L’attimo rosso

Dove eravamo rimasti?

Che cosa accade? a (100%)

appuntamento col destino

Agostino si toccava il mento mentre guardava le immagini.
«Non si vede granché», disse « ma la postura, il modo di muoversi mi ricorda qualcuno…»
«E allora attento:» disse Angeli « ora le mostrerò una foto, premetto che non è un identikit ufficiale, ma lei lo guardi comunque.»
Sul piccolo schermo del tablet apparve il disegno di padre Alvin: la faccia di Diego trasfigurata ma indubbiamente riconoscibile.
Per Agostino fu un brivido: i due indizi insieme per lui erano sufficienti. «…Si chiama Diego, è lui, è l’uomo che abita qui accanto, uno che viene qui solo nei week end ogni tanto.»
«Il suo nome completo?» lo incalzò Angeli.
«Solo Diego. Non conosco il cognome.» Agostino era scosso…
«Ma, vive da solo? Nessuno con lui?»
«No, sì vive da solo. Per la verità fino a qualche tempo fa stava con una ragazza rumena che però ora è tornata in Romania.»
«E di lei,» chiese il commissario, «che sappiamo?»
«Di lei tutto. Era molto amica di mia moglie. Anche se, stranamente se n’è andata da un giorno all’altro senza salutare.»
Quel particolare sembrò colpire particolarmente il commissario.
«Ok, fermi tutti ragioniamo,» disse, «da quanto non vede questo Diego? Sa se ha una mano fasciata, o un dito mozzato per caso?»
Agostino sudava freddo:
«Non lo vedo da oltre un mese, dall’uccisione di Dora non è più venuto, ma ieri c’era qualcuno in casa sua…»
«Commissario,» fece Guidi, « Piscopo, che era fuori nell’auto poco fa mi ha detto di aver visto qualcuno entrare in quella casa. E mi ha detto che…»
«Ok, andiamo a trovarlo subito, andiamo a fare conoscenza.»
Uscirono dalla villetta e incrociarono Piscopo che era sempre là fuori e che, ahimè, li informò del fatto che il tipo era già uscito con l’auto per dirigersi verso il centro.
«Ok, proviamo a seguirlo, vai, vai!»

Diego guidava piano: era perduto?
La mente cominciò un viaggio nel rosso dell’aria intorno. Un uomo, suo padre, che inseguiva una donna in fuga, sua madre. Lei si voltava e guardava il piccolo Diego sconvolto, e nei suoi occhi nocciola c’era una tardiva scusa, una richiesta di perdono e comprensione che il bambino leggeva ma non sapeva interpretare. Mentre la strada scivolava sotto le ruote della macchina rivide i giorni che vennero poi: il dolore di suo padre, che fu anche il suo dolore e fu il germe della la pianta carnivora che lo avrebbe divorato nel tempo. Al destino del padre, che non seppe perdonare e preferì uccidere e uccidersi, cominciava a somigliare il suo probabile destino; la malapianta della vendetta e la rabbia che nascondeva tra i rami viscidi, contorti, stavano completando il lavoro. La bestia esigeva ancora: colpire i traditori di affetti, senza pietà! Mille erano i colpevoli intorno a lui, lui che aveva appena cominciato, lui che forse, però, non aveva già più tempo.
Rivedeva scorrere il sangue versato, Nadia, Maria, Dora, il vibrare impotente del corpo di Anna sotto di lui… E poi una pallida luna: Gemma.
Già, Gemma!
Cambiò strada, diresse verso il locale. Lei tra poco sarebbe stata lì e lui doveva vederla per un’ultima volta prima della fuga.
Percorreva i viali affollati di gente, gente dalla vita spesso vuota e inutile, gente ipocrita, indifferente fuori e incazzata dentro. Camminano con la mano nella mano e il pensiero fisso all’amante, la bugia sempre in punta di lingua come una parolaccia, come una frustata.
Arrivò al locale ma lei non c’era ancora: doveva aspettarla. Il suo ragionamento prese a coinvolgerla senza ritegno:
Quella lurida puttana, che pure amo, non c’ha pensato molto a tradire il suo Francesco, per dare chance a me, un bastardo di cui non sa niente, che l’avrebbe già ammazzata se non fosse stato per Agostino… Lei è anche la causa della morte di Dora, l’unica vera vittima innocente, che ora torna, a ragione, a tormentarmi ogni momento col suo sguardo dolce, senza odio che però brucia come ferro rovente.
Poco dopo fu sorpreso da qualcuno che bussava sul finestrino. Si girò: era lei, e con lei… Francesco!
Completamente spiazzato dalla situazione si incasinò in spiegazioni per niente credibili e vide negli occhi dei due la sorpresa tramutarsi in incredulità prima e rabbia subito dopo.
Scese dall’auto mentre Francesco lo affrontava, si sentì perduto e quando vide i lampeggianti di una volante tentò di risalire. Francesco si mise tra lui e lo sportello. A quel punto estrasse il serramanico, lo puntò alla gola di Gemma urlando frasi sconnesse: alcune gocce di sangue bagnarono il collo candido della ragazza e convinsero Francesco a farsi da parte così che lui poté, finalmente, risalire in macchina.
Vide la volante che si avvicinava, mise in moto e schizzò via. Pochi metri soltanto però, perché urtò qualcosa con la mano ferita e infetta, una fitta lancinante gli fece perdere il controllo, e uno schianto contro le auto parcheggiate pose fine alla sua fuga.
La volante accostò, l’ispettore Guidi fece appena in tempo a vedere una faccia sconvolta, gli occhi di un toro nell’arena prima dell’ultimo assalto, e poi una nuvola di sangue inondò il finestrino.

