L’attimo rosso

Dove eravamo rimasti?

Siamo alla vigilia di un'altro delitto; sarà; Una sequenza di morte (100%)

Anna e Viola

Anna, Viola e Diego seduti in quel bar che era il loro piccolo rifugio, stavano parlando di viaggi quella sera, del viaggio in oriente che le due ragazze sognavano da un po’.
«Guarda chi c’è!» disse ad un certo punto Viola indicando con lo sguardo l’ingresso del locale.
Anna, la più giovane delle due, si voltò e il sorriso scomparve dal suo viso perché vide entrare il suo ex marito, Renzo, che dava l’impressione di essere su di giri, (sicuramente aveva bevuto,) e che cominciò a provocare con battute acide col solo intento di innervosire la sua ex e rovinarle la serata.
Anna rispondeva a tono, da ex, mentre Viola cercava di mettere pace e Diego osservava imbarazzato.
Dopo alcuni minuti in cui quel minuetto non mancò di infastidire il resto dei clienti, Anna si alzò decisa proponendo a Viola di tornarsene a casa. Viola assentì senza parlare e Anna si avviò all’uscita con lei mentre l’uomo alzava i toni e cercava di fermarla. Usciti che furono i due continuarono a beccarsi vivacemente mentre Viola cercava di mediare e Diego osservava da dietro la porta a vetri fino a che si allontanarono.
Diego uscì a sua volta, deluso ma anche preoccupato per le ragazze, e nel vedere l’uomo salire in macchina per buttarsi all’inseguimento della loro Panda decise di fare altrettanto.
Quando arrivarono sotto casa la scena ricominciò peggio di prima. Renzo, che era fuori di sé, colpì Anna con uno schiaffo e lei cominciò a piangere; Viola gli sferrò un calcio a un ginocchio che lui accusò e loro acquisirono un minimo vantaggio proprio mentre Diego arrivava, afferrava il gradasso per la collottola e lo spingeva via dando il tempo alle ragazze di entrare in casa.
Renzo si allontanò bestemmiando furioso mentre Diego, dopo alcuni momenti di attesa, suonò il campanello.
«Sono Diego, è tutto a posto?»
La serratura, scattò.
Viola lo fece entrare senza esitazione, lui era un amico, e in certi momenti gli amici servono.
Anna era in bagno, era isterica; bisognava lasciarla stare sola, almeno per un po’.
«Quell’uomo», disse Viola, «la tormenta, anche se, ti confesso, non mi sento di giudicarlo perché è uno che lei ha fatto molto soffrire. Gli ha detto della nostra relazione solo quando ormai aveva le valige pronte per venire a casa mia e per lui è stata una pugnalata vera. Sentirsi tradito e abbandonato, e poi, per una donna! Un uomo non può accettare una cosa così tanto facilmente. Ti confesso che lo capisco anche se non condivido i suoi modi…»
Quella rivelazione fu una frustata per Diego:
Anna come Nadia, aveva calpestato i sentimenti di quel poveraccio che ora scacciava come un fastidioso cane che abbaia. Quello come me, e lei come Nadia! Anna, Anna che hai combinato?
«Allora io vado, se non hai bisogno…», disse ad un cero punto, «vai da lei, conosco la strada, ciao Viola.»
Lei mosse verso il bagno e Diego aprì e richiuse la porta mentre trattenendo il respiro si infilava nel ripostiglio adiacente.
Dopo una mezz’ora Anna prese un sonnifero e andò a letto mentre Viola faceva una doccia. La serata era stata uno schifo. (Ma non era finita!)
Diego, o almeno, quello che sembrava Diego, si infilò nella camera: nel rosso sangue della nebbia che avvolgeva tutto intuiva la sagoma del letto con Anna che lo aspettava. Si avvicinò piano… poi con un movimento deciso, salì cavalcioni sulla donna mentre le spostava l’altro cuscino sul viso e premeva con tutta la forza…
…poco dopo la bestia, placata, comandò di fuggire ma proprio allora il campanello inaspettatamente suonò, e così Diego dovette rintanarsi ancora nel ripostiglio.
Viola andò a guardare dallo spioncino, vide Renzo e non aprì; lui cominciò a tempestare la porta di pugni, lei esitava, non capiva perché Anna non si svegliasse, andò da lei e la vide morta!
A quel punto, sconvolta corse ad aprire… Ma non fu una buona idea! Lui alla vista del cadavere la aggredì furioso e la colpì; lei cadde. Diego approfittò del momento, uscì dal ripostiglio, e in un momento fu fuori di lì.
*
Padre Alvin Musumeci, lasciò il commissariato provato dall’ennesimo interrogatorio. Alla fine era stato costretto ad ammettere la relazione (che definì platonica) con Maria, la donna trucidata nella sua chiesa, ma non si rassegnava, (l’assassino non doveva averla vinta), e mise a disposizione degli inquirenti la sua esperienza e la sua memoria, la memoria non comune di cui era dotato. Lui era uno che non dimenticava mai una faccia e una soprattutto era impressa ormai nella sua mente: quella di un uomo che aveva detto, la domenica, di voler parlare con lui; uno che aveva rivisto il lunedì sera da dietro la tendina del confessionale e che non era più lì quando era passato in sacrestia dove si sarebbe aspettato di incontrarlo.
«Siete liberi di non credermi,» aveva detto agli investigatori, «ma ascoltate la mia supplica, quell’uomo può uccidere ancora, non rischiate di portarvi sulla coscienza qualche altra povera vittima innocente!»
Il commissario lo guardò fisso negli occhi: una luce, forse un cedimento, e disse:« Lei crede?»

che accade?

