La ragazza dell’hangar 8 (Sfrida con Massimo Paolini)

Dove eravamo rimasti?

Personaggio interessante, questa Giulia, vero? Come volete che inizi la sua storia? Giulia incontra un alleato (50%)

Manuel

Manuel giocherellava con il suo rasta, semi sdraiato sul sedile posteriore della Hyundai del suo “carceriere”, come lo chiamava lui, ma che da tutti veniva chiamato Fredo.

“Dove andiamo di bello oggi?”

“Come mai ti interessa? Non è da te interessarti a quello che facciamo.”

“Peccato che però debba farlo lo stesso. Quindi, mi dici dove stiamo andando oppure no?”

“Andiamo in aeroporto. È poco più fuori dalla città.”

Manuel si sedette in modo più composto sul sedile. Da quando era in riformatorio, lavorare all’Associazione Per I Diritti Umani di Fredo, aka APIDUF, era il “lavoro socialmente utile” più socialmente inutile che avesse fatto. Per la maggior parte del tempo gli facevano fare delle fotocopie, o servire zuppa a dei senzatetto. Adesso, per la prima volta, avevano una “missione fuori porta”, e Fredo ci teneva a portare anche Manuel per fargli vedere di cosa si occupava veramente. Manuel rimpiangeva di essere scappato dalla casa famiglia in cui era cresciuto… lì almeno gli facevano fare il meccanico, e si divertiva. Adesso invece se ne stava lì a perdere tempo, o meglio, a cercare di risolvere i casini delle persone più sfortunate di lui – il che equivaleva a dire perdere tempo. Le Associazioni non servivano a nulla, e da bravo ex “bambino sfortunato” qual era, Manuel lo sapeva fin troppo bene.

“È inutile che ti dica, ovviamente, che non puoi scappare. Non in un aeroporto, almeno, con tutta la sorveglianza che c’è… ci sono guardie ovunque.”

“Se hanno chiamato noi vuol dire che la sicurezza non è così infallibile.”

Fredo non rispose e Manuel tornò a giocare con il suo rasta.

Arrivati all’aeroporto, Fredo e Manuel vennero fermati da due addetti alla sicurezza. Il direttore voleva parlare solo con Fredo, quindi a Manuel venne chiesto di restare nella hall insieme ad uno dei due.

Manuel lasciò che la guardia che gli era stata assegnata lo squadrasse dall’alto al basso. Era abituato a quegli sguardi: un ragazzino difficile… i rasta, i denti rotti, i piercing eccetera, lui era il criminale, il giovane di 17 anni dal futuro bruciato. Era abituato ad essere trattato come un pericolo. Nemmeno più gli pesava, ormai.

“D’accordo, allora andiamo.”

Fredo si allontanò con la sua nuova scorta e Manuel restò lì a braccia conserte insieme alla propria.

“Amico, non potrei scappare da un aeroporto neanche se volessi… posso almeno andare a comprare le sigarette?” Disse indicando un tabaccaio dell’aeroporto.

“Ti lasciano fumare in riformatorio?”

“Non in riformatorio, ma all’ APIDUF sì. Se non lo facessero diventerei molto più difficile da gestire…” Un lampo di terrore attraversò gli occhi dell’omone, ma Manuel non poté esserne certo.

“D’accordo, vai. ”

Manuel si allontanò, ma notò che la guardia lo seguiva a distanza. Si affrettò a mettersi in fila per comprare le sigarette. Una ragazza si era accodata dietro di lui, ma non ci fece troppo caso. Arrivato il suo turno, il tabaccaio lo interrogò:

“Hai 18 anni, ragazzino?”
“Certo. Non si vede?”

“Per niente. Hai un documento?”

Dire che aveva perso il documento in un aeroporto suonava troppo come scusa, questo Manuel lo sapeva.

E adesso cosa gli dico?

Qualsiasi scusa Manuel si sarebbe inventato, venne interrotta subito sul nascere da un grido:

“A ladro!”

Il tabaccaio, con uno scatto, si fiondò oltre il bancone.
“Hey tu, che stai facendo??” Manuel si voltò, e vide la ragazzina che si era messa in fila dietro di lui nell’atto di infilarsi una rivista sotto la giacca… “Fermati!” Urlò il tabaccaio in direzione della giovane ladra. La ragazzina si lanciò subito alla fuga, nonostante  la tabaccheria fosse davvero troppo piccola ed affollata. Infatti, la ragazzina, tentando di sgattaiolare fuori, si andò a scontrare proprio contro il petto di Manuel, che si trovava sulla sua traiettoria. La ragazza sollevò lo sguardo, spaventata, verso il ragazzo. Lei aveva i capelli biondi, un poco spettinati, e grandi occhi neri pieni di paura. Manuel agì forse d’istinto, e l’abbracciò, bloccando sul nascere ogni altro tentativo di fuga.
“Sara, sorellina mia!” Le disse affettuosamente. “Quante volte ti ho detto che non devi fare così? Le persone crederanno che stai rubando, quando in realtà non è così!”

Il tabaccaio li osservava allibito a due passi di distanza, come se fosse congelato.

“Mi scusi,” gli disse Manuel, “Soffre di ansia sociale. Volevo prenderglielo io quel giornaletto… lei però si vergogna di chiederlo e allora fa queste cose… nostra madre è disperata, non sa più come farle capire che non deve fare così… ora Sara, dammi il tuo giornaletto, così pago quello, le sigarette e poi ce ne andiamo.” Lei lo osservò un secondo, come se stesse decidendo se fidarsi o no. “Non lo dirò alla mamma, tranquilla.” Le disse Manuel, e vide che la ragazza tentò a forza di trattenere un sorriso: aveva deciso di fidarsi. Dunque, lei consegnò il suo bottino al nuovo alleato.

“Scusa, non volevo sgridare tua sorella… prendi pure le tue sigarette. Sono 8 euro in tutto.”

“Mi scusi lei, davvero… non avete quelle blu, vero?”

Cosa succederà ai due ragazzi nel prossimo episodio?

  • Giulia aiuterà Manuel a scappare dal riformatorio (33%)
    33
  • Manuel tradirà Giulia, denunciando il suo accattonaggio in aeroporto (17%)
    17
  • Giulia porterà Manuel nel suo nascondiglio (50%)
    50
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