La selezione

Capitolo I

Indossava il suo abito preferito, un vestito turchese con il corpetto attillato che ne sottolineava il fisico magro e che poi si apriva in una gonna morbida, i capelli ricci neri erano stati lasciati sciolti, due ciocche tirate indietro e fermate con una molletta nera che si confondeva con la capigliatura.

Il volto era curato con un trucco leggero che aveva l’obiettivo di nascondere i difetti della pelle rendendogliela omogenea, gli occhi azzurri ghiaccio erano sottolineati da una matita nera che glieli allungava appena. Camminava con passo tranquillo, i tacchetti che battevano contro il pavimento creando il loro classico rumore ritmico.

Lo sguardo vagava tra le persone che la circondavano, tutte avevano dipinto sul volto quella che immaginava fosse la sua stessa espressione, un misto di preoccupazione e terrore puro. Vide le madri che tenevano i figli più piccoli stretti a sé, le lacrime che rendevano i loro occhi lucidi. Alcune di quelle persone le riconobbe come vicini di casa, persone che aveva incontrato al supermercato, colleghi di lavoro. Altri invece le erano totalmente sconosciuti, magari si erano tirati una spallata per errore, si erano scambiati qualche parola di cortesia ed avevano proseguito per la loro strada, senza aspettarsi che un giorno si sarebbero ritrovati chiusi in quella palestra in attesa di avere notizie sul loro futuro.

Si scansò per lasciare spazio ad una donna incinta di sedersi, quella le dedicò un sorriso dolce e lei non poté fare altro di abbassare lo sguardo e spostarlo altrove, le guance leggermente arrossate.

Si mise in un angolo, la schiena appoggiata al muro sporco, lo sguardo fisso verso il piccolo palco improvvisato al centro della sala.

I mormorii delle persone si spensero appena due ufficiali entrarono nella sala scortando il sindaco che aveva lo sguardo basso ed il volto pallido impelato di sudore. Sembrava particolarmente agitato e lei capì che le notizie che avrebbe dato non sarebbero piaciute a nessuno.

Salì su quel palchetto, i due ufficiali appostati ai suoi due lati. La giovane si permise di far vagare lo sguardo in mezzo alla sala chiedendosi se non vi fossero altre persone nascoste dai lati armate, pronte a scattare ed a difendere l’uomo in caso la folla si agitasse e tentasse di aggredirlo.

“Cari cittadini,” iniziò a dire con la voce alta ma tremante, “Ciò che sto per dirvi non è piacevole. Le notizie che avete sentito sono vere. La tossicità nell’aria ha raggiunto livelli critici e anche le nostre riserve d’acqua risultano inquinate e tossiche per l’uomo se ingerite.”

Alcune persone emisero gemiti strozzati, altri si lasciarono scivolare dalle labbra leggeri singhiozzi, altri ancora, come lei, mantennero lo sguardo alto e fisso. Il sindaco tuttavia non li guardava neanche, manteneva gli occhi bassi.

“Come avrete saputo le costruzioni della città delle nuvole non sono ancora state completate ma i lavori sono praticamente a termine, alcune persone già la abitano e non stanno subendo alcuna delle conseguenze dovute all’esposizione della tossicità dell’aria. La città si trova abbastanza in alto da non permettere alla gran parte dell’inquinamento di raggiungerla; in aggiunta sono presenti turbine che riescono a purificare ulteriormente l’aria interna. Per il problema dell’acqua sono stati costruiti dei macchinari che riescono a purificarla mescolandola a quella che era stata raccolta quando ancora i livelli di inquinamento non avevano raggiunto quelli di oggi. La tossicità non è assente ma è possibile sopravviverle abbastanza per adattarvisi lentamente.”

Tutto quello non era una novità, erano cose che si leggevano e sentivano da anni, nessuno era particolarmente stupito.

“A causa dell’aumento della tossicità è calcolato che l’80% della popolazione, forse anche di più, si ammalerà e morirà presentando problemi di respirazione e casi di cancro nei primi anni. Più della metà di chi resterà in vita avrà semplicemente dimostrato più resistenza alla nuova situazione e ci metterà più tempo a perire. Solo una minima parte riuscirà effettivamente a sopravvivere ed a mettere al mondo una futura generazione. Generazioni dopo generazioni l’essere umano che rimarrà a vivere sulla terra riuscirà ad evolversi ed adattarsi alle nuove condizioni.

“Proprio a causa della grave situazione nella quale versiamo la Città delle nuvole sarà aperta ad una parte della popolazione che vi potrà trasferirvisi. Gli altri dovranno restare qui ed accettare ciò che accadrà.”

Un brivido gelido le scese lungo la schiena, il cuore le pulsava doloroso nel petto, tutti erano in un silenzio religioso.

“Troverete il modulo per fare richiesta di trasferimento all’interno del sito del nostro Governo. Ogni persona che intende prendere parte al programma dovrà presentare richiesta, anche i bambini. Ulteriori istruzioni le troverete sul sito.” L’uomo prese un lungo respiro e, finalmente, si decise ad alzare lo sguardo verso gli altri. “Auguro a tutti voi di riuscire a trovare la salvezza.”

Cosa dovrebbe fare ora Michela?

  • Domandare subito al Sindaco quali siano i metodi di selezione. (100%)
    100
  • Uscire e decidere di non presentare la sua domanda con la convinzione che il sistema di selezione sia corrotto. (0%)
    0
  • Uscire e decidere di presentare la sua domanda. (0%)
    0
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12 Commenti

  1. La zia no.
    Povera non che ce l’abbia con lei…
    Ciao Kikita.
    Un capitolo ben scritto, i dialoghi mi risultano credibili e i piccoli particolari, come le maschere abbandonate sull’attaccapanni, danno un ricco un più di credibilità all insieme. Non saprei per il divano nuovo, viste le condizioni in cui versano, ma forse non tutto è ancora precipitato.
    Bene così, alla prossima!

  2. Molto belli questi capitoli iniziali, mi è piaciuta molto l’atmosfera ansiogena che sei riuscita a creare, una distopia che purtroppo non ha poi così tanto di fantascientifico. Mi ha fatto ricordare il film “Il dottor Stranamore”, quando verso la fine fanno un elenco delle caratteristiche che dovranno avere gli uomini e le donne incaricati di ripopolare il mondo. Voto anch’io per il poliziotto in borghese, al prossimo capitolo!

    • Devo ammettere di non aver mai visto “Il dottor Stranamore” ma correggerò appena possibile 🙂
      Sono contenta di essere riuscita a creare un’atmosfera ansiogena; spero di riuscire a mantenerla lungo tutta la storia e di non farla scemare troppo.
      Il poliziotto in borghese alla fine ha stra vinto, spero che questo nuovo terzo capitolo soddisfi un po’ le aspettative e spero di rileggere un tuo commento.
      Kikita

  3. Ciao Kikita,
    ho votato il poliziotto in borghese, la ragazzina e l’anziano sarebbero stati troppo vicini ai cliché del genere. Il racconto è interessante, anche se non originalissimo. D’altronde, si sa: le storie sono già state tutte raccontate; tutto sta a vedere come le raccontiamo 😉
    Attenzione ai refusi, alle eufoniche e alla comprensibilità di alcune frasi.
    “…le mani che andarono a sfiorare la fondina dove erano assicurate le armi”
    “Chi aveva deciso di non gettarsi sui poliziotti armati iniziarono a correre…” per esempio. Sono sicura che si tratta di sviste, facilmente risolvibili con un paio di riletture prima della pubblicazione.
    Ti segnalo anche un “già” anziché “giù” (era riversa a pancia in…)
    Sono comunque convinta che puoi tirare fuori un bel racconto, quindi ti seguo e aspetto il terzo.
    Alla prossima!

    • Ero terrorizzata da quella scena, volevo cercare di rendere il tutto al meglio e credo di averla scritta e cancellata non so quante volte prima di fissarmi su una versione e sistemarla!
      Ti ringrazio tanto per il complimento ed i tuoi commenti 🙂

    • Grazie mille per il tuo voto e per il tuo commento, è sempre bello sentire la voce dei lettori 🙂
      L’opzione delle spiegazioni al sindaco è sicuramente la vincente, questa sera spero di riuscire a soddisfare le vostre curiosità e di poter analizzare ancora un po’ questa Terra futura.
      Kikita

  4. Ciao! 😁

    Ti dico subito che ho votato per chiedere al sindaco dei metodi di selezione perché mi è parsa l’unica che non banalizzasse il seguito della storia.
    Comunque passando alla storia in se, mi è piaciuta, anche molto. Forse sono un po’ di parte visto che mi piace il genere apocalittico 😉, ma comunque l’ho trovata fresca e nuova sul sito.
    Il concept della Terra contaminata e della città delle nuvole a cui si accede solo con la selezione mi è parso già da adesso promettente e si preavvisano scintille e fuoco vivo nei prossimi capitoli.

    Unica cosa, se posso, vorrei segnalarti un’allegria curiosa a cui mi hanno rimandato la situazione e le parole del sindaco. Non so se sia voluto, ma ho pensato a Titanic.
    La Terra può essere come la nave e la città tra le nuvole le scialuppe. Anche lì vi era posto solo per poca gente se ci pensi, proprio come qui.

    Comunque, vediamo dove ci porti. 😉

    • Sono sincera: non avevo pensato all’analogia del Titanic ma mi piace tantissimo?
      Sono davvero felice che la storia, per quanto all’inizio, ti stia piacendo dandoti l’idea di qualcosa di nuovo, ci ho pensato veramente un sacco prima di iniziarla proprio perché volevo evitare di ricadere sempre negli stessi temi.
      A quanto pare la tua scelta è stata quella di tutti ed ha avuto la meglio! In serata spero di soddisfare la curiosità su ciò che sta per accadere.
      Kikita

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