la vita? Una farsa!

Dove eravamo rimasti?

racconteremo arriva la diva (100%)

La nascita di Venere

L’avvocato, rientrando dal bar, trova Ciro al chiodo e gli fa:
«Allora Ciro senti: aspetto un tale, un certo Ivo di Pasqua, conosci?»
«Uhm, boh, il nome non mi è nuovo.»
«Va be’ comunque: non me lo fate venire senza preavviso che mi devo preparare. È chiaro?»
«Ah, ecco sì! Ivo Di Pasqua, e certamente! Le è indigesto?»
«No, ma devo caricare la pistola prima di vederlo perché lo voglio sparare. Va bene così o servono altre spiegazioni?»
«No, per carità, è chiarissimo; del resto ora che ci penso quell’Ivo è proprio uno pesante!», dice con la mano a cucchiaio sulla bocca dello stomaco.
A quel punto l’avvocato si ritira. Ciro si gira verso le panche e declama: «avanti un altro… a chi tocca? Signora tocca a lei. Congratulazioni, si accomodi.»
La signora, quella pingue e impiumata di prima, si alza, si aggiusta, prende il modulo, si sposta, lo posa sulla scrivania e fa per andare ma…
«…Momento, dia qua!», Ciro scorre il dito sul modulo, non ha inforcato gli occhiali e non vede niente ma tanto… «manca la firma… qua!», dice indicando un punto imprecisato il più in fondo possibile al modulo.
«Qua.., là? », lei indica lo stesso punto.
«E, la pazienza… qua, non là!»
«E mamma mia che precipizio! Firmo, firmo… posso andare?»
«Vada e attento al gradino che si può spezzare un ginocchio a venire qua. Stia attenta!»
«Un gradino? E che sarà mai, capirai!» fa lei, poi si impettisce e va con le manucce raccolte sul pancino.

Poco dopo, il colloquio tra i due Franco è impantanato nella trattativa per un invito a cena mentre Ciro, sfinito, rigira il suo cruci-quiz tra le mani e guarda al cielo che non si decide ad accelerare i minuti e nemmeno i cinque anni che mancano alla pensione; quando…
La porta di sinistra si riempie di un corpo mai visto prima.
È un vero…, come dire: corpo da reato nel senso che è un peccato non guardarlo ma che al solo guardarlo si fa peccato.
(Non è che sia tanto semplice da descrivere e perciò mi aiuterò con un paio di esempi: avete presente Sofia in “Ieri, Oggi e Domani”? E Ursula che esce dal mare in faccia a 007? Ok ci siamo capiti.)
A Ciro si bloccano le orbite in direzione ovest. Franco e Franco ammutoliscono, guardano lei, si fissano reciprocamente negli occhi per una domanda muta senza risposta, e alla fine tornano a rimirare quell’essere che veleggia lieve verso la scrivania del trapasso.
«Buongiorno, po-possiamo fare qualcosa per te
Sconcerto e allarme rosso negli occhi di Ciro che si volta in sincrono con la donna verso l’angolo da cui la provocazione è risuonata.
A parlare è stato Franco Campione.
«Lei», dice lei, «è il capo qui?»
Ciro strabuzza, si alza, maledice mentalmente il dolore al lombo, guarda a Carlo, allunga un braccio verso la donna come per salvarla da un onda anomala, si protende e parla:
«Signora, signora, venga qua che capo e capo!»
Peccato che insieme a lui parla pure Franco:
«Ca-capo no, ma lo conosco, siamo amici».
Carlo, invece, parla pure lui:
«Prego, signorina, l’accompagno.»
Lei si guarda intorno perplessa, tituba, ma alla fine decide di dare credito a Ciro visto che sta dietro una scrivania. Si aggiusta la scollatura e dice:
«È lei il capo qui?»
«No, il capo è lì. » Ciro indica la porta dell’avvocato con il braccio che è rimasto teso, ma senza spostare lo sguardo da dove si era posato poco prima.
«Ah, mi vuole annunciare signore?»
«Veramente l’avvocato ora è occupato, posso essere utile?» dice lui, mentre i Franco si avvicinano come due cuccioli alla poppata e si protendono speranzosi di partecipare alla conversazione.
«Ma, l’avvocato ha la coda? I signori sono in coda?», fa lei.
«No, sì, macché, sono cugini e… »
(Ciro sta andando in bambola.)
Che babà, sembra una diva, avrà sicuramente sbagliato piano! pensa lo sbandato, ma la fortuna viene in suo aiuto perché la porta dell’avvocato si schiude.
La donna fa due passi e si accosta alla porta dell’ufficio pronta al via ma la sua non è una buona idea.
Il gradino del trapasso si rivela infatti fatale al piedino della signora impiumata che, poveretta, uscendo inciampa e irrompe in sala d’attesa con un grido e uno svolazzo di piume giù dal nido. Cadendo a corpo morto si protende in cerca di un appiglio e lo trova, lo agguanta, ma quello cede e lei piomba a terra. (A terra sì, perché si va ad attaccare, guarda te, proprio al vestito della diva. Quello, lacerandosi in un istante, lascia la ragazza in biancheria intima con un braccio sul seno e una mano… proprio là, dove l’istinto vuole.)
A quel punto è il panico, il pandemonio: grida, risa soffocate, il pigolio della donna a cagnolino. La diva invece resta un momento maestosamente in piedi come novella Venere Nascente dalle acque. Carlo le offre la giacca, Franco il braccio, Ciro la sedia; ma lei, severa, rifiuta ogni aiuto preferendo raccogliere le spoglie di quel vestito ormai straccio. Scomponendosi però nel vano tentativo di ricomporsi, finisce per peggiorare la situazione.
In quella confusione Ivo Di Pasqua l’indesiderato, appena giunto, come fanno i gatti si infila nell’ufficio dell’avvocato.

