la vita? Una farsa!

Dove eravamo rimasti?

Che cosa accade? certi nodi vengono al pettine... (50%)

al fuoco, al fuoco!

«Scusi, lei non mi conosce, sono Cervone…»
«La conosco, la conosco.» dice Ciro, e fa l’occhietto a Carlo.
«Due ore fa stavamo tutti e tre abbracciati su quel pavimento in un prato di cicoria e c’era pure qualcun altro…»
«Allude forse a mia moglie?» dice Cervone.
«…Lei era quella che stava sotto, e tutti gli altri sopra» dice Carlo.
«Allora sapete perché sono qui. Io devo parlare col signorino che sta dietro quella porta e che si fa chiamare avvocato.»
«In questo ha ragione: ha lo stesso vizio di tutti gli avvocati che amano sentirsi chiamare avvocato!», fa Ciro rivolto a Carlo.
«Non faccia lo spiritoso lei, e mi annunci».
Ciro prende il modulo e glielo mette sotto il muso:
«E questo?»
«Quello lo compili lei, cha sa chi sono e cosa voglio; e non mi faccia perdere tempo!»
«Ueh, ueh giovanotto, attento eh, scriva o vada!» Ciro è innervosito e alza la voce, Di Natale apre la porta…
«E che altro succede qua oggi?»
«Te lo faccio vedere io che succede qua, brutto teddy boy da strapazzo…».
Ora lo incorna! Pensa Ciro.
«E ci mancava solo lei oggi ma perché, buon uomo, non se ne va casa a guardare le foto di sua moglie oppure la va a cercare da qualche altra parte visto che qua non c’è?» …osa Di Natale.
«Che fa ribatte pure? Vuole una testata per caso?»
«No, una testata no, troppo pericoloso! Segua il mio consiglio d’amico e vada; se invece vuole un parere di me avvocato sa che cosa le dico? Che sua moglie trovasi al piano di sopra ad imbastire il suo divorzio. Si metta perciò l’anima in pace o imbufalisca pure, ma non nel mio ufficio!»
Ciro e Carlo annuiscono sodisfatti: quanno ce vo’, ce vo’!
Manco a farlo apposta arrivano Lorella, Di Pasqua e Baiocchi che ridono, anzi no: se la ridono, e Lorella fa:
«…Ma quanto siete simpatici tutti qua dentro, eh, a saperlo prima…»
Cervone sente e si eleva oltre la sua statura con un sostanziale allungamento del collo per vedere oltre Carlo che stava in mezzo tra lui e la porta…Ma è Lorella mia! Pensa.
Poi quando la vede coi due reimposta il commento:
Ma è quella zoccola di Lorella!
«Lorella, che fai qui? Chi sono quei due? Non ti bastava l’azzeccagarbugli dei miei stivali?» dice.
«Cielo, mio marito!» fa lei che ha sempre avuto quella battuta sulla punta della lingua e finalmente la può dire!
A quel punto Di Natale, che di disastri ormai se ne intende, si avvicina a Carlo con aria seria, complice, e gli sussurra all’orecchio:
«ps, ps, chiama la forza pubblica…»
«che?»
«…E subito anche: o devo chiedere a Ciro?»
«No, ci penso io capo!»
Così, mentre il Capo si mette in mezzo alla coppia scoppiata, Carlo s’accosta a Ciro, e riferisce l’ordine ricevuto; solo che…
«Ma qui la forza pubblica siamo io e te!» dice Ciro.
«Ah, sì? E allora forza sia, buttiamo fuori tutti!» Carlo gonfia il petto, si intona e in do maggiore grida: «Al fuoco, Al fuoco! fuori tutti, uscite, presto e.. attenti al gradino!»
…Incredibilmente come sempre Al fuoco! Al fuoco! Funziona e tutti si accalcano verso l’uscita.
Ciro guarda stupito un Carlo tanto credibile da spingerlo a controllare che non ci sia una qualche fiammella intorno ai suoi piedi; e mentre spinge fuori il gregge pensa: Ecco perché quest’uomo mi farà le scarpe, e guardalo ‘sto cretino che si diverte pure a giocare con l’accendino!
…poco dopo…
«Sai amico mio», spiega Carlo, «in queste situazioni tutti sono vogliosi di finirla lì ma per orgoglio e testardaggine non lo fanno.»
«E quindi ci vuole, ci vuole…» Ciro prova a dire, «un aiutino, una spintarella, che trae d’impaccio e rimanda la questione; Io però, francamente, l’avrei risolta a mazzate…»
«Se non c’era l’avvocato altro che mazzate! Erano calci in culo altroché! Ha, ha, ha!».
Poco dopo Di Natale rientra, sollevato, insieme a Baiocchi sottobraccio.
«Allora, allora? Come è stato con la ragassa?», chiede.
«Io ti devo ringraziare, come vuoi che sia andata; è stato una mezz’ora da leone, credimi! Io quella la devo rivedere: intanto gli ho messo tanta di quella carne al fuoco co’ ‘sto divorzio che me la vedrò girare intorno per un pezzo e poi…»
«Vecchio mascalzone, un tombeur de femmes sei tu, e io lo sapevo che ti facevo contento! Ma dimmi piuttosto di Di Pasqua…»
«…E pure quello è un tuo regalo, lo sapevo. Gli ho detto che la sua pratica era stata rimandata di sotto, da te che non vedevi l’ora di completarla assieme a lui: ah, ah, ah, è per questo che è sceso insieme a me e Lorella, non volevo che si perdesse per strada!»
« Ah, e allora mi tocca ringraziare Cervone che mi ha dato l’occasione per togliermelo dalle scatole ah, ah, ah.»
I due rientrano nell’ufficio di Di Natale quando il telefono squilla.
«Oggi è una giornata impossibile cucciolona, perché non passi all’uscita? Ce ne andiamo in sartoria… per il tuo vestitino nuovo. Ok? Sei contenta? Ciao Pucci, Pucci! Ah, entra dal retro tanto è aperto.»
«Ehi, ma chi era la pesciolina ?» chiede Baiocchi curioso.
«La mia gattina, mia moglie Stella. Oggi le ho rovinato un vestito e le ho promesso di ricomprarlo.»
«Ah, ho saputo di stamattina… ma, dimmi: Lillo che c’entra?»
«Lillo?»

finirà:

  • sarà una eruzione, un volo nuziale (0%)
    0
  • a tarallucci e vino (100%)
    100
  • non finisce ricomincia... (0%)
    0
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29 Commenti

  1. Grandissimo! Ma ho paura che mi verrà lo stordimento, i sintomi sono tali e quali a quando vedevo i film di Bellavista. Mi mancavano le forze. Da un lato ero magneticamente attratto da quella gente che sapeva parlare (io evidentemente ero muto e non lo sapevo), parlavano, dicevano quello che volevano sapere, dicevano quello che avevano visto, volevano essere precisi e utili. E intanto a me saliva l’angoscia. Sintesi, sintesi! Bisogno di sintesi, mania di controllo. Loro erano vivi io di marmo.
    Coi film di Totò era pure peggio…

    i miei complimenti

  2. Buon giorno da Roma col sole…
    grazie per il passaggio sempre gradito.
    In quanto al futuro, sai meglio di me che le storie affollano la mente e non vedono l’ora di uscire allo scoperto.
    Tuttavia, in questa società di comunicatori a senso unico dove tutti sono pronti a dire e pochi ad ascoltare, The Incipit è una scuola. Non tutti hanno la Tua voglia e pazienza di ascoltare tutte le voci che si levano ogni momento.
    Non so, quindi, quando tornerò, per adesso cercherò di ascoltare più che parlare. ( Sempre pronto, comunque a smentire me stesso.)
    Grazie ancora, torna a scrivere, buona giornata anche a te!🙋

  3. Caro Fenderman,
    anche questa storia si è conclusa. Il tema divertente e scanzonato ha regalato sorrisi, a volte un po’ di confusione, su un palco con gli attori sarebbe stato tutto più semplice, per via dei volti che si ricordano meglio dei nomi.
    Mi chiedo cosa tirerai fuori in futuro… io ti aspetto e ti auguro una bellissima giornata. Qui dopo tanta pioggia c’è il sole, spero anche da te.
    Alla prossima!

  4. Ciao Fenderman,
    ci sono piccole imperfezioni tipo la risata in tre ha ha ha, che poi si tramuta in un più consono ah ah ah; qualche eufonica di troppo e un d’amico che mi fa più pensare a un cognome, avrei preferito “consiglio DA amico”, ma questa è una scelta stilistica e non si discute. Il capitolo, a dire il vero, ha perso un po’ di mordente, è sempre divertente e ben scritto, però avverto un leggero calo (ma potrebbe anche essere una mia impressione). Arriviamo al finale con tarallucci e vino, perché mi pare la scelta più azzeccata per questo racconto allegro, che strizza l’occhio al cinema popolare di tanti anni fa.
    Ti aspetto al finale e ti auguro una bellissima giornata.
    Alla prossima!

    • Buongiorno Keziarica, è vero ha ha… è una distrazione e rileggendo anche io ho trovato altre cose da limare come sempre, quasi, accade. Il “D’amico” è una citazione, forse non sottolineata abbastanza, di una famosa battuta a tormentone di un “Carosello” dell’epoca che pubblicizzava il riso D’amico: “Vuole un consiglio Franco, D’Amico?”, era una battuta talmente popolare da entrare nella parlata quotidiana. Grazie, buona giornata a te. 🙋

  5. Ciao Fenderman,
    i nodi vengono al pettine… mi pare giusto, siamo quasi alla fine. Anche questo capitolo risulta gradevole anche se un po’ ingarbugliato, ma ho compreso il tuo intento e ci sta tutto.
    Credo anche che meriteresti un po’ più di pubblico, ma pare che ultimamente il sito venga un po’ disertato. Pazienza, si spera che si torni ai vecchi fasti. Di sicuro le tue storie meriterebbero più attenzione 🙂
    Ci si rivede presto allora.
    Ciao e alla prossima!

  6. Ciao Fenderman,
    la gente proprio non si regola!
    Siamo nel pieno della commedia all’italiana a cavallo tra Totò di fine anni cinquanta e Lino Banfi… Questa volta hai spinto molto sulla comicità spicciola, in un racconto come questo ci sta. Il fraintendimento con Lillo e Cassandra alimenta l’attesa e risulta molto divertente, attenzione a non calcare troppo la mano.
    Alla prossima!

    • Ciao, lo so, lo sentivo che con Nicolino mi stavo un po’ sbilanciando ma il fatto di per sé sarà sicuramente successo davvero in qualche ufficio pubblico sfigato.
      Comunque, anche se veramente la gente non si regola, cercherò di non spingermi troppo in là.
      P.s.: Viva sempre Totò e nonno Libero!
      Ciao, e grazie!🙋

  7. Si dice che sia meglio in un racconto non mettere in mezzo troppi personaggi, ma io tuoi sono troppo divertenti, perciò scelgo “quelli che stanno per arrivare!” pensando che siano nuovi…
    Ciao Fenderman,
    ancora un capitolo movimentato, questa volta hai messo al posto loro tutte le tessere e non ho avuto alcuna difficoltà a capire cosa stesse succedendo e a chi. Bene, continua così, ora aspetto un pomeriggio di fuoco.
    Alla prossima!

    • È vero, c’è tanta gente ma io ho immaginato una sorta di compagnia teatrale improvvisata, sai quelle fatte di dilettanti al teatro parrocchiale, che ha come unico scopo far ridere il bendisposto pubblico in sala tutto fatto di parenti e amici. Niente di che dunque, solo una, tutto sommato, sana voglia di scherzare un po’ con le parole e i caratteri. Se piacerà a qualcuno sarò contento.
      Grazie, ciao🙋

  8. Ciao fenderman! Le azioni concitate sono sempre difficili (anche in teatro, quando costruisci una scena piena di movimento e di attori) e, in alcuni passaggi, il “copione” va riletto una seconda volta. Tuttavia la trama continua a essere simpatica e comica. Continua così, la sperimentazione è sempre meravigliosa. Alla prossima!

    • Ciao Carlotta,
      questa è una commediola degli equivoci, la confusione è protagonista della storia. È necessaria. Naturalmente cerca di incartare anche il lettore ma, come dici tu, il lettore ha una seconda possibilità e allora vince sempre.😁.
      Comunque prometto, nei limiti del possibile di schiarire un pò la prosa, parola di scout! Ciao🙋 Grazie.

  9. Fantastico! Hai applicato in pieno il concetto “Tutto il mondo è teatro”. Molto carina questa commedia: bel ritmo veloce, dialoghi ben scritti, personaggi divertenti. Da appassionata di teatro, mi sono già immaginata l’allestimento. Continuo a leggerti e a “rappresentare” tutte le scene nella mia testa. Secondo me è tempo di concludere il primo atto. Alla prossima!

    • Ciao, sono un neofita come te in questo filone e mi diverto molto. (Prima o poi entrerà in scena qualcuno con una gallina in braccio,) chissà😉 Ciao, grazie del tuo benevolo commento e a presto. Io pubblico velocemente perché non vedo l’ora di cominciare una nuova storia. ciao 🙋

  10. Ciao Fenderman,
    un capitolo godibile che di fatto, però, rimane una bella dimostrazione delle tue capacità narrative. Sicuramente ottimo, non mi fraintendere, ma forse un po’ di passaggio, una sorta di carrellata accurata e ammiccante che porta dritto dritto al prossimo capitolo.
    Io voto per il problema causato da entrambi e vediamo come se la sbrigano con piume, vestiti ormai inutili e furbetti di turno.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica.
      Abbiamo conosciuto la diva, conosceremo Di Pasqua; l’avvocato avrà il suo da fare ma vedremo. Per il momento rimaniamo sulla linea che mi ero prefissato: la vita semplice e complicata di personaggi un po’ naif per nascita e vocazione. L’anticamera simboleggia un po’ la piazza, un piccolo mondo provvisorio dove puoi incontrare il meglio e il peggio della gente e hai l’occasione di sorridere, se vuoi. Grazie, alla prossima🙋

  11. Ciao Fenderman,

    Il brusio alimentato dai due che si scambiano le effusioni e le confidenze di prammatica riempie il vuoto della sala con un pulviscolo di parole, mezze parole, sillabe e accenti improvvisi che si alzano, rimbalzano e poi cadono in risatine, pacche e sospiri.

    Questa frase da sola vale mille racconti. Bravo, stai andando sempre meglio. Hai un dono. Non so ch
    E altro aggiungere, mi è piaciuto molto.
    Voto la diva e ti saluto.
    Alla prosima!

    • Ciao Keziarica,
      Inutile dire che i tuoi apprezzamenti mi sono molto graditi come i suggerimenti che puntualmente dai.
      Mi sto cimentando in un genere che mi piace tanto e mi diverte. Mi fa molto piacere se un’autrice come te che stimo molto, e una lettrice attenta lo gradiscono. Grazie, ciao🙋

  12. Ciao Fenderman,
    incipit gustoso e scoppiettante. Molto riuscite le descrizioni e belli anche i personaggi; bene, si prospetta un bel racconto. Mi è saltato all’occhio qualche balbettio di troppo, ma ci sarà un perché.
    Ora mi hai incuriosita e vorrei conoscere questo Carlo Franco, cugino sconosciuto e assenteista.
    Aspetto il nuovo episodio e ti auguro un buon week end.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      il cugino di Franco è un poco balbuziente e indisposto dal tono un poco arrogante di Ciro e allora ba-balbetta.
      La signora, poiché la balbuzie è come lo sbadiglio si sa, ad un certo punto inciampa sulla stessa parola: (co-conosce), oppure un poco sfotte.
      Sono contento che ti piace, mi sono divertito a scriverlo.
      Alla prossima! 🙋

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