Profondo rosso

Dove eravamo rimasti?

Giulio è davanti alla prima decisione: come si comporterà? Angela è una tosta: meglio darle retta (100%)

2. La doppia delusione

Il gruppo si era riunito in una stanza.

Il sole era calato da poco, e si preannunciava una tipica serata estiva piemontese: calda e afosa. La finestra era aperta per cattura il minimo di brezza presente, con un ventilatore pronto a giungere in suo soccorso. Sul tavolino, birra ghiacciata in quantità come ulteriore fonte di refrigerio.

Eppure, Angela non era contenta. Anzi, era arrabbiata nera “Ma quante volte dobbiamo pensarci, diocristo? Facciamolo e basta. E passami un’altra bottiglia, che la mia è finita”.

Giulio, obbedì, sorridendo all’ironia del destino. Aveva bevuto abbastanza da sentir meno il dolore per la perdita di Ulrike (però, quelle tette!) ma non per dimenticare il primo incontro con Angela. In fondo, era da lì che tutto era iniziato.

Due anni prima. “Giulio, perché non vieni a sciare con noi?” “No grazie, Ulri. Ho da fare in città” “Va bene, ci vediamo a gennaio” (le prime crepe del rapporto? Meglio bere che riflettere).

In ogni caso, era andato in quel casermone di cemento a Mirafiori.
Professor Giulio Andori, relatore principale di “Operaie, partigiane, donne: le torinesi del passato”. Tra gli obiettivi della mostra-convegno, raccogliere fondi per un gruppo di rifugiate somale, ospiti di alcune famiglie della zona.

All’uscita, una rissa. Da una parte dei tizi: alti, robusti, aggressivi. I membri della Tartaruga di Bronzo, un’associazione di destra con tanta simpatia verso la giustizia sommaria e nessuna verso gli stranieri. Dall’altra, una ragazza: piccola, capelli neri rasati a zero, orecchie ricoperte di piercing ed ornamenti metallici.

Forse fu la sproporzione delle forze, l’animo da cavaliere o l’atmosfera della mostra. In ogni caso, Giulio si era gettato tra i contendenti. La ragazza lo aveva gratificato con “Ma chi minchia ti ha chiamato?”. Gli altri erano rimasti zitti, spaccandogli un sopracciglio con un pugno.

Poi erano arrivate altre persone, i Tartarughi si erano ritirati ed il professore era rimasto solo con Miss Piercing. “Ciao, mi chiamo Giulio. Stai bene?” Grugnito indecifrabile. “Hai voglia di bere qualcosa”. Altro grugnito, che Giulio aveva scelto di interpretare come un si.

Dieci minuti dopo, lei parlava a ruota libera. Giulio non sapeva se credere ai miracoli o agli effetti della birra scura comprata da un chiosco sul Lungo Po.

Comunque, lei si era presentata come Angela Dolores “Doppia Delusione”.

Il padre voleva un maschio, ed era nata lei. La madre voleva una figlia suora come una sua antenata, Madre Dolores del Divino Amore, suora beatificata e responsabile del secondo nome. Si era trovata Angela, atea e lesbica.

Parziale consolazione, l’intelligenza: Angela era una cervellona, che aveva realizzato il sogno familiare del salto sociale. Da un liceo nella spersa provincia piemontese ad un’università privata USA.

Una vita in una grossa azienda locale, con bella carriera e stipendio ancora migliore? Dopo qualche mese, Angela era tornata a casa: “Non volevo essere complice dello sfruttamento capitalista e imperialista.”

Il futuro di benessere e successo si era trasformato in un presente di precarietà: Angela divideva il tempo tra il suo lavoro come informatica freelance e “La lotta contro tutti i fascisti”. Forse l’eccitazione dello scontro passato, forse gli ideali comuni, forse era la birra locale, ma Giulio aveva simpatizzato subito con Angela. Si erano scambiati mail e numero di telefono e si erano salutati. La vita quotidiana, le difficoltà del lavoro avevano fatto dimenticare la faccenda.

Un giorno però, Giulio aveva ricevuto un messaggio su WhatsApp: mittente, Angela, testo “Tartarughe al forno! Guarda notiziario”. Tornato a casa dall’università, aveva acceso la TV su un emittente regionale. Inizio del telegiornale: prima notizia, l’arresto di alcuni membri di un’associazione locale, “la Tartaruga di Bronzo”.

Come spiegato dalla biondissima conduttrice, nonostante la cautela degli inquirenti, alcuni documenti “Forniti da una fonte anonima” provavano un legame tra i suoi capi, alcuni politici ed esponenti della malavita locale. Giulio sorrise, tra dubbio ed una strana soddisfazione: “Una fonte anonima” eh? Forse era una Doppia Delusione, ma di informatica ne capiva.

“Giulio, ma ti sei rincoglionito? E dai, è ora di partire. E metti altra birra in fresco, che hai il frigo vuoto” Angela, misto di teoria e prassi, lo riportò alla realtà. Godendosi l’ultima bottiglia, il professore ostinato, continuava a riflettere: “Abbiamo detto di aspettare Yuri. Perchè non rispettare il piano?”

Rumore di passi sulle scale, poi toc toc alla porta ed una voce rauca: “Signor Andori? Sono la signora Carla. Posso entrare?”

Un momento di incertezza: come procedere?

  • La signora Carla è tenace: merita almeno di entrare (0%)
    0
  • No, rispettiamo il piano ed aspettiamo Yuri (0%)
    0
  • Angela ha ragione: basta indugi, agire e basta (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

2 Commenti

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi