Il Covo. Dopo la follia una nuova speranza

Dove eravamo rimasti?

Quali pericoli incontreranno nel viaggio fino alla base militare? Condizioni esterne estreme e pericolosissime (50%)

Cap.9 - Viaggio alla base militare alle Guadalupe Mountains

Dopo Una settimana la spedizione per tentare di raggiungere la base militare era pronta.

Il convoglio era costituito da una Jeep e due camion,  stipati di beni necessari alla sopravvivenza.

Erano pronti per partire Scott, Marck, Victor , Leonard, Stephen  e Valentine ed era arrivato il momento dei saluti.

Marck abbracciò prima Elise, poi salutò Alison e Nicol e infine con un unico abbraccio salutò Denise e Meghan.

Poi salirono in due su ogni automezzo e partirono.

Erano circa le 10 del mattino quando lasciarono il fondo del Ranch di Scott e cominciarono a percorrere la strada principale in direzione della città di Big Spring.

La strada era ora piena di buche, fratture e impedimenti.  Procedeva quasi rettilinea in mezzo alla vegetazione bassa e a una palude malsana di nuova formazione.

Il cielo era grigio porpora coperto da grosse nuvole che si avvinghiavano fra loro cariche di pioggia.

Presto si scatenò un temporale, con colpi di vento poderosi,  lampi che mutavano dal bianco cristallino all’azzurro intenso e illuminavano le nuvole con pennellate di viola sul cupo sfondo nero.

Poi dall’esterno si cominciarono a percepire dei rumori sordi: ora grandinava. Continuò così solo per molti minuti, sufficienti a creare nella carrozzeria avvallamenti.

Proseguirono in questa paurosa notte tenendo una velocità di crociera bassa.

Si accorsero presto di uno strano fenomeno: nei punti della carrozzeria colpiti dalla grandine si alzava un piccolo sbuffo di fumo.

Fu Valentine a spiegare con il microfono inserito nelle tute, che la grandine e probabilmente la pioggia contenevano minerali acidi.

Scott continuò precisando a tutti che i mezzi utilizzati erano blindati, potevano perciò continuare in sicurezza.

Più tardi, a temporale terminato, superarono la periferia di Spaberry, e ricaricarono le bombole di ossigeno delle tute. Superarono la città di Odessa e si fermarono per mangiare erano in viaggio da oltre 5 ore.

Raggiunsero poi Monahans e entrarono in Pecos.

Poi si diressero a nord, quando da un bosco di arbusti radi uscirono rapidamente due orsi e si fermarono a circa 50 metri davanti a loro, al centro della strada osservando il convoglio che nel frattempo si era fermato.

Subito il più grosso, un grizzly si rivolse verso l’altro e emise un bramito acuto, poi si girò di nuovo verso il convoglio e partì all’attacco, seguito dal compagno.

Fu ancora Scott a reagire per primo, prese il mitra predisposto all’uso e sporgendosi da un finestrino laterale iniziò a sparare brevi ma precise raffiche.

Il più grosso colpito crollò a terra, fu superato dal secondo ma si rialzò nuovamente e riprese l’attacco.

Per fermarli Scott, dovette colpirli più volte, poi finalmente il tentativo di attacco cessò.

Ma dal bosco altri bramiti risuonarono, il convoglio partì immediatamente questo era un genere di incontro da evitare.

Proseguendo La vegetazione si fece sempre più rada fino a sparire del tutto. Il terreno ora brullo li circondava da tutti i lati. Era riarso costellato di crepe quasi un paesaggio lunare.

A questo punto Valentina informò il gruppo dicendo “La radioattività è aumentata di quasi 10 volte, ogni possibile contatto con l’aria è da ritenersi molto pericoloso”

Anche Scott controllò e parlando tranquillizzò il gruppo “Non temete queste tute di ultimissima generazione possono resistere anche in queste condizioni. Purtroppo però tutto sembra indicare che ci stiamo avvicinando ad un luogo colpito da una bomba termonucleare”.

 Solo 2 ore dopo giunsero finalmente a Carlsbad, il convoglio si fermò ai lati della strada e i sopravvissuti si prepararono per riposare nei mezzi di trasporto, sotto un cielo di stelle che sfumava dal nero all’arancione scuro circondando una pallida, quasi timorosa, luna rosa pallido.

Proseguirono la mattina successiva, quando Scott fece deviare il convoglio direttamente verso una pianura desertica.

Poi di fronte a loro apparve un immenso cratere costellato da un ammasso di rottami sparsi nel suo interno.

Proseguirono cercando di mantenersi sul bordo.

Mentre si avvicinavano alle formazioni rocciose davanti a loro, Scott fece notare a tutti che la montagna appariva ora come tagliata a metà.

Ora stavano osservando gli effetti di una bomba termonucleare. Poi la voce di Scott riprese “Dovremmo vedere alla base della montagna, il grande portale in acciaio che permette l’entrata nella base, ma deve esserci stata una frana che ha ricoperto l’accesso, dovremo creare un varco con la dinamite”.

Si fermarono, scesero e da subito i contatori geiger iniziarono a risuonare segnalando la situazione pericolosissima. Scott non perse tempo, valutò l’ampiezza del varco da ottenere, posizionò 5 casse di dinamite, le collegò all’innesco e chiese a tutti di risalire sui mezzi per portarsi a distanza di sicurezza.

Poi con un piccolo telecomando azionò le cariche e l’esplosione risuonò forte nella vallata isolata.

L’operazione aveva ottenuto l’effetto desiderato ora il portone d’acciaio spesso oltre 50 cm si mostrava in tutta la sua magnificenza. 

Cosa scoprirono nella base militare?

  • Una base desolatamente vuota, ma dalla quale recuperare beni e attrezzature. (25%)
    25
  • Solo distruzione totale. (0%)
    0
  • Un piccolo gruppo di sopravvissuti. (75%)
    75
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68 Commenti

  1. Ciao Volpe,
    Bello questo finale (con “la nuova speranza/nuova vita”).
    Come dice Red Dragon, anche secondo me L’arrivo di Mhoturb….potrebbe fare pensare ad un seguito della storia??!!!….chissa!!! io ci spero!
    A presto! Ciao Volpe 🙂

  2. Mi sa che il limite di caratteri ti ha fatto saltare la descrizioni delle emozioni provate e sembra quasi che tutti si aspettavano quanto è successo. Per il resto il finale mi è piaciuto e la comparsa di Mhoturb, con relativa descrizione, lascia aperta la porta ad un seguito che, spero, prima o poi farai 🙂

    CLAP! CLAP! CLAP!

    Alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

  3. Ciao Volpe, Wow!! che viaggio avventuroso!!!!
    Considerando tutte le “condizioni estreme” che hanno dovuto superare mi piacerebbe che trovassero un piccolo gruppo di sopravvissuti!
    Vediamo cosa ti inventi per il finale!!!!
    Ciao a presto 😉

    • Ciao ClodB, interessante il viaggio, avrei potuto scrivere molto di più ma purtroppo le battute massime previste hanno limitato il racconto. la tempesta inizialmente era ancora più lunga e con effetti meglio descritti.
      Comunque ora manca solo un capitolo e ti confermo che dovrei riuscire a inserire ancora qualche piccolo colpo di scena.
      A presto.

    • Buon anno a tutti .
      Scusate il tempo più lungo del solito per la pubblicazione, ma sono state giornate molto impegnative.
      Rispondo alla prima domanda dicendoti che manca solo un capitolo, ma che non mancherà di stupirti. I segreti della base militare di Guadalupe Montains verranno rivelati.
      A presto.