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16 Commenti

  1. Ciao Gibbone, sono venuta a trovarti anch’io e devo dire che la tua storia più che un noir mi ricorda in thriller, di quelli belli che guardo spesso in televisione. Omicidi seriali e simili, per intenderci. Però ho un po’ di confusione in testa…chi è Luca? non si chiama Diego? è un suo alter-ego? O un suo amico e hai confuso i nomi scrivendo? (a me capita spesso…devo stare attenta!). Beh, vedremo questa storia “orripilante” come andrà a finire, ti aspetto al prossimo capitolo.
    Ciao.

    • Ciao, Dannella,
      il protagonista è Diego. Luca è i
      nome, falso, con cui si è presentato a Gemma quando è andato la prima volta al ristorante dove lei lavora. Questo perché essendo lei la ragazza di un suo amico e collega d’ufficio, non poteva approcciarla con il nome vero.
      Quindi lui è Diego per tutti e Luca solo per Gemma.
      Grazie di essere passata. Questo racconto è come tutti i racconti del genere più uno psicodramma. Il dramma di un uomo che brancola ormai nel buio della propria mente.
      Appuntamento alla prossima. ciao🙏

  2. Ciao Gibbone,
    alla fine ha pagato Dora per “l’errore” del marito, poverina. In fondo è così a volte, il destino sbagliato di trovarsi proprio in quel posto e a quell’ora. Qualcuno la chiama la banalità del male, il male che a volte nasce da menti malate come quella di Diego.
    Le descrizioni sono sempre molto efficaci, i sentimenti anche. Trovo una piccola carenza nei dialoghi, almeno in questo episodio, ci sta il colloquiale (si tratta di conversazione tra vicini di casa e non duchi alla corte del re), tuttavia essendo parola scritta, io ci lavorerei un pochino di più. È una mia opinione ovviamente, tanto per non restare sempre e solo ai complimenti 😉
    Alla prossima!
    p.s. sfida alla società e alla ragione.

  3. Rifiutato da Gemma farà una cosa orribile,
    ciao Gibbone,
    povera Gemma, dici che l’ha scampata? Io non credo, uno psicopatico non è che si ferma per una voce… o sì?
    Posso darti un consiglio? Rispondi ai commenti dubito sotto, usando il “rispondi” appunto, altrimenti chi ha commentato non può leggera quel che ribatti… o comunque non ne riceve notifica.
    Direi che la storia scorre, forse un po’ in fretta in questo capitolo, ma ci sta, in fondo è un racconto e troppi particolari non si possono mettere.
    Ci rivediamo al quinto e vediamo che combina il nostro… ehm, no nostro anche no, vediamo che combina Diego.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica
      Ti dico subito, (spero che tu riceva la notifica) che io rispondo come dici tu. C’è qualche problema col sito, ( tra l’altro il tuo commento mi risulta essere arrivato alle 9:52 e io lo leggo alle 9:30. (?)
      Quale che sia il destino di Gemma, che ti confesso vorrei salvare davvero, il nostro non amico sta entrando in un vortice che lo trascina in un baratro sempre più profondo.
      Grazie per il commento, a presto🙏

  4. Ciao Valentina,
    bentornata.
    Ti confesso che anche a me questo personaggio mette a disagio. Vedremo dove andrà a parare con la sua follia.
    Pubblicherò con un intervallo più breve del consueto per dare modo a chi legge di non perdere il filo, come spesso succede con i ’gialli’.
    Grazie, aspetto il tuo prossimo racconto, ciao🙏

  5. Ciao Gibbone,
    o mi sono persa una notifica oppure hai pubblicato un episodio dietro l’altro…
    comunque mi sono piaciuti entrambi, però non ho capito la fine del secondo. Perché si siede al tavolo con l’avventore abituale e finiscono a parlare di Gemma? Con chi ne parla con Luca, l’allegro commensale?
    Hai tratteggiato bene i personaggi, anche con poche parole. Bravo.
    Io dico che “non riuscirà” giusto per dare un senso al “ma” che precede le opzioni 😉 per l’errore è ancora presto.
    Alla prossima!

    • Buon giorno Keziarica,
      (premesso che io ormai le notifiche non le aspetto più e, vado su ‘storie in corso ’ e cerco le storie che seguo. Anche per la tua conclusione dell’imbalsamatore ho dovuto fare così! Inoltre, aggiungo che per quello che ci siamo detti in altre occasioni, che voglio pubblicare ad intervalli più brevi per ché il ‘giallo’ lo richiede.
      Allora: Diego ( Luca) siede al tavolo con il signore grasso; Gemma gira fra i tavoli, è bella, impossibile non notarla e non parlare di lei… Ciao, grazie, alla prossima.

  6. Sei molto bravo a scrivere, non c’è dubbio, anche questi due capitoli l’ho letti tutto d’un fiato. Sono rimasta un po’ turbata dal secondo però, soprattutto quando il protagonista pulisce la lama sui capelli della vittima. Un dettaglio che mi ha fatta rabbrividire… penso sia in parte un bene, sai come suggestionare il lettore.
    Voto “non riuscirà”, ho bisogno di una pausa da questi omicidi.

  7. Ciao Gibbone,
    bentornato.
    Eccolo il male che germina nel cuore di un uomo, alimentato dalla passione per un possedimento, per un amore che amore non è. Bravo hai dipinto con cura e dovizia una situazione terribile che ormai, ahimè, è divenuta quasi una terrificante routine.
    Ti seguo perché so che farai un buon lavoro.
    Voto la cameriera, non so, mi pare più esposta, magari per l’orario di lavoro.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, come ho detto a Valentina voglio rendere omaggio a chi è ridotto a oggetto di amore malato e violenza inaudita. Voglio che non si dimentichi, nemmeno per un momento, il dramma di chi vive certe situazioni e si cerchi in ogni modo di fermare la brutalità e combattere l’ignoranza.
      Grazie, alla prossima 🙏

    • Ciao Valentina, talmente osceno un delitto come quello descritto che suscita mille domande. Ho voluto intraprendere questo seppur breve viaggio per senso del dovere, vorrei tentare di capire, provarci almeno e col vostro aiuto analizzare certi aspetti di un dramma privato che ormai è diventato collettivo. Il mio è un omaggio a quelle piccole creature inermi e incolpevoli che pagano ogni giorno il pedaggio dell’emancipazione all’esattore ignorante e brutale. La prigione che lo inchioda al suo ruolo fa empatia è vero ma fa anche pena, è un miserabile ma ha un coltello in mano e fa cose miserabili.
      Cercheremo di fermarlo aiutatemi a capire come.
      Grazie, a presto! 🙏

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