William e J.

Prevenzione in assemblea

William era un ragazzo dai capelli castano chiari, occhi profondi verdi e uno sguardo che di certo non ti invogliava a parargli. Camminava con passo deciso, verso una meta che solo lui conosceva, senza perder tempo a parlare o a spiegare. Dal suo zaino nero spuntavano due bacchette da batteria, e ogni tanto si sistemava i piercing sull’orecchio che rimanevano incastrati nel cappellino di lana rigorosamente nero. 

E’ dicembre, ed a scuola sta per iniziare l’assemblea di istituto. A J. piacevano le assemblee di istituto. Seppur timida, le piaceva poter ascoltare i pensieri degli altri anche se spesso si finiva in litigi politici senza alcun senso. J. non aveva molti amici, e non si preoccupava di averne. Aveva un piccolo mondo in cui si era perfettamente ambientata: il suo fidanzato fin troppo premuroso, qualche amica da caffè, le sue ambizioni per il futuro. Tutto molto chiaro e preciso, perfettamente delineato e dentro una marea di margini e confini che neanche lei si era resa conto di aver tracciato. L’ambiente scolastico non era di certo il suo preferito, ma J. riusciva a trovare in ogni situazione un motivo per vederne del positivo. Quel giorno, l’assemblea di istituto, era sicuramente un’ottima occasione per perdersi in pensieri bizzarri osservando i suoi coetanei. L’assemblea di istituto affrontava come argomento la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, ed era facile pensare che all’interno di una scuola superiore parlare di sesso interessava un po’ a tutti, infatti l’affluenza in aula magna quel giorno era notevole. 

Con la sua solita discrezione J. si mise seduta in quinta fila, rifiutando l’offerta di altre sue compagne di mettersi in prima fila. Oggi parlava William in assemblea, e per quanto non fosse un tipo particolarmente socievole aveva un fan club da non sottovalutare, soprattutto fra le ragazze più piccole di lui.  J. conosceva William solo di nome, non aveva mai avuto modo di parlarci di presenza. Dall’esterno sembrava un tipo sulle sue, ma spiritoso in compagnia ma a J. era sempre sembrato il classico ragazzo così concentrato ad essere diverso da diventare noioso e identico alla massa. Il fatto che affrontasse lui dei temi così importanti quasi la indisponeva, non ritenendolo in grado. Inoltre, il fatto che si fosse da pochi giorni tinto i capelli di biondo platino le faceva pensare ancor di più che oggi per lui potesse essere solo un modo per aumentare il suo numero di fan. 

Tempo che gran parte degli studenti prendono posto, inizia l’assemblea con quella cerimoniosità ridicola da comizio elettorale. Il rappresentante di istituto fa una breve presentazione del tema, e ricorda che il 1 dicembre è la giornata mondiale contro l’AIDS. 
Inizia l’assemblea Benedetta dell’ultimo anno, che inspiegabilmente si sente già laureata in medicina ad Harvard ed è tremendamente presuntuosa e antipatica, motivo per cui tutta la lezione che ha tenuto in merito a cosa fosse l’AIDS probabilmente l’aveva sentita solo Luca, che ci provava con chiunque fosse abbastanza insicuro da aprire le gambe a chi si offrisse per un rapporto sessuale. A seguire l’intervento di William, mirato a sfatare falsi miti e promuovere la prevenzione verso le malattie sessualmente trasmissibili.

Sale sul palco, e si toglie dal volto quello sguardo pensieroso di tutti i giorni e sfoggia incredibilmente un sorriso, caldo. Si presenta con disinvoltura e con serietà, soprattutto quando introduce il tema a lui assegnato. J. ritiene che possa dedicargli il suo interesse, nonostante i primi pensieri.

William inizia a porre domande provocatorie al pubblico, chiedendo loro chi avesse più possibilità di contrarre il virus HIV fra uomini e donne, fra etero e omosessuali, fra coppie aperte e relazioni stabili senza dare mai una reale risposta. L’intera aula magna era in un dibattito, rapita dalle sue labbra. Infine è riuscito a coinvolgere anche le ultime file quando iniziò a parlare esplicitamente di sesso, di pratiche sessuali senza usare mezzi termini. Quando chiese se un bocchino fosse più o meno pericoloso, J. cercò di prendere la parola per rispondere ma in quella confusione non riuscì a farsi sentire ma probabilmente William notò il suo tentativo e chiese del silenzio per farla parlare. A quel punto J., così disillusa e distaccata, diventò viola dall’imbarazzo e disse che non era sicura di ciò che pensava e cercava una risposta da lui. E William, senza mezzi termini fece un discorso mirato a distruggere i pregiudizi e invitare i giovani a proteggersi e a diffondere loro stessi informazioni in merito.

Al termine di quel discorso William fu richiamato da un professore che aveva assistito al suo discorso. J. era completamente esterrefatta. Non le era mai capito di rimanere così colpita da un discorso generale, rivolto ad un pubblico, da un ragazzo apparentemente così poco interessante e soprattutto non riusciva a togliersi dalla mente il peso dello sguardo che si erano scambiati.

Al termine dell'assemblea il rappresentate di istituto chiede se qualcuno fosse interessato ad attività extrascolastiche sul tema. J che fa?

  • J, essendo molto timida, sceglie seppur interessata di mettersi da parte e prendere quella giornata come un semplice bel ricordo (0%)
    0
  • J sta per andare dal rappresentante, ma riceve una telefonata dal suo fidanzato perciò si allontana dall'aula magna (25%)
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  • J ancora sorpresa dell'intervento di William sceglie di andare dal rappresentate per mostrare interesse verso le attività proposte (75%)
    75
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1 Commento

  1. Visto che si è stupita di se stessa alzando la mano per parlare, diciamo che continua a stupirsi proponendosi per le attività.
    Ciao! Ho trovato la prima parte più scorrevole e “acchiappante”, la parte sull’assemblea ha passaggi con periodi più lunghi e contorti che a volte fanno un po’ perdere il filo (“motivo per cui tutta la lezione che ha tenuto in merito a cosa fosse l’AIDS probabilmente l’aveva sentita solo Luca, che ci provava con chiunque fosse abbastanza insicuro da aprire le gambe a chi si offrisse per un rapporto sessuale”. Ti cito questo come esempio, ma ce ne sono altri).
    L’idea dell’incontro in assemblea e lo stile, fatto di osservazioni ironiche e disincantate della ragazzina sui suoi coetanei intorno mi sono piaciute molto.
    Ti segnalo solo i salti di tempo dal passato al presente, che dovresti evitare e, spero che non ti dispiaccia, ti do un suggerimento su come riscrivere l’incipit per dare le stessi informazioni ma che suoni più naturale e non “lettore, ora ti presento il Lui della mia storia”.
    “Nonostante due incredibili occhi verdi resi ancora più eclatanti dal contrasto con i capelli castani, lo sguardo di William non invogliava gli altri a rivolgergli la parola: lo sguardo serio, camminava con passo deciso verso una meta che solo lui conosceva, senza perder tempo a parlare o a spiegare…” è solo un esempio, la si può rielaborare in molti modi, il principio è di distribuire le informazioni in modo naturale nel testo, non come una spiegazione rivolta al lettore.
    Non ho nessuna intenzione di farti la lezione: dopo anni a ricevere consigli e ramanzine, ci sono alcune regole di scrittura che ho ben assimilato e cerco di condividere. È lo spirito del sito, aiutarsi e interagire, spero che la cosa non ti disturbi.
    Ciao

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