la vita? Una farsa!

Dove eravamo rimasti?

finirà: a tarallucci e vino (100%)

...In fondo, che c’è di male?

L’avvocato Di Natale è ancora a colloquio con il collega Baiocchi che ha fatto una strana allusione a Lillo…
«Lillo? Sarebbe a dire?» chiede curioso.
«…no, niente, ho sentito che l’hai cercato…».
«Ah, hai sentito? Be’ allora saprai anche perché.»
«No, sai, chiedevo perché, se hai problemi, con lui dico…»
«Ernesti’ non ci arrivo: spiegati!»
«Io vorrei solo evitare di vederti un giorno seduto davanti al mio tavolo nel mio ufficio!» Ecco la frase che dice tutto senza dire niente.
«E sia, continuo a non capire, ma ne riparleremo, per adesso ti devo congedare, ho gente in attesa…»
«Certo, certo, tanto devo andare, devo vedere Cassandra.»
«Anche tu? Ma allora ecco perché chiedevi di Lillo!»
«No, Lillo non c’entra…»
«Però c’entra lei, la fidanzata!»
«Come fai a sapere che è la mia ragazza?» chiede stupito Baiocchi.
«…Chi?…» Di Natale non si capacita, non ci arriva.
«Come chi, ah Pino: Cassandra!»
Di Natale rimane un attimo interdetto. Fa un riepilogo della giornata, due più due, un reset, una controllatina generale ai fatti e alla fine…: non capisce ancora.
«Cioè tu e Cassandra… sei sicuro eh?»
«Tu che dici?» Baiocchi ride e fa per andare. «Ciao Pino, adesso capisci perché chiedevo a te di Lillo!?»
«A me?»
In quel momento rumori dal retro e una vocina:
«Amoreee… sono in anticipo? Ci sei?»
Baiocchi torna a sorridere sardonico e Pino forse realizza.

Intanto in sala d’attesa è arrivato qualche cliente, Ciro distribuisce moduli e consigli; Carlo è sparito; arriva di nuovo Lorella.
«Ciro,» sussurra, «Pino e Baiocchi sono là dentro?»
«Sì, ma non posso farti passare avanti… fai un tentativo dal retro, a te Pino aprirà di sicuro… ma che succede?»
«Niente, volevo fermare tutto, mio marito mi ha fatto certe promesse… tu capisci… insomma ci ho ripensato e non vorrei che la pratica di divorzio vada avanti.»
«Certo, capisco, contenta te!» Ciro commenta basito al pensiero di quel caprone di Cervone.

