la vita? Una farsa!

Dove eravamo rimasti?

povero avvocato: La gente, però, non si regola! (100%)

Se di Pasqua corre via, di Natale si rilassa

L’avvocato di Natale ebbe il suo daffare nel rimettere sul binario quel tramvai che, già dal mattino, stava andando un po’ a casaccio.
Lorella conobbe Nicolino e tutto si chiarì, anche se la figuraccia restava. Lei era tornata per incontrare Baiocchi con cui parlare della sua intenzione di divorziare, e Pino, che si era proposto di fare da intermediario, si vide costretto ad invitare anche lui nel suo ufficio.
Baiocchi, il divorzista, era un tipo difficile e solo un vecchio collega come lui poteva mitigarne l’estro.
«Allora Ernestì’» esordisce Pino, «ti presento la signora Lorella Del Bene che vuole divorziare…»
«Lei?» chiede quello, indicando con il braccio steso la Lorella come se fosse un oggetto inanimato, «questa qua?»
Lorella già passata in stato di allerta arancione, si trattiene. (Del resto era stata avvisata).
«Lei, certo, lei!» risponde Pino «La signora, qua, ha un marito molto, molto, anzi direi troppo geloso… »
«E ti credo!» fa Ernesto squadrandola con occhi da cernia.
«Appunto; il marito, tale Cervone… »
«Cervone? Ma non mi dire! Si chiama proprio così o è un soprannome? Dica lei signora, dica, dica!»
«È il suo nome» ribatte Pino bloccando con la mano Lei che sta per rispondere a tono.
«Dobbiamo aiutarla perché lui non vuole lasciarla…»
A quel punto Ernesto Baiocchi-occhi di cernia riparte con la battuta di prima ( e ti credo!) ma Lorella lo anticipa pronunciandola all’unisono con lui, e poi dice:
«Insomma, avvocati, che dobbiamo fare qua, me lo fate questo servizio o no?»
«Io glielo farei volentieri ma…» dice Pino
«Io invece glielo faccio di sicuro!» dice l’altro.
Poco dopo Lorella esce con Baiocchi che la segue con gli occhi incollati… proprio lì.
Ciro, che lo conosce bene, scuote la testa mentre Carlo Franco preferisce ripassare anche lui con lo sguardo quella donna strepitosa.
«Hai visto Baiocchi, il cernia,» commenta, «che pesciolina che ha pescato oggi? Quello viene in ufficio solo quando piove e non può andare a pesca e poi ti becca una soglioletta come la Lorella!»
«E invece guarda noi…» fa Ciro indicando la porta con la testa.
Ancora Cassandra si affaccia e dice:
«È libero l’avvocato?»
«È libero, è libero. Ma tu sempre qua stai? Stavolta mi sa che è meglio che lo avviso: aspetta!»
Carlo anticipa Ciro e bussa all’ufficio.
«Avvocato qui ci sta di nuovo Cassandra, che facciamo?»
«…E facciamoci due uova… che vuoi? A me che mene… ah ma è vero che gli avevo detto… falla entrare va.»…
…« Cassà’, allora: il tuo camice: che dice Ciro?»
«Ciro lo pagherà non dubiti… Lei ha parlato con Lillo? Vi siete chiariti?»
«Certo che sì. A me, guarda che non è costato niente parlare con lui eh! Io volevo solo dirgli di darsi una regolata. Poi però l’ho anche incoraggiato, perché mi pare giusto che l’amore trionfi sempre; ho fatto bene no? Che ne pensi tu? Dovevo far finta di niente forse?»
«No, certo lei è padrone. Sono situazioni imbarazzanti, con la sua signora che si è vista arrivare Lillo addosso, con lei di là…»
«…E tu di là… e certo, e davanti a Lorella, una cliente! Non deve più succedere. L’amore va bene ma la gente si deve dare una regolata! Insomma se Lillo ci riprova, avvisami ok?»
«E, se lo vedo…! E se vedo in giro… sua moglie?»
«Stella? No a Stella è bastato oggi, tranquilla: lei sa che il suo uomo lo deve vedere fuori di qui: sa che io voglio così, sa che posso chiudere un occhio ogni tanto ma che c’è un limite!»
Cassandra osserva il marziano dal sontuoso palco, e pensa che è meglio andarsene a casa!