  4. Ciao Volpe,
    Bello anche questo capitolo e mi è piaciuta molto la minuziosa descrizione della mutazione genetica sia delle piante…….diventate “proteine” che degli animali.
    Allora voterò gli animali pericolosi, così vedremo cos’altro ti inventerai! !!!!!!!!!!
    Ciao, 😊 al prossimo capitolo 👋

    • Ciao ClodB, è un mondo profondamente mutato, a causa della contaminazione nucleare a cui gli organismi viventi non sono geneticamente preparati e li colpisce in modo completo.
      Anche tu mi inviti ad esplorare nuove vie fantasiose, accetto l’invito (sempre che venga accolto dalla maggioranza) e altre forme mutate di animali entreranno nel racconto.
      Avviso però che ho soltanto 2 capitoli per tutti gli approfondimenti che mi avete richiesto e per chiudere il primo libro di questo racconto.
      Ciao.

  5. Stavolta voto le condizioni esterne estreme: voglio vedere cosa ti inventi ^_^

    Mi è piaciuto questo capitolo: un buon punto della situazione e preparazione per il prossimo passo 🙂

    Ciao 🙂
    PS: scusa se te lo scrivo qui, ma volevo sapere se avevi smesso di seguire la mia storia perché non ti piace o perché non ti sei accorto che la mandavo avanti…

    • Ciao, si dopo la prima spedizione e dopo la morte arrivata tra i sopravvissuti, era a mio avviso necessario fare un pò di chiarezza prima di ripartire.
      In fondo la vera forza del genere umano è la sua capacità di logica e di programmazione
      Ti piacerebbe un viaggio molto pericoloso, attendiamo il giudizio degli altri lettori e poi se la scelta indicherà questa strada vedrò di fornir, compatibilmente con lo spazio garantito dagli ultimi 3 capitoli, un piatto thriller.
      A riguardo della tua ultima domanda ti risponderò nella chat del tuo racconto.
      Ciao e a presto.

    • Ciao Dannella, il racconto aveva bisogno di una svolta, fino ad ora a parte il mondo esterno era andato tutto fin troppo bene. Da notare che i problemi si sono ripresentati al momento di lasciare il Covo, cioè di lasciare le sicurezze e esplorare nuove situazioni.
      Ci sentiamo dopo la pubblicazione del nuoco capitolo.

  6. Ciao Clodb, Il mondo è cambiato, ma non così tanto da prevedere animali estranei al nostro pianeta, la natura sta solo facendo il suo corso, e riprenderà presto, per non soccombere, prima ad adeguarsi alle nuove condizioni e poi tenterà nuovamente di prenderne il sopravvento.
    L’uomo continuerà a mettere in atto i suoi piani con la tecnologia e le attrezzature che è in grado di produrre, gli animali dovranno per forza adattarsi o spariranno dalla faccia della terra.
    Per quanto riguarda la morte, questo è un elemento fondamentale in natura, la incontreranno i nostri eroi, sapranno fronteggiarla o quale altro problema incontreranno?
    Al prossimo capitolo illustrare gli eventi.

  7. Ciao Volpe,
    vedo che la fantasia non ti manca!
    La descrizione di quanto trovato all’esterno del bunker è fatta veramente bene…..il mondo vegetale è molto cambiato e non riesco ad immaginare quale forma di essere vivente “Animale” tu possa esserti inventato…..
    Come opzione, anche io voto per “la morte…..” (……anche se spero di sbagliare)
    Ciao a presto 🙂

    • Ciao, anche io sono una persona pratica e con i piedi piantati per terra.
      Ho una formazione tecnica e so che siamo immersi in un universo di tipo meccanico, ma la mia fantasia invece è di tipo magico. Come al solito sono finito nel posto sbagliato al momento perfetto.
      Così è la mia vita, ma la fantasia forse mi salverà.
      Attendi la continuazione.
      Ciao.

    • Ciao, si sono trovati catapultati in un nuovo ambiente. Inoltre quello che hanno visto è solo il primo colpo d’occhio l’esplorazione non è ancora finita.
      E i rischi sono ancora tutti da valutare, cosa si troveranno a dover fronteggiare?
      Nei prossimi capitoli il racconto prenderà una precisa direzione.
      Ciao.

  8. Ciao Volpe, sei stato molto bravo perché in poco spazio hai racchiuso e spiegato molto bene le problematiche nascenti da questa nuova realtà, e la varie azioni messe in atto per risolverle.
    Essendo un conflitto atomico, mi immagino che all’esterno siano avvenute delle mutazioni genetiche causate dalle radiazioni, per cui penso che all’esterno si possano trovare nuove forme di vita….animale e vegetale.
    Ti aspetto col prossimo capitolo. ciao 🙂

    • Ciao, Clodb, ho fatto il possibile per riassumere un anno e mezzo di programmazione, sperimentazione e lavoro, perchè ora ci stiamo avvicinando al cuore del racconto: il nuovo rapporto tra i sopravvissuti e l’ambiente contaminato della terra.
      Entrambi non potranno vivere senza l’altro ma ora potrebbero non essere più così compatibili.
      Ti aspetto al prossimo capitolo.

  9. ciao, bello questo capitolo, riassuntivo delle azioni intraprese per una nuova vita dopo la catastrofe. Stai attento alle virgole però Volpe, ne metti troppe e dove non ci vogliono! Prenditi il tempo di rileggere… Il tuo racconto mi riporta alla memoria un bellissimo libro letto molti anni fa, di Morris West quando ancora i libri li scriveva lui. Si chiama “Il navitagore” se non ricordo male… ti racconterò… Intanto voto per nuove forme di vegetazione.

    • Ciao Dannella, ti ringrazio di tutti i tuoi suggerimenti, sempre molto validi, che cercherò di seguire ancora più puntualmente.
      Ti ringrazio ancor di più per aver citato “Il navigatore”, anche se io in questo mio racconto non mi sono prefissato di rivedere in tutte le sue sfaccettature la creazione, o meglio la ricostruzione di un a civiltà. Come avrai notato, ho dovuto anche in questo capitolo, ridurre di molto la parte narrata, ma oltre le 5000 battute non si può andare (se controllerai i miei capitoli vedrai che sono tutti compresi tra le 4950 e 5000 battute, con due che sono rientrati esattamente nelle 5000 battute.
      Sul mondo esterno non ti posso dire molto, se non che sarà il cuore del racconto.
      Ciao.

      • E sì, il limite dei 5mila caratteri ci obbliga forzatamente a tagliare e ridurre, ma forse è anche quello che serve per non diventare prolissi. Perlomeno in questo gioco letterario. Il navigatore parla di un gruppo di persone che naufraga su un isola, lontana da tutte le rotte conosciute (non pensare a Lost però!) e che si devono organizzare ricreando una sorta di civiltà. (denaro, definizione di un capo, problemi gestionali ecc.) Ben presto malgrado la loro buona volontà iniziano ad esserci i classici problemi degli esseri umani: desiderio di comandare, di sopraffare gli altri, divergenze di opinioni, gelosie, ecc. Molto interessante, fa riflettere. La tua storia mi ci ha fatto pensare per certi parallelismi. Vedremo se anche i tuoi personaggi vivranno queste problematiche.

        • Ciao, è vero il limite dei 5000 caratteri evita di essere troppo prolissi, ma riduce anche le possibilità di portare a compimento storie di una certa complessità.
          Anche io ho letto, parecchio tempo fa, il Navigatore, ma non ne ho preso spunto per il mio racconto che nasce con un’altra idea: mostrare i comportamenti di un gruppo di sopravvissuti che si troveranno forse in un mondo pericoloso e comunque non più uguale a quello che conoscevano. la situazione che ipotizzo io porterà ad affrontare entrambi i problemi, la ricostruzione di una società ma anche il rapporto con l’ambiente esterno.
          Ne discuteremo ancora nei prossimi capitoli.

  10. Sai? Le altre due opzioni le ho viste in altre opere, la terza mai, quindi voto Troveranno un ambiente molto simile a quello presente prima dell’evento catastrofico. Ovviamente ci saranno delle sorprese ma… non subito 😉 Lasciamoli un po’ nel dubbio.
    Questo capitolo riassuntivo degli eventi è stato più piacevole di quanto mi aspettassi: bravo! 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao, a mio parere le opzioni sono tutte valide, ma ti assicuro che in ogni caso garantiranno una svolta al racconto.
      I sopravvissuti dovranno da ora in avanti fare i conti con un ambiente esterno che prima ha dato loro la vita e da oggi …………. . Non posso aggiungere altro attendo i contributi di tutti.
      A presto per il nuovo racconto.

    • Ciao, ho verificato hai ragione, la moglie si chiama Emily e la figlia Elise.
      La situazione è volutamente confusa, gli eventi precipitano e inoltre lui li sta rivivendo nella propria mente in un grande flashback.
      La situazione però muterà presto e si scoprirà quale è il vero e nuovo problema che dovrà affrontare Marck con altri sopravvissuti.

  11. E’ intrigante l’idea che i sopravvissuti debbano darsi delle nuove regole per vivere in una comunità nella quale, volenti o nolenti, sono obbligati a stare. I nervi salteranno? Aspettiamo con ansia il seguito

    • Ciao Contessa, si creare nuovamente una società civile, senza incorrere negli errori del passato, o peggio evitando la violenza da Far West, sarà probabilmente un processo lungo e difficile e nello stesso tempo avranno un mondo esterno, molto pericoloso ma tutto da riscoprire e da governare come specie predominante.
      Ci vediamo con i prossimi capitoli.

  12. Ciao Volpe,
    Io opto per creare una nuova moneta, anche se avrei pensato fosse più facile e probabilmente “scontato” tornare ad una forma di baratto.
    Inoltre, vorrei capire come hanno intenzione di procedere con l’organizzazione interna al Covo e quindi i ruoli da assegnare ai “sopravvissuti”.
    Aspetto curiosa di vedere l’evolversi degli avvenimenti!!
    Ciao a presto

    • Ciao ClodB, per quanto riguarda la tua prima osservazione, dobbiamo attendere e vedere come saranno le risposte dei lettori, ti posso solo dire che quando si affronta una scelta importante il criterio non può riguardare solo la semplicità o l’ovvietà ma deve tener presente i possibili sviluppi futuri: in genere scelte più difficoltose affrontate subito aprono migliori opportunità future.
      Anche per i ruoli sarà importante una buona scelta che ovviamente partirà dal vissuto professionale di ogni componente.
      Ciao e …. al prossimo capitolo.

  13. Questa volta voto un po’ di attrito: Non si riuscirà ad affrontare questo problema a causa di forti dissidi interni.

    Va un po’ in fretta questo capitolo, ma probabilmente i caratteri hanno limitato. Segnalo un refuso:
    “…SCOTT lasciò il suo bunker,scese nel piano inferiore da dove partiva il passaggio lungo 3 Km che portava al bunker di SCOTT.” Maiuscole mie.

    Ciao 🙂

    • Ciao Red Dragon, hai ragione ho dovuto tagliare molto: 5000 caratteri sono pochi per una storia così complessa e a causa di questa operazione è nato l’errore che hai correttamente notato: è chiaro che il soggetto dell’azione è Marck e non Scott. Purtroppo errori di questo tipo sono facili da rilevare se il testo viene letto da una terza persona e meno se riletto da chi lo ha scritto.
      Per quanto riguarda la velocità, marck sta rivivendo nei suoi pensieri una storia di oltre 6 anni a flashback, perciò a mio avviso può anche essere accettabile, considerato che il problema che dovrà affrontare è quello che lo assilla di più e in quel punto convergono i suoi pensieri.
      Ti ringrazio della collaborazione.

  14. Ciao Volpe,
    Questa volta faccio veramente fatica ad immaginare cosa succederà ora, quindi opto per l’opzione “entrambe le tipologie” e sono ansiosa e veramente curiosa di leggere la continuazione della storia.
    Spero di leggerti prestissimo.
    Ciao.

    • Ciao ClodB, certo è difficile immaginare cosa potrà succedere o meglio in questa situazione potrebbe succedere tutto o niente, perché questo è un momento di svolta per la storia dell’umanità. Questo è il punto di partenza per provare a ripartire e a ricostruire, tenendo ben presente che i rischi per questa piccola comunità di sopravvissuti sono enormi. Inoltre non si è ancora capito quale è il problema che assilla Marck e non gli permette di dormire.
      Ma attendete ancora poco e si apriranno nuovi orizzonti.
      Ciao.

    • Ciao Dannella, ti posso dire che hai toccato un problema rilevante. La sopravvivenza della specie,potrebbe portare a problematiche tali da portare a soluzioni anche diverse da quelle attuate tipicamente nella nostra società. La famiglia potrebbe non essere più alla base della nuova società civile, Ma negli altri bunker potrebbero esserci sufficienti risorse maschili, se ricordi bene erano comunque almeno 11 famiglie è abbastanza logico aspettarsi compresi i figli più di un a decina di uomini. Saranno sufficienti? Nei prossimi capitoli la soluzione a questo enigma.
      A presto.

    • Ciao Red Dragon, attendiamo un momento e vediamo anche come saranno le richieste degli altri lettori. In ogni caso la ricostruzione di usi e costumi di una società non è una cosa facile, a maggior ragione uscendo da un a società organizzata ma non esente da problematiche.

      Ci sentiamo dopo i prossimi capitoli.

  15. Ciao Volpe,
    come sempre il capitolo è molto ben scritto e i dialoghi sono molto curati.
    Mi chiedo il perchè Marck ha voluto portare in salvo proprio la sua segretaria con la figlioletta?
    La storia si preannuncia ricca di suspense e riesce ad accendere la mia curiosità, quindi attendo con ansia il nuovo capitolo.
    Mi piacerebbe vedere sviluppata l’opzione:
    – “la situazione verrà affrontata da Marck e da una sorta di direttivo che li guiderà in un nuovo mondo”
    Ciao a presto.

    • Ciao ClodB, ti ringrazio per la tua cortese valutazione.
      Devo dire che sei molto arguta, Il salvataggio aggiuntivo effettuato da Marck, con riferimento alla segretaria e la bambina, è sicuramente dettato dall’amicizia e da i rapporti di collaborazione che avevano fra loro sul lavoro, ma il procedere incessante e fortuito delle situazioni in relazione allo scorrere del tempo forse ha reso questa questa scelta quasi come predestinata in modo tale da diventare probabilmente importante importante per lo sviluppo del racconto.
      Non posso aggiungere altro, ma si la tua intuizione è buona il salvataggio non resterà un atto fine a se stesso.
      Per le restanti domande o sollecitazioni devi aspettare il prossimo Capitolo.
      A Presto.

    • Ciao Dannella, purtroppo guardando alla storia anche recente, la saggezza e il buon senso viaggiano di pari passo con l’orgoglio, la violenza e l’impreparazione. Per garantire il mantenimento della pace io spero sempre nella paura che è a mio avviso capace di tenere a freno gli istinti dell’uomo.
      Per quanto riguarda il futuro, guardando alla storia, sono più tranquillo gli eventi si susseguono con alti e bassi ma in ogni caso tendono sempre al miglioramento.
      Una speranza esisterà sempre per tutti e per il mondo.
      Al prossimo capitolo.

  16. Ho i brividi: mazza se scrivi bene!
    la situazione verrà affrontata da Scott, da Marck e da una sorta di direttivo, che unirà i sopravvissuti e li guiderà in un nuovo mondo. Non sopporto le storie di mera sopravvivenza e voglio che loro siano i protagonisti della rinascita e non qualcun’altro 😉

    Ciao 🙂

    • Ciao Red Dragon, ti ringrazio per il tuo commento.
      Se ti piace come scrivo ti invito a leggere anche l’altro racconto che ho pubblicato nella sezione Gialli.
      Il racconto e’ completo e il titolo è My name is Fox Marck Fox.
      Per quanto riguarda questo racconto ti posso assicurare che la rinascita, già indicata per altro nel titolo è prevista e con essa occorrerà riaffrontare e programmare tutte le scelte sociali in uso ai giorni nostri. Avrà ancora senso la struttura familiare con un numero ridotto di sopravvissuti?
      Segui il racconto e capirai meglio.

  17. Ciao Volpe, dopo avere letto il primo capitolo, pensavo di optare per le “Bombe Nucleari”, d’altronde si tratta di un “rifugio antiatomico”……
    Mi piace, come ho detto altre volte, il tuo modo di descrivere le situazioni, sempre con dovizia di particolari,………………………………….vedremo come evolveranno le cose!.
    Resto in attesa di leggere il nuovo capitolo.
    Ciao a presto.

    • Ciao ClodB. Benvenuta in questa nuova avventura . In relazione alla tua domanda, ti posso svelare, che la descrizione delle attività e delle scelte organizzative da una parte e la descrizione dell’ambiente esterno e delle sue problematiche saranno molto presenti nei prossimi capitoli.
      Ti aspetto ancora e grazie.

  18. Ciao Volpe,
    ho letto il primo capitolo della storia, e la prima cosa che mi viene in mente è che 6 mesi di scorte sono assolutamente insufficienti in caso di conflitto nucleare o epidemia mondiale! Te lo dice una svizzera che di rifugi e scorte ne sa ben qualcosa….;-)
    Voto quindi per il meteorite…mi sembra la scelta meno invasiva, per il momento.

    • Ciao Dannella. Hai perfettamente ragione, ma è altrettanto chiaro, che è difficile accantonare scorte per una decina di famiglie per oltre 6 mesi, in assenza di un pericolo immediato. I nostri eroi, per affrontare uno dei disastri indicati dovranno in ogni caso rimboccarsi le maniche e in breve tempo ricominciare a produrre generi alimentari, useranno in prima battuta le serre, ti lascio poi una primizia del nuovo capitolo: la grotta che Marck ha per ora utilizzato per i suoi hobby (il Golf) potrebbe essere trasformata, dopo un opportuno controllo, per produrre generi alimentari ulteriori e mantenere un allevamento di galline e capre. Ma ti assicuro che i nostri personaggi troveranno anche altri problemi importanti e pericolosi da affrontare.
      Ti invito a leggere il prossimo capitolo.

      • Hai ragione ma quando il campo è stato costruito doveva solo accontentare i bisogni di Marck, infatti è stato lui a volerlo, non era affatto previsto nella costruzione. Ma come spesso avviene anche scelte errate producono risultati validi in determinate condizioni.
        Così la grande caverna diventerà un campo di produzione di prodotti alimentari.
        Poi è facile giudicare con il senno di poi, i costi della costruzione sembravano elevatissimi non avendo alcun presentimento della possibile catastrofe e aumentarli ancora per incrementare le scorte era difficile da accettare.

    • Ciao Rossella, A riguardo della tua scelta non posso ancora dirti nulla, posso però ipotizzare che ognuno dei 3 disastri a carattere mondiale previsti tra le risposte, obbligheranno i sopravvissuti a ricostruire una nuova cultura e una nuova società stando bene attenti che non è affatto stabilito che la specie dominante futura sia ancora quella umana.
      Ti aspetto per la lettura del il prossimo capitolo.

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