Stella entra, vede Baiocchi e impallidisce. Quello è il tale che l’ha vista insieme a Lillo giorni prima, e dalla faccia del marito capisce che è perduta.
Pino è il primo a parlare:
«Vieni, vieni Stella: ti presento il collega Baiocchi.» Cenno di saluto tesissimo fra i due. «Pensa che lui è fidanzato con Cassandra, la signora che lavora qui e che io invece credevo fosse l’amica di Lillo… hai presente Lillo? Non capisci? Non capisci proprio è… e adesso lo chiamiamo così ci spiega un po’ di cose…»
«Io, adesso dovrei andare» lo interrompe Baiocchi.
« Eh, no amico mio carissimo, tu rimani»
«Permesso…?» altra vocina dal retro « Pinopinooo ci seiii? Posso entrareee?»
Tutti si voltano, Stella riprende colore, ringrazia la sua buona omonima Stella e parte all’attacco.
«E rieccola, tu dicevi Lillo e invece, guarda te, arriva Lalla!…»
«…Ma» riprende sorpresa Lorella, «vedo che hai gente. Ma, ancora ‘sta matta? Ma chi è? Io mi chiamo Lorella e non Lalla!»
La tigre Stella non si abbatte: «Lalla, Lorella: è uguale! Piacere, Stella Di Natale! Vous avez compris?»
«Ma che è uno scherzo? Baiocchi, costei è con lei?»
«Ah, e allora!» Stella si arrabbia e strilla: «sono la moglie di Pinopino, quella a cui hai distrutto il vestitino-ino, o l’hai già dimenticato?»
«Ah, è vero, poverina… » dice Lorella conciliante «Stella Di Natale…! sarà risarcita non si preoccupi, ci penserà mio marito, sà: noi siamo benestanti! E mi scusi, credevo lei fosse la Stella di Lillo…»
«Cioè?» la incalza Pino e strabuzza gli occhi.
«Cioè, siccome con Baiocchi, prima, su in ufficio, si parlava di matrimoni alla frutta, e mi diceva di un Lillo e una Stella vattelapesca, una storia di corna… Baiocchi dica lei!»
Baiocchi fa la figura del secolo con la battuta che, pensa, lo trarrà d’impaccio:
«Si, va be’, in fondo che c’è di male!?»
A questo punto, coi nodi che affollano il pettine, è di nuovo tutti contro tutti.
Pino grida e si accascia, Baiocchi subito a consolare Lorella che viene colta da un attacco di riso isterico mentre Stella piange, si dispera e cerca di raccogliere i cocci del maritino.
La gazzarra ha una tale eco in sala d’attesa che Ciro non può frenare l’impeto dei soccorritori, curiosi ed affini che, come in un trenino da mazurka si infilano nell’ufficio e calpestano senza pietà quel minimo di dignità che la porta (e il gradino), avrebbero dovuto tutelare.

A questo punto facciamo un piccolo salto in avanti sollevandoci dal calcare la mano ed infliggere altre umiliazioni ai poveri personaggi di questa storiella.
Quella disgraziata giornata tutto sommato non finì male perché i torti fatti pareggiarono quelli subiti e per rispetto della decenza si mise una pietra sopra e delle corna si fece un bel falò.
La domenica davanti la chiesa, tutta la comunità, con la regia magistrale del trio Tartaglia, poté mettere in scena la condanna, il dileggio e anche il perdono (senza oblio però).
Il lunedì in ufficio si ripartì senza indugio: davanti a Ciro, Franco, Pino e compagnia bella, una nuova settimana ricca di piccole storie quotidiane.
L’unico che non ebbe pace fu Di Pasqua, che tornò: ah, se tornò!

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29 Commenti

  1. Grandissimo! Ma ho paura che mi verrà lo stordimento, i sintomi sono tali e quali a quando vedevo i film di Bellavista. Mi mancavano le forze. Da un lato ero magneticamente attratto da quella gente che sapeva parlare (io evidentemente ero muto e non lo sapevo), parlavano, dicevano quello che volevano sapere, dicevano quello che avevano visto, volevano essere precisi e utili. E intanto a me saliva l’angoscia. Sintesi, sintesi! Bisogno di sintesi, mania di controllo. Loro erano vivi io di marmo.
    Coi film di Totò era pure peggio…

    i miei complimenti

  2. Buon giorno da Roma col sole…
    grazie per il passaggio sempre gradito.
    In quanto al futuro, sai meglio di me che le storie affollano la mente e non vedono l’ora di uscire allo scoperto.
    Tuttavia, in questa società di comunicatori a senso unico dove tutti sono pronti a dire e pochi ad ascoltare, The Incipit è una scuola. Non tutti hanno la Tua voglia e pazienza di ascoltare tutte le voci che si levano ogni momento.
    Non so, quindi, quando tornerò, per adesso cercherò di ascoltare più che parlare. ( Sempre pronto, comunque a smentire me stesso.)
    Grazie ancora, torna a scrivere, buona giornata anche a te!🙋

  3. Caro Fenderman,
    anche questa storia si è conclusa. Il tema divertente e scanzonato ha regalato sorrisi, a volte un po’ di confusione, su un palco con gli attori sarebbe stato tutto più semplice, per via dei volti che si ricordano meglio dei nomi.
    Mi chiedo cosa tirerai fuori in futuro… io ti aspetto e ti auguro una bellissima giornata. Qui dopo tanta pioggia c’è il sole, spero anche da te.
    Alla prossima!

  4. Ciao Fenderman,
    ci sono piccole imperfezioni tipo la risata in tre ha ha ha, che poi si tramuta in un più consono ah ah ah; qualche eufonica di troppo e un d’amico che mi fa più pensare a un cognome, avrei preferito “consiglio DA amico”, ma questa è una scelta stilistica e non si discute. Il capitolo, a dire il vero, ha perso un po’ di mordente, è sempre divertente e ben scritto, però avverto un leggero calo (ma potrebbe anche essere una mia impressione). Arriviamo al finale con tarallucci e vino, perché mi pare la scelta più azzeccata per questo racconto allegro, che strizza l’occhio al cinema popolare di tanti anni fa.
    Ti aspetto al finale e ti auguro una bellissima giornata.
    Alla prossima!

    • Buongiorno Keziarica, è vero ha ha… è una distrazione e rileggendo anche io ho trovato altre cose da limare come sempre, quasi, accade. Il “D’amico” è una citazione, forse non sottolineata abbastanza, di una famosa battuta a tormentone di un “Carosello” dell’epoca che pubblicizzava il riso D’amico: “Vuole un consiglio Franco, D’Amico?”, era una battuta talmente popolare da entrare nella parlata quotidiana. Grazie, buona giornata a te. 🙋

  5. Ciao Fenderman,
    i nodi vengono al pettine… mi pare giusto, siamo quasi alla fine. Anche questo capitolo risulta gradevole anche se un po’ ingarbugliato, ma ho compreso il tuo intento e ci sta tutto.
    Credo anche che meriteresti un po’ più di pubblico, ma pare che ultimamente il sito venga un po’ disertato. Pazienza, si spera che si torni ai vecchi fasti. Di sicuro le tue storie meriterebbero più attenzione 🙂
    Ci si rivede presto allora.
    Ciao e alla prossima!

  6. Ciao Fenderman,
    la gente proprio non si regola!
    Siamo nel pieno della commedia all’italiana a cavallo tra Totò di fine anni cinquanta e Lino Banfi… Questa volta hai spinto molto sulla comicità spicciola, in un racconto come questo ci sta. Il fraintendimento con Lillo e Cassandra alimenta l’attesa e risulta molto divertente, attenzione a non calcare troppo la mano.
    Alla prossima!

    • Ciao, lo so, lo sentivo che con Nicolino mi stavo un po’ sbilanciando ma il fatto di per sé sarà sicuramente successo davvero in qualche ufficio pubblico sfigato.
      Comunque, anche se veramente la gente non si regola, cercherò di non spingermi troppo in là.
      P.s.: Viva sempre Totò e nonno Libero!
      Ciao, e grazie!🙋

  7. Si dice che sia meglio in un racconto non mettere in mezzo troppi personaggi, ma io tuoi sono troppo divertenti, perciò scelgo “quelli che stanno per arrivare!” pensando che siano nuovi…
    Ciao Fenderman,
    ancora un capitolo movimentato, questa volta hai messo al posto loro tutte le tessere e non ho avuto alcuna difficoltà a capire cosa stesse succedendo e a chi. Bene, continua così, ora aspetto un pomeriggio di fuoco.
    Alla prossima!

    • È vero, c’è tanta gente ma io ho immaginato una sorta di compagnia teatrale improvvisata, sai quelle fatte di dilettanti al teatro parrocchiale, che ha come unico scopo far ridere il bendisposto pubblico in sala tutto fatto di parenti e amici. Niente di che dunque, solo una, tutto sommato, sana voglia di scherzare un po’ con le parole e i caratteri. Se piacerà a qualcuno sarò contento.
      Grazie, ciao🙋

  8. Ciao fenderman! Le azioni concitate sono sempre difficili (anche in teatro, quando costruisci una scena piena di movimento e di attori) e, in alcuni passaggi, il “copione” va riletto una seconda volta. Tuttavia la trama continua a essere simpatica e comica. Continua così, la sperimentazione è sempre meravigliosa. Alla prossima!

    • Ciao Carlotta,
      questa è una commediola degli equivoci, la confusione è protagonista della storia. È necessaria. Naturalmente cerca di incartare anche il lettore ma, come dici tu, il lettore ha una seconda possibilità e allora vince sempre.😁.
      Comunque prometto, nei limiti del possibile di schiarire un pò la prosa, parola di scout! Ciao🙋 Grazie.

  9. Fantastico! Hai applicato in pieno il concetto “Tutto il mondo è teatro”. Molto carina questa commedia: bel ritmo veloce, dialoghi ben scritti, personaggi divertenti. Da appassionata di teatro, mi sono già immaginata l’allestimento. Continuo a leggerti e a “rappresentare” tutte le scene nella mia testa. Secondo me è tempo di concludere il primo atto. Alla prossima!

    • Ciao, sono un neofita come te in questo filone e mi diverto molto. (Prima o poi entrerà in scena qualcuno con una gallina in braccio,) chissà😉 Ciao, grazie del tuo benevolo commento e a presto. Io pubblico velocemente perché non vedo l’ora di cominciare una nuova storia. ciao 🙋

  10. Ciao Fenderman,
    un capitolo godibile che di fatto, però, rimane una bella dimostrazione delle tue capacità narrative. Sicuramente ottimo, non mi fraintendere, ma forse un po’ di passaggio, una sorta di carrellata accurata e ammiccante che porta dritto dritto al prossimo capitolo.
    Io voto per il problema causato da entrambi e vediamo come se la sbrigano con piume, vestiti ormai inutili e furbetti di turno.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica.
      Abbiamo conosciuto la diva, conosceremo Di Pasqua; l’avvocato avrà il suo da fare ma vedremo. Per il momento rimaniamo sulla linea che mi ero prefissato: la vita semplice e complicata di personaggi un po’ naif per nascita e vocazione. L’anticamera simboleggia un po’ la piazza, un piccolo mondo provvisorio dove puoi incontrare il meglio e il peggio della gente e hai l’occasione di sorridere, se vuoi. Grazie, alla prossima🙋

  11. Ciao Fenderman,

    Il brusio alimentato dai due che si scambiano le effusioni e le confidenze di prammatica riempie il vuoto della sala con un pulviscolo di parole, mezze parole, sillabe e accenti improvvisi che si alzano, rimbalzano e poi cadono in risatine, pacche e sospiri.

    Questa frase da sola vale mille racconti. Bravo, stai andando sempre meglio. Hai un dono. Non so ch
    E altro aggiungere, mi è piaciuto molto.
    Voto la diva e ti saluto.
    Alla prosima!

    • Ciao Keziarica,
      Inutile dire che i tuoi apprezzamenti mi sono molto graditi come i suggerimenti che puntualmente dai.
      Mi sto cimentando in un genere che mi piace tanto e mi diverte. Mi fa molto piacere se un’autrice come te che stimo molto, e una lettrice attenta lo gradiscono. Grazie, ciao🙋

  12. Ciao Fenderman,
    incipit gustoso e scoppiettante. Molto riuscite le descrizioni e belli anche i personaggi; bene, si prospetta un bel racconto. Mi è saltato all’occhio qualche balbettio di troppo, ma ci sarà un perché.
    Ora mi hai incuriosita e vorrei conoscere questo Carlo Franco, cugino sconosciuto e assenteista.
    Aspetto il nuovo episodio e ti auguro un buon week end.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      il cugino di Franco è un poco balbuziente e indisposto dal tono un poco arrogante di Ciro e allora ba-balbetta.
      La signora, poiché la balbuzie è come lo sbadiglio si sa, ad un certo punto inciampa sulla stessa parola: (co-conosce), oppure un poco sfotte.
      Sono contento che ti piace, mi sono divertito a scriverlo.
      Alla prossima! 🙋

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