Le scelte della vita 2

Dove eravamo rimasti?

La decisione è presa: si va da Luca. Cosa dirà Anna/Emma a Claudio? Gli dirà una parte di verità (50%)

Rivelazioni

Ma veramente andare da Luca era l’unico modo per far morire quella piccola parte di Anna che ancora viveva in me? E se ciò che restava di Anna, anziché scomparire, si fosse cibata dell’energia emanata da quei luoghi per tornare più forte di prima?
E se fosse successo ciò, sarei riuscita a vincere questa eterna battaglia di nuovo?
Avevo paura, ma sapevo di dover andare: quel viaggio era l’unico modo per mettere definitivamente una pietra sul mio passato.
Se fosse andato male, pazienza: mi sarei rialzata come avevo sempre fatto.
Mentre pensavo ciò Claudio era ancora al mio fianco, come sempre.
La sua espressione era alquanto preoccupata: credo non mi avesse mai vista piangere; o comunque, non per una notizia trasmessa dal notiziario.
“Sto bene” gli dissi, imponendomi di tranquillizzarmi
“No che non stai bene” mi guardò nuovamente negli occhi; e pensare che furono i suoi occhi a farmi innamorare di lui, proprio quando mi ero promessa che non avrei mai più amato nessun uomo che non fosse stato mio figlio.
Ma lo amavo veramente? O quello che provavo per lui era semplicemente gratitudine?
Mi chiedevo spesso ciò, soprattutto nei momenti in cui si preoccupava per me.
Lui c’era sempre per me e Andrea, che considerava suo figlio.
Proprio per questo (e anche perché odio mentire alla persone a cui tengo) decisi di rivelargli la verità sulla mia vita; non volevo dirgli tutto, non ancora, ma meritava di essere messo al corrente almeno di una parte di essa.
“Hai ragione” gli dissi “non sto bene”
Lo vidi preoccuparsi ancora di più
“Chiamo un dottore” mi rispose prendendo il cellulare in mano e iniziando a cercare, con le mani che gli tramavano, il numero di un suo amico medico sulla rubrica telefonica
Lo fermai appena prima che facesse partire la chiamata
“Non ho bisogno di un medico” gli dissi toccandogli il braccio “ho bisogno di parlarti”.
Ci guardammo nuovamente negli occhi, e dal suo sguardo capii che stesse già pensando al peggio.
Ci sedemmo sul divano l’uno accanto all’altro.
Mi feci coraggio e iniziai a parlare: sapevo che spettasse a me cominciare quel discorso, discorso che avevo rimandato per tanto, troppo, tempo.
Non sapevo da dove iniziare: non volevo dirgli tutto, ma solo una parte, qualcosa che non avesse un impatto troppo diretto su di lui
“Prima ho avuto quella reazione perché conoscevo quel poliziotto”
“Nel senso che era, che è, un tuo amico?” mi chiese stranito: era convito di conoscere tutto, o quasi, del mio passato, ma adesso stava iniziando a capire che si sbagliava
“Una specie; diciamo che mi ha aiutata a superare dei pericoli particolarmente difficili”
“Ma perché non me ne hai mai parlato?”
Ecco la fatidica domanda.
“Perché per me non è un argomento facile. Quando andò in coma mi sentii come cadere in un baratro: lui era la mia ancora, ed è stato difficile per me metabolizzare la sua assenza”
Mi guardava come si guarda qualcuno per cui si prova pena, lo stesso sguardo che mi rivolgevano coloro che mi incontravano prima dopo la morte di mia madre e poi dopo l’arresto di mio padre “Guarda, quella è la figlia dell’uomo che hanno messo in carcere; si, quello che c’entrava con la mafia” dicevano; lo facevano alle mie spalle però, perché conoscevano il mio carattere
Proprio per questo non sopportavo chi mi guardava con commiserazione
“Non mi guardare così” chiesi
infatti a Claudio
“Così come?”
“Con quello sguardo di pena. L’ultima volta che me lo hanno rivolto è stato quando mio padre…” non completai la frase che inizia nuovamente a piangere; era la prima volta che mi aprivo così tanto con Claudio.
Lui mi cinse le spalle con un braccio e mi tirò a se “Stai tranquilla amore, ci sono io”, ma ció non mi tranquillizzò più di tanto
“So che per te è difficile parlare di tuo padre, ma sono sicuro che lui sarebbe contento della donna che sei diventata; lo so che è la cosa più banale da dire in questo casi, ma pensa che lui, adesso, si trovi in un posto migliore”
Lo guardai con stupore: in un posto migliore? Solo dopo capii: mio padre, quello finto, era morto.
Mi ero aperta così tanto che stavo parlando di Anna, non di Emma.
Tornai a parlare di Luca per non pensare a mio padre e al vuoto lasciatomi dalla sua figura per la seconda volta nella mia vita
“Claudio, io devo andare da Luca” esordii
“Luca?”
“Il poliziotto” dimenticai che non sapesse il suo nome
“È troppo pericoloso Emma. Se quelli sanno che è ancora vivo potrebbero tentare di ucciderlo”
Sghignazzai: se veramente c’era qualcuno in pericolo, ero io; se qualcuno avesse scoperto del ritorno dell’Imperatrice sarebbe scoppiata un’altra guerra, e io non volevo questo, non più.
“Tranquillo; sono sicura che non accadrà niente”
“Come fai a saperlo?”
“Perchè tutte le persone del giro sono già morte”, e con “tutte” intendevo anche l’Imperatrice.
Era tanto che non pensavo a me con quel nome.
“Quando vuoi partire?”
“Domani. Domani io e Andrea partiamo”
Prima toglievo questo dente e prima il dolore sarebbe svanito, questa volta, forse, per sempre.

Nel prossimo capitolo Anna/Emma andrà da Luca. Chi ci sarà da lui quando lei arriverà?

  • Una collega (17%)
    17
  • Suo fratello (33%)
    33
  • Nessuno; sarà da solo (50%)
    50
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

62 Commenti

    • Ciao, grazie mille per aver continuato a seguirmi.
      Quest’avventura ha trovata la sua fine, ma altre stanno aspettando di essere scritte.
      Gli insegnamenti e i consigli di chi ne sa più di me mi fanno sempre molto piacere: solo così si può migliorare; mi piacerebbe molto leggere queste storie che mi hai consigliato…. sai per caso i titoli?
      Grazie sempre di avermi seguita; alla prossima.

    • Ciao, mi fa piacere che sia passato.
      Effettivamente il punto di partenza per il cambiamento di Anna/Emma e della sua vita è stato proprio quel casolare.
      Per il momento sta vincendo l’opzione “recarsi in carcere”; aspetto un altro po’ e vedremo.
      Spero che continuerai a seguire questa storia.
      A presto.

    • Grazie mille per le dritte; sono consapevole di ripetere alcuni concetti, ma è perché credo che siano utili ai fini nella narrazione; ovviamente prenderò molto in considerazione il tuo suggerimento è presterò maggiore attenzione.
      Grazie anche di essere passata. A presto.

    • Ciao, in effetti hai ragione: un po’ troppo forzata come scelta, ma mi serviva per fare da “collante” tra le due parti.
      Per quanto riguarda i dialoghi sono contenta che stiamo vedendo bene: come credo si sia notato sono più “forte” nelle parti riflessive, mentre “cado” un po’ in quelle dialogiche, ma ovviamente tutto si può migliorare!
      Grazie anche per il “ti immagini tra 10 anni…”; l’obiettivo, e anche un po’ il sogno, sarebbe quello di riuscire a pubblicare qualcosa… staremo a vedere!
      Alla prossima, e grazie per continuare a seguirmi.

  1. Secondo me non gli rivelerà subito di Claudio.
    Brava Rossella, hai ascoltato le critiche e si vede che in questo capitolo hai dato del tuo meglio aumentando i dialoghi e togliendo i pipponi riflessivi.
    Manca secondo me un po’ di geolocalizzazione. Cioè prendono un aereo… da dove e per dove?
    Forse lo hai scritto nei capitoli precedenti. Se fosse così perdonami. Sono anziana e dimentico le cose.
    Trovo anche poco probabile che il telegiornale riportasse la notizia del risveglio di Luca dopo un anno. Non impossibile, intendiamoci, ma poco probabile senza una valida motivazione.
    Detto questo brava come sempre.

    • Ciao, come sempre grazie di essere passata.
      Le critiche, soprattutto se costruttive, aiutano a migliorare; dunque sì, le apprezzo molto e cerco di ascoltarle.
      Per quanto riguarda la localizzazione della storia: no, non ho mai inserito parti di questo genere; è una cosa voluta, in quanto non volevo ambientare la storia in un determinato luogo, bensì dar modo al lettore di immaginare e “creare” i posti nei quali accadono i fatti narrati. Per quando mi riguarda, mi piacciono molto le storie scritte in questo modo; ovviamente è un’opinione personale.
      Ancora grazie per essere passata.

  2. Un altro pareggio, mannaggia, spero che si sblocchi. In caso contrario decidi tu cosa preferisci fare, i deciderà Anna per te.
    In un primo tempo ho pensato che era impossibile che un uomo rimasto in coma 5 anni fosse già a casa sua, figuriamoci poi in piedi a parlare correttamente. Poi ci hai fatto sapere che era passato un anno e allora okay, ci poteva anche stare.
    Aspetto l’azione che hai annunciato

    • Grazie per essere passata.
      Il fatto del risveglio accaduto un anno prima doveva essere una sorta di “colpo di scena” e ovviamente un modo per spiegare il fatto di essere già a casa (ovviamente, essendo cresciuta nella medicina in quanto è il campo di lavoro di mia madre, ho riconosciuto che fosse impossibile uscire da un ospedale dopo poco tempo, figuriamoci dopo un coma)
      Per quanto riguarda l’azione proveró a inserla dal prossimo capitolo… spero di riuscirci! In caso contrario, scusatemi già da adesso😅

  3. Ciao Rossella!
    Stai definendo il tuo tipo di scrittura: riflessione pura con qualche dialogo. Scrivi bene, ma buttati nell’azione. The incipit serve a provare tutto. Io sono passata dal fantasy allo humor in venti giorni scarsi! 🙂 esci dai tuoi canoni: potresti scoprire cose di te che neanche immaginavi (come sta succedendo a me). A presto, continua sempre a scrivere!

  4. Appoggio in pieno ciò che ha detto Caterina, è arrivato il momento di pensare al climax e vedrai che ne sarai perfettamente capace.
    Ti ricordo di scrivere sì, affermazione, con l’accento. È bene che cominci ad abituarti. Se un domani presenterai un lavoro a qualche casa editrice l’errore lo noteranno.
    🤞🏻

    • Ci proveró sicuramente, spero solo di esserne veramente in grado.
      Per quanto riguarda il “si” accentato: anche questo mi è sfuggito!
      Il fatto è che in questo periodo sono stata molto impegnata a causa della scuola, ma adesso che tutto è passato mi concetreró molto di più sulla scrittura per evitare di fare questi errori.

  5. Ho notato un miglioramento nella prima parte. Ben scritta, fluida e coinvolgente. Verso metà episodio ho riscontrato piccoli errorini di battitura e di punteggiatura (scemenze che facciamo tutti, ma che mi hanno reso meno godibile il testo).
    Sono curiosa di capire come continuerai. Ti sprono ad uscire dalla tua comfort zone.
    In questa seconda parte, la maggior parte dei capitoli sono strutturati come lunghe riflessioni della protagonista, un flusso continuo di coscienza, intervallato da piccoli dialoghi. Ti riesce bene questa tipologia di scrittura. È nelle tue corde.
    Tuttavia con the incipit dobbiamo metterci anche in gioco. Sarebbe interessante magari provare a mostrare azioni concitate o allargare la parte riservata ai dialoghi.
    Perché abbiamo già ascoltato a lungo la voce di Emma/Anna. Ora ci interessa vederla agire!

    • Ciao, mi dispiace molto per gli errrori che ci sono a metà episodio; ho rilettto più volte il capitolo prima di pubblicarlo, ma evidentemente non ho corretto tutto.
      Per quanto riguarda l’uscita dalla confort zone ci proveró; credo che non sarà facile, però voglio veramente mettermi alla prova.Nel prossimo capitolo avevo già in mente di tagliare le parti riflessive, o almeno inserirne in minor quantità, e concentrarmi più sulll’azione; Anna/Emma l’ho già fatta conoscere, ora vorrei anch’io vederla agire.
      Spero che questa storia riesca ancora a coinvolgerti. A presto.

  6. Ops, ho causato il pareggio, perdonami. Speriamo che qualcuno sbocchi la situazione.
    Confermo i complimenti che ti ho fatto finora senza ripetermi.
    Non sono brava con i verbi, ma credo che in questo capitolo, ogni tanto, ci sia qualcosa che stoni. Non mi pronuncio, tranne che per questo: “Chissà cosa si provasse a venire chiamati così ogni giorno. ” spero che qualcuno più competente di me intervenga.
    Mi chiedevo se fai leggere i tuoi racconti al prof d’italiano. Sarebbe bello coinvolgere gli insegnati in queste passioni
    Continua

    • Ciao Gra, ti ringrazio sempre per seguire questa storia.
      Per il pareggio tranquilla, ti perdono😅 Qualcuno dovrà pur sbloccare questa situazione, almeno spero😅.
      Per quanto riguarda il periodo hai ragione, è proprio sbagliato! Il fatto è che, avendo superato il limite dei caratteri, ho dovuto eliminare delle parole; il problema è che ho fatto ciò durante il tragitto in autobus per tornare a casa da scuola…. purtroppo, anche a causa della stanchezza, non ho riletto bene e non sono riuscita a correggere.
      Per la domanda riguardante i prof: no, non ho mai fatto leggere nulla alla mia prof di italiano in quanto non abbiamo ancora instaurato quel rapporto di “confidenza” (abbiamo cambiato prof quest’anno) che possa portarmi a farle leggere qualcosa, anche perché, a dire la verità, non credo sia la persona adatta a cui farli leggere.
      Grazie ancora per seguirmi. Alla prossima.

  7. Sono venuta a leggermi il resto del tuo racconto Rossella, del quale avevo letto solo il primo capitolo, per mancanza di tempo poi non avevo proseguito. Si sta facendo più interessante la tua storia, mi piace, e anche la tua scrittura sta migliorando. Come altri, ho notato anch’io qualche tempo sbagliato, il passaggio dal presente al passato, stai attenta a questo e andrai sempre meglio.
    Io voto per Claudio, tanto per cambiare…. ciao! a presto

    • Ciao, grazie per essere passata.
      Purtroppo ho fatto l’errore di non rileggere il capitolo prima della pubblicazione e, poiché The Incipit non dà la possibilità di modificare gli scritti, non posso correggere i tempi.
      Di questo mi rammarico molto, perchè ammetto che questo sia uno dei capitoli a cui tengo di più.
      Ovviamente prima di pubblicare il prossimo capitolo lo rileggerò sicuramente (come faccio sempre con tutti, è che ovviamente avrei dovuto fare anche con questo).
      Grazie mille anche a te per la segnalazione.
      Al prossimo capitolo!

  8. Rieccomi, Rossella. Ho votato “Da una notizia sul giornale”, mi sembra che sia l’opzione più naturale.
    Hai uno stile già piuttosto maturo, per i tuoi sedici anni, piuttosto scorrevole e organizzato.. Qua e là ci sono periodi un po’ troppo lunghi e complicati: spesso sono più incisivi periodi brevi (e quasi sempre sono più facili da leggere 😉 ) e vale perciò la pena cercare di semplificare un po’, limare, accorciare, cercare la parola giusta. Un appunto importante che mi sento di farti è sulla consecutio, in più di un punto imprecisa: in qualche passaggio sei saltata dal passato al presente e non ne ho compreso la necessità. Anche all’inizio di questo capitolo: usi il presente. Il dubbio è che sia, appunto, una domanda che la Anna/Emma attuale si fa adesso, ossia in epoca successiva a quella che sta narrando. Ma leggendo il seguito, non mi pare che sia così: il dubbio esistenziale è già nella Emma/Anna della pistola al luna park. Boh, forse ho capito male io e non mi stupirebbe, ma tieni presente che quasi sempre il lettore “pretende di aver ragione”, ossia ha una sola interpretazione di ciò che legge e per lui è l’unica giusta. Per questo motivo è meglio essere il più chiari possibile.
    Ciao giovane, ti auguro un’intera cartucciera di giorni felici

    • Ciao Erri, grazie per aver letto.
      Devo dire che anche i miei professori sarebbero molto contenti se cercassi di “accorciare” e “semplificare” i vari concetti durante le interrogazioni, visto che trovo sempre le parole più complicate per spiegare qualcosa di semplice 😂 Grazie anche per la segnalazione sula consecutio; tutte le domande che Anna/Emma si pone sono tutte domande riguardanti il suo presente. All’inizio del capitolo ho usato il presente perché sentivo ci stesse meglio, ma grazie molto per avermelo segnalato.
      Spero continuerai a leggere questa storia.
      Al prossimo capitolo, mio o tuo.

  9. Riflessioni molto profonde e scritte bene, secondo me. Essere costretti a vivere con due identità deve essere una cosa non da poco, e sei riuscita a descrivere molto bene il conflitto interno di Anna/Emma.
    Voto telegiornale. Mi sembra più diretto

    • Ti ringrazio sempre per continuare a seguirmi.
      Mi dispiace che questo capitolo abbia dei punti “pensanti”; la mia idea era quella di inserire dei pensieri in modo da poter, o almeno cercare, far capire ai lettori cosa spingesse Anna-Emma ad agire in quel modo piuttosto che in un altro. Grazie per la segnalazione, la terrò molto in considerazione per il prossimo capitolo.
      Ps: grazie anche per il “diventerai di sicuro una brava scrittrice”

  10. Ciao Rossella!
    Premetto che non ho letto il primo capitolo, perchè ti ho scoperto soltanto ora, e che magnifica scoperta sei stata!
    Utilizzi uno stile che ti rapisce e ti mantiene all’interno della storia, dal primo all’ultimo rigo!
    Continua così, e questo racconto sarà una bomba!
    Intanto, mentre aspetto il prossimo episodio, vado a recuperarmi il primo capitolo.
    Ciao!

    • Ciao Silvestre, grazie per il commento positivo.
      Quando scrivo il mio obiettivo è quello di far entrare i lettori dentro la storia, farli immedesimare nei protagonisti e tenerli incollati fino all’ultima riga. Mi fa piacere esserci riuscita!
      Grazie ancora per il commento. Spero che “Le scelte della vita” ti piaccia come il suo sequel.
      A presto!

  11. Ciao Rossella!
    Sei sempre stata brava a scrivere, ma ti trovo ancora migliorata (The Incipit è una buona palestra). A me in questo capitolo qualche descrizione piace: essendo il primo episodio di un sequel, un po’me le aspetto. Ti seguo volentierissimo per vedere come procede la storia e per osservare (come sta avvenendo per me) ulteriori miglioramenti che questo sito, grazie ai consigli dei lettori, ti porterà a fare. Continua così che vai forte! A presto 🙂

  12. Bentornata. Trascorsa bene l’estate?
    La tua scrittura è sempre scorrevole, solo due consigli: esercitati a non descrivere le cose, almeno che non sia strettamente necessario, ma a fare in modo che sia il lettore a scoprirle fra le righe. Avresti potuto farci capire che convive a con Claudio rispondendo a una sua telefonata, per esempio, poi, piano piano, si sarebbe scoperto anche il resto. Come hanno detto a me una volta: l’importante è che sai tu come sono andati i fatti, il lettore lì scoprirà strada facendo. Se sarai brava.
    Il secondo consiglio è più pratico: dai un occhiata alle altre storie della piattaforma. Ti aiuteranno a prendere spunto e a darti visibilità. Che legge un tuo commento avrà la curiosità di vedere tu cosa scrivi.
    Ti seguo, se ti fa piacere 🙋🏻‍♀️

    • Grazie mille per i consigli -non smetterò mai di scriverlo- e per seguirmi.
      Ammetto che molte volte mi perdo nel descrivere troppo dettagliatamente gli eventi, ma d’ora in poi mi impegnerò per cercare di dare meno “informazioni”.
      Per quanto riguarda il dare un’occhiata alle altre storie ci provo, ma a volte gli impegni scolastici mi tolgono il tempo per farlo…. nonostante ciò, essendo un’amante della lettura (anche se preferisco leggere storie cartacee) cercherò di ritagliarmi qualche spazio per seguire altre storie qui.
      Ancora grazie per seguirmi, il che mi fa molto piacere.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi