Storie di confine

Dove eravamo rimasti?

Come finisce la storia? Fhoe cambia idea e si fida di Lexa (67%)

Epilogo

La mattina arrivò presto. Il drago si svegliò e usci dalla grotta. Fhoe stava raccogliendo le sue cose. Il Demone Drago fu attaccato da ogni direzione. Grandi lupi bianchi gli azzannavano le zampe, gli saltavano al collo tentando di morderlo, era circondato, stava per soccombere. Fhoe non ci pensò un attimo, nel vedere il suo mentore in quella situazione sfoderò due spade, una era quella di quarzo e si lanciò nella mischia. Un colpo a destra, uno a sinistra due passi avanti, e via di nuovo altri fendenti sui lupi. Il drago riuscì a liberarsi divorandone un paio e incendiandone altri con il suo fuoco verde. Ci fu un altro assalto, i due assediati riuscirono a mantenere la posizione eliminando gli aggressori. Fhoe ansimava per lo sforzo, si guardò in giro. Erano circondati da Silonti, lupi e soldati, non vide Lexa e questo lo rese tranquillo, in fondo loro due erano quelli forti. Ci furono lunghi istanti di silenzio, i soldati sembravano impauriti, un centinaio di lupi emettevano un leggero ringhio producendo uno strano rumore di fondo. Decine di Silonti erano in piedi, circondavano Fhoe e il Drago impugnando lunghi coltelli di quarzo, avevano uno sguardo determinato. Fhoe conosceva bene quel momento, quei pochi istanti di calma infernale che precedevano lo scontro. Bastava un nulla per far scoppiare il pandemonio, un rumore improvviso anche un semplice starnuto. Fhoe aveva già deciso dove indirizzare i suoi colpi, aspettava solo che le danze iniziassero. Fu il Demone Drago a fare la prima mossa, rise. Tutti rimasero perplessi, nessuno si aspettava una risata, poi il drago parlò: “Dov’è lei? Sappiamo benissimo tutti che non avete alcuna possibilità da soli”, poi si girò e incenerì un gruppo di soldati. I lupi attaccarono, Fhoe non dovette intervenire, il drago era velocissimo, intercettava tutti i lupi prima che lo azzannassero, alcuni li sbranava, altri li incendiava, i più fortunati venivano calpestati. A Fhoe iniziò a venire un piccolo dubbio, nessuno attaccava lui, eppure sarebbe stata la scelta più logica. Dalla vicina foresta si udì un ululato e un frusciare di piante, i lupi arretrarono, i Silonti si spostarono per aprire un varco. Dalla foresta usci un lupo bianco enorme, della stessa misura del drago. In piedi sul suo dorso c’era Lexa che brandiva una spada di quarzo. Fhoe non fu del tutto sorpreso, se lo aspettava. Il drago sembrò perplesso. Il Lupo Bianco avanzò fino a trovarsi di fronte al drago. I due mostri si guardavano negli occhi, Lexa era imperturbabile, guardava nel vuoto. Fhoe la guardava, uno dei due quel giorno sarebbe morto e sapeva che sarebbe stato ucciso dalla sua amata sorellina o che, peggio, lui avrebbe ucciso lei. Il Lupo Bianco disse: “E così dopo tutti questi anni dovremo ancora combattere.”, il Demone Drago rispose: “Sono un pò stufo di queste battaglie e dei tuoi trucchetti, facciamo sì che questa sia l’ultima! Io, te, il mio campione e la tua campionessa che ti ho personalmente addestrato.”. Il drago guardò Lexa con una specie di sorriso, lei restò impassibile a guardare il vuoto, sembrava ipnotizzata. Ad un cenno del lupo gli altri lupi, i Silonti e i soldati si voltarono e se ne andarono. Lexa fu la prima a fare una mossa, con un balzo si posizionò davanti a Fhoe ed attaccò, lui si difese con facilità, troppa facilità considerando chi lo stava attaccando. Mentre i due combattevano il drago attaccò il lupo, si avvinghiarono in un ancestrale lotta fatta di zanne, morsi, artigli. Dapprima sembrava vincere il lupo, poi il drago, poi di novo il lupo lo scontro sembrò eterno. Intanto Lexa attaccava, non era lei però, lo sguardo era vago, i suoi colpi timidi, Fhoe si limitava difendersi, poi Lexa alzò un pò il livello e Fhoe fu costretto a colpirla con un calcio, lei non fece resistenza e cadde a terra. Fhoe guidato dall’istinto non vide più la sorella ma un nemico, alzò la spada per colpirla. Prima che il colpo giungesse a destinazione il Lupo Bianco afferrò Lexa tra le sue fauci e se la mise sulla schiena. Il drago nel frattempo era stato scaraventato a terra, Fhoe corse verso di lui e gli montò sul dorso. I due mostri erano di nuovo uno di fronte all’altro, ognuno con il suo cavaliere sul dorso. Fhoe guardò Lexa negli occhi per un ultima volta, lei rispose con il sorriso che riservava al suo fratellone mostrandogli la spada e indicando la testa del drago. Il drago si alzò in volo e si lancio contro il lupo, il lupo si preparò all’impatto, Lexa assunse la posizione di attacco, Fhoe fece altrettanto. I fratelli si scambiarono uno sguardo e le due spade si conficcarono nella testa dei mostri. Il drago si schiantò contro il lupo, i due corpi rotolarono inermi per qualche metro. Fhoe e Lexa saltarono giù dai corpi giusto in tempo e corsero ad abbracciarsi. I mostri si trasformarono in fumo, uno nero-verde e l’altro rosso-bianco. I fumi cominciarono ad unirsi vorticosamente assumendo una sembianza vagamente umana, dall’interno una voce disse una sola parola: “Grazie” e si dissolse.

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45 Commenti

  1. Scusate, ho fatto un errore di copia/incolla.
    Il “comincia” iniziale e il “a scrivere la tua storie…” finale non c’entrano nulla ma non trovo il modo di correggere. Sono il testo preimpostato nel form di inserimento della storia, non mi sono accorto che non li avevo cancellati.

  2. Eccomi. Questo capitolo è più descrittivo e più “spiegone”, rispetto ai primi più dinamici.
    Ci sta fare un capitolo di passaggio.
    Trovo che i dialoghi siano comunque migliorati e più credibili.
    In alcuni punti, forse lo stile è un po’ enfatico e teatrale, ma non penso sia un difetto… è una tua caratteristica che può piacere o meno. Cerca di lavorare sui tuoi pregi e di trovare il modo di esprimerti, senza tradire il tuo essere, ma risultando interessante per la maggior parte del pubblico.
    Ti saluto.
    Ci si legge!

  3. Benvenuto. Si vede che hai letto molto nella tua vita. Sembri masticare bene il genere fantasy bellico. In questo sei molto credibile.
    Ho apprezzato che la storia si aprisse nel vivo dell’azione.
    Non è tuttavia di mio gusto vedere il nome dei protagonisti in grassetto e i dialoghi in corsivo. Però questa è una tua precisa scelta stilistica e non la discuto.
    Ti segnalo i numeri: “tre nobili, anziché di 3 nobili”, “cinquecento uomini, anziché 500”.
    Alla prossima!

    • Ciao Caterina, grazie mille del commento e dei consigli.
      Sui numeri sono al 101% d’accordo con te, neanche a me piacciono scritti in cifra. Mi sono permesso questo escamotage tecnico per accorciare un pochino il numero di caratteri, avevo sforato un pò troppo i limiti e non sapevo più cosa tagliare… inesperienza!

      Nei prossimi capitoli cercherò di pensarci prima di scrivere 😉

  4. Ciao Fabio!
    Innanzitutto ben bevuto su questo sito.
    La tua scrittura è molto scorrevole e nell’incipit la tensione della guerra è veramente molto palpabile, come se il lettore si trovasse veramente nelle file dell’esercito; bravo!
    Anch’io ti consigli di scrivere dei periodi più bravi, magari limitando l’uso delle virgole.
    Seguirò la tua storia. Al prossimo episodio!.

  5. Ciao e benvenuto!
    Innanzitutto bravo perché ti sei messo in gioco. Questo sito è un nell’allenamento per chi scrive. Grazie ai consigli altrui sono migliorata molto e ti auguro altrettanto.
    Non male l’incipit in un momento già teso e in medias res: ti permette di continuare l’azione dando spiegazioni qua e là nei prossimi episodi, evitando così descrizioni eccessivamente lunghe.
    Secondo me dovresti fare frasi più brevi: in alcuni punti io ‘sentirei’ un punto fermo piuttosto che una virgola.
    Altra cosa in cui caschiamo un po’tutti: attento ai refusi (come l’articolo ‘un’, che va con l’apostrofo se si riferisce ad un nome femminile). Io cerco sempre di rileggere molte volte e spesso di leggere/far leggere gli episodi a qualcuno.
    Ti seguo comunque per apprezzare i tuoi ulteriori passi. Non prendere il mio commento come cattiveria, voglio soltanto aiutarti. A me è servito tantissimo.
    Cio detto, secondo me orbilor inizia l’attacco. Alla prossima!

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