la vita? Una farsa!

Dove eravamo rimasti?

secondo atto con Rina, Tina, Pina e Cassandra si mette zizzania (100%)

Secondo Atto

Sala d’attesa dopo la baruffa…
Dalla porta di sinistra spunta il didietro di una non più esile fanciulla che, mentre tira dentro un carrellino carico di scope e secchi colorati, brontola e si lamenta, stavolta più del solito. (forse perché le è sparito il camice nuovo nuovo).
Cassandra inizia così il consueto giro di pulizia delle 14.00.
Oggi però, quando finalmente si gira, prima caccia un grido e poi si tappa la bocca.
E che è successo qua? Mamma mia, ma che è? Stavolta mi sentono! E mo’ basta, e gliel’ho detto tante volte a Pino: stai attento, dammi retta!
Cassandra si lamenta ma non ha ancora visto in che condizioni è l’ufficio! Quando poi, però, scavalca tutto il verde che c’è e vede… caccia un altro grido… eccetera eccetera.
Be’, c’è da capirla: è tutto sotto sopra, ci sono i vestiti strappati e poi il suo camice nuovo da buttare… eccolo là! Lo raccoglie, si mette a sistemare e si tormenta: l’avvocato dei pazzi sei, ecco chi sei! Perché non mi senti dico io, perché non mi senti?
‘Drin, drin!’ (squilla il telefono.) Lei, anche se non le compete, risponde con un Sìi?
«Pronto Stella, sono Lillo. Sei ancora lì? Quasi quasi vengo e ti sdraio sul tavolo del cornutone! …Amore mio ci sei?»
«Zì, zì, bieni zono zola!»
«Ma che hai sei raffreddata?»
«No, aldero la voge, non zi za mai…» Vieni, vieni che ti sistemo io!
Stella e Lillo, fetentoni! E pure questi…, gliel’ho detto tante volte: stai attento, non ti fidare di nessuno!
Di là in sala d’attesa riecco Tartaglia Rina con Tina e Pina che ancora ridacchiano per lo spettacolo goduto e che, siccome pensano che non sia ancora finito, sono di nuovo lì giusto in tempo per vedere Cassandra con il suo camice stropicciato in mano uscire dall’ufficio rassettato alla meglio. Lei anche le vede e fa:
«Ehi, signorine voi state qua? Ma non sapete che è chiuso a quest’ora?»
«Eh… sappiamo», dice Rina, «ma oggi l’avvocato… e quella signora…!»
Vera signora! Ridono tutt’e tre.
«Ma come vi permettete, che dite?»
«Noi?» occhiata di intesa: «parla con l’avvocato, se è ancora vivo.»
«Come vivo?»
«Raccogli la cicoria e poi vieni che ti raccontiamo tutto, eh, eh, eh. Vieni, vieni.»
Poco dopo Di Natale, dal retro, rientra assieme alla consorte.
«Pace fatta allora?» dice.
«Fatta un corno» risponde lei, «intanto voglio un vestito nuovo e poi ne riparliamo a casa stupidone.» Lo stupidone sospira e dice: «Vado in bagno, ho bisogno di una camicia pulita; non posso ricevere così. Ecco il tuo soprabitino; che faccio?»
«Lascialo, voglio vedere come va, se è recuperabile.»
Lui va; lei imbronciata soppesa il soprabitino, si infila dietro la tenda del séparé, toglie la giacca e la camicia, le appende fuori e lo indossa per vederlo allo specchio.
Di là intanto è arrivato Lillo. Si muove con circospezione, c’è una donna che piagnucola con tre altre che ridacchiano, nessuna di loro lo nota e lui può svicolare in ufficio.
Non appena dentro vede un bel tondo muoversi dietro la tenda del séparé; e coi ben noti vestiti di Stella appesi lì, siccome due più due fa quattro… si butta sull’oggetto del desiderio. Lei però, che non se lo aspetta, caccia un grido mentre il cornutone sbuca fuori dal bagno e non crede ai suoi occhi.
Pino contro Lillo: un’altra zuffa. Stella prova a separarli e chiama aiuto. Cassandra non si capacita ma si precipita, entra, si gode un attimo lo spettacolo e poi si butta sui litiganti, ma non per separarli, no: semmai per sfogare la rabbia che ha in corpo contro tutti e tre.
Alla fine Lillo scappa via malconcio e riceve la standing ovation delle tre grazie mentre Cassandra aiuta la signora disperata a rivestirsi e l’accompagna fuori di lì.
Di Natale riprende il controllo di sé: sicuramente c’è un malinteso: quello qui a quest’ora credeva di trovare Cassandra e invece ha trovato a Stella. Mo’, mo’ glielo faccio vedere io a questa Cassandra dei miei stivali cosa capita a chi si porta gli amanti sul posto di lavoro, e nel mio ufficio per giunta!
Una vocina lo riporta alla realtà:
«Scusi, possiamo?» dice Rina del trio Tartaglia.
«Chi è mo’? ma dove sta Franco? E Ciro?»
«Ah, quelli? Boh! Scusi eh, ma era sua moglie quella?»
«Sì, perché?»
«Bella donna, complimenti; e lui, lui chi era?»
«Lui chi? …Oh, ma insomma, …chiedete a Cassandra! …Ma da me, piuttosto, che cavolo volete?»
«Niente verdura» (di là ce n’è in avanzo eh, eh, eh). Dice Rina, «solo un obolo: noi facciamo del bene…»
«Del bene? Cosa?» (Lorella lo fa meglio di sicuro!) «Ah, e certo ci mancava, e allora?»
«Appunto, vede: oggi, come sa, il bene contro il male… la parrocchia…»
Inventatene un’altra! Pensa lui.
«Perdonate, pie donne, non è giornata. Ci vediamo domenica in chiesa va bene? Adesso andate in pace che la messa in scena è finita; nevvero signora Tartaglia?» (L’occhiata che le riserva dice molte cose: ti conosco, so perché sei qui e quanto ti sei divertita oggi!)
Le tre, piccate, fanno: «Signorina prego!»

Si impettiscono e vanno via.

il pomeriggio sarà diverso dal mattino?

  • Tornano alla carica gli eroi del mattino.e... (0%)
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  • Chiedetelo a quelli che stanno per arrivare...! (100%)
    100
  • È cominciato male, perché cambiare? (0%)
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29 Commenti

  1. Grandissimo! Ma ho paura che mi verrà lo stordimento, i sintomi sono tali e quali a quando vedevo i film di Bellavista. Mi mancavano le forze. Da un lato ero magneticamente attratto da quella gente che sapeva parlare (io evidentemente ero muto e non lo sapevo), parlavano, dicevano quello che volevano sapere, dicevano quello che avevano visto, volevano essere precisi e utili. E intanto a me saliva l’angoscia. Sintesi, sintesi! Bisogno di sintesi, mania di controllo. Loro erano vivi io di marmo.
    Coi film di Totò era pure peggio…

    i miei complimenti

  2. Buon giorno da Roma col sole…
    grazie per il passaggio sempre gradito.
    In quanto al futuro, sai meglio di me che le storie affollano la mente e non vedono l’ora di uscire allo scoperto.
    Tuttavia, in questa società di comunicatori a senso unico dove tutti sono pronti a dire e pochi ad ascoltare, The Incipit è una scuola. Non tutti hanno la Tua voglia e pazienza di ascoltare tutte le voci che si levano ogni momento.
    Non so, quindi, quando tornerò, per adesso cercherò di ascoltare più che parlare. ( Sempre pronto, comunque a smentire me stesso.)
    Grazie ancora, torna a scrivere, buona giornata anche a te!🙋

  3. Caro Fenderman,
    anche questa storia si è conclusa. Il tema divertente e scanzonato ha regalato sorrisi, a volte un po’ di confusione, su un palco con gli attori sarebbe stato tutto più semplice, per via dei volti che si ricordano meglio dei nomi.
    Mi chiedo cosa tirerai fuori in futuro… io ti aspetto e ti auguro una bellissima giornata. Qui dopo tanta pioggia c’è il sole, spero anche da te.
    Alla prossima!

