la vita? Una farsa!

Dove eravamo rimasti?

il pomeriggio sarà diverso dal mattino? Chiedetelo a quelli che stanno per arrivare...! (100%)

Palco e Palco reale

Un Ciro rifocillato e rimesso a nuovo, ripensa divertito a quello che è successo due ore prima, mentre riprende il suo lavoro, (aspettare), e aspetta.
Il primo a farsi vivo, con una strana richiesta, è l’avvocato che, a sorpresa, gli chiede di rintracciare un certo Lillo, perché gli deve parlare urgentemente.
Ciro sa benissimo chi è Lillo e dove trovarlo, (al bar), e prima che Franco si proponga per l’uscita, si attacca al telefono e lo chiama. Carlo Franco, deluso guarda fuori, si guarda le unghie, gira in tondo; fino a che vede Cassandra entrare, la squadra ben bene e…:
«Che c’è Cassa’, oggi ti girano?»
«Eh? …Tu sai niente del mio camice, chi me lo deve ripagare, per esempio?»
«Ah, è per quello! Quello, cara mia, tienilo da conto. Con quello che ha visto, quel camice vale una fortuna credimi, ormai è un cimelio, ha, ha, ha!»
«Fai, fai lo spiritoso, io vorrei sapere perché vi pagano a voi due che mi avete fatto trovare il purgatorio qua…»
«Eh, ci dovresti ringraziare, se non ci fosse da riordinare tu saresti disoccupata. O no?» dice Ciro chiamato in causa.
«Puah, fetente, prendi pure in giro! Piuttosto: Pino è dentro? Ci devo parlare.»
«Tu?»
«Io, sì, perché, non posso, io
«Prego signora, la devo annunciare o…»
Lei lo manda a quel paese con il ben noto gesto e bussa alla porta dell’ufficio.
«Cassa’, tu qua? E io proprio adesso ho mandato a cercare a Lillo…»
«Lillo? Ma che vuole ricominciare per caso?»
«No, ma no, che ricominciare! Senti a me, vieni, avvicinati: com’è che prima, poco fa, stavi ancora qua dentro?»
«Io? Io stavo rimettendo… ma lei ha presente o no quello che hanno lasciato stamattina?»
«E va be’ ho capito: io capisco benissimo… lasciamo stare! Mo’ fammi parlare con Lillo che devo capire pure a lui che intenzioni c’ha. Poi parliamo io e te, sempre se vuoi eh.»
«E va bene, allora dopo; io però glielo avevo detto…»
«Si, lo so, tu me lo dici sempre ma io di moglie ne ho già una, abbi pazienza… eh, mi capisci no?»
«Va bene, va bene, sì… E però, per il mio camice?»
«Ah, quello te lo ripaga Ciro. È lui che ha pensato di regalarlo a Lorella.»
«Lorella?»
«Lorella, Lorella; la moglie del Cervone, quello con il palco reale in testa!»
Senti chi parla di palco! Pensa lei. «Be’ allora io chiedo a Ciro, grazie; e lei, però, con Lillo stia attento.»

…Poco dopo…
«Tranquillo Lillo; siediti che adesso parliamo.»
«Eh, dica avvoca’».
«Dunque, tu sei un bravo ragazzo, lavori? Lavori no? Bene. Senti… quanto la vogliamo far soffrire questa donna? Possibile che con lei proprio nel mio ufficio devi fare quelle cose? Sembra che me lo fai apposta! E dai su, vedila fuori, incontrala dove ti pare, falle promesse, portatela a casa, ma qui no, io ho una dignità da difendere!»
Lillo lo fissa, incredulo:
«Lei… dice… così che se io, se io… ammettiamo per esempio che vedo la signora fuori di qui: lei non ha problemi? Ho capito bene?»
«Bravo, fuori di qui. Lontano da me e dai miei sottoposti. Per favore, fallo per me.»
«Certo, per me, per carità, va bene! Ma la signora che dice?»
«Vedrai che sarà contenta, se vuoi ci parlo io eh, ma non ci sarà bisogno; del resto ci siamo resi conto di che infatuazione ha per te o no?»
«Beh, sì lei mi ama e io… pure, finché dura.»
«Bravo, finché dura; ma non farla soffrire, poverina; sono anni che non… non ha un uomo che, diciamo, la strapazzi un po’, capisci a me!»
«Ah, no? …Da anni?» adesso capisco tutto: cornuto e pure ricchione! «Va bene avvocato, ci penso io, lei non si prenda pensiero, alla sua signora ci penso io»
«Beh, mia per modo dire, naturalmente.»
«Ah, ah, e certo per modo di dire, logico!».
Lillo si accomiata camminando all’indietro ma non per rispetto: è solo per capire se l’uomo che gli sta davanti ci fa o ci è…
Torna di là dubbioso e sovrappensiero esce ma prima cede il passo ad una signora con un bambinetto di cinque o sei anni con calzoncini e magliettina a righe.
Lei gli chiede qualcosa, lui le indica Ciro ed esce.
«Scusi, signore, è qui il bagno?»
«Scusi lei, signora: le pare un bagno questo?»
«No, appunto chiedevo, sa, è per Nicolino: non la tiene più!»
«Nonna…, scappa!»
«oh, oh che scappa e scappa, signora lo porti via, non facciamo scherzi; a Nicolò tienila che adesso nonna ti porta!»
«Ma che Nicolò io mi chiamo Nicolino e mi scappa la cacca. Nonna lo vedi questo vecchio che è cattivo come, come…»
«Ma insomma il bagno è quello? » dice nonna indicando l’ufficio dell’avvocato.
«Signora, il bagno è…, non è… »
Si spalanca la porta e Di Natale: «Avanti. Chi c’è?»
Nicolino scappa via dalla nonna e corre dentro.
«Io, io, c’ero prima io!»
Di Natale perplesso lo segue e nonna pure.
Ciro entra anche lui; un attimo di suspance e Nicolino comincia a singhiozzare.
«È scappataaa, nonna, è scappata!»
Pino, le braccia cadute, guarda. Ciro annusa. La nonna corre in soccorso del pupo.
Poi, Pino indica il bagno e nonna finalmente ce lo porta.
Ciro, sconfitto, torna al suo posto.
Arriva Lorella, lui vorrebbe forse fermarla o forse no perché lei va diretta nell’ufficio:
«Pinuccio, ci sei?» poi lo vede, annusa e fa: «ma che combini?»

povero avvocato:

  • La gente, però, non si regola! (100%)
    100
  • i problemi famigliari si aggravano per tutti (0%)
    0
  • di nuovo Lorella! (0%)
    0
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29 Commenti

  1. Grandissimo! Ma ho paura che mi verrà lo stordimento, i sintomi sono tali e quali a quando vedevo i film di Bellavista. Mi mancavano le forze. Da un lato ero magneticamente attratto da quella gente che sapeva parlare (io evidentemente ero muto e non lo sapevo), parlavano, dicevano quello che volevano sapere, dicevano quello che avevano visto, volevano essere precisi e utili. E intanto a me saliva l’angoscia. Sintesi, sintesi! Bisogno di sintesi, mania di controllo. Loro erano vivi io di marmo.
    Coi film di Totò era pure peggio…

    i miei complimenti

  2. Buon giorno da Roma col sole…
    grazie per il passaggio sempre gradito.
    In quanto al futuro, sai meglio di me che le storie affollano la mente e non vedono l’ora di uscire allo scoperto.
    Tuttavia, in questa società di comunicatori a senso unico dove tutti sono pronti a dire e pochi ad ascoltare, The Incipit è una scuola. Non tutti hanno la Tua voglia e pazienza di ascoltare tutte le voci che si levano ogni momento.
    Non so, quindi, quando tornerò, per adesso cercherò di ascoltare più che parlare. ( Sempre pronto, comunque a smentire me stesso.)
    Grazie ancora, torna a scrivere, buona giornata anche a te!🙋

  3. Caro Fenderman,
    anche questa storia si è conclusa. Il tema divertente e scanzonato ha regalato sorrisi, a volte un po’ di confusione, su un palco con gli attori sarebbe stato tutto più semplice, per via dei volti che si ricordano meglio dei nomi.
    Mi chiedo cosa tirerai fuori in futuro… io ti aspetto e ti auguro una bellissima giornata. Qui dopo tanta pioggia c’è il sole, spero anche da te.
    Alla prossima!

  4. Ciao Fenderman,
    ci sono piccole imperfezioni tipo la risata in tre ha ha ha, che poi si tramuta in un più consono ah ah ah; qualche eufonica di troppo e un d’amico che mi fa più pensare a un cognome, avrei preferito “consiglio DA amico”, ma questa è una scelta stilistica e non si discute. Il capitolo, a dire il vero, ha perso un po’ di mordente, è sempre divertente e ben scritto, però avverto un leggero calo (ma potrebbe anche essere una mia impressione). Arriviamo al finale con tarallucci e vino, perché mi pare la scelta più azzeccata per questo racconto allegro, che strizza l’occhio al cinema popolare di tanti anni fa.
    Ti aspetto al finale e ti auguro una bellissima giornata.
    Alla prossima!

    • Buongiorno Keziarica, è vero ha ha… è una distrazione e rileggendo anche io ho trovato altre cose da limare come sempre, quasi, accade. Il “D’amico” è una citazione, forse non sottolineata abbastanza, di una famosa battuta a tormentone di un “Carosello” dell’epoca che pubblicizzava il riso D’amico: “Vuole un consiglio Franco, D’Amico?”, era una battuta talmente popolare da entrare nella parlata quotidiana. Grazie, buona giornata a te. 🙋

  5. Ciao Fenderman,
    i nodi vengono al pettine… mi pare giusto, siamo quasi alla fine. Anche questo capitolo risulta gradevole anche se un po’ ingarbugliato, ma ho compreso il tuo intento e ci sta tutto.
    Credo anche che meriteresti un po’ più di pubblico, ma pare che ultimamente il sito venga un po’ disertato. Pazienza, si spera che si torni ai vecchi fasti. Di sicuro le tue storie meriterebbero più attenzione 🙂
    Ci si rivede presto allora.
    Ciao e alla prossima!

  6. Ciao Fenderman,
    la gente proprio non si regola!
    Siamo nel pieno della commedia all’italiana a cavallo tra Totò di fine anni cinquanta e Lino Banfi… Questa volta hai spinto molto sulla comicità spicciola, in un racconto come questo ci sta. Il fraintendimento con Lillo e Cassandra alimenta l’attesa e risulta molto divertente, attenzione a non calcare troppo la mano.
    Alla prossima!

    • Ciao, lo so, lo sentivo che con Nicolino mi stavo un po’ sbilanciando ma il fatto di per sé sarà sicuramente successo davvero in qualche ufficio pubblico sfigato.
      Comunque, anche se veramente la gente non si regola, cercherò di non spingermi troppo in là.
      P.s.: Viva sempre Totò e nonno Libero!
      Ciao, e grazie!🙋

  7. Si dice che sia meglio in un racconto non mettere in mezzo troppi personaggi, ma io tuoi sono troppo divertenti, perciò scelgo “quelli che stanno per arrivare!” pensando che siano nuovi…
    Ciao Fenderman,
    ancora un capitolo movimentato, questa volta hai messo al posto loro tutte le tessere e non ho avuto alcuna difficoltà a capire cosa stesse succedendo e a chi. Bene, continua così, ora aspetto un pomeriggio di fuoco.
    Alla prossima!

    • È vero, c’è tanta gente ma io ho immaginato una sorta di compagnia teatrale improvvisata, sai quelle fatte di dilettanti al teatro parrocchiale, che ha come unico scopo far ridere il bendisposto pubblico in sala tutto fatto di parenti e amici. Niente di che dunque, solo una, tutto sommato, sana voglia di scherzare un po’ con le parole e i caratteri. Se piacerà a qualcuno sarò contento.
      Grazie, ciao🙋

  8. Ciao fenderman! Le azioni concitate sono sempre difficili (anche in teatro, quando costruisci una scena piena di movimento e di attori) e, in alcuni passaggi, il “copione” va riletto una seconda volta. Tuttavia la trama continua a essere simpatica e comica. Continua così, la sperimentazione è sempre meravigliosa. Alla prossima!

    • Ciao Carlotta,
      questa è una commediola degli equivoci, la confusione è protagonista della storia. È necessaria. Naturalmente cerca di incartare anche il lettore ma, come dici tu, il lettore ha una seconda possibilità e allora vince sempre.😁.
      Comunque prometto, nei limiti del possibile di schiarire un pò la prosa, parola di scout! Ciao🙋 Grazie.

  9. Fantastico! Hai applicato in pieno il concetto “Tutto il mondo è teatro”. Molto carina questa commedia: bel ritmo veloce, dialoghi ben scritti, personaggi divertenti. Da appassionata di teatro, mi sono già immaginata l’allestimento. Continuo a leggerti e a “rappresentare” tutte le scene nella mia testa. Secondo me è tempo di concludere il primo atto. Alla prossima!

    • Ciao, sono un neofita come te in questo filone e mi diverto molto. (Prima o poi entrerà in scena qualcuno con una gallina in braccio,) chissà😉 Ciao, grazie del tuo benevolo commento e a presto. Io pubblico velocemente perché non vedo l’ora di cominciare una nuova storia. ciao 🙋

  10. Ciao Fenderman,
    un capitolo godibile che di fatto, però, rimane una bella dimostrazione delle tue capacità narrative. Sicuramente ottimo, non mi fraintendere, ma forse un po’ di passaggio, una sorta di carrellata accurata e ammiccante che porta dritto dritto al prossimo capitolo.
    Io voto per il problema causato da entrambi e vediamo come se la sbrigano con piume, vestiti ormai inutili e furbetti di turno.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica.
      Abbiamo conosciuto la diva, conosceremo Di Pasqua; l’avvocato avrà il suo da fare ma vedremo. Per il momento rimaniamo sulla linea che mi ero prefissato: la vita semplice e complicata di personaggi un po’ naif per nascita e vocazione. L’anticamera simboleggia un po’ la piazza, un piccolo mondo provvisorio dove puoi incontrare il meglio e il peggio della gente e hai l’occasione di sorridere, se vuoi. Grazie, alla prossima🙋

  11. Ciao Fenderman,

    Il brusio alimentato dai due che si scambiano le effusioni e le confidenze di prammatica riempie il vuoto della sala con un pulviscolo di parole, mezze parole, sillabe e accenti improvvisi che si alzano, rimbalzano e poi cadono in risatine, pacche e sospiri.

    Questa frase da sola vale mille racconti. Bravo, stai andando sempre meglio. Hai un dono. Non so ch
    E altro aggiungere, mi è piaciuto molto.
    Voto la diva e ti saluto.
    Alla prosima!

    • Ciao Keziarica,
      Inutile dire che i tuoi apprezzamenti mi sono molto graditi come i suggerimenti che puntualmente dai.
      Mi sto cimentando in un genere che mi piace tanto e mi diverte. Mi fa molto piacere se un’autrice come te che stimo molto, e una lettrice attenta lo gradiscono. Grazie, ciao🙋

  12. Ciao Fenderman,
    incipit gustoso e scoppiettante. Molto riuscite le descrizioni e belli anche i personaggi; bene, si prospetta un bel racconto. Mi è saltato all’occhio qualche balbettio di troppo, ma ci sarà un perché.
    Ora mi hai incuriosita e vorrei conoscere questo Carlo Franco, cugino sconosciuto e assenteista.
    Aspetto il nuovo episodio e ti auguro un buon week end.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      il cugino di Franco è un poco balbuziente e indisposto dal tono un poco arrogante di Ciro e allora ba-balbetta.
      La signora, poiché la balbuzie è come lo sbadiglio si sa, ad un certo punto inciampa sulla stessa parola: (co-conosce), oppure un poco sfotte.
      Sono contento che ti piace, mi sono divertito a scriverlo.
      Alla prossima! 🙋

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