GILDA MESS

Dove eravamo rimasti?

Gilda non ha risposto a Noè-nkidu. Volete farlo voi? Come cercheranno Alallu? Con i piedi, taluni calzati, talaltri scalzi. (50%)

In un altro Paese

Sul sentiero era apparso un uomo in canotta e cappellino di carta, pantaloncini sporchi di pittura e un binocolo incerottato appeso al collo.
«Behnam? Ciao!», lo salutò En.
Il birdwatcher in berdmuda, con espressione sorpresa, pingapongava gli occhi da En a Gilda, mentre questi ultimi avevano l’indubbio vantaggio di poter fissare il proprio sguardo su un unico bersaglio.
Il bimbo abbozzò un sorriso: «Sei in pausa pranzo?», domandò.
L’uomo esitò beante per alcuni secondi, poi, piuttosto che rispondere, trilanciò: «Parlate farsi, siete iraniani? Che strano accento, venite da Esfahan, per caso? Che ci fate, così lontani dal nostro Paese?».
Gilda aggrottò la fronte e digrignò i denti, pronta a saltargli addosso: che possibilità c’era che qualcuno, lì in Italia, conoscesse e parlasse il farsi? Ammesso che l’accozzaglia di suoni sgraziati, appena somigliante alla sua gloriosa e antica lingua, potesse ancora dirsi farsi, o farsi dirsi che dir vuolsi.
La mano di En le toccò il braccio: «Gil, lui è Benham, è il medico imbianchino che mi dà lezioni di farsi, ricordi?».
«Ah, sì?», fece Gilda, scettica: ora che lo guardava meglio, le sembrava la copia sputata, smagrita e sbarbata di Shamash.
Benham si avvicinò di qualche passo, strizzava gli occhi stretti stretti: «Come? Che lezioni ti darei? Mi conosci?».
«Certo che sì, e tu conosci me!», rispose En sorridente, «Sono No-AHIA!». Gilda aveva pizzicato il fratellino babbeo: solo lui poteva pensare di presentarsi come il vecchio gigante che non era più.
Ci mise una pezza lei: «Siamo due sfortunati fratellini che Noè ha salvato dal mare.», favoleggiò, mentendo lo stretto indispensabile, «Ci ha parlato di te».
Gli occhi di Benham si spalancarono, quindi si inumidirono, l’uomo li cinse insieme in un unico abbraccio: «Piccoli profughi! Figli miei! Che cosa terribile! E che fortuna avete avuto!». Gilda annotò il passaggio dal punto interrogativo all’esclamativo, ma non durò:
«Siete soli? Dov’è Noè? Avete fame?».
«Fame!», lo tronc’opportunament’En. Gilda scrutò il fratello, perplessa: il completino in pelle che indossava si era allargato, non era più aderente come prima.
Possibile?
«Affamati, eh?». Benham porse una mano a En, che gliela prese divertito, l’altra rimase penzolante nella vana attesa che Gilda la stringesse. «Stavo giusto cercando qualcosa da mangiare, anch’io ho un certo languorino», confessò l’uomo passeggiando, e il gorgoglìo lamentoso del suo stomaco ribadì il concetto. Benham si fermò e si chinò su una pianta bassa dalle foglie verdissime: «Il bosco è pieno di prelibatezze! Ecco qui, spinaci. Deliziosi rosolati con aglio e olio!».
Estrasse un temperino e fece per coglierli, ma Gilda intervenne: «Quella è mandragora. Se la mangi avrai una confusione in testa che neppure Marduk riuscirà a fare ordine».
Lui si fermò, guardò Gilda incerto: «Non so chi sia Marduk, ma… sei sicura?».
«Come del fatto che non perderò con te un secondo di più!». Strattonò En: «Andiamo, fratello, dobbiamo trovare Alallu».
«Uh, codsì mi fai male!», si lamentò En con voce sottile e S blesa.
Gilda lo guardò terrorizzata: alla bocca socchiusa del bambino mancavano quattro incisivi! E non solo: le gambe dei pantaloni, che fino a pochi secondi prima stringevano le ginocchia, ora spazzolavano il terreno. La bambina cercò di mantenere la calma: «Cerchiamo la ghiandaia, vuoi?».
«Ah, la ghiandaia, buona!», intervenne Benham, che pareva ignaro della repentina trasformazione di En, «Ma pensa la coincidenza, l’ho appena avvistata!».
Gilda spiccò un balzo in avanti, lo guardò dal basso in alto: «Dove?», ruggì; poi, vedendo l’espressione intimorita dell’uomo, si addolcì: «Ci piacerebbe molto vederla».
Benham si tranquillizzò: «Ah, sì, bell’uccello. Mi piace! Per la verità, mi piacciono tutti gli uccelli, ma proprio tutti». Forse per stemperare facili deduzioni, prese in mano il consunto binocolo che teneva al collo, ma si contraddisse subito, aggiungendo «Be’, non quanto i pesci».
Proseguì: «Mi piacciono molto, le ghiandaie, certo, ma qui c’è di tutto: fenicotteri, merli, cormorani. Vi piacciono i cormorani? Sono grandi, i cormorani. E grassi. E mangiano pesce. Ho già detto che mi piace anche il pesce?».
«Uh-è Uh-è!», piagnucolò En alle spalle di Gilda, «Vojo gandaia!».
Gilda raggelò, non riuscì a voltarsi.
Benham indicò En: «Tuo fratello mi sembrava diverso. Più grande».
«Soffre di…  ahm… capriccite.», butto lì Gilda rabbrividendo, «Se non lo accontentano, rimpicciolisce».
L’uomo si grattò il mento: «Capriccite? Sono medico, ma non l’ho mai sentita». Scrollò le spalle: «Boh, credevo che malattie così strane capitassero solo agli occidentali!». Batté le mani insieme: «A ogni modo, come dicevo, ho visto una ghiandaia. Volava tutta storta, si è posata sul picco Donatcitcha e non si è più mossa. Anche col binocolo, era lontana, ma mi è parso che scavasse».
«Andiamo!», gridò Gilda.
«C’è da scarpinare. Forse un po’ troppo, per tuo fratello».
«Baccio! In baccio!», frignò una vocina di bimbo piccolo, ma proprio piccolo.
Quasi minuscolo.

Offro una citazione nel prossimo capitolo a chi intuirà e mi scriverà in privato a cosa serve l'oggetto che vi chiedo di scegliere.

  • Una bottiglia di plastica accartocciata. (50%)
    50
  • Un vecchio cannocchiale. (33%)
    33
  • Una borraccia. (17%)
    17
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145 Commenti

    • Buongiorno, c-7!
      Contentissimo che il finale ti sia piaciuto! E’ un po’ triste, è vero, ma alla fine è la storia di un sacrificio compiuto per amore, cioè una storia che si ripete da generazioni, ben prima dell’epopea di Gildamess… oddio, GIlgamesh, intendevo.
      E tutti noi, alla fine, speriamo in uno Shamash che ci aiuti a non rendere vano tale sacrificio…
      Ma che dico? Boh, mi sono perso.
      No, solo questo volevo farti sapere: grazie, grazie di cuore per avermi letto, per avermi commentato, per le fantastiche parole che mi hai regalato.
      Per la nuova storia… sembra incredibile anche a me, ma non passerà molto tempo.
      No, direi proprio di no!
      Ciao, auguro anche a te e a tutti i tuoi cari una fantastica Pasqua!

  • Ciao Erri!
    Sono in ritardo nel leggere l’epilogo, chiedo venia. E così finisce l’avventura, le parole sono tutte ben studiate, direi cesellate, mi fanno scivolare nella fine della storia molto dolcemente. Non si ride più, quel momento non può non arrivare; se ci fa paura, possiamo sempre leggere il titolo dell’episodio, e aspettare fiduciosi il risveglio.
    Uhm, commento a sua volta malinconico; vorrà dire che sarò il primo a rileggere il titolo…
    Bravissimo Erri, l’epilogo toglie le parole.
    Alla prossima novella allora, stammi assai bene e buone feste!

    • Buongiorno, Minollo, e scusa tu se ti rispondo in ritardo 🙁
      Grazie, sono contento che abbia apprezzato. Vero, non si può ridere per sempre, e in questa fase della mia vita (o forse dovrei dire della vita di tutti noi?) un pizzico di malinconia in più è piuttosto normale 🙁
      Grazie, grazie davvero per avermi accompagnato sin qui e delle tue belle parole, che mi hanno incoraggiato molto più di quanto le mie parole sappiano descrivere 🙂

      Ciao, auguro anche a te e ai tuoi cari una buonissima Pasqua

      P.S.: esilarante il “loop” nel commento 😀

    • Buongiorno, Anna e scusa il ritardo con cui ti rispondo.
      Grazie, grazie, mi fa molto piacere che ti sia piaciuto!
      In effetti, ho vissuto il finale proprio come una poesia, nel senso che ho cercato fino allo sfinimento la parola e l’immagine giusta. Ho corretto, cesellato, tagliato… poi mi sono arreso e ho pubblicato, forte delle parole di Paul Valéry: “Un poesia non è mai finita, solo abbandonata” 😀
      Poi, magari non è un granché, ma è il mio meglio 😀
      Potrei tornare ad horas, con una storia un po’ particolare. Ma non ne sono ancora sicurissimo. Nel frattempo, ti ringrazio di cuore di avermi accompagnato sin qui e delle tante belle parole di cui mi hai voluto far dono.
      Ciao, ci vediamo presto

  • Ciao, Erri.
    Un finale che lascia con la speranza di rivedere Gilda, chissà se un giorno…
    In effetti, come ti hanno scritto altri, questo episodio è un po’ diverso dai precedenti, ma non meno interessante; Il fatto è che quando si hanno le tue capacità, è difficile non fare centro. Certo, ci avevi abituati alla leggerezza, e un finale rocambolesco e a tratti esilarante (parlo dell’ultima parte, perché la prima è il linea con i nove capitoli precedenti) sarebbe stato più conforme al resto della storia, io però trovo che anche così il tutto funzioni.

    Ti ringrazio dunque per averci regalato un’altra bella storia.
    Ti auguro una buona giornata e alla prossima!

    🙂

    • Buongiorno, Red Dragon.
      Certo che devi essere sincero, e ti ringrazio di esserlo!
      Mi spiace che il finale non sia di tuo gradimento. Per quanto sia vero, come già ho scritto, che ho dovuto necessariamente comprimere la storia, il finale “amaro” che leggi non è frutto di compromessi: l’avevo pensato così molto prima di rendermi conto (per l’ennesima volta) di quanto pochi fossero cinquantamila caratteri 😀
      Gilda doveva dormire.
      Del resto – come diceva quello? – “Non puoi ridere per sempre” 😀
      Ho tentato di far passare sottotraccia alcuni “messaggi” o chiavi di lettura dell’intera storia. Non sono sicuro di esserci riuscito, ma sono lì, anche se ben nascosti 😀
      Grazie un sacco di avermi letto!
      Ciao, ci vediamo presto

  • Ciao Erri!
    Voto per la prima vita, che per ora è in testa. Ben ritrovato con la tua compagnia assortita. Anche in questo episodio dai spazio a giochi ed esperimenti, che rubano la scena alla trama e forse rendono le risposte agli interrogativi non più così importanti. In fondo, quando si ride di gusto non si avvertono altre necessità (anche se forse sto parlando per me). E con Gilda si ride, e parecchio.
    Buon lavoro per il finale, e buon week end.
    Ciao!

  • Ciao, Erri.
    Il rimpicciolire progressivo di En fino alla condizione spermatozoica mi ha ricordato il Professore Matto, anche se, nel tuo caso la storia è raccontata decisamente meglio 😉.
    Lo sai che apprezzo sempre i tuoi scritti e anche questa volta hai fatto centro, ma la storia a questo punto avrebbe bisogno di altro spazio per evolvere e spiegare. Purtroppo i caratteri a disposizione sono pochi e non resta che il finale; scelgo la via mediana e aspetto di sapere qualcosa in più.

    Alla prossima!

    • Buonasera, keziarica!
      Anche nel professore matto c’era una “regressione” di questo tipo? Sai che non lo ricordavo?
      Oddio, come situazione è decisamente abusata, in letteratura e al cinema, e ne sono del tutto cosciente. Per questo, l’unica possibilità per essere un minimo originale è raccontarlo in modo diverso. Se lo hai apprezzato, sono felicissimo.
      Ciò che mi fai notare è vero: la storia lascia più domande di quelle a cui risponde. È vero che dipende in una certa misura dal poco spazio a disposizione, ma non è solo per questo, è anche una scelta, che rivendico: a ogni capitolo ho combattuto con me stesso, per decidere cosa scrivere e cosa ritenevo di poter tralasciare, e ogni capitolo è stato pubblicato perché mi convinceva così com’era.
      In questo senso, lo rivendico, nel senso che è il risultato di una mia decisione di compromesso.
      Questo, ovviamente, non vuol dire che i lettori debbano essere d’accordo, anzi, ti capisco perfettamente se ti senti spaesata, capisco che alla fine dei dieci capitoli tu e tutti gli altri possiate dire “Sì, va be’… ma finisce così?”.
      Sì, finirà così, o forse dovrei dire finirà colì 😂 E non ci saranno sequel, e mi divertirò a pensare – o sperare – che i miei due o tre lettori riempiranno i tanti punti sfocati che ho lasciato con la loro immaginazione.
      Grazie davvero di tutto!
      Ciao, ci vediamo presto

    • Buonasera, Luigi.
      Be’, il racconto prende spunto da alcuni personaggi e situazioni raccontati nell’epopea di Gilgamesh, e se tieni conto che è un fatto che tale epopea abbia ispirato il racconto biblico del Diluvio, vedi bene che (scusa l’allitterazione assolutamente voluta 😂) Noè non ne è estraneo.
      Ho scelto questo nome per il protagonista anche in considerazione di questo, ma diciamo che il primo nome del mio Noè Cidu era Enkidu.
      Grazie un sacco di avermi letto!
      Ciao, ti auguro un ottimo weekend

  • Ho letto le tue risposte e concordo anche con chi dice che una girandola colorata, direi esplosiva di parole e immagini rutilanti non ha fine e neanche principio quindi quale che sia l’opzione cambia poco, mi incuriosiscono i cupi cieli scozzesi ma fai come ti pare. Leggerti e come mandare giù una bibita fresca e colorata quando hai sete. Finisce e ne vorresti un’altra. Ti invidio e chissà che non ti imiti un giorno: scrivere il libertà è meraviglioso. Bravo, Bravo. Ciao

  • Buongiorno Erri
    Ti sei fatto attendere ma è valso la pena :-D.
    Mi è piaciuto in particolar modo questo episodio: riesci a scrivere di gesti semplici in maniera originale non affatto scontata; testo, sotto testo e sfondo sono intelligenti, fantasiosi e pieni di ironia.
    La descrizione del mini rodeo è fantastica. Ho visto la scena.
    Penultima vita

    • Buongiorno, Louise.
      Grazie, sono contento che il capitolo ti sia piaciuto.
      Eh, sì, è arrivato un po’ in ritardo e, cosa ancora più grave, non mi ero neppure reso conto di quanto tempo fosse passato dall’ultima pubblicazione fino a quando non ho cominciato a scrivere.
      Pazienza 🙁 Nel senso: abbiate pazienza con me 😀
      Purtroppo questa storia è andata troppo a rilento, ma per fortuna, mancando un solo capitolo, non potrà passare troppo tempo prima di concluderla.
      Grazie un sacco delle belle parole!
      Ciao, ci vediamo presto

    • Buongiorno, Red Dragon.
      Ogni volta che comincio una storia, ho propositi fantasmagorici su tutte le cose che potrò scrivere, sulle mirabolanti imprese che racconterò, sull’intero mondo parallelo che riuscirò a pennellare in modo convincente e divertente.
      Poi c’è la realtà 😀
      E la realtà sono cinquemila caratteri per capitolo, che mi costringono a tagliare, limare, scegliere.
      Questo non è un male, almeno per me, perché se non avessi questo vincolo sono quasi sicuro che scriverei peggio. Però, ogni tanto, un po’ di amaro in bocca me lo lascia, come in questo caso, in cui sono costretto a ritagliarmi uno spazietto nell’ultimo capitolo per raccontare qualcosa che, quando ho cominciato la storia, ritenevo dovesse avere molto più respiro.
      Però pazienza, ripeto, preferisco avere poco spazio piuttosto che troppo, ed è bello pensare che i miei tre lettori possono immaginare, ciascuno a proprio modo, ciò che non ho potuto scrivere.
      Grazie un sacco di esserci e di leggermi.
      Ciao, ci vediamo presto

  • Argh!!!
    E ora cosa scrivo?
    Ciao Erri!
    Nel dedalo di invenzioni che dissemini ci si sta al calduccio, belli belli. Si scivola in fondo e si dice: “già finito?”
    Eh sì, 5000 sono pochini. Devo ricordarmi di recensirti per primo alla prossima episodia, sennò è difficile…
    Ciao! Scelgo il vecchio cannocchiale, perché ha parole di saggezza, mentre un giovane cannocchiale agirebbe in preda all’impulso.

    • Buongiorno, Minolllo.
      Ah ah, grazie, esagerato! A dirti la verità, anche a me cinquemila caratteri sembrano pochissimi, ma in un senso diverso: finito il capitolo, mi pare di non aver scritto praticamente nulla 😀
      Insomma, il rischio è che le “invenzioni” rubino spazio alla storia.
      Oddio, a ben vedere, non è un rischio… è un dato di fatto! 😀
      Ciao, grazie davvero, ci viediamo presto

  • Buongiorno Erri
    Ho poco da aggiungere al commento sempre arguto di Kesiarica.
    eccone solo alcuni esempi da manuale 😀
    Il birdwatcher in “berdmuda”, con espressione sorpresa, “pingapongava” gli occhi
    potesse ancora dirsi farsi, o farsi dirsi che dir vuolsi.
    il gorgoglìo lamentoso del suo stomaco ribadì il concetto.
    Soffre di… ahm… capriccite.
    mi piace sempre la tua scrittura, ironica e fantasiosa.
    Continua così.
    bottiglia accartocciata

  • L’espressione beante mi fa venire in mente il mio cardias… ma lasciamo stare 😉
    Ciao, Erri!
    Non posso sorvolare sui complimenti: le tue parole sono pennellate vivaci: raccontano mondi fantastici e dipingono situazioni esilaranti, abitate da personaggi indimenticabili… può bastare? Mi devi 20 euro! A parte gli scherzi, sei forte e i tuoi racconti sono fantastici!

    Alla prossima!

    Voto il cannocchiale, secondo me potrebbe servire a vedere il piccolissimo, minuscolo En.

  • Ciao Erri, il tuo affresco si colora sempre di più. Trama a parte che somiglia ad un film animato mi piace tanto il vivace rincorrersi di parole, personaggi, situazioni. Tutto molto particolare, pieno di vita e di luce. Molto bello, bravo. Al prossimo episodio! Ciao

  • Ciao Erri, ammetto di aver scoperto questa storia per pur caso, ma ho letto i sei capitoli tutto d’un fiato.
    La trama scorre molto bene e riesce a colpire -da siciliana quale sono, inoltre, ho veramente molto apprezzato questo tuo ultimo capitolo-
    Per l’opzione non saprei proprio quale scegliere….. dai, votiamo per un tree climber malandato e vediamo come potrebbe finire.
    A presto!

    • Buongiorno, Rossella, benvenuta!
      Scusa se ti rispondo con questo ritardo, non ho ricevuto la notifica del commento 🙁
      Grazie un sacco, sono molto contento che la storia ti piaccia!
      Mi fa ancora più piacere che, da siciliana, abbia apprezzato quest’ultimo capitolo, avevo paura – da non siciliano – di fare errori imperdonabili nelle (poche) parole che ho fatto dire a Rosina.
      Grazie di esserci e di tutto!
      Ciao, ci vediamo presto!

  • Fantastico! Ho scoperto ora il tuo racconto, fin dal primo episodio l’ho trovato unico ed originale. Ma tutte quelle parole (latine o che altro?) sono inventate o rispondono effettivamente alle specie considerate. devo proprio dirti BRAVO. Se vuoi puoi passare a leggere il mio racconto (tutt oun altro genere anche se fantasy. Mi interesserebbe il tuo commento. Ciao Erri.

    • Buongiorno, Anna genna e benvenuta!
      Ti ringrazio, sono molto felice che questo bislacco racconto ti stia piacendo 😊
      Le parole latine sono (o dovrebbero) tutte corrispondere al nome scientifico di varie specie (tra i tanti: calamari, gabbiani, diavolo di mare, oloturia), tranne uno che vorrebbe significare “piatto di plastica”, lì ammetto di essermi concesso una licenza poetica 😂
      Sulle parole e frasi in persiano, invece, non scommetterei che significhino davvero quello che spero di aver scritto, ma tutto sommato, il loro ruolo è solo far capire che Noè sta pensando in persiano, insomma, puoi tradurle con quello che secondo te ci sta bene 😂
      Grazie di nuovo del commento, dei complimenti e di tutto!
      Ciao, ci vediamo presto

  • Buongiorno Erri, come stai?
    Che dire del tuo racconto che altri non abbiano già detto?
    La trama del tuo racconto mi confonde un po’ ma mi diverte un sacco il tuo modo di scrivere, l’ironica fantasia che ci metti in ogni riga.
    Avanti con il bird watcher (non volevo creare parità )…
    Ciao e buon we

    • Buongiorno, Louise, benvenuta
      Eh, come sto? Bene, direi: si vive, si rimane senza scrivere per un annetto, si riprende a scrivere… fondamentalmente si invecchia, ma come direbbe Noè, le alternative sono meno entusiasmanti 🤣
      Ti ringrazio un sacco per le belle parole, e sono contentissimo che qualcun altro, oltre me, trovi divertente la mia scrittura 🤣
      Grazie di nuovo, ti auguro un ottimo weekend

    • Buongiorno, ilGallo e grazie a te per le belle parole!
      Ti dirò, le opzioni, per una volta, dovrebbero corrispondere a tre linee di sviluppo che ho abbastanza chiare, quindi dovrei riuscire a gestire decentemente qualunque scelta… sempre che non ci sia un triplo pareggio, perché un tizio che fa bird watching… correndo… da un albero all’altro ed è insieme improvvisato, malandato e fortunato… ecco, questo sarebbe piuttosto sfidante 😀
      Grazie un sacco di tutto, ti auguro un fine settimana follemente bello 😀

  • ah ah ah, ma da dove le tiri fuori queste visioni?
    Fantastico! Io non mi stanco di dirtelo: crea un libro per ragazzi e pubblicalo! I tuoi racconti potrebbero diventare cartoni animati da urlo. Bravissimo, Erri.
    Non posso trovare nulla che non va nel tuo scritto. La bella ammaliatrice io l’ho immaginata vecchia e con il naso adunco, nonostante le tue descrizioni, forse l’unica nota stonata, ma neanche: perché anche questo contribuisce alla buona riuscita del testo. Che posso dirti ancora? Non saprei, ah sì:
    تماشاچی پرنده خوش شانس 🙂
    Benissimo, avanti così.

    Alla prossima!

    • Buongiorno, Keziarica.
      Troppo buona, grazie, mi fai arrossire.
      Ti scriverò cosa sono giunto a pensare: in ciò che scrivo c’è (spero) qualche situazione/immagine spiritosa, qualcosa che cattura in modo immediato, a prescindere da come sia scritta. Ma io penso che, per la maggior parte, ciò che stuzzica i lettori che apprezzano ciò che scrivo sia la costruzione linguistica, la finta o vera ricercatezza del periodo, le invenzioni lessicali improbabili. Ecco, ho molti dubbi che un lettore molto più giovane di noi possa apprezzare queste cose (e ho molti dubbi che molti lettori meno giovani apprezzino 😀 ). Ma in realtà, a essere onesto, non me ne curo troppo perché… be’, perché mi piace scrivere in questo modo!

      Grazie un sacco di esserci, di incoraggiarmi con parole così gentili, di tutto!
      Ciao, a presto

  • ciao!
    Erri, nonostante le scuse non ti credevo capace di lasciare una storia metà! Spero che riuscirai a finirla (e spero non ci voglia un altro anno!)
    …dai una bacchettata ci può stare 😉
    Ho scelto luogo segreto. Sono sicura che trasporterai i lettori in un luogo fantastico e suggestivo in ambientazioni stravaganti come solo tu sai descrivere.
    A presto,
    Ila

    • Buonasera, Ilaria.
      Ah ah, hai tutto il diritto di bacchettarmi, di tirarmi le orecchie, di darmi una martellata in fronte 😀
      No, diciamo che, a meno di esiti fatali e imprevedibili che potevano (e possono) frapporsi, sapevo che prima o poi avrei finito la storia. E no, tranquilla, non ci metterò un altro anno, non oserei abusare ancora della vostra pazienza. Anzi, il capitolo sei sta cuocendo e a breve lo sfornerò.
      Ti ringrazio davvero per essere tornata qui a commentarmi, spero di riuscire, almeno un po’, a divertirti.
      Ciao, ti auguro una notte piena di sogni fantastici e stravaganti 😀

  • Ciao, Erri! Bentornato!
    Ma come faccio a non farti i complimenti, nonostante l’attesa (per cui virtualmente ti tiro le orecchie), i tuoi scritti sono sempre intelligenti, divertenti… persiani 😀
    Hai sempre questo modo di trasmettere quel che scrivi con dettagli precisi, senza ridondanze, rendi tutto vivido e godibile. C’è un’unica cosa che mi lascia perplessa, mi spiace dovertelo chiedere, ma proprio devo: che cavolo significa جی ?? No, perché dato che non capivo, e spinta dal cane che fugge, ho interpellato il traduttore per eccellenza, che cosa potevo fare? E, pensa, neanche il traduttore ha saputo darmi risposta! 🙂
    Grande rientro, Erri. Io scelgo il luogo segreto per l’olivoide e aspetto il nuovo capitolo.

    Alla prossima!

    • Buongiorno, Keziarica!
      Ti ringrazio per le belle parole e i complimenti, mi aiuti un sacco e lo sai 🙂
      Riguardo alla parola misteriosa di Noè, posso dirti che lui pensava che significasse “ghiandaia”, e in effetti se digito “ghiandaia” nel traduttore online, mi viene fuori quella roba lì. Ma se digito quella roba lì nello stesso traduttore, mi viene fuori… sempre quella roba lì anche in italiano 😀
      Uh, Noè non è, anzi, Nonè affidabile, deve essere ancora parecchio confuso 😀
      Grazie un sacco di esserci e di tutto, ti auguro una روز بسیار خوبی 😉

    • Buongiorno, Red Dragon, bentrovato!
      Ti ringrazio davvero per le tue parole, mi fa molto piacere aver lasciato un ricordo positivo 🙂
      Hai ragione, è passato sicuramente troppo tempo, ed è legittimo che non vi ricordiate un tubo.
      Vediamo, come posso riassumere l’essenziale dei capitoli precedenti?
      Ecco: un vecchio pescatore trova, impigliata nelle sue reti, una bimba che sostiene di essere sua sorella. Il confronto tra i due viene interrotto da un abbordaggio della guardia costiera. Il militare, controllato da un serpente “a nuances romboidali grigio/nere” ( 😉 ), chiede alla bimba che gli venga restituita una “droga portentosa” di cui la bimba si è impossessata.
      La droga, nella forma di una grossa oliva, viene fortuitamente ingurgitata dal vecchio che ne sputa il seme.
      Direi che c’è tutto l’essenziale, il resto sono giochi di parole 😀

      Ciao, grazie davvero per essere tornato, ti auguro un’ottima giornata!

  • Rieccomi.
    Per quanto mi riguarda, c’è solo una cosa peggiore di lasciare una storia in sospeso per oltre un anno: lasciarla incompiuta per sempre.
    Perciò chiedo scusa a quei due o tre lettori – se ci sono – che leggeranno queste righe e idealmente con tutti gli altri. Chiedo scusa per la mia mancanza di rispetto verso di loro. Chiedo scusa per il mio ritardo ingiustificabile.
    Vorrei additare un colpevole, che so, il lockdown, Loch Ness, Loche Pierfrancesco…
    O il covid, il vaccino, il 5G.
    Niente di tutto questo. Per un periodo, non ho scritto.
    Però, in tutti questi mesi, Noè, e GIlda, e Mar Haris e Alallu, hanno continuato a sussurrarmi all’orecchio e, alla fine, sono riuscito a scrivere un altro pezzo della storia che mi stanno raccontando.
    Grazie a tutti, vi auguro, se possibile, una buona lettura e, a prescindere, una buona vita! 😀

  • Ciao Erri,
    senza volere ti ho mandato in parità le opzioni…. scusa.
    Trovo che sia meglio non aggiungere altri personaggi (animali o umani) al momento, come mi avete ricordato tante volte, poi diventa difficile ricordarseli tutti 😉
    Non ho appunti da fare, la tua scrittura è sempre godibile e divertente. Peccato che ultimamente il sito paia avanzare per inerzia, io ti avrei già assegnato una bella copertina colorata!
    Bravo, Erri. Ti auguro una bellissima nuova settimana.
    Alla prossima!

    • Buongiorno, keziarica! Ma no, il tuo è il secondo voto e spero non sia l’ultimo, quindi era piuttosto probabile che mi mandassi in parità 😀
      Grazie ancora una volta dei tuoi complimenti! Per quanto riguarda l’agonia del sito… ti do un altro sintomo: ho due voti e tre punti, come te lo spieghi? 😀
      Boh, speriamo bene, in effetti lo stimolo a scrivere qui è sempre più basso e ciò si ripercuote in tempi di pubblicazione un po’ troppo dilatati.
      Grazie un sacco di esserci e ti faccio uno “specchio riflesso” per la bellissima settimana… no, aspetta, così la mando tutta a te… facciamo che sto dietro uno di quegli specchi delle sale interrogatori dell’F.B.I. e che mi becco metà del riflesso anch’io 😀 😀

  • …ostacolati da Mar Haris. Come “Chi è Mar Haris”? La cravatta di Coloru! Figurati se si arrende.

    Non ho ben capito perché la bimba ce l’avesse con la ghiandaia né da dove è arrivata l’anguilla elettrica ma mi sa che neanche Noè ci abbia capito qualcosa 😉

    Bello il pensiero di Noè che non può soffocare perché deve qualcosa alla bambina: una sacco di sculaccioni 😆 😆 😆

    Ciao 🙂

  • Gilda spinge Noè in acqua, forse vuole che ricordi qualcosa? Però sono anche curiosa di sapere cos’è quello che ha ingoiato ma anche di vedere che fine farà Coloru, poveretto!
    Aspetto il prossimo capitolo! Ti auguro uno splendido sabato sera 😍

    • Buonasera, Dhalya! A dirti tutta tutta la verità, non ho ancora idea del motivo per cui Gilda, se l’opzione vincesse, spingerà Noè in acqua 😀
      Non so se seguiremo Coloru (anche se so per certo che si salverà 😀 ), ma di certo scopriremo presto cos’è l’olivoide 😀
      Grazie un sacco del voto e del commento!
      Ciao, ti auguro uno splendido sabato sera, ma anche, se vuoi, una splendida domenica sera 😍, uno splendido lunedì sera 😍, uno splendido martedì sera 😍 e così via 😉

  • Ciao Erri,
    direi assolutamente qualcosa dal cielo, con la fantasia che ti ritrovi ci riservi un altra chicca come quella che ho appena letto. È inutile, te lo ripeto da tempo: sei troppo avanti, tu! Spesso mi ritrovo a corto di parole, per spiegare, per esprimere; tu, invece, di parole non sembri mai a corto, hai sempre questo modo chiaro e colorato di raccontare, di farci “vedere”. Che ti posso dire, Erri? Che non ti abbia già detto in precedenza?
    Io ti dico bravo, per l’ennesima volta e per l’ennesima volta ti saluto 🙂
    Alla prossima!

    • Buongiorno, keziarica. Grazie! Puoi immaginare quanto io speri che ciò che mi scrivi sia vero 😀
      Però… però… però, niente, ti ringrazio davvero per le tue gentili e bellissime parole 🙂
      Penso di averlo già scritto, ma lo ripeto e te lo propongo come spunto di riflessione: penso che l’insistere troppo sulla ricerca dell’immagine efficace possa essere un limite nella scrittura. O almeno, nel mio caso penso che lo sia: cerco sempre l’immagine divertente, la situazione pittoresca e “colorata”, ma scrivere è anche altro, altrimenti sarebbe cinema! Scrivere è anche raccontare sentimenti, pensieri, scrivere è anche mostrare tutto ciò che non si può vedere. E in questo, mi spiace per lui, Erri è un po’ carente… non so se perché non ci prova proprio o proprio non ci riesce 😀
      Grazie, per l’ennesima volta grazie davvero!
      Ciao, ci vediamo presto

  • Lo spinge in acqua, immagino per fargli sputare il coso.
    Mi sono immaginata la scena d’azione come un incrocio tra un combattimento pokemon e un lancio di carapace/bombe/oggetti vari alla Mario Bros… devo smettere di guardare i miei figli giocare! XD
    Mi chiedo se l’avventura si svolgerà sopra o sotto il livello del mare, ma ho una mezza inclinazione per il giù.
    Ciao (e stai su, tu, il racconto può andare giù, nel mare ^^)

  • Ciao, Erri.
    Ecco un’altra storia nata dalla tua mente sprizzante di fantasia! 😃
    I contesti marinareschi mi attirano sempre, in qualunque modo. Se poi aggiungi una bambina/tartaruga che afferma di essere la sorella di un vecchio marinaio e un “abbordagio iminnente”… Ah, mi mancavano questi tuoi tocchi magici che in qualche modo mi fanno sempre sorridere. 😏
    Come al solito tutto promette più che bene e le immagini che descrivi mi danzano ancora nella mente.
    Ottimo lavoro, davvero!
    Non vedo l’ora di leggere il tuo prossimo capitolo e scoprire dove ci porterà questa nuova avventura!
    A presto! 😉

    • Oddio, Fior, sto vedendo adesso che non ho mai risposto al tuo commento! Ti chiedo scusa 🙁
      Ti ringrazio un sacco per i complimenti, e sono contento un sacco che la storia ti stia piacendo 🙂
      Il “prossimo capitolo”, anche se in ritardo, l’ho appena pubblicato, spero che ti piaccia anch’esso. Per il futuro cercherò di essere un po’ più solerte, nelle pubblicazioni, e nelle risposte a voi gentili lettori 😉
      Ciao, e visto che ti ho augurato già una montagna di giorni felici, divertenti eccetera, questa volta ti auguro qualcosa di più concreto: ho appena visto che la tua storia ha ancora le opzioni sballate! Ecco, ti auguro che il problema venga davvero risolto al più presto. Lo so, è una piccola cosa, ma a me darebbe molto fastidio 🙂
      Ciao, giovane, a presto!

  • Buongiorno Erri, scusa il ritardo, ma sono stati dei giorni un po’ frastornanti… Finalmente sono riuscita a immergermi nel mare burrascoso in questo capitolo zeppo di colpi di scena; devo dire che mi hai davvero stupita con il corpetto a tartaruga, ero convintissima si trattasse di una vera e propria tartabimba… E invece no, è la sorella del nostro vecchio marinaio! Il mistero si infittisce, non vedo l’ora di scoprire cosa succederà. Aspetto il prossimo, con il profumo di mare e salsedine ancora nelle narici… 😉
    Buona giornata e buon weekend, a presto!

    • Buongiorno, Naomi, e scusami tu per il ritardo con cui ti rispondo. Eh, ho provato a mostrare Gilda così come la vedeva per la prima volta Noè, cioè una bestiolina strana dotata di corazza, ed ero cosciente del rischio di confondere le idee al lettore. No, Gilda è una bambina, anche se deve avere qualcosa di diverso da una bimba normale, perché ci sono almeno un paio di cose che non tornano 🙂
      Sono contentissimo che il capitolo ti sia piaciuto!
      Ciao, auguro anche a te uno sfavillante weekend 🙂

  • Gilda stende.
    Devo ammettere che dal primo capitolo mi ero immaginata una vera bimbaruga nello stile bimbapesce alla Ponyo, quando si è svelato che è una bimbabimba con un carapace infilato a mo’ di armatura ci sono rimasta un po’ male, ma le molteplici possibilità aperte dal “sono tua sorella” mi ripagano di quel poco di delusione. Sono molto curiosa del seguito degli eventi.
    Avanti tutta senza fare i barbogioni!
    Ciao, EP

  • Ciao Erri,
    Coloru, con la sua S montagnina, stenderà Noè, almeno credo.
    Mamma mia, cosa hai preso per inventarti questa storia? M ipiace troppo, la piccola è sorella del vecchio pescatore, questi appartiene davvero a un mondo sommerso, diverso dal nostro o è solo la paura di invecchiare e di morire che gli regala sprazzi di pazzia marina? Boh, intanto seguo e mi diverto un mondo a leggerti, perché mentre tu racconti io vedo, paro paro, netto netto quel che ci racconti. Bello, Erri. Davvero.
    Alla prossima!

    • Buonasera, Red Dragon! Grazie del commento, sono felice che i personaggi ti piacciano 🙂
      Per chi scrive qualche volta è difficile capire cosa sia comprensibile
      al lettore e cosa lo sia meno. Questo vale per la media degli autori dilettanti, figuriamoci per me, che sono arzigogolato di natura 😀
      Quindi mi piacerebbe, se ti va, che mi indicassi quali sono i punti poco chiari, per me sarebbe davvero utile. Ti ringrazio un sacco di tutto!
      Ciao, ci vediamo presto!

  • Buonasera, Dahlya, ben venuta e bentornata!
    Ero da qualche parte, ma non lontano 😉
    Eh, sì, il mare ha sempre un fascino misterioso, forse perché puoi solo immaginare quali meraviglie ci siano sotto la superficie: pesci, meduse coloratissime, coralli, buste di plastica 😀
    Se vincerà l’opzione abbordagio
    Vi darò un nuovo personagio 😀
    Grazie un sacco di esserci e delle belle parole.
    Ciao, ti auguro un’ottima e riposante notte

  • Finalmente la notifica della tua nuova storia! Cos’hai fatto in giro questo tempo?
    Mi piace molto questo scenario marino con i suoi protagonisti! Ad un certo punto sembrava di sentire il rumore del.mare che si infrange sugli scogli quando da piccola andavo a fare lunghe passeggiate sulla battigia e sul porticciolo vicino…
    Ho votato per ” l’abordagio”, mi piace che alla storia si aggiunga anche qualche altro personaggio…
    Buona scrittura…

  • Da quello che ho capito, vuoi fare delle parodie ai libri di testo, ai romanzi ed alle epopee del passato. Il tuo Nic name ricorda Harry Potter, il titolo del libro ricorda un vecchio mito eroico dell’epoca sumera Gilgamesh ed il sotto titolo Il vecchio e il mare, ricorda un romanzo famoso di Ernest Hemingway.

    • Buongiorno, Sauro, e benvenuto!
      Non userei il termine “parodie”, mi piacerebbe più pensare a “rielaborazioni”, almeno per una delle tre fonti che hai indicato (ne confermo due su tre, perché per quanto riguarda i “libri di testo”, se li ho parodiati/rielaborati l’ho fatto in modo inconsapevole 😀 😀 ).
      Per quanto riguarda il titolo/romanzo, poi, non so se si capirà in seguito il perché della scelta: diciamo che cerco sempre di trovare un tema che leghi i titoli di tutti i dieci capitoli. Non sono sicuro che questa volta ci riuscirò, ma è solo un piccolo gioco. Come del resto il nome: mi piaceva un sacco la foto del bimbo con gli occhiali tondi, mi serviva l’avatar di un bimbo e così… ma basta, sto spiegando troppe cose, va a finire che mi fai confessare cosa ha detto la bambina/tartaruga.
      Ti ringrazio un sacco di esserci, ci vediamo presto

  • Buongiorno Erri, erano mesi che attendevo una tua nuova avventura, non immagini quanto sia felice di ritrovare la tua fantasia svolazzante tra queste pagine! Mi mancavano i tuoi sogni e le tue magie, rileggerti è stata una vera e propria brezza d’infanzia… Grazie, per non aver abbandonato la piattaforma e per le risate che continui a regalarmi!
    Che dire di questo incipit? Strabiliante non è la parola giusta, ma non saprei proprio come definirlo, purtroppo non ho la dote di inventare paroloni come te e far sembrare tutto magico… In ogni caso rimango sempre a bocca aperta davanti alla strana e intrigante perfezione dei tuoi capitoli! I personaggi ancora una volta si delineano già nelle prime righe e sembra già di conoscerli da sempre…
    Sono davvero curiosissima di leggere il proseguo, per vedere dove ci porterai!
    Nel frattempo voto per l’abbordagio, magari di una nave sirena o di un sottomarino balena… Chissà cosa ci aspetta!
    Grazie di tutto, e buona giornata!

    • Buongiorno, Naomi, benvenuta e bentornata!
      Ma certo che immagino quanto sei felice: lo sei una frazione di quanto lo sono io a leggere le tue parole 😀 😀
      Grazie, grazie un sacco, davvero!
      Eh, sì, sono mancato molti mesi, non so bene neanch’io perché. Ma a dirti la verità, non so bene neppure perché ho ricominciato a scriverci… diciamo che sono ipersocratico: Socrate almeno sapeva di non sapere, io invece “non so se so di non sapere che so di non sapere…” eccetera 😀 😀
      Anch’io non so bene come proseguirà questa storia. Lo scopriremo insieme, come al solito grazie all’ispirazione che mi infonderete con le vostre parole.
      Grazie a te, di vero cuore!
      Ciao, ti auguro settimane di gioia così completa e spensierata da potersi senz’altro definire infantile 😀

  • Carissimo Erri,
    non sai che piacere mi fa aver ricevuto notifica dell’inizio di una tua nuova storia!
    Ricordavo con piacere la tua “fantastica fantasia” e l’assoluto stile che hai nell’esprimerla.
    Come in ogni tuo racconto ritrovo la magia che sempre mi ha incuriosito e che mi fa sentire piccolo, spensierato e felice 🙂
    Vista la simpatia nella scrittura delle tre opzioni, sclego l’abbordagio!

    A presto

    • Carissimo Veners,
      Mi metti di fronte alla mia inadeguatezza come professionista… no, esagerato!… prosumer… no, non è neppure italiano… come… boh, come “appassionato della parola”. MI sento inadeguato perché non riesco a trovare le parole per risponderti, per farti capire quanto il tuo commento mi fa piacere. Be’, credimi sulla… parola 😀 , è davvero tanto 😀
      Spero di meritare tanta fiducia, e spero di farvi, anzi, di farci sentire tutti un po’ più piccoli e spensierati 🙂
      Grazie, davvero!
      Ciao, ti auguro che qualcuno, con poche parole, ti faccia stare bene come hai appena fatto tu con me 😀

  • Con un inizio da fiaba, io mi aspetto l’arrivo del malvagio. Anche un genio ci sarebbe stato bene, con una bimbaruga che parla arabo o fors’il farsi, ma mancava l’opzione (e la rima, lo so)
    Erri, Porta-ci con te in un’altra immaginosa e rocambolbambinesca avventura, si salpa
    (ok, i giochi di parole lasciano a desiderare, ho improvvisato XD)

  • Ciao Erri,
    bentornato! Ho capito un terzo di quel che hai scritto, ma va bene… 😉
    Bello questo incipit salmastro, pieno di profumi, rumori melodiosi che un po’ sanno di nostalgia per l’estate appena trascorsa.
    Mi piacciono le tue storie, sono certa che questa sarà bellissima e mi aspetto un’avventura incredibile, magari in fondo al mare? Per questo ho votato per il naufragio e aspetto di sapere che cosa cercava di dire la piccola tartaruga (?) al vecchio e come ha saputo il suo nome.
    Alla prossima, Erri. Ottimo inizio, come sempre 🙂

    • Buongiorno, keziarica! Bentornata e benvenuta! Grazie per i complimenti, spero sinceramente che la tua certezza si avveri, anche a me piacerebbe scrivere una “storia bellissima” :-D, ma per il momento è già molto diversa da come l’avevo immaginata. Eh, passare dalle idee all’inchiostro non è facile 😀 😀
      Grazie un sacco per esserci, farò di tutto per meritare la tua fiducia!
      Ciao, cii vediamo presto!

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