Tutti i colori di mia madre

Dove eravamo rimasti?

Cosa fa Charlie nella vita? Come passa le sue giornate? Frequenta l'accademia delle belle arti, dipinge (100%)

Tre nomi non bastano

-‘Charlie’ è una vera americanata!- esclama mia madre ogni volta che mi sente nominare in questo modo.  Per quanto riguarda noi figli, lei aborre ogni tipo di soprannome che possa inficiare il fascino e l’effetto dei tre nomi che lei ha personalmente scelto per ciascuno dei fratelli.  Sarà per questo, per tutta la cura che ha impiegato nella scelta dei nostri appellativi, che anche nelle circostanze più intime e nelle situazioni più quotidiane, persino nei casi di urgenza, si ostina a chiamarci con almeno uno dei nostri nomi, rigorosamente per intero.

-Carlotta Angelica, mi passeresti il sale, tesoro?

–Amanda Luisa!!! Amanda Luisa Violetta!!! Lascia giù immediatamente quella bestiaccia!!–

-Buonanotte Augusto Oleandro, figlio mio adorato-

Se sia spontaneo o sia una scelta deliberata, non è dato sapere. In ogni caso, trova un particolare gusto nel farlo e se, potesse, imporrebbe al mondo di fare altrettanto.  La storia dell’aver tre nomi, peraltro, è piuttosto ragionata. Mamma la racconta a chiunque senza farsi pregare, lusingata dall’interesse altrui.  A suo dire le sarebbe stata tramandata dalla bisnonna Diamante, imperatrice dei salotti.  Il primo nome che ci viene attribuito è quello di società, la nostra immagine, quello che ci rende noti al pubblico. Deve essere composto, decoroso, elegante, non troppo particolare.Il secondo nome è un omaggio a chi ci ha preceduto, un tributo a un avo o ad un’ava della nostra famiglia, della nostra stirpe (‘della nostra nobile stirpe’, direbbe mia madre).

E’ una di quelle cose cui mio padre risponde volgendo drammaticamente gli occhi al cielo, per poi reimmergersi nella sua lettura.  Si tratta del proverbiale segreto di Pulcinella: gli unici nobili, in famiglia, sono mio padre e i suoi parenti. La famiglia di mia madre, invece, non è più nobile dell’onesta famiglia di un ciabattino. E infatti mio padre, coerente rispetto al suo status, porta il proprio titolo in modo sobrio casual, quasi annoiato, e argomenti del genere lo infastidiscono.

Mia madre, invece, è attratta dai privilegi quanto una gazza ladra. Non la biasimo: la nonna è stata maestra in questa pratica, e l’ha orientata in questo senso in modo ormai irreversibile.  Nati come bottegai, i bisnonni materni ebbero l’ardire e la fortuna di imbroccare i giusti investimenti, ponendo le basi di un piccolo impero di negozi che poi avrebbe dato luogo, con il tempo, a una delle prime grandi catene commerciali moderne. Ma tutto questo, l’agiatezza, lo status, ormai alla nonna non bastava più: voleva il buon nome, il privilegio. Non riuscendo a conquistarlo in tempo utile, si adoperò affinché la figlia in età da marito, mia madre, arrivasse dove lei non aveva potuto.

La iscrisse a tutte le migliori scuole e la inserì nei circoli più esclusivi. Un’estate degli anni ’80, a Capalbio, un giovanotto inglese,  cavalcando all’alba sul bagnasciuga, per poco non investì la mia giovane madre, che per qualche motivo giaceva dormiente sulla sabbia, nei pressi della tenuta di proprietà del ragazzo. Quel giovanotto minuto, dagli occhi azzurri e gentili, si rivelò essere il discendente di un’antica casata anglosassone. L’accento italiano di mia madre gli piacque molto. Ma questa è un’altra storia.

Meglio tornare a noi, a mia madre, alla fissa per il privilegio e per i blasoni. Il secondo nome, dicevamo, è un tributo al passato, è l’essenza spruzzata dalla boccetta di profumo di una toeletta retrò: non ci rappresenta, ma ci avvolge con la sua aurea.

Il terzo nome, avrete notato, è il nome di un fiore. Per questo non ci sono spiegazioni, mamma si limita a rimandare a quanto le rispose, a suo tempo, la bisnonna Diamante: con un colpo del capo si scosta i capelli dal viso, lanciando la testa all’indietro, gli occhi sognanti: la classe…la classe.

Devo ammettere, mio malgrado, che il mio terzo nome non mi dispiace poi tanto, mi è persino tornato utile: ho iniziato a firmare i miei lavori come ‘Azalea’. E’ un po’ come se fosse il mio alter ego di artista. Dimenticavo: sono una pittrice. Anzi, stiamo calmi, diciamo che ‘dipingo’. Frequento il secondo anno dell’Accademia di Belle Arti. Non ho particolari ambizioni, so solo che è la cosa che mi piace fare, quello che mi fa stare bene.  Quando disegno o dipingo, attorno a me può accadere qualunque cosa e non me ne accorgo, persa tra le linee della matita, tra le sfumature di un acquerello.  Ho tanto da imparare, non sono che una dilettante. Per questo non amo essere definita ‘pittrice’, in pubblico: mi sembra di creare un’aspettativa e non riuscire a mantenerla. Mia madre, ovviamente, non perde occasione per presentarmi come tale: un’artista in famiglia, vero o presunto, è certo motivo di vanto. Le ho chiesto di non farlo, ma da questo orecchio non ci sente, è come parlare col muro.

Secondo mia sorella Violetta, quando mi arrabbio o mi infervoro per qualcosa che mi sta a cuore, come il mio rapporto con la pittura, mi trasformo in Car-Ang-Az, una creatura mostruosa che aggredisce il prossimo con lingue di fuoco e parolacce.  Amanda Luisa Violetta ha otto anni, un simpatico paio di occhiali rosa ed una vera e propria fissa…

Amanda Luisa Violetta ha una vera fissa per

  • le parolacce e le filastrocche in rima (17%)
    17
  • le bambole e i gioielli (0%)
    0
  • i cavalli e gli insetti (83%)
    83
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

11 Commenti

  1. Il rosa non è affatto il mio genere, ma da questi primi due capitoli mi sembra che il tuo racconto si discosti dai canoni del genere, manifestando carattere e personalità, cosa che apprezzo molto. La scrittura poi è scorrevole e devo dire che mi è piaciuto molto l’aspetto dei tre nomi, molto originale! Voto per le filastrocche e parolacce, è l’opzione che mi ispira di più!

  2. Ciao e benvenuta!
    Molto bello questo inizio, sei molto simpatica e scrivi in modo scorrevole. Dopo due capitoli di presentazione, voglio vedere cosa accadrà. Complimenti per l’incipit: proprio oggi riflettevo su quanto il mio non rispecchi il mio modo di scrivere attuale, poiché ho ripreso la mia storia dopo un bel po’ e sono così cambiata da non rivedermi in quel lontano capitolo 1… il tuo invece è un biglietto da visita immediato: si capisce subito come scrivi e prometti fin da subito una lettura piacevole. Perciò brava. Ti seguo. A presto!

  3. Ciao, ti dico subito che mi piace il tuo modo di scrivere, deciso e diritto al punto.
    Io amo i Thriller e i racconti di fantascienza, ma che si sviluppano con la ricerca delle caratteristiche dell’unicità delle persone, come mostra il tuo.
    Per la continuazione della storia avrei preferito ad esempio: Ama osservare la natura mentre dimostra la sua forza: la violenza di un temporale, l’ululato dei lupi alla luna, la maestosa calma di un tramonto infuocato. Dovendo scegliere perciò preferisco cavalli e insetti in secondo ordine filastrocche ma non parolacce.
    Buona continuazione

  4. Lorenzo ha detto:

    Il rosa non è affatto il mio genere, ma da questi primi due capitoli mi sembra che il tuo racconto si discosti dai canoni del genere, manifestando carattere e personalità, cosa che apprezzo molto. La scrittura poi è scorrevole e devo dire che mi è piaciuto molto l’aspetto dei tre nomi, molto originale! Voto per le filastrocche e parolacce, è l’opzione che mi ispira di più!

  5. Carlotta Geissa ha detto:

    Ciao e benvenuta!
    Molto bello questo inizio, sei molto simpatica e scrivi in modo scorrevole. Dopo due capitoli di presentazione, voglio vedere cosa accadrà. Complimenti per l’incipit: proprio oggi riflettevo su quanto il mio non rispecchi il mio modo di scrivere attuale, poiché ho ripreso la mia storia dopo un bel po’ e sono così cambiata da non rivedermi in quel lontano capitolo 1… il tuo invece è un biglietto da visita immediato: si capisce subito come scrivi e prometti fin da subito una lettura piacevole. Perciò brava. Ti seguo. A presto!

  6. Volpe ha detto:

    Ciao, ti dico subito che mi piace il tuo modo di scrivere, deciso e diritto al punto.
    Io amo i Thriller e i racconti di fantascienza, ma che si sviluppano con la ricerca delle caratteristiche dell’unicità delle persone, come mostra il tuo.
    Per la continuazione della storia avrei preferito ad esempio: Ama osservare la natura mentre dimostra la sua forza: la violenza di un temporale, l’ululato dei lupi alla luna, la maestosa calma di un tramonto infuocato. Dovendo scegliere perciò preferisco cavalli e insetti in secondo ordine filastrocche ma non parolacce.
    Buona continuazione

  7. fenderman ha detto:

    Molto bene, non preoccuparti per i refusi, l’importante è che tu li abbia notati. Simpatica la famiglia e la pittrice.
    Io sono per gli insetti e i cavalli ma penso che la tua bambina ami parolacce e filastrocche…. alla prosima, ciao🙋

  8. ha detto:

    Già mi sta simpatica questa sorellina…

  9. maria algures ha detto:

    Dimenticavo… Per i refusi, una volta pubblicato l’episodio non si può correggere.
    Quando carichi un capitolo, puoi leggere l’anteprima prima di confermare l’invio, e, se del caso, tornare indietro e correggere il testo.

  10. maria algures ha detto:

    Ciao e benvenuta
    Sono capitata per caso nel tuo racconto, sto poco sulla piattaforma negli ultimi tempi. I due episodi scorrono bene…. Questo particolare dei tre nomi mi ha incuriosito 🙂
    Non so dove ci vuoi portare e, per ora, voto cavalli e insetti.

  11. ATTENZIONE ATTENZIONE: lLa seconda parte del racconto contiene dei refusi e degli errori, purtroppo l’ho salvato e pubblicato PRIMA di riuscire a rileggerlo! Cercando di capire come modificarlo ora…

  12. ha detto:

    ciao, bello il tuo racconto, finalmente ho trovato qualcuno che sa scrivere, e bene! complimenti, spero che continui così. Seguirò la tua storia, già mi piace.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi