Signora dei libri

All’ora di chiusura

Irene si stira tentando di dare solievo alla schiena indolenzita. Quando allunga le braccia dietro la testa con le mani intrecciate, i gomiti scrocchiano strappandole un sorriso: “le articolazioni che rumoreggiano sono articolazioni giovani” le ha detto un osteopata tempo fa, o forse era il fornaio, autoproclamato esperto dell’intero scibile umano? Non ricorda e poco importa: il concetto la rassicura.

Controlla l’ora nell’angolo dello schermo, prima di spegnere il pc davanti a sé e quello all’altro capo del bancone, poi fa lo stesso con i computer a disposizione degli utenti e le due stampanti.

Ora la sala prestiti è davvero silenziosa, libera dai brusii umani come dal ronzio delle macchine. Non è il suo momento preferito, perché il contatto con il pubblico è una delle cose che ama di più nel suo lavoro, ma ne apprezza la solennità. Come apprezza ciò che viene dopo: riordinare le sale. Gli altri colleghi lo trovano noioso, ma a lei da un senso di pace e di beatitudine. Forse perché facendo la chiusura si sente un po’ la Signora del castello, protagonista di una relazione privilegiata con il suo tesoro di libri. Ne respira l’odore, accarezza le copertine prima di rimetterli sullo scaffale giusto, sorride a quelli che conosce e ama particolarmente, felice che qualcun altro li abbia letti e, spera, goduti.

Prolungare quei gesti le permette anche di ritardare il rientro a casa tra un piatto di pasta, un film e i flirt virtuali con sconosciuti sempre più interessanti in chat che agli appuntamenti IRL. L’appartamento le sembra freddo e vuoto senza Accollo. Le manca terribilmente. Pensare che quando se lo trovò in casa le prime volte, disceso dai tetti, provò a scacciarlo in ogni modo; ma vinse lui, fino a farla innamorare pazzamente. E ora chissà dov’è quel felino fedifrago, probabilmente in un altro appartamento mansardato. O magari un attico, i gatti sono animali ambiziosi, si sa. Irene lo spera, perché immaginarlo morto… preferisce di gran lunga pensare ad altro e rifugiarsi nel conforto dei libri da riordinare.

Il ticchettio dei suoi tacchi, pur attutito dai tappeti rossi consunti che ricoprono i pavimenti di pietra, rimbomba nelle sale dagli alti soffitti. Irene è sicura che non se ne stancherà mai: lavorare in un vecchio maniero abitato da libri le procura un sottile brivido di piacere, un senso di privilegio. Soprattutto quando è sola con gli scricchiolii e l’odore del legno antico e della carta stampata.

La prima stanza alloggia quotidiani e periodici, non che i più recenti libri d’attualità; i tavoli sono pochi per lasciar spazio a morbide poltrone. La stanza prediletta dagli anziani, uomini soprattutto; le signore d’una certa età privilegiano i libri sentimentali e li leggono di rado in loco, preferendo portarli a casa. Quando si trattengono in biblioteca, lo fanno nel patio, a chiacchierare tra loro, consigliandosi un titolo di romanzo o un nuovo tipo di detersivo.

Irene non ha gran che da fare qui: i vecchietti rimettono sempre i giornali al loro posto, perfettamente ripiegati. Sono tra i suoi utenti preferiti, anche se vorrebbe convincerli ad appassionarsi alla narrativa, oltre che alle informazioni. Le sale successive le strappano smorfie di disapprovazione: volumi buttati qui e là, un paio addirittura affetti da pagine spiegazzate. Nessun rispetto! E le cartacce per terra, invece che nel cestino. Studenti! mormora tra i denti con un tono acido che la fa sentire una vecchia megera.

Nell’ultima sala, più piccola, riparata, quella di chi vuol stare in pace, il disordine è minimo: pochi libri posati sulle mensole con sgabelli, invece che nei loro scaffali e un foglio bianco che spicca sulla superficie scura dell’ultimo tavolo, quello davanti alla porta dei bagni.

Forse appunti dimenticati da uno studente, e se fossero importanti? pensa preoccupata Irene, la cui trasformazione in vecchia arpia non è ancora completata. Raccoglie il foglio per riporlo in bella vista tra gli oggetti dimenticati.

Non sembrano appunti, ma una lettera. O una poesia. O una lettera in versi?

Sei così bella quando passi tra noi, ritta e silente.