«Carlo,» dice Ciro, «guarda chi c’è!»
In sala d’attesa fanno il loro ingresso Cervone e Di Pasqua, si intruppano sulla porta ma naturalmente Di Pasqua ha la meglio ed entra in vantaggio.
«Fermo là,» lo blocca Carlo, «ecco il modulo, compili senza barare!»
«Ancora ’sto coso, e sono cento volte! ma che è?»
«È per l’estrazione, così ci regoliamo!»
«Sarebbe?»
«Eh, sarebbe che c’è un premio in palio»
«Ah… e che premio? »
«Uno zampone di Natale oppure un uovo di Pasqua, scelga lei»
Ciro sente e si scompiscia, si sposta e bussa.
«Avvocato, può cominciare a caricare l’arma!»
«Quale arma?… Oddio non mi dire che c’è di nuovo quel rompipalle galattico di…di…»
«…Di Pasqua, bravo ha indovinato!»
«Oddio, dammi due minuti e poi fallo entrare: vai.»
Ciro esce, Pino corre in bagno prende una salvietta e se la posa piegata sulla fronte, si stropiccia occhi e naso, si slaccia il colletto e si butta sulla poltrona.
Entra Di Pasqua.
Non appena entra, lui spara due, tre finti sternuti e fa:
«Vieni, vieni amico mio, vieni vicino… stavolta l’ho presa pesante, stavolta non supero l’inverno. Di certe influenze si può morire lo sai? Vieni, vieni qui vicino vicino che ti spiego… la tua pratica… etciù, non è più qui. Debi andare di sobra da Baiocchi, subido berò, chiunque ci sia con lui, berghè non hai biù dembo. Vai, vai etciù!»
«Subito? Di corsa? Vado!» fa quello rinculando come se avesse davanti un crotalo.
«Bai, bai!»
Di Pasqua corre via, Di Natale si rilassa.
Caro Baiocchi: tu Lorella e io Di Pasqua? Ma quando mai! Dovevo fare l’attore io non l’avvocato!

Che cosa accade?

  • ...e qualcuno, tira tira, ci rimette (0%)
    0
  • ...altri nodi si aggrovigliano... (50%)
    50
  • certi nodi vengono al pettine... (50%)
    50
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29 Commenti

  1. Grandissimo! Ma ho paura che mi verrà lo stordimento, i sintomi sono tali e quali a quando vedevo i film di Bellavista. Mi mancavano le forze. Da un lato ero magneticamente attratto da quella gente che sapeva parlare (io evidentemente ero muto e non lo sapevo), parlavano, dicevano quello che volevano sapere, dicevano quello che avevano visto, volevano essere precisi e utili. E intanto a me saliva l’angoscia. Sintesi, sintesi! Bisogno di sintesi, mania di controllo. Loro erano vivi io di marmo.
    Coi film di Totò era pure peggio…

    i miei complimenti

  2. Buon giorno da Roma col sole…
    grazie per il passaggio sempre gradito.
    In quanto al futuro, sai meglio di me che le storie affollano la mente e non vedono l’ora di uscire allo scoperto.
    Tuttavia, in questa società di comunicatori a senso unico dove tutti sono pronti a dire e pochi ad ascoltare, The Incipit è una scuola. Non tutti hanno la Tua voglia e pazienza di ascoltare tutte le voci che si levano ogni momento.
    Non so, quindi, quando tornerò, per adesso cercherò di ascoltare più che parlare. ( Sempre pronto, comunque a smentire me stesso.)
    Grazie ancora, torna a scrivere, buona giornata anche a te!🙋

  3. Caro Fenderman,
    anche questa storia si è conclusa. Il tema divertente e scanzonato ha regalato sorrisi, a volte un po’ di confusione, su un palco con gli attori sarebbe stato tutto più semplice, per via dei volti che si ricordano meglio dei nomi.
    Mi chiedo cosa tirerai fuori in futuro… io ti aspetto e ti auguro una bellissima giornata. Qui dopo tanta pioggia c’è il sole, spero anche da te.
    Alla prossima!

  4. Ciao Fenderman,
    ci sono piccole imperfezioni tipo la risata in tre ha ha ha, che poi si tramuta in un più consono ah ah ah; qualche eufonica di troppo e un d’amico che mi fa più pensare a un cognome, avrei preferito “consiglio DA amico”, ma questa è una scelta stilistica e non si discute. Il capitolo, a dire il vero, ha perso un po’ di mordente, è sempre divertente e ben scritto, però avverto un leggero calo (ma potrebbe anche essere una mia impressione). Arriviamo al finale con tarallucci e vino, perché mi pare la scelta più azzeccata per questo racconto allegro, che strizza l’occhio al cinema popolare di tanti anni fa.
    Ti aspetto al finale e ti auguro una bellissima giornata.
    Alla prossima!

    • Buongiorno Keziarica, è vero ha ha… è una distrazione e rileggendo anche io ho trovato altre cose da limare come sempre, quasi, accade. Il “D’amico” è una citazione, forse non sottolineata abbastanza, di una famosa battuta a tormentone di un “Carosello” dell’epoca che pubblicizzava il riso D’amico: “Vuole un consiglio Franco, D’Amico?”, era una battuta talmente popolare da entrare nella parlata quotidiana. Grazie, buona giornata a te. 🙋

  5. Ciao Fenderman,
    i nodi vengono al pettine… mi pare giusto, siamo quasi alla fine. Anche questo capitolo risulta gradevole anche se un po’ ingarbugliato, ma ho compreso il tuo intento e ci sta tutto.
    Credo anche che meriteresti un po’ più di pubblico, ma pare che ultimamente il sito venga un po’ disertato. Pazienza, si spera che si torni ai vecchi fasti. Di sicuro le tue storie meriterebbero più attenzione 🙂
    Ci si rivede presto allora.
    Ciao e alla prossima!

  6. Ciao Fenderman,
    la gente proprio non si regola!
    Siamo nel pieno della commedia all’italiana a cavallo tra Totò di fine anni cinquanta e Lino Banfi… Questa volta hai spinto molto sulla comicità spicciola, in un racconto come questo ci sta. Il fraintendimento con Lillo e Cassandra alimenta l’attesa e risulta molto divertente, attenzione a non calcare troppo la mano.
    Alla prossima!

    • Ciao, lo so, lo sentivo che con Nicolino mi stavo un po’ sbilanciando ma il fatto di per sé sarà sicuramente successo davvero in qualche ufficio pubblico sfigato.
      Comunque, anche se veramente la gente non si regola, cercherò di non spingermi troppo in là.
      P.s.: Viva sempre Totò e nonno Libero!
      Ciao, e grazie!🙋

  7. Si dice che sia meglio in un racconto non mettere in mezzo troppi personaggi, ma io tuoi sono troppo divertenti, perciò scelgo “quelli che stanno per arrivare!” pensando che siano nuovi…
    Ciao Fenderman,
    ancora un capitolo movimentato, questa volta hai messo al posto loro tutte le tessere e non ho avuto alcuna difficoltà a capire cosa stesse succedendo e a chi. Bene, continua così, ora aspetto un pomeriggio di fuoco.
    Alla prossima!

    • È vero, c’è tanta gente ma io ho immaginato una sorta di compagnia teatrale improvvisata, sai quelle fatte di dilettanti al teatro parrocchiale, che ha come unico scopo far ridere il bendisposto pubblico in sala tutto fatto di parenti e amici. Niente di che dunque, solo una, tutto sommato, sana voglia di scherzare un po’ con le parole e i caratteri. Se piacerà a qualcuno sarò contento.
      Grazie, ciao🙋

  8. Ciao fenderman! Le azioni concitate sono sempre difficili (anche in teatro, quando costruisci una scena piena di movimento e di attori) e, in alcuni passaggi, il “copione” va riletto una seconda volta. Tuttavia la trama continua a essere simpatica e comica. Continua così, la sperimentazione è sempre meravigliosa. Alla prossima!