  4. Ciao Fenderman,
    ci sono piccole imperfezioni tipo la risata in tre ha ha ha, che poi si tramuta in un più consono ah ah ah; qualche eufonica di troppo e un d’amico che mi fa più pensare a un cognome, avrei preferito “consiglio DA amico”, ma questa è una scelta stilistica e non si discute. Il capitolo, a dire il vero, ha perso un po’ di mordente, è sempre divertente e ben scritto, però avverto un leggero calo (ma potrebbe anche essere una mia impressione). Arriviamo al finale con tarallucci e vino, perché mi pare la scelta più azzeccata per questo racconto allegro, che strizza l’occhio al cinema popolare di tanti anni fa.
    Ti aspetto al finale e ti auguro una bellissima giornata.
    Alla prossima!

    • Buongiorno Keziarica, è vero ha ha… è una distrazione e rileggendo anche io ho trovato altre cose da limare come sempre, quasi, accade. Il “D’amico” è una citazione, forse non sottolineata abbastanza, di una famosa battuta a tormentone di un “Carosello” dell’epoca che pubblicizzava il riso D’amico: “Vuole un consiglio Franco, D’Amico?”, era una battuta talmente popolare da entrare nella parlata quotidiana. Grazie, buona giornata a te. 🙋

  5. Ciao Fenderman,
    i nodi vengono al pettine… mi pare giusto, siamo quasi alla fine. Anche questo capitolo risulta gradevole anche se un po’ ingarbugliato, ma ho compreso il tuo intento e ci sta tutto.
    Credo anche che meriteresti un po’ più di pubblico, ma pare che ultimamente il sito venga un po’ disertato. Pazienza, si spera che si torni ai vecchi fasti. Di sicuro le tue storie meriterebbero più attenzione 🙂
    Ci si rivede presto allora.
    Ciao e alla prossima!

  6. Ciao Fenderman,
    la gente proprio non si regola!
    Siamo nel pieno della commedia all’italiana a cavallo tra Totò di fine anni cinquanta e Lino Banfi… Questa volta hai spinto molto sulla comicità spicciola, in un racconto come questo ci sta. Il fraintendimento con Lillo e Cassandra alimenta l’attesa e risulta molto divertente, attenzione a non calcare troppo la mano.
    Alla prossima!

    • Ciao, lo so, lo sentivo che con Nicolino mi stavo un po’ sbilanciando ma il fatto di per sé sarà sicuramente successo davvero in qualche ufficio pubblico sfigato.
      Comunque, anche se veramente la gente non si regola, cercherò di non spingermi troppo in là.
      P.s.: Viva sempre Totò e nonno Libero!
      Ciao, e grazie!🙋

  7. Si dice che sia meglio in un racconto non mettere in mezzo troppi personaggi, ma io tuoi sono troppo divertenti, perciò scelgo “quelli che stanno per arrivare!” pensando che siano nuovi…
    Ciao Fenderman,
    ancora un capitolo movimentato, questa volta hai messo al posto loro tutte le tessere e non ho avuto alcuna difficoltà a capire cosa stesse succedendo e a chi. Bene, continua così, ora aspetto un pomeriggio di fuoco.
    Alla prossima!

    • È vero, c’è tanta gente ma io ho immaginato una sorta di compagnia teatrale improvvisata, sai quelle fatte di dilettanti al teatro parrocchiale, che ha come unico scopo far ridere il bendisposto pubblico in sala tutto fatto di parenti e amici. Niente di che dunque, solo una, tutto sommato, sana voglia di scherzare un po’ con le parole e i caratteri. Se piacerà a qualcuno sarò contento.
      Grazie, ciao🙋

  8. Ciao fenderman! Le azioni concitate sono sempre difficili (anche in teatro, quando costruisci una scena piena di movimento e di attori) e, in alcuni passaggi, il “copione” va riletto una seconda volta. Tuttavia la trama continua a essere simpatica e comica. Continua così, la sperimentazione è sempre meravigliosa. Alla prossima!

    • Ciao Carlotta,
      questa è una commediola degli equivoci, la confusione è protagonista della storia. È necessaria. Naturalmente cerca di incartare anche il lettore ma, come dici tu, il lettore ha una seconda possibilità e allora vince sempre.😁.
      Comunque prometto, nei limiti del possibile di schiarire un pò la prosa, parola di scout! Ciao🙋 Grazie.

  9. Fantastico! Hai applicato in pieno il concetto “Tutto il mondo è teatro”. Molto carina questa commedia: bel ritmo veloce, dialoghi ben scritti, personaggi divertenti. Da appassionata di teatro, mi sono già immaginata l’allestimento. Continuo a leggerti e a “rappresentare” tutte le scene nella mia testa. Secondo me è tempo di concludere il primo atto. Alla prossima!

    • Ciao, sono un neofita come te in questo filone e mi diverto molto. (Prima o poi entrerà in scena qualcuno con una gallina in braccio,) chissà😉 Ciao, grazie del tuo benevolo commento e a presto. Io pubblico velocemente perché non vedo l’ora di cominciare una nuova storia. ciao 🙋

  10. Ciao Fenderman,
    un capitolo godibile che di fatto, però, rimane una bella dimostrazione delle tue capacità narrative. Sicuramente ottimo, non mi fraintendere, ma forse un po’ di passaggio, una sorta di carrellata accurata e ammiccante che porta dritto dritto al prossimo capitolo.
    Io voto per il problema causato da entrambi e vediamo come se la sbrigano con piume, vestiti ormai inutili e furbetti di turno.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica.
      Abbiamo conosciuto la diva, conosceremo Di Pasqua; l’avvocato avrà il suo da fare ma vedremo. Per il momento rimaniamo sulla linea che mi ero prefissato: la vita semplice e complicata di personaggi un po’ naif per nascita e vocazione. L’anticamera simboleggia un po’ la piazza, un piccolo mondo provvisorio dove puoi incontrare il meglio e il peggio della gente e hai l’occasione di sorridere, se vuoi. Grazie, alla prossima🙋

  11. Ciao Fenderman,

    Il brusio alimentato dai due che si scambiano le effusioni e le confidenze di prammatica riempie il vuoto della sala con un pulviscolo di parole, mezze parole, sillabe e accenti improvvisi che si alzano, rimbalzano e poi cadono in risatine, pacche e sospiri.

    Questa frase da sola vale mille racconti. Bravo, stai andando sempre meglio. Hai un dono. Non so ch
    E altro aggiungere, mi è piaciuto molto.
    Voto la diva e ti saluto.
    Alla prosima!

    • Ciao Keziarica,
      Inutile dire che i tuoi apprezzamenti mi sono molto graditi come i suggerimenti che puntualmente dai.
      Mi sto cimentando in un genere che mi piace tanto e mi diverte. Mi fa molto piacere se un’autrice come te che stimo molto, e una lettrice attenta lo gradiscono. Grazie, ciao🙋

  12. Ciao Fenderman,
    incipit gustoso e scoppiettante. Molto riuscite le descrizioni e belli anche i personaggi; bene, si prospetta un bel racconto. Mi è saltato all’occhio qualche balbettio di troppo, ma ci sarà un perché.
    Ora mi hai incuriosita e vorrei conoscere questo Carlo Franco, cugino sconosciuto e assenteista.
    Aspetto il nuovo episodio e ti auguro un buon week end.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      il cugino di Franco è un poco balbuziente e indisposto dal tono un poco arrogante di Ciro e allora ba-balbetta.
      La signora, poiché la balbuzie è come lo sbadiglio si sa, ad un certo punto inciampa sulla stessa parola: (co-conosce), oppure un poco sfotte.
      Sono contento che ti piace, mi sono divertito a scriverlo.
      Alla prossima! 🙋

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