L’attimo rosso

Dove eravamo rimasti?

Diego ucciderà ancora. Come sceglierà le sue vittime? sarà guidato dal caso (100%)

il lupo dietro la siepe.

Ci sono cose complicatissime che funzionano per tanto tempo senza problemi e ci sono cose semplici che si guastano il primo giorno.
Ci sono aerei che trasvolano gli oceani e boomerang che non tornano indietro; omicidi seriali mai catturati e ladruncoli presi al primo furtarello.
A quale specie appartengo? Si chiedeva Diego mercoledì mattina, quando una telefonata al cellulare sembrò anticipare la risposta.
«Buon giorno», disse la voce. «Mi chiamo Claudio De Santis e ho trovato il suo numero tra le cose di Nadia Suru: la conosce?»
«Nadia, certo,» calma Diego, tranquillo! «è successo qualcosa?»
«No, niente. È che lavorava da noi come badante per mia madre. Ora mamma è morta da un po’ e lei non ha ancora ripreso le sue cose… Io ho provato a chiamarla ma è irraggiungibile e allora…»
«Capito, capito. Nadia mi aveva detto che intendeva tornare dai suoi in Transilvania e là i cellulari io non so se…»
«Certo, è possibile ma ha lasciato tutta la sua roba! Tra l’altro ci sono anche un orologio e un anello.»
«Certo certo, capisco… Senta facciamo così: io cerco di rintracciarla. Lei mi chiami stasera e ci organizziamo per il ritiro, ok? E, anzi, a proposito: dove ha trovato il mio numero?»
«Ah, il numero. Era scritto a penna su un foglietto… era lì…»
Il foglietto a quadretti! Un pezzetto di carta che aveva iniziato la loro storia in quel bar di piazza Bologna. Perché le donne fanno queste cose? Che bisogno c’era di conservarlo? Ora la loro storia rischiava di ricominciare ancora! Era dunque quello il baco nel sistema, l’inizio della sua fine?
L’adrenalina saliva e gli venne subito in mente una cosa: scorse la lista delle chiamate e trovò la piacevole conferma. Qualche giorno prima aveva per sbaglio inviato una chiamata al numero di Nadia ed era regolarmente registrata. Ne fece subito un’altra e pensò: Non si chiama chi si sa che non può rispondere! Indizio a discarico!
Si sorprese nel notare con quel particolare come fosse eccitante la gestione della colpa. La gente morta per mano sua era ancora viva, era il motore di quella sua nuova vita da vivere gestendo i problemi: il lupo dietro la siepe, dietro una parvenza di scialba normalità.
Comunque, si disse, ho fatto bene a prender tempo con De Santis.
Mercoledì era anche il giorno in cui i giornali cominciavano a relazionare sull’omicidio di Maria, si chiamava così, massacrata in una sacrestia.
Il prete era ovviamente il primo indiziato e non se la stava passando bene; ma sosteneva di avere un alibi e poi c’erano le orme nel sangue che non convincevano gli inquirenti.
Diego concluse che non c’era per il momento motivo d’allarme.

Gemma era una bella ragazza bionda, aveva grandi occhi blu e un fisico invidiabile, ma aveva anche una bella testa. Aveva studiato legge, si era laureata ma poi aveva deciso di cambiare tutto seguendo il suo ragazzo in Inghilterra con la scusa dell’inglese. Deluse i genitori con quella scelta e presto fu delusa anche lei. Né Londra né Marco le sembrarono il meglio possibile e così dopo un anno, se ne tornò a Roma.
L’inglese però lo aveva portato a casa; decise di riprendere a studiare e cominciò anche a guadagnarsi da vivere lavorando in un piccolo ristorante del centro dove lingua straniera e bella presenza erano requisiti essenziali.
Trovò un nuovo amore, Francesco, che aveva ventinove anni, uno più di lei e sembrava il ragazzo giusto anche se, forse, era ancora presto per dirlo.
Francesco pensava di sì e con Diego, amico e collega d’ufficio, parlava spesso di lei. Lui a proposito di Gemma, amava dire come fosse di una bellezza gentile: una ragazza colta ed educata che faceva la cameriera per mantenersi agli studi. 

Diego la conobbe quella sera. Concordato il recupero delle cose di Nadia per il sabato mattina, era poi uscito in auto per prendere aria fresca. Le cose andavano bene, l’eccitazione per quella vita parallela montava, e così non frenò la spinta fortissima che lo conduceva a lei. Voleva conoscerla, conoscere Gemma come poteva fare un cliente qualsiasi. Da estraneo; per capire di che razza fosse. Spiare i parrocchiani gli era servito, era riuscito a cogliere i particolari che contavano e Maria era morta anche per quei pochi minuti che lui aveva passato ad osservare il suo malcelato imbarazzo e gli sguardi da cerbiatta riservati a padre Alvin.

Le debolezze e i segreti affiorano sempre e colorano le persone. I gesti, la postura, la voce, lanciano segnali da cogliere, sono lucine rosse, spie che vanno ascoltate se si decide di incidere sui destini di tante piccole anime insignificanti! Il predatore non sceglie a caso, sceglie dopo aver ponderato, secondo i suoi bisogni.
Così entrò nel ristorante. Non avendo prenotato dovette dividere il tavolo con un cliente abituale, un simpatico ciccione con papillon e camicia a quadretti al quale si presentò come Luca.
Pochi minuti e inevitabilmente parlavano di Gemma, chi la guardava sognante e chi invece la studiava.
Il suono sparì.
Lei, la preda, si muoveva già come un’ombra sfocata tra i vivi.

Diego porta avanti il suo proposito ma...

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16 Commenti

  1. Ciao Gibbone, sono venuta a trovarti anch’io e devo dire che la tua storia più che un noir mi ricorda in thriller, di quelli belli che guardo spesso in televisione. Omicidi seriali e simili, per intenderci. Però ho un po’ di confusione in testa…chi è Luca? non si chiama Diego? è un suo alter-ego? O un suo amico e hai confuso i nomi scrivendo? (a me capita spesso…devo stare attenta!). Beh, vedremo questa storia “orripilante” come andrà a finire, ti aspetto al prossimo capitolo.
    Ciao.

    • Ciao, Dannella,
      il protagonista è Diego. Luca è i
      nome, falso, con cui si è presentato a Gemma quando è andato la prima volta al ristorante dove lei lavora. Questo perché essendo lei la ragazza di un suo amico e collega d’ufficio, non poteva approcciarla con il nome vero.
      Quindi lui è Diego per tutti e Luca solo per Gemma.
      Grazie di essere passata. Questo racconto è come tutti i racconti del genere più uno psicodramma. Il dramma di un uomo che brancola ormai nel buio della propria mente.
      Appuntamento alla prossima. ciao🙏

  2. Ciao Gibbone,
    alla fine ha pagato Dora per “l’errore” del marito, poverina. In fondo è così a volte, il destino sbagliato di trovarsi proprio in quel posto e a quell’ora. Qualcuno la chiama la banalità del male, il male che a volte nasce da menti malate come quella di Diego.
    Le descrizioni sono sempre molto efficaci, i sentimenti anche. Trovo una piccola carenza nei dialoghi, almeno in questo episodio, ci sta il colloquiale (si tratta di conversazione tra vicini di casa e non duchi alla corte del re), tuttavia essendo parola scritta, io ci lavorerei un pochino di più. È una mia opinione ovviamente, tanto per non restare sempre e solo ai complimenti 😉
    Alla prossima!
    p.s. sfida alla società e alla ragione.

  3. Rifiutato da Gemma farà una cosa orribile,
    ciao Gibbone,
    povera Gemma, dici che l’ha scampata? Io non credo, uno psicopatico non è che si ferma per una voce… o sì?
    Posso darti un consiglio? Rispondi ai commenti dubito sotto, usando il “rispondi” appunto, altrimenti chi ha commentato non può leggera quel che ribatti… o comunque non ne riceve notifica.
    Direi che la storia scorre, forse un po’ in fretta in questo capitolo, ma ci sta, in fondo è un racconto e troppi particolari non si possono mettere.
    Ci rivediamo al quinto e vediamo che combina il nostro… ehm, no nostro anche no, vediamo che combina Diego.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica
      Ti dico subito, (spero che tu riceva la notifica) che io rispondo come dici tu. C’è qualche problema col sito, ( tra l’altro il tuo commento mi risulta essere arrivato alle 9:52 e io lo leggo alle 9:30. (?)
      Quale che sia il destino di Gemma, che ti confesso vorrei salvare davvero, il nostro non amico sta entrando in un vortice che lo trascina in un baratro sempre più profondo.
      Grazie per il commento, a presto🙏

  4. Ciao Valentina,
    bentornata.
    Ti confesso che anche a me questo personaggio mette a disagio. Vedremo dove andrà a parare con la sua follia.
    Pubblicherò con un intervallo più breve del consueto per dare modo a chi legge di non perdere il filo, come spesso succede con i ’gialli’.
    Grazie, aspetto il tuo prossimo racconto, ciao🙏

  5. Ciao Gibbone,
    o mi sono persa una notifica oppure hai pubblicato un episodio dietro l’altro…
    comunque mi sono piaciuti entrambi, però non ho capito la fine del secondo. Perché si siede al tavolo con l’avventore abituale e finiscono a parlare di Gemma? Con chi ne parla con Luca, l’allegro commensale?
    Hai tratteggiato bene i personaggi, anche con poche parole. Bravo.
    Io dico che “non riuscirà” giusto per dare un senso al “ma” che precede le opzioni 😉 per l’errore è ancora presto.
    Alla prossima!

    • Buon giorno Keziarica,
      (premesso che io ormai le notifiche non le aspetto più e, vado su ‘storie in corso ’ e cerco le storie che seguo. Anche per la tua conclusione dell’imbalsamatore ho dovuto fare così! Inoltre, aggiungo che per quello che ci siamo detti in altre occasioni, che voglio pubblicare ad intervalli più brevi per ché il ‘giallo’ lo richiede.
      Allora: Diego ( Luca) siede al tavolo con il signore grasso; Gemma gira fra i tavoli, è bella, impossibile non notarla e non parlare di lei… Ciao, grazie, alla prossima.

  6. Sei molto bravo a scrivere, non c’è dubbio, anche questi due capitoli l’ho letti tutto d’un fiato. Sono rimasta un po’ turbata dal secondo però, soprattutto quando il protagonista pulisce la lama sui capelli della vittima. Un dettaglio che mi ha fatta rabbrividire… penso sia in parte un bene, sai come suggestionare il lettore.
    Voto “non riuscirà”, ho bisogno di una pausa da questi omicidi.

  7. Ciao Gibbone,
    bentornato.
    Eccolo il male che germina nel cuore di un uomo, alimentato dalla passione per un possedimento, per un amore che amore non è. Bravo hai dipinto con cura e dovizia una situazione terribile che ormai, ahimè, è divenuta quasi una terrificante routine.
    Ti seguo perché so che farai un buon lavoro.
    Voto la cameriera, non so, mi pare più esposta, magari per l’orario di lavoro.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, come ho detto a Valentina voglio rendere omaggio a chi è ridotto a oggetto di amore malato e violenza inaudita. Voglio che non si dimentichi, nemmeno per un momento, il dramma di chi vive certe situazioni e si cerchi in ogni modo di fermare la brutalità e combattere l’ignoranza.
      Grazie, alla prossima 🙏

    • Ciao Valentina, talmente osceno un delitto come quello descritto che suscita mille domande. Ho voluto intraprendere questo seppur breve viaggio per senso del dovere, vorrei tentare di capire, provarci almeno e col vostro aiuto analizzare certi aspetti di un dramma privato che ormai è diventato collettivo. Il mio è un omaggio a quelle piccole creature inermi e incolpevoli che pagano ogni giorno il pedaggio dell’emancipazione all’esattore ignorante e brutale. La prigione che lo inchioda al suo ruolo fa empatia è vero ma fa anche pena, è un miserabile ma ha un coltello in mano e fa cose miserabili.
      Cercheremo di fermarlo aiutatemi a capire come.
      Grazie, a presto! 🙏