la vita? Una farsa!

Dove eravamo rimasti?

cosa porteranno Ivo e la diva? Saranno un problema per l'avvocato (100%)

L’avvocato è in difficoltà

L’avvocato Di Natale esce dal piccolo bagno di servizio dove si era ritirato dopo aver congedato la signora.
Tornato in ufficio trova la sorpresa: Di Pasqua.
«Buon Giorno dottor Pino, eccomi qua! È sorpreso?»
«Come no, lei è uno che le sorprese le sa fare. Ma come ha fatto ad entrare se io…»
«Si lo so, lei c’ha la coda di fuori, così loro erano occupati, appunto con la sua coda e io allora…»
«E certo, lei non poteva mica aspettare.»
«Appunto, e bravo avvocato Pino; era lì che…»
«Non, lei era qui che voleva arrivare, e poi basta con questo Pino. Glielo dico per l’ennesima volta: io mi chiamo Giuseppe Di Natale.»
«Peccato, perché Pino Di Natale suona così bene!»
«Suonerà anche bene ma io ora mi sono seccato, mi chiami Giuseppe!»
Il Pino si è seccato! pensa Ivo e subito riprende:
«Ho portato le carte, ecco qua: quelle che le dicevo.»
«La pratica?»
«Praticamente, sì.» Si accosta vicino vicino alla scrivania facendo urlare le gambe della sedia sul vecchio parquet, «in pratica si tratterebbe di… vede qua, vede? Lo vede?»
«Lo vedo, lo vedo. Dia qua, si scosti. Vedo.» Breve pausa di lettura e poi: «…Vedo che lei ha bisogno di una dilazione, un rateo…»
«Ecco, bravo, lo sapevo, è quello che ci vuole, una donazione… a rate!», salta su Ivo tutto contento.
«Senta Ivo, stia giù. Lei mi deve far conoscere sua moglie… zitto, zitto non parli! Io voglio vedere la faccia di quella che l’ha sposato; un giorno la devo vedere! Ma quale donazione santi numi, è una dilazione: delle rate! Ha capito?»
« Le rate a me, e che sono Babbo Natale? »
«Ma che c’entra Babbo Natale adesso, stia attento Di Pasqua che non le conviene!»
«No, ma io non volevo sfottere è che…»
«No, guardi, è che lei come al solito… uh, lasciamo perdere! Dicevo: non le conviene per via dell’interesse, qui c’è un forte interesse.»
«Bah, sarà! forse per lei. A me non me ne frega proprio niente! E lei mi sottovaluta… io le rate, puah!» Si alza impettito, si aggiusta la giacchetta, si riprende la pratica e:
«Avvocato guardi che tornerò, e stia attento che con me non si scherza! Si occupi della sua coda adesso. Arrivederla!» Gira i tacchi ed esce mugugnando: «Rate, a me!»
L’avvocato si lascia andare stremato sulla poltrona e pensa:
Quest’uomo mi ucciderà!
Dalla porta socchiusa di nuovo Ivo che fa capoccella: «Tornerò presto non si preoccupi, anzi: stia preoccupato!»
«CIRO!» grida l’avvocato.
Ciro si affaccia, entra sornione e fa:
«Dottore c’è una sorpresa!» si accosta con aria complice: «c’è di là una donna, ma che dico donna: una femmina straordinaria… anche se lei è sfortunato.»
«Ciro, ma che diamine dici, perché parli sottovoce?»
«Io? Ah, dunque: lei ha sentito il trambusto poco fa?»
«No, io no, forse ero in bagno. Che trambusto?»
«Ah ecco, dunque: la signora di prima è caduta e cadendo ha strappato il vestito della creatura che ora lei vedrà, ma purtroppo non come l’abbiamo vista noi!»
«Sarebbe? mi faccia capire!»
«La signorina, dottore mio, è rimasta in mutande, di pizzo! Una visione celestiale, e siccome non era cosa io ho preso il camice della signora delle pulizie e glie l’ho fatto indossare.»
«Ah, ho capito dove sta la fregatura, sei stato chiarissimo. Poi facciamo i conti per la storia di Di Pasqua. Adesso però falla entrare… anzi no, aspetta: mentre succedeva il fatto è entrato qualcuno? Qualcuno ha visto?»
«No, ah sì, la signora Tartaglia; proprio mentre porgevo il camice alla ragazza. Ma poi, ora che ci penso, è riuscita subito.»
«Eccolo, ecco lo sapevo! La Tartaglia ha una lingua scioltissima e vedrai che domani tutti qui intorno penseranno che spogliamo le donne delle pulizie, magari prima di assumerle! Hai combinato un bel casino Ciro! Mandala va, vediamo che vuole.»
La diva, ammansita dall’incidente, ha perso buona parte del suo appeal. Bella è bella, inutile dire, ma il camice le restituisce un’aria innocente e vagamente impacciata. Appare imbronciata ma non offesa e il povero Di Natale, che aveva temuto il peggio, tira un sospiro di sollievo.
«Si accomodi signorina, mi dispiace per l’incidente…»
«Per carità, lei non c’entra; e il suo uomo poi mi ha dato questo.» Dice premendo con le due mani il camice sulle cosce, tanto che lui ha un piccolo brivido.
«Io mi chiamo Lorella, Lorella Cervone. Anzi, per la verità Cervone è mio marito, perché io faccio Del Bene.» (A Di Natale pare di cogliere una nota maliziosa nella voce di lei.)
«Bene, piacere Di Natale. Mi dica, come posso aiutarla?»
«Ecco: è per il divorzio…»
«Divorzio? Vuole divorziare? Mi dispiace non è il mio campo. Per quello c’è Baiocchi, noi qua ci occupiamo di soldi.»
«…Di soldi?», fa lei, e a quella parola un bottone del camice cede.
L’avvocato, fulminato sulla via di Piedicolle, ha un’idea.
«Sì, però, è fortunata perché vede, Baiocchi non è un tipo facile; io posso parlare con lui di lei…»
«Va bene, grazie, andiamo.»
«E, ma ormai è in pausa; no. Facciamo così: pranziamo prima. All’angolo c’è un posto carino… e poi andiamo.»
«Ma, e per il vestito…»
«Per quello stai tranquilla, ci penso io; e chiamami pure Pino.»

Che cosa accade?

  • Tutti in scena fine primo atto. (100%)
    100
  • arriva la signora Di Natale (0%)
    0
  • arriva Cervone (0%)
    0
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29 Commenti

  1. Grandissimo! Ma ho paura che mi verrà lo stordimento, i sintomi sono tali e quali a quando vedevo i film di Bellavista. Mi mancavano le forze. Da un lato ero magneticamente attratto da quella gente che sapeva parlare (io evidentemente ero muto e non lo sapevo), parlavano, dicevano quello che volevano sapere, dicevano quello che avevano visto, volevano essere precisi e utili. E intanto a me saliva l’angoscia. Sintesi, sintesi! Bisogno di sintesi, mania di controllo. Loro erano vivi io di marmo.
    Coi film di Totò era pure peggio…

    i miei complimenti

  2. Buon giorno da Roma col sole…
    grazie per il passaggio sempre gradito.
    In quanto al futuro, sai meglio di me che le storie affollano la mente e non vedono l’ora di uscire allo scoperto.
    Tuttavia, in questa società di comunicatori a senso unico dove tutti sono pronti a dire e pochi ad ascoltare, The Incipit è una scuola. Non tutti hanno la Tua voglia e pazienza di ascoltare tutte le voci che si levano ogni momento.
    Non so, quindi, quando tornerò, per adesso cercherò di ascoltare più che parlare. ( Sempre pronto, comunque a smentire me stesso.)
    Grazie ancora, torna a scrivere, buona giornata anche a te!🙋

  3. Caro Fenderman,
    anche questa storia si è conclusa. Il tema divertente e scanzonato ha regalato sorrisi, a volte un po’ di confusione, su un palco con gli attori sarebbe stato tutto più semplice, per via dei volti che si ricordano meglio dei nomi.
    Mi chiedo cosa tirerai fuori in futuro… io ti aspetto e ti auguro una bellissima giornata. Qui dopo tanta pioggia c’è il sole, spero anche da te.
    Alla prossima!

  4. Ciao Fenderman,
    ci sono piccole imperfezioni tipo la risata in tre ha ha ha, che poi si tramuta in un più consono ah ah ah; qualche eufonica di troppo e un d’amico che mi fa più pensare a un cognome, avrei preferito “consiglio DA amico”, ma questa è una scelta stilistica e non si discute. Il capitolo, a dire il vero, ha perso un po’ di mordente, è sempre divertente e ben scritto, però avverto un leggero calo (ma potrebbe anche essere una mia impressione). Arriviamo al finale con tarallucci e vino, perché mi pare la scelta più azzeccata per questo racconto allegro, che strizza l’occhio al cinema popolare di tanti anni fa.
    Ti aspetto al finale e ti auguro una bellissima giornata.
    Alla prossima!

    • Buongiorno Keziarica, è vero ha ha… è una distrazione e rileggendo anche io ho trovato altre cose da limare come sempre, quasi, accade. Il “D’amico” è una citazione, forse non sottolineata abbastanza, di una famosa battuta a tormentone di un “Carosello” dell’epoca che pubblicizzava il riso D’amico: “Vuole un consiglio Franco, D’Amico?”, era una battuta talmente popolare da entrare nella parlata quotidiana. Grazie, buona giornata a te. 🙋

  5. Ciao Fenderman,
    i nodi vengono al pettine… mi pare giusto, siamo quasi alla fine. Anche questo capitolo risulta gradevole anche se un po’ ingarbugliato, ma ho compreso il tuo intento e ci sta tutto.
    Credo anche che meriteresti un po’ più di pubblico, ma pare che ultimamente il sito venga un po’ disertato. Pazienza, si spera che si torni ai vecchi fasti. Di sicuro le tue storie meriterebbero più attenzione 🙂
    Ci si rivede presto allora.
    Ciao e alla prossima!

  6. Ciao Fenderman,
    la gente proprio non si regola!
    Siamo nel pieno della commedia all’italiana a cavallo tra Totò di fine anni cinquanta e Lino Banfi… Questa volta hai spinto molto sulla comicità spicciola, in un racconto come questo ci sta. Il fraintendimento con Lillo e Cassandra alimenta l’attesa e risulta molto divertente, attenzione a non calcare troppo la mano.
    Alla prossima!

    • Ciao, lo so, lo sentivo che con Nicolino mi stavo un po’ sbilanciando ma il fatto di per sé sarà sicuramente successo davvero in qualche ufficio pubblico sfigato.
      Comunque, anche se veramente la gente non si regola, cercherò di non spingermi troppo in là.
      P.s.: Viva sempre Totò e nonno Libero!
      Ciao, e grazie!🙋

  7. Si dice che sia meglio in un racconto non mettere in mezzo troppi personaggi, ma io tuoi sono troppo divertenti, perciò scelgo “quelli che stanno per arrivare!” pensando che siano nuovi…
    Ciao Fenderman,
    ancora un capitolo movimentato, questa volta hai messo al posto loro tutte le tessere e non ho avuto alcuna difficoltà a capire cosa stesse succedendo e a chi. Bene, continua così, ora aspetto un pomeriggio di fuoco.
    Alla prossima!

    • È vero, c’è tanta gente ma io ho immaginato una sorta di compagnia teatrale improvvisata, sai quelle fatte di dilettanti al teatro parrocchiale, che ha come unico scopo far ridere il bendisposto pubblico in sala tutto fatto di parenti e amici. Niente di che dunque, solo una, tutto sommato, sana voglia di scherzare un po’ con le parole e i caratteri. Se piacerà a qualcuno sarò contento.
      Grazie, ciao🙋

  8. Ciao fenderman! Le azioni concitate sono sempre difficili (anche in teatro, quando costruisci una scena piena di movimento e di attori) e, in alcuni passaggi, il “copione” va riletto una seconda volta. Tuttavia la trama continua a essere simpatica e comica. Continua così, la sperimentazione è sempre meravigliosa. Alla prossima!

    • Ciao Carlotta,
      questa è una commediola degli equivoci, la confusione è protagonista della storia. È necessaria. Naturalmente cerca di incartare anche il lettore ma, come dici tu, il lettore ha una seconda possibilità e allora vince sempre.😁.
      Comunque prometto, nei limiti del possibile di schiarire un pò la prosa, parola di scout! Ciao🙋 Grazie.

  9. Fantastico! Hai applicato in pieno il concetto “Tutto il mondo è teatro”. Molto carina questa commedia: bel ritmo veloce, dialoghi ben scritti, personaggi divertenti. Da appassionata di teatro, mi sono già immaginata l’allestimento. Continuo a leggerti e a “rappresentare” tutte le scene nella mia testa. Secondo me è tempo di concludere il primo atto. Alla prossima!

    • Ciao, sono un neofita come te in questo filone e mi diverto molto. (Prima o poi entrerà in scena qualcuno con una gallina in braccio,) chissà😉 Ciao, grazie del tuo benevolo commento e a presto. Io pubblico velocemente perché non vedo l’ora di cominciare una nuova storia. ciao 🙋

  10. Ciao Fenderman,
    un capitolo godibile che di fatto, però, rimane una bella dimostrazione delle tue capacità narrative. Sicuramente ottimo, non mi fraintendere, ma forse un po’ di passaggio, una sorta di carrellata accurata e ammiccante che porta dritto dritto al prossimo capitolo.
    Io voto per il problema causato da entrambi e vediamo come se la sbrigano con piume, vestiti ormai inutili e furbetti di turno.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica.
      Abbiamo conosciuto la diva, conosceremo Di Pasqua; l’avvocato avrà il suo da fare ma vedremo. Per il momento rimaniamo sulla linea che mi ero prefissato: la vita semplice e complicata di personaggi un po’ naif per nascita e vocazione. L’anticamera simboleggia un po’ la piazza, un piccolo mondo provvisorio dove puoi incontrare il meglio e il peggio della gente e hai l’occasione di sorridere, se vuoi. Grazie, alla prossima🙋

  11. Ciao Fenderman,

    Il brusio alimentato dai due che si scambiano le effusioni e le confidenze di prammatica riempie il vuoto della sala con un pulviscolo di parole, mezze parole, sillabe e accenti improvvisi che si alzano, rimbalzano e poi cadono in risatine, pacche e sospiri.

    Questa frase da sola vale mille racconti. Bravo, stai andando sempre meglio. Hai un dono. Non so ch
    E altro aggiungere, mi è piaciuto molto.
    Voto la diva e ti saluto.
    Alla prosima!

    • Ciao Keziarica,
      Inutile dire che i tuoi apprezzamenti mi sono molto graditi come i suggerimenti che puntualmente dai.
      Mi sto cimentando in un genere che mi piace tanto e mi diverte. Mi fa molto piacere se un’autrice come te che stimo molto, e una lettrice attenta lo gradiscono. Grazie, ciao🙋

  12. Ciao Fenderman,
    incipit gustoso e scoppiettante. Molto riuscite le descrizioni e belli anche i personaggi; bene, si prospetta un bel racconto. Mi è saltato all’occhio qualche balbettio di troppo, ma ci sarà un perché.
    Ora mi hai incuriosita e vorrei conoscere questo Carlo Franco, cugino sconosciuto e assenteista.
    Aspetto il nuovo episodio e ti auguro un buon week end.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      il cugino di Franco è un poco balbuziente e indisposto dal tono un poco arrogante di Ciro e allora ba-balbetta.
      La signora, poiché la balbuzie è come lo sbadiglio si sa, ad un certo punto inciampa sulla stessa parola: (co-conosce), oppure un poco sfotte.
      Sono contento che ti piace, mi sono divertito a scriverlo.
      Alla prossima! 🙋

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