Le scelte della vita 2

Dove eravamo rimasti?

Cosa lega ancora Anna e l'Imperatrice? Un tatuaggio (80%)

Una corona e due pistole

Il giorno prima di partire verso la mia nuova vita, presi un appuntamento con un tatuatore che possedeva uno studio privato in una città vicina la mia -O meglio, la città nella quale abitavo.
Non avevo mai fatto nessun tipo di tatuaggio, ad accezione di quelli non permanenti che si trovavano dentro le confezioni delle merendine e che rappresentavano principalmente i personaggi dei cartoni animati più in voga di quel momento, ma conoscevo l’uomo in quanto, anni prima, dopo la morte di mia madre, avevo accompagnato mio padre a tatuarsi il mio nome sul braccio sinistro.
Mio padre.
Quanto desideravo poter parlare di lui con Claudio, far conoscere, anche solo tramite delle fotografie, ad Andrea suo nonno, ma ogni volta una vocina nella mia testa mi diceva: “Emma, tuo padre è morto.” Tuo padre è morto. A volte ripetevo queste ultime parole fino a quando non riuscivo a convincermi che fosse vero. O almeno, che dovesse esserlo.
Ricordo che mio padre, mentre il tatuatore stava passando l’inchiostro sul tatuaggio, mi disse “In questo modo starai per sempre con me”
“Ma non ti fa male?” gli chiesi incuriosita, orgogliosa che mio padre avesse per sempre il mio nome inciso sul suo corpo
“Ricorda una cosa: devi passare dal dolore per ottenere la felicità”. Questa è un’altra lezione insegnatami da mio padre, un’altra delle sue frasi che mi ha accompagnata fino ad adesso, adesso che dovrei dimenticare tutto e andare avanti. Ma come si fa a dimenticare tutto?
Quando mi presentai dal tatuatore lui non mi riconobbe; dopotutto, erano passati diversi anni dall’ultima volta.
“È la prima volta che fai un tatuaggio?” mi chiese mentre preparava gli strumenti
“Si”
“Sai già cosa fare?”
“Una corona con due pistole” quelle erano le due cose che mi collegavano all’Imperatrice, e volevo aver quel periodo impresso sulla mia pelle
“Una cosa molto soft quindi” scherzó su lui mentre disinfettava la zona della spalla nella quale avrebbe dovuto incidere il disegno.
Il tatuaggio non fece molto male, forse perché ero abituata a provare dolori (sia dal punto di vista fisico che da quello di punto psicologico) molto più forti di quello di un ago che penetrala pelle.
Quando il ragazzo finì il suo lavoro mi portó uno specchio, mostrandomi come sarebbe stata, d’ora in avanti, la mia spalla.
“È come lo volevi?” mi chiese mentre mi specchiavo
“Si. È esattamente come lo volevo.”
Uscii dallo studio con un misto di emozioni: adrenalina per aver sperimentato una cosa nuova; paura per la vita che mi aspettava; tristezza perché, nella vita che stavo lasciando, avevo perso tante, troppe, persone importanti.
Arrivata a casa continuai a guardare quella pistola sulla mia spalla: era strano sapere che l’avrei avuta per sempre incisa sul mio corpo, proprio quando avevo promesso a me stessa che non ne avrei mai più presa tra le mani una.
Nessuno, nemmeno adesso che sono passati 5 anni, conosce il significato che hanno per me quei disegni all’apparenza banali; nessuno, neanche Claudio. Come potrei spiegargli cosa provo ogni volta che li vedo? Ogni volta che mi fanno ricordare tutto quello che mi sono lasciata a fatica alle spalle?
Conoscendo il mio carattere, neanche lui mi chiede come mai abbia scelto proprio quei soggetti: se non gliene ho parlato io in 5 anni di relazione, sa che potrebbe farmi tutte le domanda che vuole, ma che sprecherebbe solo fiato in quanto non darei neanche una risposta.
Penso spesso al rapporto che ho con Claudio. Lui si è innamorato di Emma, non di Anna;si è invaghito di una persona che non esiste, che non ha un passato, un passato vero.
Si, lui lo ha fatto.
E io? Io mi sono veramente innamorata di lui? È da un po’ che me lo chiedo, che cerco di definire quella sottile linea che separa “amore” e “affetto”. Quale sentimento provavo per lui? Il primo o il secondo?
La promessa di non prendere mai più in mano una pistola l’ho mantenuta, l’ho mantenuta fino ad oggi. Ma oggi Andrea ha chiesto di andare alle giostre.
Quando arrivammo pensai a mio padre: dopo la morte di mia madre le giostre erano il mio rifugio: uscivo da scuola e andavo direttamente lì, senza avvisare nessuno. Scoprii solo in seguito che mio padre sapesse esattamente dove andassi, ma lui voleva lasciarmi libera di sfogare le mie emozioni. Lui si fidava di me, sperava che non diventassi come lui. E invece eccomi qui, a vivere una vita che non sento mia, una vita che mi sta troppo stretta.
Eccomi qui, davanti a uno stupido tira a segno delle giostre.
“Mamma, lo facciamo insieme?” Andrea me lo ha chiesto come se fosse la cosa più semplice del mondo, un gioco tra mamma e figlio, una cosa che lui non aveva mai provato prima, una cosa che avevo pregato non provasse mai.
Eccomi qui, davanti a qualcosa che avevo promesso a me stessa di non toccare mai più.
Ma quella promessa l’aveva fatta Anna, non Emma.
Ma alla fine, chi è veramente Anna e chi è Emma? E sopratutto: io sono Anna o Emma?

Che scelta farà Anna?

  • Comincerà a sparare, smettendo poco dopo. (0%)
    0
  • Non sparerà (67%)
    67
  • Sparerà (33%)
    33
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29 Commenti

  1. Ops, ho causato il pareggio, perdonami. Speriamo che qualcuno sbocchi la situazione.
    Confermo i complimenti che ti ho fatto finora senza ripetermi.
    Non sono brava con i verbi, ma credo che in questo capitolo, ogni tanto, ci sia qualcosa che stoni. Non mi pronuncio, tranne che per questo: “Chissà cosa si provasse a venire chiamati così ogni giorno. ” spero che qualcuno più competente di me intervenga.
    Mi chiedevo se fai leggere i tuoi racconti al prof d’italiano. Sarebbe bello coinvolgere gli insegnati in queste passioni
    Continua

    • Ciao Gra, ti ringrazio sempre per seguire questa storia.
      Per il pareggio tranquilla, ti perdono😅 Qualcuno dovrà pur sbloccare questa situazione, almeno spero😅.
      Per quanto riguarda il periodo hai ragione, è proprio sbagliato! Il fatto è che, avendo superato il limite dei caratteri, ho dovuto eliminare delle parole; il problema è che ho fatto ciò durante il tragitto in autobus per tornare a casa da scuola…. purtroppo, anche a causa della stanchezza, non ho riletto bene e non sono riuscita a correggere.
      Per la domanda riguardante i prof: no, non ho mai fatto leggere nulla alla mia prof di italiano in quanto non abbiamo ancora instaurato quel rapporto di “confidenza” (abbiamo cambiato prof quest’anno) che possa portarmi a farle leggere qualcosa, anche perché, a dire la verità, non credo sia la persona adatta a cui farli leggere.
      Grazie ancora per seguirmi. Alla prossima.

  2. Sono venuta a leggermi il resto del tuo racconto Rossella, del quale avevo letto solo il primo capitolo, per mancanza di tempo poi non avevo proseguito. Si sta facendo più interessante la tua storia, mi piace, e anche la tua scrittura sta migliorando. Come altri, ho notato anch’io qualche tempo sbagliato, il passaggio dal presente al passato, stai attenta a questo e andrai sempre meglio.
    Io voto per Claudio, tanto per cambiare…. ciao! a presto

    • Ciao, grazie per essere passata.
      Purtroppo ho fatto l’errore di non rileggere il capitolo prima della pubblicazione e, poiché The Incipit non dà la possibilità di modificare gli scritti, non posso correggere i tempi.
      Di questo mi rammarico molto, perchè ammetto che questo sia uno dei capitoli a cui tengo di più.
      Ovviamente prima di pubblicare il prossimo capitolo lo rileggerò sicuramente (come faccio sempre con tutti, è che ovviamente avrei dovuto fare anche con questo).
      Grazie mille anche a te per la segnalazione.
      Al prossimo capitolo!

  3. Rieccomi, Rossella. Ho votato “Da una notizia sul giornale”, mi sembra che sia l’opzione più naturale.
    Hai uno stile già piuttosto maturo, per i tuoi sedici anni, piuttosto scorrevole e organizzato.. Qua e là ci sono periodi un po’ troppo lunghi e complicati: spesso sono più incisivi periodi brevi (e quasi sempre sono più facili da leggere 😉 ) e vale perciò la pena cercare di semplificare un po’, limare, accorciare, cercare la parola giusta. Un appunto importante che mi sento di farti è sulla consecutio, in più di un punto imprecisa: in qualche passaggio sei saltata dal passato al presente e non ne ho compreso la necessità. Anche all’inizio di questo capitolo: usi il presente. Il dubbio è che sia, appunto, una domanda che la Anna/Emma attuale si fa adesso, ossia in epoca successiva a quella che sta narrando. Ma leggendo il seguito, non mi pare che sia così: il dubbio esistenziale è già nella Emma/Anna della pistola al luna park. Boh, forse ho capito male io e non mi stupirebbe, ma tieni presente che quasi sempre il lettore “pretende di aver ragione”, ossia ha una sola interpretazione di ciò che legge e per lui è l’unica giusta. Per questo motivo è meglio essere il più chiari possibile.
    Ciao giovane, ti auguro un’intera cartucciera di giorni felici

    • Ciao Erri, grazie per aver letto.
      Devo dire che anche i miei professori sarebbero molto contenti se cercassi di “accorciare” e “semplificare” i vari concetti durante le interrogazioni, visto che trovo sempre le parole più complicate per spiegare qualcosa di semplice 😂 Grazie anche per la segnalazione sula consecutio; tutte le domande che Anna/Emma si pone sono tutte domande riguardanti il suo presente. All’inizio del capitolo ho usato il presente perché sentivo ci stesse meglio, ma grazie molto per avermelo segnalato.
      Spero continuerai a leggere questa storia.
      Al prossimo capitolo, mio o tuo.

  4. Riflessioni molto profonde e scritte bene, secondo me. Essere costretti a vivere con due identità deve essere una cosa non da poco, e sei riuscita a descrivere molto bene il conflitto interno di Anna/Emma.
    Voto telegiornale. Mi sembra più diretto

    • Ti ringrazio sempre per continuare a seguirmi.
      Mi dispiace che questo capitolo abbia dei punti “pensanti”; la mia idea era quella di inserire dei pensieri in modo da poter, o almeno cercare, far capire ai lettori cosa spingesse Anna-Emma ad agire in quel modo piuttosto che in un altro. Grazie per la segnalazione, la terrò molto in considerazione per il prossimo capitolo.
      Ps: grazie anche per il “diventerai di sicuro una brava scrittrice”

  5. Ciao Rossella!
    Premetto che non ho letto il primo capitolo, perchè ti ho scoperto soltanto ora, e che magnifica scoperta sei stata!
    Utilizzi uno stile che ti rapisce e ti mantiene all’interno della storia, dal primo all’ultimo rigo!
    Continua così, e questo racconto sarà una bomba!
    Intanto, mentre aspetto il prossimo episodio, vado a recuperarmi il primo capitolo.
    Ciao!

    • Ciao Silvestre, grazie per il commento positivo.
      Quando scrivo il mio obiettivo è quello di far entrare i lettori dentro la storia, farli immedesimare nei protagonisti e tenerli incollati fino all’ultima riga. Mi fa piacere esserci riuscita!
      Grazie ancora per il commento. Spero che “Le scelte della vita” ti piaccia come il suo sequel.
      A presto!

  6. Ciao Rossella!
    Sei sempre stata brava a scrivere, ma ti trovo ancora migliorata (The Incipit è una buona palestra). A me in questo capitolo qualche descrizione piace: essendo il primo episodio di un sequel, un po’me le aspetto. Ti seguo volentierissimo per vedere come procede la storia e per osservare (come sta avvenendo per me) ulteriori miglioramenti che questo sito, grazie ai consigli dei lettori, ti porterà a fare. Continua così che vai forte! A presto 🙂

  7. Bentornata. Trascorsa bene l’estate?
    La tua scrittura è sempre scorrevole, solo due consigli: esercitati a non descrivere le cose, almeno che non sia strettamente necessario, ma a fare in modo che sia il lettore a scoprirle fra le righe. Avresti potuto farci capire che convive a con Claudio rispondendo a una sua telefonata, per esempio, poi, piano piano, si sarebbe scoperto anche il resto. Come hanno detto a me una volta: l’importante è che sai tu come sono andati i fatti, il lettore lì scoprirà strada facendo. Se sarai brava.
    Il secondo consiglio è più pratico: dai un occhiata alle altre storie della piattaforma. Ti aiuteranno a prendere spunto e a darti visibilità. Che legge un tuo commento avrà la curiosità di vedere tu cosa scrivi.
    Ti seguo, se ti fa piacere 🙋🏻‍♀️

    • Grazie mille per i consigli -non smetterò mai di scriverlo- e per seguirmi.
      Ammetto che molte volte mi perdo nel descrivere troppo dettagliatamente gli eventi, ma d’ora in poi mi impegnerò per cercare di dare meno “informazioni”.
      Per quanto riguarda il dare un’occhiata alle altre storie ci provo, ma a volte gli impegni scolastici mi tolgono il tempo per farlo…. nonostante ciò, essendo un’amante della lettura (anche se preferisco leggere storie cartacee) cercherò di ritagliarmi qualche spazio per seguire altre storie qui.
      Ancora grazie per seguirmi, il che mi fa molto piacere.

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