con un rapporto reciproco di odio-amore, e moltissimi gatti, l’ultima dei quali aveva sviluppato atteggiamenti più da “cane fedele” che da gatto. Mi seguiva perfino per la strada ovunque andassi! Vedremo presto cosa succederà a Lampo, ma ti assicuro che sarà un lieto fine.

  2. Sono quelli che vanno alla ricerca del cadavere, scavalcando cancelli ed intrufolandosi ovunque. Figurati se lo lasciano andare! Lo nascondono!
    Aggiungo, però, che ad un certo punto Pietro, l’operaio che gli apre sempre il cancelletto, se ricordo bene, viene a dargli manforte 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red Dragon,
      si hai ragione, sono coraggiosi e spericolati qual tanto che basta per intrufolarsi ovunque e non lasciare niente di intentato pur di raggiungere il loro scopo. E il buon Pietro sarà essenziale per la fine della storia, ma in quale modo lo scopriremo (forse) solo all’ultimo capitolo. A presto.

    • Anch’io mi sono divertita molto ai tempi seguendo quelle avventure, con condividevo con i miei figli in verità. E qui però ci sono mescolati anche un po’ di ricordi di me bambina… personaggi della mia infanzia romanzati e altri inventati di sana pianta. La fantasia non ha limiti!
      Alla prossima!

  3. Ciao Dannella,
    Ho appena di finito di leggere questo primo capitolo.
    È stato bello “vedere” come dovevano essere le infanzie dei miei nonni, dei miei genitori… tanta nostalgia per quell’epoca!
    Per quanto riguarda l’opzione voto per far dividere i ragazzi: alcuni scavalcheranno, altri no. Seguirò la tua storia. A presto.

  4. Ciao Dannella, ho letto con piacere questo tuo primo capitolo dal sapore e dall’ambientazione antica, che ci riporta tutti ad un mondo che ormai non c’è più e che lascia aperti tanti spazi dove vivere l’avventura.
    Ho naturalmente votato per la libertà delle scelte, anche se contro le regole e senza essere spaventati dai cancelli chiusi . Scelte forse leggermente incoscienti ma che perseguono la conquista del mondo.
    Attendo il seguito.

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