    • Ciao Carlotta,
      questa è una commediola degli equivoci, la confusione è protagonista della storia. È necessaria. Naturalmente cerca di incartare anche il lettore ma, come dici tu, il lettore ha una seconda possibilità e allora vince sempre.😁.
      Comunque prometto, nei limiti del possibile di schiarire un pò la prosa, parola di scout! Ciao🙋 Grazie.

  9. Fantastico! Hai applicato in pieno il concetto “Tutto il mondo è teatro”. Molto carina questa commedia: bel ritmo veloce, dialoghi ben scritti, personaggi divertenti. Da appassionata di teatro, mi sono già immaginata l’allestimento. Continuo a leggerti e a “rappresentare” tutte le scene nella mia testa. Secondo me è tempo di concludere il primo atto. Alla prossima!

    • Ciao, sono un neofita come te in questo filone e mi diverto molto. (Prima o poi entrerà in scena qualcuno con una gallina in braccio,) chissà😉 Ciao, grazie del tuo benevolo commento e a presto. Io pubblico velocemente perché non vedo l’ora di cominciare una nuova storia. ciao 🙋

  10. Ciao Fenderman,
    un capitolo godibile che di fatto, però, rimane una bella dimostrazione delle tue capacità narrative. Sicuramente ottimo, non mi fraintendere, ma forse un po’ di passaggio, una sorta di carrellata accurata e ammiccante che porta dritto dritto al prossimo capitolo.
    Io voto per il problema causato da entrambi e vediamo come se la sbrigano con piume, vestiti ormai inutili e furbetti di turno.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica.
      Abbiamo conosciuto la diva, conosceremo Di Pasqua; l’avvocato avrà il suo da fare ma vedremo. Per il momento rimaniamo sulla linea che mi ero prefissato: la vita semplice e complicata di personaggi un po’ naif per nascita e vocazione. L’anticamera simboleggia un po’ la piazza, un piccolo mondo provvisorio dove puoi incontrare il meglio e il peggio della gente e hai l’occasione di sorridere, se vuoi. Grazie, alla prossima🙋

  11. Ciao Fenderman,

    Il brusio alimentato dai due che si scambiano le effusioni e le confidenze di prammatica riempie il vuoto della sala con un pulviscolo di parole, mezze parole, sillabe e accenti improvvisi che si alzano, rimbalzano e poi cadono in risatine, pacche e sospiri.

    Questa frase da sola vale mille racconti. Bravo, stai andando sempre meglio. Hai un dono. Non so ch
    E altro aggiungere, mi è piaciuto molto.
    Voto la diva e ti saluto.
    Alla prosima!

    • Ciao Keziarica,
      Inutile dire che i tuoi apprezzamenti mi sono molto graditi come i suggerimenti che puntualmente dai.
      Mi sto cimentando in un genere che mi piace tanto e mi diverte. Mi fa molto piacere se un’autrice come te che stimo molto, e una lettrice attenta lo gradiscono. Grazie, ciao🙋

  12. Ciao Fenderman,
    incipit gustoso e scoppiettante. Molto riuscite le descrizioni e belli anche i personaggi; bene, si prospetta un bel racconto. Mi è saltato all’occhio qualche balbettio di troppo, ma ci sarà un perché.
    Ora mi hai incuriosita e vorrei conoscere questo Carlo Franco, cugino sconosciuto e assenteista.
    Aspetto il nuovo episodio e ti auguro un buon week end.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      il cugino di Franco è un poco balbuziente e indisposto dal tono un poco arrogante di Ciro e allora ba-balbetta.
      La signora, poiché la balbuzie è come lo sbadiglio si sa, ad un certo punto inciampa sulla stessa parola: (co-conosce), oppure un poco sfotte.
      Sono contento che ti piace, mi sono divertito a scriverlo.
      Alla prossima! 🙋

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