Quando sei morto

Dove eravamo rimasti?

Chi sarà il prossimo personaggio? Luca, il suo migliore amico (40%)

Federico

Ho immaginato molte volte questo momento, ma ora che lo sto vivendo sento solo una forte nausea. Mi sento quasi peggio di quando ho i postumi e ho una gran voglia di vomitare, ma se lo facessi verrei linciato. Dicevo, ho immaginato molte volte di vederti morire, di ucciderti o di fare in modo che qualcuno ti uccidesse, e adesso che qualcuno finalmente l’ha fatto dovrei essere felice, ma mi sento solo un gran pezzo di merda, indegno di essere qui, in mezzo a chi ti amava e ti voleva bene.

Ti odiavo, ma se qualcuno mi dovesse chiedere il motivo non riuscirei a dare una risposta sensata. Ti odiavo perché esistevi, perché respiravi, perché mi rubavi spazio vitale. Odiavo tutto di te: come ti vestivi, come parlavi, il tuo carattere, il tuo atteggiamento e tutti i tuoi amici, che poi molto spesso coincidevano con i miei. Perché naturalmente nessuno sapeva di quest’odio, altrimenti non potrei mai essere qui, al tuo funerale. Era un odio che covavo dentro di me, in segreto, e che non trovava valvola di sfogo se non in questi pensieri omicidi, che mi divertivano e mi facevano venire i brividi al contempo. Però tu lo sapevi. Non te l’ho mai confessato e tu ti comportavi come se niente fosse, ma io lo sapevo che tu sapevi. Te lo leggevo negli occhi, lo ascoltavo nelle parole non dette che però pensavi. Ogni volta che ti lanciavo un messaggio subliminale, ogni volta che da qualche mio discorso lasciavo trasparire piccole gocce di questo odio ancestrale, coglievo nel tuo sguardo un lampo di riconoscimento e consapevolezza. Forse ti odiavo proprio perché eri il più intelligente tra i tuoi amici, un branco di scimpanzé che a malapena sapevano emettere versi e usare il pollice opponibile. Un tempo eravamo molto simili, alle scuole medie, quando ancora non avevi deciso di diventare quello che saresti diventato e quando io ancora non avevo deciso di occupare il posto che avrei occupato. Eravamo i più intelligenti e i più svegli e mi ricordo che all’epoca ancora non ti odiavo. Anzi, io ti amavo come il fratello che non avevo. Passavamo molto tempo insieme, parlando di questo e di quello, facendo questo e quell’altro, finché poi non hai deciso che eri stanco di me e mi hai rimpiazzato con qualcun’altro, finché non hai deciso che io non ti ero più utile se non come bersaglio, come oggetto di scherno da usare con i tuoi nuovi amici. All’inizio mi invitavi a uscire con loro e io ne ero felicissimo perché pensavo che volessi includere anche me in questo nuovo gruppo, salvo poi scoprire che lo facevi solo per prendermi in giro, per deridere i miei interessi e le mie passioni, che fino a ieri erano anche le tue; anche se questo a loro non gliel’hai mai detto. Poi mi ricordo che mi spintonavi nei corridoi della scuola col solo scopo di spingermi a reagire, ma io non lo facevo perché non tolleravo il pensiero di toccarti per farti del male. Non ho mai pensato che fosse bullismo, non per volontà di negazione, bensì per rispetto di chi il bullismo l’aveva subito davvero. Quello che ho subito io, oltre a queste e altre bazzecole, è stata principalmente l’indifferenza. Forse è stato proprio questo il motivo del mio odio, anche se questa ragione mi è sempre sembrata troppo esteriore, una scappatoia troppo facile per motivare qualcosa che invece aveva radici più profonde. Tuttavia è stato sicuramente uno dei fattori scatenanti. Quando ho capito di averti perso come amico, all’inizio delle superiori, è stata la prima volta che mi sono reso conto di odiarti: da allora questo sentimento è stato costante. Fino ad ora. Ora non so più neanch’io che cosa provo. Però in un certo senso mi sento sereno. Non devo più fingere di non provare questo sentimento, anche se ciò è dovuto alla tua morte e mi sento una merda per pensare una cosa del genere. Ecco una delle cose che non ho mai sopportato di te: mi facevi sempre sentire in colpa, mi spingevi sempre a dubitare di me e delle mie azioni, nonostante l’unico che aveva delle colpe, tra noi due, eri proprio tu. Lo sai che mi porta a pensare tutta questa storia, mentre ti accompagno in quella che sarà la tua dimora definitiva? A una poesia di Catullo, Odi et amo, di cui probabilmente non hai memoria, ma che io ricordo bene. E mi ricordo del pensiero che avevo avuto allora, ascoltando la spiegazione del professore, mentre tu probabilmente eri intento a giocare al telefono o a disegnare sul banco, e cioè che l’odio e l’amore sono due facce di una stessa medaglia, molto più simili tra loro di quanto si crede di solito. Entrambi ci fanno pensare ossessivamente a una persona; entrambi non ci fanno mangiare e non ci fanno dormire; entrambi ci spingono a compiere azioni di cui ci pentiamo. Per fortuna non sono mai arrivato a questo, ed è una delle poche cose che mi consola in questo momento.

Nel capitolo successivo:

  • Diego, fratello di Daniel (67%)
    67
  • Luca (0%)
    0
  • Chiara (33%)
    33
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

8 Commenti

  1. Ciao Distarnish,
    eccomi qui. Anche io avevo immaginato altro leggendo la trama; tra l’altro, dato che devo riprendere in mano un racconto che parla proprio del trapasso, ho letto qualche libro in proposito e sono partita prevenuta.Iinvece mi hai spiazzato, perché non solo il tuo non è un horror (e hai ragione manca qualche genere alla lista), ma è un viaggio tra i ricordi di chi resta. Racconti una storia con gli occhi di diverse persone, almeno dieci direi (compreso Daniel, forse). Per ora mi piace e seguo.
    Alla prossima!
    p.s. Federico.

    • Ciao,
      grazie per il commento. Sì, l’idea è di dedicare ogni capitolo a un personaggio diverso e mostrare i diversi punti di vista. Oltre al fatto di cronaca che citavo a Valentina, faccio (molto umilmente) riferimento al romanzo “Mentre morivo” di Faulkner, dove si parla di un corteo funebre e ogni capitolo è un monologo interiore di personaggi diversi. Nel capolavoro di Faulkner in un capitolo parla anche la defunta, però non so se in questo racconto darò la parola a Daniel. Dipenderà tutto da una ragione fin troppo pratica, che non dovrei rivelare, e cioè se riuscirò ad arrivare a dieci personaggi senza di lui. In caso contrario lo interpellerò. In ogni caso grazie ancora per seguire la storia.
      Saluti

  2. All’inizio ho pensato: un’altra storia di qualcuno che si fa i film su come reagirebbero i propri cari alla notizia della propria morte. Poi mi hai colpita. Sarà che ho un fratello per cui, da brava sorella maggiore, provo un istinto quasi materno. Sarà che scrivi davvero bene. Mi hai convinta, seguirò la storia. E per il prossimo capitolo voto Federico.
    A presto!

    • Ciao,
      grazie per il commento. Purtroppo questo racconto si ispira, molto liberamente, a un fatto di cronaca che, per ragioni che non sto qui a spiegare, mi ha colpito molto, anche se non mi ha riguardato direttamente e il 99% di quello che ho scritto e scriverò è frutto di fantasia. Però è una storia che sentivo il bisogno di scrivere e sono qui per questo. Sono contento che continuerai a seguirla.
      Saluti

  3. Bell’incipit!
    Credo che nella prima frase ci sarebbe stato bene un “quando il telefono squillò” piuttosto che “quando il telefono ha squillato”, ma è solo una mia opinione.
    Per il resto non ho niente da dirti.
    Voto per Chiara. Seguirò la tua storia. Alla prossima!

    • Ciao,
      grazie per il commento. Ho preferito evitare di usare il passato remoto perché mi suona un po’ antiquato, però era sicuramente un’opzione contemplabile. Mi fa piacere che l’incipit ti sia piaciuto e che seguirai la storia, cercherò di renderla il più possibile interessante e coinvolgente.
      Saluti

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi