Tutta colpa della NASA

Il primo giorno di scuola

12 settembre 2018

[…]“Stai calma, sapevamo che questo giorno sarebbe arrivato anche quest’anno, l’importante è non farsi prendere dal panico ed entrare dentro” pensava A.B. mentre entrava in quell’edificio.

Il classico pensiero di un’adolescente , durante il primo giorno di scuola; eppure, quel pensiero era nientepopodimeno che quello di un’insegnante di matematica di un liceo scientifico.

A.B. non avrebbe mai voluto diventare un’insegnante.

Si era iscritta a fisica con il chiaro obiettivo di diventare una ricercatrice scientifica, e lavorare per la NASA.

Nel raggiungere questo ambizioso obiettivo, però, fu ostacolata da un grande ostacolo:

Il suo mediocre quoziente intellettivo. Basta pensare che impiegò 7 anni per la laurea triennale, e 5 anni per la magistrale, laureandosi peraltro con il minimo dei voti. Eppure utilizzava il massimo impegno nello studio, era attentissima durante le lezioni… evidentemente il problema stava nelle sinapsi dei suoi pochi neuroni.

La NASA, purtroppo per lei ( e per fortuna, per noi terrestri), assume soltanto persone laureatosi con la lode, e dotate di un grandissimo ingegno.

Dunque non riuscendo a coronare il sogno di una vita, passò circa 10 anni a cercare di elaborare una teoria filosofica sul pensiero umano ,eppure il massimo che riuscì ad elaborare fu “l’uomo pensa perché ha un cervello, se non lo avesse non penserebbe”.

Ritrovandosi a 40 anni senza un lavoro, alle dipendenze ancora di mamma e papà, sua madre pensò bene di affidarsi alle amicizie di suo fratello… e così riuscì a farla diventare prof. di matematica e fisica nel liceo scientifico “Paolo Rondini”, senza che nemmeno si presentasse a sostenere un concorso.

Tutto sommato, non era molto pesante fare la prof.ssa, la parte più difficile, per lei, consisteva nel ritorno a scuola dopo le ferie estive.

Quel giorno, dopo aver controllato l’orario, notò che alla prima ora doveva accogliere una classe del primo anno.

“Che palle, il primo giorno devo accogliere quattro mocciosi freschi dalle medie…”pensò, poi si trascinò in classe.

La campanella d’iniziò suonò precisa alle 8:30, e circa una ventina di studenti si riversarono in classe.

<<Vabbuò ragazzi, pigliate posti … e faceteve amicizia tra di voi>> disse A.B. con un tono serio.

Una ragazza seduta al primo banco, la tipica secchiona, notò la frase sgrammaticata della prof. e glielo fece notare:

<<Prof in realtà non si dice faceteve, e vabbuò non è un’espressione consona al cont…>>

<<Io parlo come mangio, mi hai capito secchia?! E io volessi che incominci a metterti all’ultimo posto!!>> urlò A.B. diventando completamente rossa dalla rabbia, e dimenandosi fortemente.

La ragazzina impaurita, lentamente si portò all’ultimo banco e non proferì più parola.

<<Ecco che cosa succede ai sapientini…>> disse A.B. , poi si mise a giocare con il suo cellulare.

Dopo circa 20 minuti di puro caos, dalla seconda fila un ragazzo alzò la mano, e prese la parola:

<<Prof. non dovremmo presentarci?>>

<<A me non importa un cazzo, a chi sei figlio tu, lei, o quell’altro secchio… oppure che specie di falliti volete diventare da grandi…piuttosto, vorrei testare le vostre conoscenze.>>

<<Con pppiacere ppprofff, iiiio innnnn ppaaarrrr….>> disse un ragazzo un po’ strano che stava nella fila di sinistra.

<<Ne vorrei uno che non parli come un handicappato, se c’è>> disse A.B. , quasi infastidita da quell’intervento.

Tutta la classe la guardava con uno sguardo perplesso, e tutti restarono in silenzio per parecchio tempo.

Ad un tratto, la ragazza che stava al primo banco prese la parola.

<<Io sono disponibile, prof>> proferì con voce sommessa.

<<Ecco, brava… ti dico io che facerai : visto che ti piace tanto fare la maestrina, prenderai il mio posto nella prossima ora.>> A.B. capì di aver appena avuto un’incredibile idea.

Come continuerà la storia?

  • La ragazza non accetta, e A.B. convoca subito i suoi genitori (0%)
    0
  • La ragazza non accetta, e A.B. la manda dal preside (75%)
    75
  • La ragazza accetta, e A.B. ne approffitta per andare a fare shopping. (25%)
    25
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6 Commenti

  1. Secondo me non accetta e A.B. la manda dal preside.
    Ciao Silvestre!
    Più che ridere, l’incipit mi ha quasi ‘rattristata’: è pieno di prof. frustrati che non amano il proprio lavoro (purtroppo).
    Qualche refuso qua e là, ma possiamo passarci sopra, perché trovo che tu scriva bene e che il racconto abbia il potenziale per provocare un “riso amarognolo” che porta a riflettere.
    Ti seguo per vedere se sarà così. A presto!

  2. Da settembre frequento il terzo anno di liceo; mi lamento continuamente dei miei insegnanti, ma devo ammettere che preferisco mille volte avere loro che A.B!
    Molto scorrevole la tua scrittura.
    Per l’opzione voto affinché la ragazza non accetti (cosa che farei anch’io), e dunque verrà mandata dal preside (che spero faccia una bella ramanzina alla nostra A.B)
    Ti seguo. Aspetto il prossimo capitolo!.

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