La ragazza dell’hangar 8 (sfida con lauraastarita)

Dove eravamo rimasti?

Un giorno come un altro a Giulia accade qualcosa che stravolge il suo mondo. Cosa? Giulia apprende qualcosa sull'incidente che l’ha resa orfana. (63%)

Rabbia

Lo I-HFKS era atterrato da meno di mezz’ora ed era già vuoto. Non fu difficile per Giulia entrarvi e razziare tutto quello che poteva portarsi via. Merendine e cuscini da viaggio ormai ne aveva trovati a centinaia, cercava qualcosa di più ambìto. Un cosmetico, un libro o un gioiello. Trovò un coltellino svizzero.

Si infilò in tasca il malloppo e si incamminò verso il secondo piano dell’aeroporto. Era l’ora del notiziario esclusivo. Nella stanza relax dalle pareti imbottite, piena di divanetti colorati e tavolini di plastica, due uomini sui trent’anni erano seduti uno di fronte all’altro.

-…ed era lì lì per finirlo, quando è entrato il figlio piccolo e lei si è lasciata distrarre. L’amante è riuscito a immobilizzarla. Adesso è agli arresti.

-In natura le femmine sono più aggressive dei maschi, dicono.

-Non solo in natura.

Eugenio e Franco lavoravano per due giornali diversi ma si scambiavano spesso informazioni. La stanza relax era il luogo dei loro incontri segreti. Se lo avessero saputo i loro superiori probabilmente sarebbero finiti in mezzo alla strada. Giulia si nascondeva nel condotto d’aria e sdraiata sul fresco metallo ascoltava le notizie inedite di cronaca nera e gossip.

-Come si può pensare di uccidere una persona con una forchetta?

-Disperazione immagino. Ci farai un pezzo?

-Non credo, ho già qualcosa di grosso tra le mani.

-Ossia?

-Ti ricordi il 747 che saltò in aria una decina di anni fa?

Giulia sobbalzò nel condotto. Si avvicinò al bocchettone per sentire meglio.

-Sì e allora?

-Uno dei meccanici dell’aeroporto ha confessato di aver sostituito la scatola nera. Aveva l’ordine di distruggerla ma lui l’ha tenuta per garanzia e adesso ha intenzione di consegnarla alle autorità.

-Perché avrebbe dovuto fare una cosa del genere?

-Questo non l’ha detto. Non ha voluto parlare senza la protezione della polizia.

-Quindi ora è con i piedipiatti.

-Esatto. In ogni caso una cosa è certa: l’esplosione dell’aereo non è stata un incidente.

Giulia non riusciva a credere alle sue orecchie. Senza badare al chiasso che fece strisciò fuori dal cunicolo di lamiera e corse verso il suo rifugio. Si lanciò sul letto con il fiatone e scoppiò a piangere in preda a una crisi di nervi. La vecchia ferita si era riaperta e tutto il sangue stava colando per terra, mischiandosi alle sue lacrime.

Giulia si risvegliò nel pieno della notte da un sonno senza sogni. Si stropicciò gli occhi arrossati dal pianto e si alzò in piedi. La luce della luna piena illuminava debolmente l’interno dell’hangar. Ci mise un po’ a rendersi conto che qualcosa si muoveva nella semi oscurità davanti a lei. Una persona armeggiava silenziosamente con gli armadietti degli attrezzi. Cercando di non farsi notare la ragazzina scivolò nell’ombra, allontanandosi dalla figura che pareva aver trovato quello che cercava e si arrampicò su un tubo di metallo, che correva da un lato all’altro della sua casa.

Una luce azzurra illuminò il viso dell’uomo e Giulia ebbe un sussulto. Il meccanico che anni prima le aveva regalato la lampada-fanale si inginocchiò davanti a un buco apertosi nel pavimento e vi infilò un pacchetto di cartone. Giulia restò a fissarlo per qualche secondo, ricordandosi le parole di Franco. Non aveva mai avuto motivo di portare rancore verso qualcuno, ma sapendo che quello poteva essere anche solo lontanamente responsabile della morte dei suoi genitori non seppe trattenersi. Saltò d’impulso giù dal suo nascondiglio e atterrò con i piedi sulla schiena dell’uomo, che crollò a terra svenuto.

Dieci minuti dopo l’uomo riprese i sensi e iniziò a divincolarsi. Giulia gli aveva legato braccia e gambe con del nastro isolante.

-Chi sei?

Giulia non rispose.

-Se sono i soldi che vuoi, prenditeli! Non posso stare qui.

-Chi sei?

Adesso fu lui a restare in silenzio. Aveva riconosciuto la voce. Giulia ripeté la domanda.

-Sono Gerry, lavoravo qui come meccanico. Tu..?

-Questo lo so! Cosa centri con l’aereo che è esploso nove anni fa?

-Come sai..? Aspetta, tu sei..?

Giulia sentì dei passi provenire da fuori l’hangar accompagnati da un vociare confuso.

-Sono qui per me, per la scatola. Se mi trovano… Ragazzina… Giulia! Ti chiami così, vero? Se adesso non mi sleghi, i veri colpevoli non verranno mai puniti. E tutto resterà sepolto sotto la cenere. Per sempre stavolta.

Giulia si sentì attanagliare lo stomaco, come se un animale selvaggio le avesse morso l’intestino. Non sapeva se fidarsi o meno, ma date le circostanze non poteva permettersi il beneficio del dubbio. Slegò l’uomo e gli disse di seguirla. Attraversarono correndo la zona di imbarco, illuminata a giorno dai fari delle piste, tra aerei che lasciavano il terminal e quelli che vi si avvicinavano per riempirsi di nuovo il ventre di persone.

Si reputarono al sicuro solo quando furono in mezzo alla gente. Nella hall del multipiano, piena di personale della sicurezza non poteva certo avvenire un rapimento. I due si sedettero su una panchina, davanti a un ristorante italiano. Entrambi avevano il fiatone, ma la ragazzina non smise mai di fissarlo.

Quando ebbero ripreso fiato Giulia rivolse all'uomo una domanda:

  • Come fai a sapere chi sono? (25%)
    25
  • Perché l'aereo è stato fatto saltare in aria? (63%)
    63
  • Dove va portata la scatola nera? (13%)
    13
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

7 Commenti

  1. Mi è piaciuta molto la velocità del racconto che ti trascina nel ritmo vorticoso di quello che succede, delle paure, delle corse, dei nascondigli.
    Qualche verbo poteva essere sostituito da sinonimi più moderni (reputare ecc.)

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi