Il Re Tigre

Dove eravamo rimasti?

In che modo Maros può liberarsi delle corde? Deve bagnare la sua spada nella Fonte Temprante e recidere il Nodo Invisibile! (57%)

La Fonte

«Fata, lei e la mia tutrice siete dunque la stessa persona?» chiese Maros.

«Esattamente Maros, Figlio di Re. Quando tuo padre ha abbandonato te e tua moglie, io sono giunta a darti manforte. Ora sta a te: vuoi davvero diventare Re?»

«Certamente! Sono stato istruito per questo»

«Allora devi recidere la corda che vi lega. Raggiungi la cima della montagna ed immergi la tua spada nella Fonte Temprante. Quando avrai fatto, torna da me ed io ti accompagnerò al Nodo Invisibile»

Così Maros salì la montagna fino alla sua vetta e lì trovò la Fonte. Dalle fauci di una statua usciva l’acqua che andava a finire in una pozza. Quando Maros si avvicinò, gli occhi si illuminarono.

«Chi sei tu che vieni qui alla Fonte?»

«Sono Maros, Figlio di Re, sono qui per immerge la mia spada per poter tagliare il Nodo Invisibile che lega ancora me e mia madre»

«Ciò ti sarà concesso solo se riuscirai a mettere d’accordo coloro che vengono sempre a queste fonti»

E senza aspettar risposta, gli occhi si spensero. E poco dopo giunsero due tigri con al seguito un uomo ed una donna.

«Chi sei tu che vieni qui alla Fonte?» chiesero entrambi.

«Il mio nome è Maros, Figlio di Re. Sono qui per stabilire chi deve avere accesso all’acqua»

«Chi ti ha fatto tal giudice?»

«La Fonte stessa»

«Allora devi dare l’accesso a me – dice la donna – La sua acqua prodigiosa serve per creare le medicine e guarire ogni male»

«No, devi dare l’accesso a me – dice l’uomo – La sua acqua prodigiosa serve per rendere i campi fertili e produrre cibo»

«È più importante guarire ogni male»

«È più importante sfamare»

«Scusate – l’interruppe Maros – ma non potreste attingere entrambi alla Fonte? Non trovo motivi per cui l’uno non possa attingere rispetto all’altro»

«Perché lui vuole intubare l’acqua»

«Perché lei vuole intubare l’acqua»

«E se invece faceste una bella cosa? Attingete entrambi dalla fonte. Create dei canali che servano sia a voi che ad altri. Serve sia il cibo che le medicine, come molte altre cose. Anziché essere divisi siate uniti: un unico popolo che si aiuta a vicenda a superare ogni ostacolo»

«Dici che sia possibile?»

«Vi costa qualcosa provare?»

Fu così che l’uomo e la donne presero entrambi dalla Fonte e poco dopo iniziarono a parlare e trovare sensata la proposta di quella tigre umanoide. Si allontanarono entrambi parlando da buoni amici. Gli occhi della statua si illuminarono di nuovo.

«Ben fatto Maros, Figlio di Re. Immergi pure la tua spada»

Quando Maros tornò dalla fata e lo riaccompagnò al palazzo, la madre corse ad abbracciarlo e lui le spiegò ogni cosa. Poi, seguendo le indicazioni della fata, sguainò l’arma ed ai suoi occhi apparve la corda che legava sia lui che la madre. Seguì la corda fino all’attacco e lì recise il nodo. L’intera struttura fu scossa da un terremoto: le pareti si aprirono, le tigri entrarono. Maros si pose a difesa della madre.

«Mi conoscono. Non ci faranno del male» disse.

«Certo che ti conosciamo – rispose una tigre – Conosciamo colui la cui forza, astuzia e generosità hanno passato le prove della fata»

«Conosciamo colui – riprende un’altra tigre – che ha saputo portare pace là dove altri hanno portato guerra»

«Conosciamo colui – dice infine una terza tigre – la cui spada è fatta per proteggere e non per uccidere»

Le tigri aprirono il cerchio e Maros vide l’uomo e la donna in testa ad un corteo di persone ed animali.

«Benvenuto Maros, Figlio di Re. Ti chiediamo di essere la nostra guida» dissero.

Maros si volse verso la fata.

«Ecco il tuo Regno – disse lei – Vai e costruiscilo!»

Maros prese sottobraccio sua madre e si incamminò in mezzo alla gente.

Come continua la fiaba?

  • Il Regno nasce e diviene prospero. Iniziano i problemi con i confinanti. (20%)
    20
  • Il Regno nasce e diviene prospero. Maros si innamora di una donna tigre (20%)
    20
  • Il Regno nasce. Maros si innamora di una fanciulla umana (60%)
    60
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82 Commenti

  1. Ho votato per sfidare Maros duello non rendendomi conto che questo avrebbe pareggiato tutte e tre le opzioni, chiedo venia! Ho fatto questa scelta perché mi sembra la giusta via di mezzo tra il parlamentare e l’attaccare immediatamente, la Tigre non mi sembra il tipo da tendere trappole e di sicuro ha un conto in sospeso personale con suo figlio, quindi potrebbe cercare di dimostrare la sua superiorità in questo modo… Anche se sarebbe un peccato non fare uso di tutti gli eserciti schierati!

  2. Ciao Red,
    senza volere ti ho mandato in parità le opzioni, scusa. 🙂
    Be’ stai andando bene con la costruzione della storia, sta per arrivare lo scontro finale, ma prima facciamo discutere la Tigre delle Valli con Maros, avrai comunque due capitoli per concludere.
    Ti segnalo il bisticcio di tempi verbali nella frase che segue:
    “madre Stella invece provvedevà a controllare che tutto si svolgesse correttamente ed ad aiutare a mantenere l’ordine e la calma.”
    Sulle eufoniche sai già come la penso, te le ho segnalate più volte, però: ” od un piano B.” non si può leggere 😉 e te lo devo far notare. 🙂
    Alla prossima!

  3. Buonasera Red! Alcuni dialoghi trovo siano poco fiabeschi (esempio il termine “piano B” lo vedo incentrato in un contesto più moderno).
    Mentre con il discorso di Maros alle sue truppe sei stato efficace. Un inno da vero condottiero.
    Alcune frasi nel testo erano troppo condite della parola “tigre”… mi sembravano quasi sciogli-lingua. Ma del resto è un racconto sulle tigri. Quindi è normale che la parola torni.
    In generale è stato costruito tutto bene. L’attesa della battaglia è palpabile. Hai fatto un buon lavoro!
    Ci si legge!

    • Lo ammetto: non sapevo cosa mettere al posto di “piano B” senza fare arzigogoli di parole. Comunque continua a farmi notare queste cose che mi servono per migliorare 😀
      Non ho trovato sinonimi di “tigre” da poter usare quindi…
      Per tutto il resto, grazie ^_^

      Ciao 🙂

  4. Bravo Red Dragon. Scusa, arrivo solo ora ma ho letto tutto insieme, perché sono un po’ pigra e non ce la faccio a star dietro a tutti quanti, ma a te ci tenevo visto che tu mi segui, e non mi riusciva di trovarti… con l’età mi si è abbassata la vista!
    Allora storia avvincente, piena di cose straordinarie. Per me un po’ troppe infilate tutte in una storia, ma forse è questo che ne decreta il successo. Personalmente come avrai visto io mi dedico più ai personaggi. Il tuo Maros è un eroe classico, non ne sbaglia una! più da favola che da fantasy direi. Aspetto la grande battaglia, ho votato per l’addestramento perché questa è una fase che mi piace sempre molto nelle guerre epiche, il coinvolgimento della gente comune voglio dire.
    A presto!

    • Ciao! Sì è un eroe classico da fiaba, perché di una fiaba si tratta ^_^
      Se hai avuto modo di leggere altre mie storie, anch’io mi dedico molto ai personaggi (caratteri permettendo) ma in una fiaba è meglio puntare un po’ più sugli stereotipi (anche se qualche piccola modifica mi piace sempre metterla 😉 ) per evitare di perdere il feeling della fiaba e trasformarla in un fantasy. Che è poi la difficoltà di costruire una fiaba: devi mantenere una certa struttura ed un certo tono 😉
      Le cose fantastiche le ficco sempre ovunque, a volte, come dici tu stesso un po’ troppo, ma molto spesso aiutano a definire un mondo 🙂

      Ora passo ad inventarmi il prossimo capitolo e vediamo se riesco a scriverlo stasera o domattina ^_^

      Ciao 🙂

  5. Abbiamo appena avuto una “quest”, che mi è piaciuta particolarmente tra l’altro, quindi direi che per adesso basta girovagare in cerca di alleati e oggetti magici e pensiamo alla difesa del popolo. Uno dei capitoli più riusciti a parer mio, è vero che si notano la necessità di stringere i tempi e la difficoltà di raccontare lunghe avventure in poco spazio, ma una storia come questa funziona anche così. Ciao!

  6. Ciao Red!
    Sono contenta che hai aggiornato.
    Parto con le mie osservazioni:

    -animali che camminano su due zampe, non mi sembra così strano… lo hai messo in elenco come se fosse una particolarità al pari di “persone con le ali di pipistrello”. Lo struzzo è bipede, per esempio… e potrei citartene altre di creature simili. Ma questa è una piccola incoerenza, decisamente poco grave.

    – non hai perso il tono fiabesco. Anzi, con le prove da superare per Maros, sei rimasto “centrato” all’obiettivo.

    – purtroppo per i pochi caratteri di THe INCIPIT, alcuni passaggi risultano un po’ velocizzati. Anche io ho questo problema. 5000 caratteri non bastano mai.

    – mi hai lasciato la curiosità di capire cosa deve fare ancora il povero Maros.

    A presto! Ci si legge!

  7. Rieccomi, Red Dragon. Ho votato per il popolo variegato, viva la varietà e la diversità! 😀
    Una fiaba è un’ottimo palcoscenico nel quale inscenare l’eterno conflitto padri e tigri… ahm, figli.
    Dici che Maros non ha un esercito? E qualche chilata di tigri non sono un buon inizio, per un esercito? 😀 😀
    Vediamo come la magia del nuovo popolo aiuterà Maros a mantenere la pace nel Regno.

    Ciao, ti auguro un sacco di giorni tigrati e coccolosi 😀

    • Grazie dei giorni tigrati e coccolosi ^_^

      Le tigri sono un buon inizio, ma non sono un esercito che possa battere la Tigre delle Valli: quello avrà almeno le armi a distanza 😉 Difatti Maros inizia con “il nostro esercito…” e poi si rende conto di non possederlo realmente 🙂

      Ciao 🙂

  8. Visto che la gemma si trova su un picco propenderei per un popolo avicolo, anche perchè sono curioso di vedere una città tra le nuvole. Ti suggerirei per risparmiare qualche carattere di evitare di ripetere tutte le volte Fata/Tutrice, c’è stata quell’incomprensione qualche capitolo fa ma ora non è più necessario specificarlo ogni volta 🙂

    • Siamo in pari. Vediamo se si sblocca o se devo inventarmi un popolo sia avicolo che magico 😀

      Per quanto riguarda la Fata/Tutrice, forse dovrei dargli un nome… o forse continuerò a chiamarla così, magari abbreviandola in Fata 😉

      Ciao 🙂

  9. Per fortuna non c’è stato uno scontro diretto tra Maros e la Tigre delle Valli, altrimenti questo episodio avrebbero perso il tono fiabesco. Ho votato per la gemma come fonte di energia. Per mettere Maros in difficoltà a livello umano. Se ottiene la gemma, ottiene l’aiuto del guerriero invincibile. Però a che prezzo? A scapito del popolo magico? E Maros che cosa farà? Vediamo che succederà nel prossimo episodio. Sperando che rimanga questa opzione.😄

  10. Recuperato. Istintivamente avrei detto guerra, ma ho scelto l’invito. Perché l’avrei visto più adatto come seguito. Mi immaginavo una Tigre delle Valli subdola. Che avrebbe cercato di conoscere il nemico per scoprire i punti deboli Maros. Vabbè vediamo che combinerà con questa guerra e come reagirà Maros.

    • Sì, era come avrei reso la Tigre delle Valli se avesse vinto quell’opzione, ma ha vinto l’attacco diretto, quindi procederò con quello. È probabile che l’episodio arrivi domani mattina perché stasera son fuori a cena ^_^

      Ciao 🙂
      PS: bentornata tra i miei lettori 🙂

  11. Ciao Red,
    be’ mi pare ovvio che muoverà guerra!
    Un capitolo sdolcinato adatto proprio a una fiaba. Ti faccio notare la frase: …sistemandosi i suoi lunghi capelli color del grano. Se usi il riflessivo e sottinteso che i capelli sono i suoi, quindi è una ripetizione. Avrei evitato la descrizione della tunica a canottiera, che fa un po’ cantiere edile, ma per il resto direi bene.
    Alla prossima!

  12. Per come la Tigre delle Valli è stata descritta fino ad ora credo che muoverà guerra alla prima occasione! L’introduzione di Graziosa è molto classica, ma il personaggio sembra più simile alle eroine moderne che alle donzelle delle fiabe, anche solo per la consapevolezza dell’effetto che fa sulla gente (e non solo) e questo l’ho molto apprezzato. Anche per questa ragione mi ero fatto l’idea che nascondesse qualche segreto più oscuro, ma il matrimonio combinato è un buon modo per riportare il padre di Maros in scena. Al prossimo capitolo!

  13. Prevedo una guerra e comprendo di conseguenza l’atteggiamento sconvolto della madre di Maros.
    Ogni tanto c’è qualche tempo verbale che mi suona sbagliato.
    Ma vabbè, “digiti la prima lettera chi non ha mai lasciato dietro di sé refusi ed errorini”.
    Io penso, come già ti scrissi, che questo genere ti calzi a pennello. Sembra il tuo. Ci sono sicuramente parti da migliorare, frasi da limare, situazioni che vedo poco attinenti al genere fiabesco (come la ragazza che “si concede” a Moros… ma forse sono io che sono una bigottona del 1800, quindi questa critica non so neanche se devi considerarla tale).
    Un’altra cosa… poi giuro che la pianto, ma se non mi interessasse la storia, non sarei così “rompina”, come fanno i parenti di Graziosa (bel nome che hai scelto) a capire della sua “fuitina”? Sicuramente avranno avuto i loro sospetti, forse non vedendola tornare a casa, perché non credo le abbiano fatto una visita ginecologica (poco fiabesco, ma anche le fiabe sono in evoluzione), il test con la macchina della verità o annusato i ferormoni nell’aria che sono cambiati.
    C’è come un buco di trama, forse per mancanza di caratteri.
    Non prendere male queste critiche, non sono un’esperta di fiabe. Anzi, non sono un’esperta di niente (forse solo di cavalli), quindi se sbaglio fammi sapere.
    Ci si legge.

    • Allora, sì è possibile che abbia sbagliato qualche tempo: l’ho scritto all’una di notte e gli errori sono facili a quell’ora 🙂
      Come hanno fatto i genitori a saperlo? Semplice: glielo ha detto! Sospetti, come hai detto tu, già li avevano, quindi la sua confessione è stata presa per vera. Una delle cose che volevo fare di Graziosa (non ho idea se mi entreranno nel resto della fiaba) è che lei non mente, al massimo dice mezze verità. Il fatto che si “conceda” era il suo unico modo per evitare di sposare colui che non l’amava (come ha detto fata/tutrice: “sei disposta a fare una pazzia?”). Avrei potuto forse farlo più fiabesco ma non so. Nelle ultime fiabe italiane, raccolte da Italo Calvino, che ho letto, non sono poche le donne che si concedono per amore (ad intendere che è l’estremo atto d’amore). Ok, ci sono anche molte principesse addormentate che vengono risvegliate dal principe di turno che “se le fa”, ma non mi sembrava il caso…
      In verità nella prima bozza, Maros avrebbe dovuto incontrare un’altra fanciulla che lo rifiutava, prima che Graziosa si innamorasse di lui, ma poi ho preferito la versione attuale, sia perché non mi bastavano i caratteri, sia perché mi sembra più carina questa versione 😉

      E le critiche costruttive aiutano a migliorare, quindi continua a criticare ^_^

      Ciao 🙂
      PS: E se un giorno scriverò qualcosa sui cavalli, mi aspetto un sacco di correzioni da parte tua 😉

  14. Ti ritrovo volentieri con una bella storia che mi ha già conquistata, sarà il tono fiabesco che invita a mettersi comodi e ascoltare le avventure di questo ragazzo tigre. Nelle favole tutto può accadere, ma quello che accade è che c’è sempre una storia d’amore, quindi ho votato per Maros che si innamora di una fanciulla umana. Buon lavoro!

  15. Aspetterei a parlare di problemi con altri regni, penso sarebbe interessante per vedere come Maros sarà un regnante diverso dal padre ma per il momento darei la priorità ad una bella storia d’amore, quindi voto per la fanciulla umana. Concordo con Caterina quando dice che ti vede migliorato, magari è anche una questione di generi diversi ma mi sembra che al di là dello stile tu abbia imparato a gestire meglio tempi e spazi rispetto alla prima tua storia che ho letto.
    Alla prossima!

  16. Voto una donna umana. Trovo interessante l’incontro tra due razze diverse. Soprattutto nel periodo di odio in cui viviamo, penso che noi aspiranti scrittori, quando ne abbiamo l’opportunità, dobbiamo lasciare messaggi positivi nelle nostre storie di fantasia.
    Mescolare mondi e culture differenti è molto più stimolante e coraggioso.
    Detto questo, caro Red, ti trovo migliorato, ma non solo dentro questo racconto. Ti trovo migliorato in generale e molto più a tuo agio (magari sbaglio, è una mia sensazione) in questo genere.
    Rispetto a “La sacerdotessa”, secondo me, hai limato molti difetti.
    Quindi bravo, hai accettato i consigli e hai trovato un filone narrativo adatto al tuo stile (questo non significa che non dovrai sperimentare altro, eh).
    Sono curiosa di leggere il prossimo capitolo.

    • Grazie! ^_^ Cerco di migliorare ad ogni racconto (anche se ogni tanto faccio capitomboli). La Fiaba mi piace molto ma richiede un certo stile e struttura per non essere semplicemente un Fantasy e non sempre riesco a mantenerlo. Vediamo come va questo esperimento ^_^

      Ciao 🙂

  17. Confermo che lo stile fiabesco ti riesce davvero bene, continua così che questo capitolo è davvero stato un piacere da leggere. L’unico appunto che ti è già stato fatto notare è che la rivelazione sulla tutrice non è molto chiara, ho dovuto leggere nei commenti come stavano le cose altrimenti non lo avrei proprio capito. Per il prossimo voto per gli insetti affamati, che mi sembrano proprio una bella idea. A presto!

  18. Voto per l’idea della fonte e del nodo invisibile.
    Ma non ho capito alcune cose. In una risposta ad un commento ricordi che Stella è stata legata all’albero. Lo è ancora? E se la tutrice di Maros è legata al palazzo come ha fatto a ritrovarsi al cospetto della fata? Non ho capito se è un evento del suo passato o presente.
    Comunque, un re che va a consegnare il proprio figlio alla fata che potrebbe levargli il regno non è proprio saggio.😅 Con questo non voglio dire che non sia una storia bella. Sicuramente ti seguirò per vedere cosa hai in mente. 🙂

    • Allora, la madre è legata al palazzo e Maros alla madre. La tutrice è in realtà la fata (non mi è entrato l’esclamazione del protagonista che avrebbe dovuto farlo capire) che (micro spoiler) lavora contro la Tigre delle Valli (il padre di Maros che ha abbandonato la moglie, là dove dimorano le tigri). Ancora non abbiamo visto suo padre cosa sta facendo e forse non lo vedremo prima del quinto capitolo (ma non si sa mai). Altri dubbi? 🙂

      Ciao 🙂

  19. Fonte temprante.
    Secondo me il tuo stile fantasy ti aiuta molto nella fiaba, ci sono le fate, i cattivi un po’ mitologici, ma un po’, a mio parere, svia il racconto. Anche in questo capitolo il dubbio se questa è una storia fantasy mi rimane. Non vuole essere una critica semplicemente una constatazione se volevi uscire da un genere per un’altro, per il resto mi piacione le idee e le invezioni.
    Bravo!

  20. Ciao Red,
    oggi passando da qui ho trovato la tua storia alla prima puntata ed ho deciso di votare (tigrotto che diventa ragazzo). Cercherò di fare il possibile per seguirti assiduamente, l’idea mi piace e la fiaba ha un ottimo inizio, se devo trovare una pecca, lo stile lo cambierei un po’, più che semplice e infantile mi sembra prolisso.
    Questo rimane il mio semplice pare, che non sminuisce la tua bella idea.
    Bravo, avanti!

  21. E rieccoci qua! Diciamo che in questo momento il titolo “Il re Tigre” è un po’ clickbait, ma per fortuna la tua storia pare non avere molto in comune con un certo film al cinema 😛
    Scherzi a parte l’inizio è promettente, si vede che ti piace muoverti nel fantastico e nelle sue diramazioni e che conosci le “fonti” da cui puoi prendere ispirazione, ma una cosa che non mi convince appieno è che nel tuo stile c’è un’alternanza tra il tono fiabesco che mantieni per la maggior parte della narrazione e qualche incursione di un lessico molto più terra terra, che non capisco se sia voluta o meno. Anche certe descrizioni a volte sono un po’ troppo precise, per esempio non credo che Stella si sarebbe preoccupata di calcolare il raggio del castello in cui si trova o l’altezza dell’albero… comunque si tratta di piccolezze, la lettura è sempre un piacere. Per il proseguo direi che un time skip ad un tigrotto ormai adulto è un espediente classico che funzionerebbe bene, però spero di ritrovarlo comunque felino e non umano. A presto!

    • Le descrizioni terra terra non sono volute, ma è la prima volta che mi cimento in una fiaba su The Incipit e qualche errore me lo posso concedere, dai 😛
      L’altezza dell’albero od il raggio del castello (così come la forma della fontana o quella del forno) servono allo spettatore per far capire dove si trova il castello ed ipotizzare cos’è successo: guarda caso il raggio del castello è proprio la lunghezza della corda con cui l’hanno legata all’Alto Albero, ad esempio 😉

      Ciao 🙂

  22. Ciao Red,
    devo ammettere che questo genere mi risulta più congeniale. Lo preferisco ai racconti precedenti. Le ripetizioni te le hanno già segnalate e hai risposto che hai letto delle fiabe e a esse ti sei ispirato. Tieni presente che qui difficilmente ti leggeranno dei bambini. Io alleggerirei un pochino, se te lo dicono tre su tre, forse, dovresti prendere in considerazione il consiglio.
    Voto per il tigrotto cresciuto e diventato un bel ragazzo 🙂
    Alla prossima!

  23. Ciao Red,
    l’idea non mi dispiace, voto per il tigrotto che diventa bimbetto 🙂 Voglio farti notare giusto un paio di espressioni che mi suonano un po’ ridondanti: “trovava indicazioni che indicavano i percorsi da seguire per raggiungere dove voleva andare”, “in quanto il quantitativo di tigri”, probabilmente le alleggerirei 😀 A presto!

  24. Ciao Red! Questa storia la trovo, già nel suo iNCIPIT, più interessante, per mio gusto personale, del tuo precedente lavoro.
    La trama è originale e intrigante. Insomma, promette bene.
    Ogni tanto fai delle ripetizioni, tipo “indicazioni che indicavano”… che mi appesantiscono un po’ la lettura.
    Detto questo, ti seguo, perché voglio capire come va a finire.

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