I tuoi passi felpati accarezzano il silenzio senza turbarlo.

Il tuo sguardo che incrocia il mio di sfuggita mi fa tremare il cuore.

Troverò mai il coraggio di rivelarti il mio amore?

Saprò dirti come il tuo sorriso offre un senso alla mia vita?

Signora dei libri, luce dei miei giorni, pensiero radioso delle mie notti, ti amo come nessuno mai potrà amarti. E forse non lo saprai mai.

Signora dei libri: Irene si chiede se l’appellativo non si riferisca a lei. Anzi, ne è quasi sicura: a chi altri? Gli altri due bibliotecari sono uomini e le amministrative non mettono mai piede negli spazi a contatto con il pubblico. E quel foglio non è certo lì da giorni, in ogni caso non c’era quando ha iniziato il turno, sei ore prima. Ne è sicura. E questo pomeriggio ha lavorato sola.

Rilegge con attenzione ogni parola e si lascia sfuggire un gridolino che soffoca con la mano.

«Oh! Un ammiratore segreto!» sussurra.

Nel prossimo capitolo:

  • seguiamo Irene il giorno dopo, giorno di riposo (10%)
    10
  • seguiamo Irene il giorno dopo, al lavoro (80%)
    80
  • seguiamo Irene diretta a casa (10%)
    10
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

83 Commenti

  1. Io cercherei il BP, non mi pare che la bibliotecaria sia particolarmente interessata al suo ammiratore segreto, dopo quello che (forse) ha scoperto.
    Ma quanto le manca il gatto? Forse un po’ troppo.
    Quand’ero un piccolo pulcino con gli occhiali tondi in casa bazzicavano gatti semirandagi o semistanziali. Quando sparivano per settimane in genere sparivano per sempre. Io speravo che avessero trovato altri padroni. Lo spero ancora, ma la cosa mi ha segnato 😀

    Ciao, a presto

  2. Ciao Maan,
    Questa volta sei tu ad andare come un treno, si vede che scrivere questa storia ti sta divertendo 🙂
    Mi focalizzerei sull’anziano, in fondo Irene cerca il gatto e non può lasciarsi scappare l’occasione di saperne di più. Grazie a te ho scoperto un nuovo termine, grazie 😉.
    Il capitolo scorte, che te lo dico a fare? Già lo sai che mi piacciono i tuoi racconti… te lo avevo già scritto?
    Alla prossima!!

  3. Bel capitolo, molto ben raccontato. Sei brava! Spero che la protagonista ritrova il suo adorato micio, so quanto si possa stare male quando il proprio amico-animale sparisce. E i gatti sono bravissimi in questo! Alla prossima.

    • Ma no, non ho detto che avete votato male, non mi permetterei mai, ho detto che il voto era… anticonvenzionale per una trama rosa 😉
      In ogni caso questa volta ho cercato di rendere le 3 opzioni il più esplicito possibile, che fosse chiara la direzione in cui porterà il voto XD
      Ciao

  4. Ciao Maan!
    Ovviamente, essendo un’inguaribile gattara, avrei voluto votare per l’interrogatorio su Accollo. Tuttavia, questo è un racconto rosa, perciò ho frenato i miei impulsi animalisti e ho votato per l’indagine sull’ammiratore segreto. Sei sempre bravissima e scorrevole. Se ci sono errori, io non li ho notati. Alla prossima (I miss Accollo sono much)…

  5. È successa una cosa strana!
    Ciao Maan! Da amante dei gatti, sono in ansia per Accollo. Se succedesse a me di perdere il mio amore (=gatto bianco di appurata intelligenza) chiamerei i pompieri, i carabinieri, tutti quanti!😂 scherzi a parte, sei piacevole come sempre nella tua semplicità spontanea. Aspetto di vedere chi è l’ammiratore… e di veder tornare Accollo!!!

    • Ti ringrazio di darmi dei suggerimenti perché, sia detto tra noi, « è successa una cosa strana » era l’opzione che ho lasciato in bianco fino all’ultimo. Le altre 2 erano, per me, le direzioni in cui proseguire la storia, l’autore del pizzino è venuto a cercarlo, uno (l’ammiratore? Il bell’insegnante?) è venuto a chiedere di lei. Non avevo idee per la 3, avevo pensato a una cosa insensata perché la scartaste subito, ma non volevo barare… ben mi sta: ora devo inventare una cosa strana e che sia utile per lo sviluppo della trama. Uhm uhm XD

  6. Perdonami ma io tutta questa commozione, con lacrime e fazzoletti, per il gatto sparito la trovo un pelino esagerata. Mi rendo conto di passare per una stronza senza cuore, so che avere un animale in casa è avere un pezzo di famiglia, e perderlo è sicuramente una cosa destabilizzante, capisco anche la caratterizzazione del personaggio, ma non mi convince, non lo so, non mi tocca il cuore, mi pare artefatta. Poiché, dai commenti, si capisce che sono la sola a non amare il gatto sparito e i drammi ad esso connessi, ne deduco che è colpa del mio cuore arido. Mi scuso con gli amanti dei gatti.
    Ho votato per “è venuto uno a chiedere di te”, mi piaceva anche “è successa una cosa strana”, ma alla fine ho scelto la prima, d’istinto.
    Rinnovo i miei complimenti e la stima per la tua prosa. Metti il gatto da parte e tira fuori il belloccio! Alla prossima!

    • Ciao.
      Credo sia soggettivo, pensa che a casa mia anche quando morì la coniglietta, che era una stronzetta poco socievole, piangemmo tutti, anche i miei figli che da lei erano stati poco amati e molto morsicati 🙂 quindi non ti sto nemmeno a dire quanto abbiamo pianto i gatti defunti negli anni. Pure dopo anni guardare le foto ci fa venire il magone, questo per dire che non mi sembrava di aver ecceduto, ma non lo so. Di certo, non mi ero di dover dirigere il racconto tutto sul gatto, ma il voto lo ha deciso.
      Ora, io spero che il belloccio ripassi, ma per ora non abbiamo il numero di telefono 😉
      Grazie dei feedback

  7. È successa una cosa strana.
    Concordo con Keziarica, ma non so quanto la colpa sia tua. Votare la ricerca del gatto non è stata una scelta furba, siamo tutti qui per sapere ben altro, inutile nasconderlo. Tiabbiamo costretta a fare un “giro a vuoto” per così dire. Ma ammiro la tua volontà di offrire opzioni molto diverse, ti metti in gioco fino in fondo.

  8. Ciao Maan,
    voto per la cosa strana o risulterei stana io 😉
    Accollo non torna, chissà dove è andato a cacciarsi… te lo abbiamo chiesto tutti, quindi non posso certo lamentarmi, tuttavia ho trovato che il capitolo si sia accomodato troppo sul mattino in pigiama, non so se mi spiego… forse ci sarebbe stato bene un episodio particolare, tipo, un breve flashback sull’appuntamento andato male o l’incontro con uno dei vecchietti del caseggiato… non saprei, forse sono solo dipendente dai colpi di scena 🙂
    Aspetto il nuovo capitolo, spero che Accollo torni e che il professore si rifaccia vivo, forza Irene 🙂
    Ciao Maan, alla prossima!

    • Le tue (anzi, le vostre, non sei la sola) osservazioni sono giuste.
      Avevo deciso di fare comunque un capitolo piùintrospettivo sul personaggio e meno « a gag » e non sono una fan dei colpi di scena continui, che mi fanno tanto « acchiappa clic; però, fino all’ultimo, il voto era in parità e avevo immaginato un capitolo metà sul gatto e metà sul piccolo indizio. Al momento di scrivere, invece, il voto diceva gatto. Un po’ che ormai avevo il capitolo in testa, un po’ che vorrei riuscire a rispettare i tempi di pubblicazione, non ho voluto ripensare il tutto, ho semplicemente eliminato la parte indizio e esteso la parte gatto. Ma a fare un flashback, o un « ricordo live » dell’aneddoto con il gatto o dell’appuntamento schifido, non ci ho pensato. Sarebbe stata una bella idea (la prox volta ti chiedo consigli prima di scrivere!)
      Però, spero, di aver inserito nel capitolo dei dettagli rilevanti per il prosieguo.
      Ciao e grazie, K

      • Ma tu lo vedi tutto il commento? Perché io dal pc ne vedo solo una parte… sul telefono, invece, me lo mostra tutto… per non sapere né leggere né scrivere io te lo rimetto qui sotto:

        voto per la cosa strana o risulterei stana io
        Accollo non torna, chissà dove è andato a cacciarsi… te lo abbiamo chiesto tutti, quindi non posso certo lamentarmi, tuttavia ho trovato che il capitolo si sia accomodato troppo sul mattino in pigiama, non so se mi spiego… forse ci sarebbe stato bene un episodio particolare, tipo, un breve flashback sull’appuntamento andato male o l’incontro con uno dei vecchietti del caseggiato… non saprei, forse sono solo dipendente dai colpi di scena
        Aspetto il nuovo capitolo, spero che Accollo torni e che il professore si rifaccia vivo, forza Irene
        Ciao Maan, alla prossima!

  9. Ciao M.K
    Cerchiamo il gatto va’ !
    È sempre un piacere leggere le tue storie perché i tuoi personaggi sono sempre ben delineati. Protagonisti alla mano che si “riconoscono”… Non so se mi sono spiegata..vabbè ciao alla prossima.

  10. Ciao Maan, ti ritrovo volentieri, anche se arrivo in ritardo, con una storia dolcissima, ambientata in biblioteca, ma quale luogo migliore per un racconto rosa? Direi che gli stereotipi del genere ci sono tutti, ma come li mescoli tu li fa sembrare originali e piacevoli, sarà il tuo superpotere? Aspetto il prossimo aggiornamento, ho votato per “Un piccolo passo in avanti”, buon lavoro!

  11. Vado controcorrente e lascio il gatto in secondo piano, votando per un piccolo passo avanti. Essendo in una situazione sentimentale precaria, ho bisogno di conoscere bei ragazzi almeno nella finzione… per cui spero che il giovane insegnante torni, anche se non è l’uomo che cerchiamo.

  12. Ciao Maan,
    So che il genere imporrebbe il passo avanti, magari piccolo essendo al principio, ma io voglio trovare Accollo!
    Bene, benissimo, ci piace! Il giovane “urtatore” dal fisico tonico e i capelli ramati ha fatto colpo e ora m lascia in attesa di capire se tornerà o no a fare capolino nella vita di Irene e tra queste pagine…
    Ci vediamo al quarto!

    • In realtà non sapevo proprio quanto e in che direzione far avanzare la storia, l’ho fatto scegliere a voi apposta (anche se per ora lo stallo non mi aiuta!). Però non corriamo troppo: anche dovesse vincere quell’opzione, ho detto muoversi a cercare, non trovare il gatto, mancano troppi capitoli, non portarmi via le suspense! XD
      Grazie mille

  13. Ci vuole un passo avanti ginormico, siamo già al terzo capitolo! 😀
    Il capitolo è simpatico e ben scritto, solo che i pensieri paranoidi della protagonista mi destabilizzano: visto il titolo, mi aspettavo un’algida Mistress dei Libri, scopro invece una Bridget Jones qualunque 😀

    Ciao, a presto

    • Potrei offendermi, per quel “paranoidi”, a me sembravano le riflessioni normali di una persona normale, magari un filino ansiosa e insicura, non dico che fosse autobiografico, però…
      Ammetto che volevo che il capitolo fosse un po’ più sorridente degli altri due, in cui forse lei usciva un po’ malinconica, ma non mi sembrava di aver reso Irene troppo caricaturale (o forse sono io che sono una caricatura XD). In ogni caso, algida non lo è mai stata, tra il suo sdilinquirsi sull’odore e gli scricchiolii dei vecchi libri e le elucubrazioni sul destino del gatto, le carezze ai libri… Di algida a casa mia ci sono solo i gelati, anzi, di rado pure quelli 🙂
      Ciao, ginormico

  14. WOW… quando ho letto questa pagina non ho potuto fare a meno di esclamare “wow, questa ragazza sa scrivere!” . Veramente, complimenti. Mi è piaciuta tantissimo questa parte, l’incontro-scontro con il bel giovane, i suoi pensieri appena accennati… le emozioni che si susseguono.. tutto come nella realtà. Molto brava davvero.
    Da amante dei gatti pure io (ne ho avuto a decine…) voto per la ricerca di Accollo.Ciao!

    • Il tuo commento mi ha fatto molto piacere, davvero, perché se sapevo più o meno cosa volevo succedesse nel capitolo, non sapevo come renderlo. Ho passato ore a riflettere su come distinguere pensieri e voce narrante, dove inserire le riflessioni, quante, come fare, a chiedermi se il risultato fosse comprensibile o caotico, se non risultasse troppo pesante.
      insomma, mi faccio dei viaggi mentali che altro Che Irene 🙂
      Grazie mille

  15. Voto “viene interrotta” a patto che a disturbarla non sia Luciano. Anch’io per tutto il capitolo non ho atteso altro che un riferimento al messaggio d’amore, ci hai voluto tenere sulle spine, eh! Bene, che questa interruzione venga ben sfruttata allora. 😉

  16. Eh sì, è proprio così: semplice eppure irresistibile!
    Ciao Maan,
    sai che mi piacciono i tuoi racconti, dai pennellate schiette e dipingi scene vivide e stuzzicanti, tanto da indurmi ad attendere il prossimo episodio per sapere di più, di Accollo, delle lettrici attempate e, ovviamente, dell’ammiratore segreto.
    Secondo me non riesce a mettere a fuoco ed evito l’interruzione perché temo si tratti di Luciano con il telefonino alla mano…
    Aspetto con ansia.
    Alla prossima!

    • Ahahah! No, Luciano non mi era proprio venuto in mente: non sono ancora decisa per l’interruzione, ma, se sarà, sarà qualcosa o qualcuno che introduce un elemento nuovo. Almeno è così che l’ho in testa per ora, poi chissà 🙂
      E le lettrici attempate, cosa sarebbero le biblioteche senza di loro…
      Grazie mille, a presto

  17. La descrizione del libro che vorrebbe la signora Lina mi ha fatto pensare agli pseudo-romanzi con protagonista Misery, probabilmente anche lei sarebbe stata una fan di Paul Sheldon 😀
    Molto ben descritto il legame tra la protagonista e il felino, in cui non manca comunque dell’ironia. Mi aspettavo qualche parola in più sul tentativo di capire chi fosse l’ammiratore segreto però poco male, tanto abbiamo appena iniziato. Voto per lo sforzo di concentrazione, dubito che verrà interrotta visto che è da sola.

    • E le signore Lina, per fortuna la Pilcher è morta di vecchiaia, se no rischiava sequestro e torture anche lei XD
      Il non concentrarsi subito sulla ricerca dell’autore del messaggio è una scelta ponderata: sto cercando di far evolvere la mia scrittura e mi sono resa conto ogni (poche) volta che ho tentato di iniziare un romanzo o racconto lungo, non ne ero capace perché sono abituata a concentrarmi esclusivamente sulla trama principale, che sviluppo rapidamente e sinteticamente e in 20/30 pagine ho già finito. Questa volta, pur in un racconto in 50000 caratteri, parto con trama e plot secondario e cerco di sviluppare le due insieme e con calma, lavorando un po’ anche su cornice e “contorni”. Vedremo se riesco a rispettare le intenzioni e cosa ne esce 🙂
      Grazie, Lorenzo, a presto

  18. Secondo me la sua concentrazione viene interrotta.
    Ciao Maan! Come sempre ottimo episodio. Da amante viscerale dei gatti, non vedo l’ora di sapere che fine ha fatto Accollo! Ma come fai a rendere situazioni all’apparenza semplici così dinamiche e interessanti? Qualunque sia il tuo segreto, continua a sfruttarlo! A presto:)

    • Amante viscerale dei gatti: mi sono appena resa conto che nell’80% (forse più) dei racconti che ho scritto in questi anni c’è un gatto, se non di più. Una maniaca compulsiva dei felini! XD
      Cerchiamo di svelare tutti i misteri, un po’ alla volta.
      Grazie, Carlotta, a presto

  19. Ciao!
    Brava. Il rosa di solito non mi prende particolarmente, ma tu lo rendi speciale. Quando ho visto il nome dell’autore, ho dovuto passare. E sono contenta di averlo fatto: tu non sarai mai banale. Hai la capacità di rendere interessante ciò che scrivi, qualunque genere sia. Seguo la tua storia e ti stimo davvero come scrittrice.
    Alla prossima!

  20. Vediamo cosa succede il giorno dopo.
    Ciao, Maan.
    Cerco di sforzarmi a immaginare la bibliotecaria come una ragazza piacente e soprattutto giovane, insomma, una che, a differenza mia, sappia cosa significa IRL senza doverlo cercare su Google… ma non ci riesco e me la vedo davanti agli occhi secca secca, dritta dritta, fasciata in un vestito nero a fiori bianchi con crocchia e occhiali triangolari di ordinanza… inutile, sono pieno di preconcetti 😀
    Un bell’incipit, carino e intrigante.
    Ciao, a presto

    • Ragazza… la immagino giovane ma tra gli enta e gli anta, piacente non so: non è bello quel che è bello, ma che bello che bello che bello (Cit. Nino Frassica).
      A parte gli scherzi, attento con i tuoi preconcetti: quand’ero bibliotecaria io, agli sportelli eravamo in 3, età media 23 anni e neanche una crocchia XD
      L’idea mi è piaciuta da subito, ora spero di farne qualcosa e di riuscire a rispettare tempi accettabili, questa volta. Grazie del sostegno, Jawino

  21. Ciao Maan.
    Vediamo come si comporterà Irene il giorno dopo, al lavoro.
    Trovo che sia un personaggio ben caratterizzato. Bibliotecaria, apprezza gli ambienti con un certo stile, amante del suo gatto… ehi… Spero tanto che non abbia fatto una brutta fine… insomma ti seguo.
    A presto.
    Ilaria.

  22. Un racconto che parla di libri? Beh, allora non posso non seguirlo, specialmente poi se scritto con il tuo talento! Continua sempre a colpirmi la semplicità del mondo e dei personaggi che descrivi, forse un po’ idealizzati, ma che se non esistono bisognerebbe inventarli. La storia poi sembra essere molto interessante, ci sono già delle ottime premesse! Voto per il giorno di lavoro, al prossimo capitolo!

  23. Ben tornata. Incipit che incuriosisce, senza alcun dubbio. Penso che ogni donna desideri essere l’oggetto di un messaggio segreto, almeno una volta nella vita.
    Ero curiosa di conoscere meglio la vita di Irene a casa. Mi ha incuriosito La storia delle chat virtuali, ma mi sa che sono in minoranza. Ci sarà tempo in seguito

    • in 9 capitoli, credo che ci sarà modo di visitare anche l’appartamento e la vita casalinga di Irene 🙂
      Con “chat”, intendevo social, app di incontri, WA e quant’altro usino i giovani (e non solo) oggi per conoscere e flirtare e gli scambi di messaggi prima di incontrarsi dal vero, ma usare la generalizzazione “chat” mi faceva risparmiare caratteri 🙂
      Grazie, Gra!

  24. Un incipit delizioso, mi è piaciuto tutto. Atmosfera accogliente, descrizioni evocative e il tuo stile fluido come sempre. Sono contenta di ritrovarti!!
    Voglio tornare subito qui in orario di lavoro, sono impaziente di iniziare l’indagine sull’ammiratore segreto. Un giovane studente? Un uomo della sua età… o una donna? Sei riuscita a creare tanta curiosità. Brava.

    • Ah! Pensa che l’ho appena riletto e mi è sembrato poco fluido, ma proveremo a migliorare il tutto quando sarà finito. Il tuo commento mi ha strappato un largo sorriso, perché quando ho avuto l’idea di una bibliotecaria che riordinando trova un messaggio d’amore, l’ho immaginata arrovellarsi sull’autore ripensando a tutti gli utenti della giornata: lo studente giovane giovane? Oddio, non sarà il tipo strano che si apparta a leggere solo manuali di self empowerment? eccetera. Insomma, mi hai spoilerato il prossimo capitolo! XD
      Grazie mille dell’incoraggiamento

  25. Ciao Maan,
    bentornata!
    Potrei anche non farlo, ma non saprei mai di che si tratta e questo potrebbe inficiare l’intera comprensione del racconto… insomma… ma che significa IRL? 🙂
    Ho passeggiato sui tappeti con la tua protagonista e ho avvertito l’odore della carta e della polvere, non ho dubbi sulla buona riuscita di questo racconto, so che farai un buon lavoro. Non ho trovato nulla fuori posto, tutto sta là dove deve stare e io sono curiosissima di sapere come prosegue.
    Voto il giorno libero di Irene e ti auguro un ottima settimana.
    Alla prossima!

    • Sì, come ha scritto Drago, IRL è l’acronimo di in real life. Inizialmente avevo usato una formulazione classica “molto più interessanti in chat che agli appuntamenti in carne e ossa” e diverse varianti, ma mi sembrava pesante (e mi mangiava caratteri!). Ero dubbiosa sulla correttezza di usare una sigla come quella, ma mi veniva utile e ho messo da parte i dubbi 🙂
      Grazie delle belle parole, e vediamo cosa combina Irene 🙂

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi