Il Re Tigre

Dove eravamo rimasti?

Come continua la fiaba? Passa molto tempo ed il tigrotto è diventato un bel "ragazzo" che... (50%)

Il Ragazzo-Tigre

Passò il tempo ed il tigrotto crebbe, sviluppando caratteristiche umanoidi: sapeva camminare a due zampe, le sue zampe anteriori divennero mani prensili ed il corpo divenne più umano, eppure sempre coperto dal suo manto arancione striato di nero, con la sua coda che gli permette di mantenere l’equilibrio anche in cima agli alberi e con la sua testa di tigre, ora capace di sorridere ed esprimere emozioni. Fu quando divenne un bimbetto che si presentò alle porte del palazzo una donna-tigre, dicendo che era una tutrice ed avrebbe insegnato al giovane tutto quello che avrebbe dovuto sapere. Il tigrotto passò del tempo sia con lei che con sua madre, imparando a leggere, scrivere e far di conto, imparò a parlare, ad esprimersi ed a comportarsi da Figlio di Re. Da ragazzino imparò l’arte della spada e dell’artiglio e conobbe le tigri che circondavano il palazzo, imparando a fidarsi di loro e loro a fidarsi di lui. Infine divenne ragazzo, alto e forte: le sue caratteristiche umane e quelle di tigre mischiate in modo armonioso. Fu allora che sua madre gli parlò del fatto che lui fosse Figlio di Re e che avrebbe dovuto un giorno prepararsi a divenire un Regnante a tutti gli effetti. Ma per essere un Re serve un regno e la Tutrice disse:

«Se vuoi davvero essere Re, devi prima avere l’appoggio della Fata di queste Lande. Solo lei può darti il Regno che tu richiedi e solo lei può farti incontrare la Tigre delle Valli»

«Dove si trova questa Fata? – chiese il ragazzo – Cosa devo fare per avere il suo appoggio?»

«Segui sempre il sole che sorge e la incontrerai. Per ottenere il suo appoggio, dovrai superare le prove a cui ti sottoporrà»

Fu così che il ragazzo prese con sé la spada e si incamminò là dove sorge il sole. Dopo alcune ore di cammino incontrò un serpente. Enorme, lungo, arrotolato intorno alla roccia a chiudere un passo. Il ragazzo si fermò ad osservarlo, indeciso sul da farsi.

«Dove vai Viandante?» chiese il serpente.

«Cerco la Fata di queste Lande. Sai dirmi dove trovarla, per favore?»

«Oltre questo passo, ma dovrai affrontare un Guerriero Invincibile, se vorrai incontrarla»

«Sono pronto anche a questo»

«Allora vai, ragazzo – disse il serpente lasciando libero il passo – e visto che non mi hai attaccato a vista, ti darò un consiglio: La forza non usare, con l’astuzia dovrai prevaricare» e dicendo questo sparì tra le rocce.

Il ragazzo proseguì oltre.

«Dove vai Viandante?»

A parlare era stata un’aquila, appollaiata su una roccia.

«A trovare la Fata di queste Lande. Mi hanno detto che dovrò affrontare un Guerriero Invincibile. Tu che vedi tutto, puoi dirmi dove si trova e cosa sta facendo, per favore?»

L’aquila volse il suo capo in una direzione e poi parlò: «Il Guerriero Invincibile ha appena fatto un prigioniero. Se passi ora, non dovrebbe notarti»

«Un prigioniero? Chi? Perché?»

«Perché lui è così che fa. È un insetto, nel vero senso della parola. È un’ape a quanto vedo. Penso che si stia preparando a fargli del male»

«Non posso permettere che a qualcuno venga fatto del male. Non passerò oltre. Il Guerriero se la dovrà veder con me!»

«Il tuo coraggio ti fa onore. Ricorda: né attacco né difesa devi usare, se vuoi vincere, il terreno devi sfruttare» e l’aquila volò via.

Quando il ragazzo giunse, trovò davvero un ape, grande quanto lui, anch’essa umanoide e, a suo modo, bella.

«Chi sei tu Viandante?» chiese l’ape.

«Il mio nome è Maros, Figlio di Re. E tu cosa fai invischiata in una ragnatela?»

«Il Guerriero Invincibile ha detto che non producevo sufficiente miele e quindi ha deciso di punirmi dandomi in pasto ai ragni. Maros, Figlio di Re, voglio avvertirti che lui sarà qui a momenti e se ti vedrà con me…»

«Non mi vedrà con te perché tu non sarai qui»

Dicendo questo Maros tagliò la ragnatela e liberò l’ape che, ringraziando della generosità, fuggì via. In quel momento un ruggito riempì l’aria. Un incrocio tra un uomo ed un toro fece il suo ingresso e caricò Maros senza nemmeno pensarci. Ma il ragazzo schivò rapidamente l’attacco e colpì con la spada che rimbalzò sulla pelle del mostro.

«Non puoi sconfiggermi – disse il Guerriero – Io sono invincibile»

Il combattimento si rivelò arduo: il mostro attaccava senza curarsi minimamente di ciò che faceva Maros perché nulla poteva scalfirlo. Ma fu allora che egli vide una fossa nascosta. Vi si parò davanti ed attese. Con salto felino evitò la carica ed il Guerriero cadde nella trappola. Cercò di risalire inutilmente.

«Non mi hai sconfitto. Troverò il modo di risalire» urlò.

«Sì, ma per allora, io sarò andato via» rispose Maros e si allontanò.

Giunse così al Palazzo di Cristallo là dove regnava la Fata.

«Benvenuto Maros, Figlio di Re» disse una voce.

«Mi conosci, Fata?»

«Io ero il serpente, l’aquila e l’ape. Hai dimostrato coraggio, astuzia e buon cuore, superando le mie prove – e la sua tutrice fece il suo ingresso! – Quando tu eri neonato, foste entrambi legati. Tu al petto di tua madre e lei al palazzo. Per essere Re, devi infine essere libero. Sei pronto a sciogliere la corda?»

In che modo Maros può liberarsi delle corde?

  • Deve tornare a casa dalla via più breve e convincere sua madre a venir tra le tigri! (29%)
    29
  • Deve chiedere aiuto agli insetti affamati che trovino il bandolo della matassa! (14%)
    14
  • Deve bagnare la sua spada nella Fonte Temprante e recidere il Nodo Invisibile! (57%)
    57
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35 Commenti

  1. Ti ritrovo volentieri con una bella storia che mi ha già conquistata, sarà il tono fiabesco che invita a mettersi comodi e ascoltare le avventure di questo ragazzo tigre. Nelle favole tutto può accadere, ma quello che accade è che c’è sempre una storia d’amore, quindi ho votato per Maros che si innamora di una fanciulla umana. Buon lavoro!

  2. Aspetterei a parlare di problemi con altri regni, penso sarebbe interessante per vedere come Maros sarà un regnante diverso dal padre ma per il momento darei la priorità ad una bella storia d’amore, quindi voto per la fanciulla umana. Concordo con Caterina quando dice che ti vede migliorato, magari è anche una questione di generi diversi ma mi sembra che al di là dello stile tu abbia imparato a gestire meglio tempi e spazi rispetto alla prima tua storia che ho letto.
    Alla prossima!

  3. Voto una donna umana. Trovo interessante l’incontro tra due razze diverse. Soprattutto nel periodo di odio in cui viviamo, penso che noi aspiranti scrittori, quando ne abbiamo l’opportunità, dobbiamo lasciare messaggi positivi nelle nostre storie di fantasia.
    Mescolare mondi e culture differenti è molto più stimolante e coraggioso.
    Detto questo, caro Red, ti trovo migliorato, ma non solo dentro questo racconto. Ti trovo migliorato in generale e molto più a tuo agio (magari sbaglio, è una mia sensazione) in questo genere.
    Rispetto a “La sacerdotessa”, secondo me, hai limato molti difetti.
    Quindi bravo, hai accettato i consigli e hai trovato un filone narrativo adatto al tuo stile (questo non significa che non dovrai sperimentare altro, eh).
    Sono curiosa di leggere il prossimo capitolo.

    • Grazie! ^_^ Cerco di migliorare ad ogni racconto (anche se ogni tanto faccio capitomboli). La Fiaba mi piace molto ma richiede un certo stile e struttura per non essere semplicemente un Fantasy e non sempre riesco a mantenerlo. Vediamo come va questo esperimento ^_^

      Ciao 🙂

  4. Confermo che lo stile fiabesco ti riesce davvero bene, continua così che questo capitolo è davvero stato un piacere da leggere. L’unico appunto che ti è già stato fatto notare è che la rivelazione sulla tutrice non è molto chiara, ho dovuto leggere nei commenti come stavano le cose altrimenti non lo avrei proprio capito. Per il prossimo voto per gli insetti affamati, che mi sembrano proprio una bella idea. A presto!

  5. Voto per l’idea della fonte e del nodo invisibile.
    Ma non ho capito alcune cose. In una risposta ad un commento ricordi che Stella è stata legata all’albero. Lo è ancora? E se la tutrice di Maros è legata al palazzo come ha fatto a ritrovarsi al cospetto della fata? Non ho capito se è un evento del suo passato o presente.
    Comunque, un re che va a consegnare il proprio figlio alla fata che potrebbe levargli il regno non è proprio saggio.😅 Con questo non voglio dire che non sia una storia bella. Sicuramente ti seguirò per vedere cosa hai in mente. 🙂

    • Allora, la madre è legata al palazzo e Maros alla madre. La tutrice è in realtà la fata (non mi è entrato l’esclamazione del protagonista che avrebbe dovuto farlo capire) che (micro spoiler) lavora contro la Tigre delle Valli (il padre di Maros che ha abbandonato la moglie, là dove dimorano le tigri). Ancora non abbiamo visto suo padre cosa sta facendo e forse non lo vedremo prima del quinto capitolo (ma non si sa mai). Altri dubbi? 🙂

      Ciao 🙂

  6. Fonte temprante.
    Secondo me il tuo stile fantasy ti aiuta molto nella fiaba, ci sono le fate, i cattivi un po’ mitologici, ma un po’, a mio parere, svia il racconto. Anche in questo capitolo il dubbio se questa è una storia fantasy mi rimane. Non vuole essere una critica semplicemente una constatazione se volevi uscire da un genere per un’altro, per il resto mi piacione le idee e le invezioni.
    Bravo!

  7. Ciao Red,
    oggi passando da qui ho trovato la tua storia alla prima puntata ed ho deciso di votare (tigrotto che diventa ragazzo). Cercherò di fare il possibile per seguirti assiduamente, l’idea mi piace e la fiaba ha un ottimo inizio, se devo trovare una pecca, lo stile lo cambierei un po’, più che semplice e infantile mi sembra prolisso.
    Questo rimane il mio semplice pare, che non sminuisce la tua bella idea.
    Bravo, avanti!

  8. E rieccoci qua! Diciamo che in questo momento il titolo “Il re Tigre” è un po’ clickbait, ma per fortuna la tua storia pare non avere molto in comune con un certo film al cinema 😛
    Scherzi a parte l’inizio è promettente, si vede che ti piace muoverti nel fantastico e nelle sue diramazioni e che conosci le “fonti” da cui puoi prendere ispirazione, ma una cosa che non mi convince appieno è che nel tuo stile c’è un’alternanza tra il tono fiabesco che mantieni per la maggior parte della narrazione e qualche incursione di un lessico molto più terra terra, che non capisco se sia voluta o meno. Anche certe descrizioni a volte sono un po’ troppo precise, per esempio non credo che Stella si sarebbe preoccupata di calcolare il raggio del castello in cui si trova o l’altezza dell’albero… comunque si tratta di piccolezze, la lettura è sempre un piacere. Per il proseguo direi che un time skip ad un tigrotto ormai adulto è un espediente classico che funzionerebbe bene, però spero di ritrovarlo comunque felino e non umano. A presto!

    • Le descrizioni terra terra non sono volute, ma è la prima volta che mi cimento in una fiaba su The Incipit e qualche errore me lo posso concedere, dai 😛
      L’altezza dell’albero od il raggio del castello (così come la forma della fontana o quella del forno) servono allo spettatore per far capire dove si trova il castello ed ipotizzare cos’è successo: guarda caso il raggio del castello è proprio la lunghezza della corda con cui l’hanno legata all’Alto Albero, ad esempio 😉

      Ciao 🙂

  9. Ciao Red,
    devo ammettere che questo genere mi risulta più congeniale. Lo preferisco ai racconti precedenti. Le ripetizioni te le hanno già segnalate e hai risposto che hai letto delle fiabe e a esse ti sei ispirato. Tieni presente che qui difficilmente ti leggeranno dei bambini. Io alleggerirei un pochino, se te lo dicono tre su tre, forse, dovresti prendere in considerazione il consiglio.
    Voto per il tigrotto cresciuto e diventato un bel ragazzo 🙂
    Alla prossima!

  10. Ciao Red,
    l’idea non mi dispiace, voto per il tigrotto che diventa bimbetto 🙂 Voglio farti notare giusto un paio di espressioni che mi suonano un po’ ridondanti: “trovava indicazioni che indicavano i percorsi da seguire per raggiungere dove voleva andare”, “in quanto il quantitativo di tigri”, probabilmente le alleggerirei 😀 A presto!

  11. Ciao Red! Questa storia la trovo, già nel suo iNCIPIT, più interessante, per mio gusto personale, del tuo precedente lavoro.
    La trama è originale e intrigante. Insomma, promette bene.
    Ogni tanto fai delle ripetizioni, tipo “indicazioni che indicavano”… che mi appesantiscono un po’ la lettura.
    Detto questo, ti seguo, perché voglio capire come va a finire.

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