cosa porteranno Ivo e la diva?

  • Saranno un problema per l'avvocato (100%)
    100
  • lei una occasione (0%)
    0
  • lui una seccatura (0%)
    0
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29 Commenti

  1. Grandissimo! Ma ho paura che mi verrà lo stordimento, i sintomi sono tali e quali a quando vedevo i film di Bellavista. Mi mancavano le forze. Da un lato ero magneticamente attratto da quella gente che sapeva parlare (io evidentemente ero muto e non lo sapevo), parlavano, dicevano quello che volevano sapere, dicevano quello che avevano visto, volevano essere precisi e utili. E intanto a me saliva l’angoscia. Sintesi, sintesi! Bisogno di sintesi, mania di controllo. Loro erano vivi io di marmo.
    Coi film di Totò era pure peggio…

    i miei complimenti

  2. Buon giorno da Roma col sole…
    grazie per il passaggio sempre gradito.
    In quanto al futuro, sai meglio di me che le storie affollano la mente e non vedono l’ora di uscire allo scoperto.
    Tuttavia, in questa società di comunicatori a senso unico dove tutti sono pronti a dire e pochi ad ascoltare, The Incipit è una scuola. Non tutti hanno la Tua voglia e pazienza di ascoltare tutte le voci che si levano ogni momento.
    Non so, quindi, quando tornerò, per adesso cercherò di ascoltare più che parlare. ( Sempre pronto, comunque a smentire me stesso.)
    Grazie ancora, torna a scrivere, buona giornata anche a te!🙋

  3. Caro Fenderman,
    anche questa storia si è conclusa. Il tema divertente e scanzonato ha regalato sorrisi, a volte un po’ di confusione, su un palco con gli attori sarebbe stato tutto più semplice, per via dei volti che si ricordano meglio dei nomi.
    Mi chiedo cosa tirerai fuori in futuro… io ti aspetto e ti auguro una bellissima giornata. Qui dopo tanta pioggia c’è il sole, spero anche da te.
    Alla prossima!

  4. Ciao Fenderman,
    ci sono piccole imperfezioni tipo la risata in tre ha ha ha, che poi si tramuta in un più consono ah ah ah; qualche eufonica di troppo e un d’amico che mi fa più pensare a un cognome, avrei preferito “consiglio DA amico”, ma questa è una scelta stilistica e non si discute. Il capitolo, a dire il vero, ha perso un po’ di mordente, è sempre divertente e ben scritto, però avverto un leggero calo (ma potrebbe anche essere una mia impressione). Arriviamo al finale con tarallucci e vino, perché mi pare la scelta più azzeccata per questo racconto allegro, che strizza l’occhio al cinema popolare di tanti anni fa.
    Ti aspetto al finale e ti auguro una bellissima giornata.
    Alla prossima!

    • Buongiorno Keziarica, è vero ha ha… è una distrazione e rileggendo anche io ho trovato altre cose da limare come sempre, quasi, accade. Il “D’amico” è una citazione, forse non sottolineata abbastanza, di una famosa battuta a tormentone di un “Carosello” dell’epoca che pubblicizzava il riso D’amico: “Vuole un consiglio Franco, D’Amico?”, era una battuta talmente popolare da entrare nella parlata quotidiana. Grazie, buona giornata a te. 🙋

  5. Ciao Fenderman,
    i nodi vengono al pettine… mi pare giusto, siamo quasi alla fine. Anche questo capitolo risulta gradevole anche se un po’ ingarbugliato, ma ho compreso il tuo intento e ci sta tutto.
    Credo anche che meriteresti un po’ più di pubblico, ma pare che ultimamente il sito venga un po’ disertato. Pazienza, si spera che si torni ai vecchi fasti. Di sicuro le tue storie meriterebbero più attenzione 🙂
    Ci si rivede presto allora.
    Ciao e alla prossima!

  6. Ciao Fenderman,
    la gente proprio non si regola!
    Siamo nel pieno della commedia all’italiana a cavallo tra Totò di fine anni cinquanta e Lino Banfi… Questa volta hai spinto molto sulla comicità spicciola, in un racconto come questo ci sta. Il fraintendimento con Lillo e Cassandra alimenta l’attesa e risulta molto divertente, attenzione a non calcare troppo la mano.
    Alla prossima!

    • Ciao, lo so, lo sentivo che con Nicolino mi stavo un po’ sbilanciando ma il fatto di per sé sarà sicuramente successo davvero in qualche ufficio pubblico sfigato.
      Comunque, anche se veramente la gente non si regola, cercherò di non spingermi troppo in là.
      P.s.: Viva sempre Totò e nonno Libero!
      Ciao, e grazie!🙋

  7. Si dice che sia meglio in un racconto non mettere in mezzo troppi personaggi, ma io tuoi sono troppo divertenti, perciò scelgo “quelli che stanno per arrivare!” pensando che siano nuovi…
    Ciao Fenderman,
    ancora un capitolo movimentato, questa volta hai messo al posto loro tutte le tessere e non ho avuto alcuna difficoltà a capire cosa stesse succedendo e a chi. Bene, continua così, ora aspetto un pomeriggio di fuoco.
    Alla prossima!

    • È vero, c’è tanta gente ma io ho immaginato una sorta di compagnia teatrale improvvisata, sai quelle fatte di dilettanti al teatro parrocchiale, che ha come unico scopo far ridere il bendisposto pubblico in sala tutto fatto di parenti e amici. Niente di che dunque, solo una, tutto sommato, sana voglia di scherzare un po’ con le parole e i caratteri. Se piacerà a qualcuno sarò contento.
      Grazie, ciao🙋

  8. Ciao fenderman! Le azioni concitate sono sempre difficili (anche in teatro, quando costruisci una scena piena di movimento e di attori) e, in alcuni passaggi, il “copione” va riletto una seconda volta. Tuttavia la trama continua a essere simpatica e comica. Continua così, la sperimentazione è sempre meravigliosa. Alla prossima!

    • Ciao Carlotta,
      questa è una commediola degli equivoci, la confusione è protagonista della storia. È necessaria. Naturalmente cerca di incartare anche il lettore ma, come dici tu, il lettore ha una seconda possibilità e allora vince sempre.😁.
      Comunque prometto, nei limiti del possibile di schiarire un pò la prosa, parola di scout! Ciao🙋 Grazie.

  9. Fantastico! Hai applicato in pieno il concetto “Tutto il mondo è teatro”. Molto carina questa commedia: bel ritmo veloce, dialoghi ben scritti, personaggi divertenti. Da appassionata di teatro, mi sono già immaginata l’allestimento. Continuo a leggerti e a “rappresentare” tutte le scene nella mia testa. Secondo me è tempo di concludere il primo atto. Alla prossima!

    • Ciao, sono un neofita come te in questo filone e mi diverto molto. (Prima o poi entrerà in scena qualcuno con una gallina in braccio,) chissà😉 Ciao, grazie del tuo benevolo commento e a presto. Io pubblico velocemente perché non vedo l’ora di cominciare una nuova storia. ciao 🙋

  10. Ciao Fenderman,
    un capitolo godibile che di fatto, però, rimane una bella dimostrazione delle tue capacità narrative. Sicuramente ottimo, non mi fraintendere, ma forse un po’ di passaggio, una sorta di carrellata accurata e ammiccante che porta dritto dritto al prossimo capitolo.
    Io voto per il problema causato da entrambi e vediamo come se la sbrigano con piume, vestiti ormai inutili e furbetti di turno.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica.
      Abbiamo conosciuto la diva, conosceremo Di Pasqua; l’avvocato avrà il suo da fare ma vedremo. Per il momento rimaniamo sulla linea che mi ero prefissato: la vita semplice e complicata di personaggi un po’ naif per nascita e vocazione. L’anticamera simboleggia un po’ la piazza, un piccolo mondo provvisorio dove puoi incontrare il meglio e il peggio della gente e hai l’occasione di sorridere, se vuoi. Grazie, alla prossima🙋

  11. Ciao Fenderman,

    Il brusio alimentato dai due che si scambiano le effusioni e le confidenze di prammatica riempie il vuoto della sala con un pulviscolo di parole, mezze parole, sillabe e accenti improvvisi che si alzano, rimbalzano e poi cadono in risatine, pacche e sospiri.

    Questa frase da sola vale mille racconti. Bravo, stai andando sempre meglio. Hai un dono. Non so ch
    E altro aggiungere, mi è piaciuto molto.
    Voto la diva e ti saluto.
    Alla prosima!

    • Ciao Keziarica,
      Inutile dire che i tuoi apprezzamenti mi sono molto graditi come i suggerimenti che puntualmente dai.
      Mi sto cimentando in un genere che mi piace tanto e mi diverte. Mi fa molto piacere se un’autrice come te che stimo molto, e una lettrice attenta lo gradiscono. Grazie, ciao🙋

  12. Ciao Fenderman,
    incipit gustoso e scoppiettante. Molto riuscite le descrizioni e belli anche i personaggi; bene, si prospetta un bel racconto. Mi è saltato all’occhio qualche balbettio di troppo, ma ci sarà un perché.
    Ora mi hai incuriosita e vorrei conoscere questo Carlo Franco, cugino sconosciuto e assenteista.
    Aspetto il nuovo episodio e ti auguro un buon week end.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      il cugino di Franco è un poco balbuziente e indisposto dal tono un poco arrogante di Ciro e allora ba-balbetta.
      La signora, poiché la balbuzie è come lo sbadiglio si sa, ad un certo punto inciampa sulla stessa parola: (co-conosce), oppure un poco sfotte.
      Sono contento che ti piace, mi sono divertito a scriverlo.
      Alla prossima! 🙋

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