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16 Commenti

  • Ciao Gibbone, sono venuta a trovarti anch’io e devo dire che la tua storia più che un noir mi ricorda in thriller, di quelli belli che guardo spesso in televisione. Omicidi seriali e simili, per intenderci. Però ho un po’ di confusione in testa…chi è Luca? non si chiama Diego? è un suo alter-ego? O un suo amico e hai confuso i nomi scrivendo? (a me capita spesso…devo stare attenta!). Beh, vedremo questa storia “orripilante” come andrà a finire, ti aspetto al prossimo capitolo.
    Ciao.

    • Ciao, Dannella,
      il protagonista è Diego. Luca è i
      nome, falso, con cui si è presentato a Gemma quando è andato la prima volta al ristorante dove lei lavora. Questo perché essendo lei la ragazza di un suo amico e collega d’ufficio, non poteva approcciarla con il nome vero.
      Quindi lui è Diego per tutti e Luca solo per Gemma.
      Grazie di essere passata. Questo racconto è come tutti i racconti del genere più uno psicodramma. Il dramma di un uomo che brancola ormai nel buio della propria mente.
      Appuntamento alla prossima. ciao🙏

  • Ciao Gibbone,
    alla fine ha pagato Dora per “l’errore” del marito, poverina. In fondo è così a volte, il destino sbagliato di trovarsi proprio in quel posto e a quell’ora. Qualcuno la chiama la banalità del male, il male che a volte nasce da menti malate come quella di Diego.
    Le descrizioni sono sempre molto efficaci, i sentimenti anche. Trovo una piccola carenza nei dialoghi, almeno in questo episodio, ci sta il colloquiale (si tratta di conversazione tra vicini di casa e non duchi alla corte del re), tuttavia essendo parola scritta, io ci lavorerei un pochino di più. È una mia opinione ovviamente, tanto per non restare sempre e solo ai complimenti 😉
    Alla prossima!
    p.s. sfida alla società e alla ragione.

  • Rifiutato da Gemma farà una cosa orribile,
    ciao Gibbone,
    povera Gemma, dici che l’ha scampata? Io non credo, uno psicopatico non è che si ferma per una voce… o sì?
    Posso darti un consiglio? Rispondi ai commenti dubito sotto, usando il “rispondi” appunto, altrimenti chi ha commentato non può leggera quel che ribatti… o comunque non ne riceve notifica.
    Direi che la storia scorre, forse un po’ in fretta in questo capitolo, ma ci sta, in fondo è un racconto e troppi particolari non si possono mettere.
    Ci rivediamo al quinto e vediamo che combina il nostro… ehm, no nostro anche no, vediamo che combina Diego.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica
      Ti dico subito, (spero che tu riceva la notifica) che io rispondo come dici tu. C’è qualche problema col sito, ( tra l’altro il tuo commento mi risulta essere arrivato alle 9:52 e io lo leggo alle 9:30. (?)
      Quale che sia il destino di Gemma, che ti confesso vorrei salvare davvero, il nostro non amico sta entrando in un vortice che lo trascina in un baratro sempre più profondo.
      Grazie per il commento, a presto🙏

  • Ciao Valentina,
    bentornata.
    Ti confesso che anche a me questo personaggio mette a disagio. Vedremo dove andrà a parare con la sua follia.
    Pubblicherò con un intervallo più breve del consueto per dare modo a chi legge di non perdere il filo, come spesso succede con i ’gialli’.
    Grazie, aspetto il tuo prossimo racconto, ciao🙏

  • Ciao Gibbone,
    o mi sono persa una notifica oppure hai pubblicato un episodio dietro l’altro…
    comunque mi sono piaciuti entrambi, però non ho capito la fine del secondo. Perché si siede al tavolo con l’avventore abituale e finiscono a parlare di Gemma? Con chi ne parla con Luca, l’allegro commensale?
    Hai tratteggiato bene i personaggi, anche con poche parole. Bravo.
    Io dico che “non riuscirà” giusto per dare un senso al “ma” che precede le opzioni 😉 per l’errore è ancora presto.
    Alla prossima!

    • Buon giorno Keziarica,
      (premesso che io ormai le notifiche non le aspetto più e, vado su ‘storie in corso ’ e cerco le storie che seguo. Anche per la tua conclusione dell’imbalsamatore ho dovuto fare così! Inoltre, aggiungo che per quello che ci siamo detti in altre occasioni, che voglio pubblicare ad intervalli più brevi per ché il ‘giallo’ lo richiede.
      Allora: Diego ( Luca) siede al tavolo con il signore grasso; Gemma gira fra i tavoli, è bella, impossibile non notarla e non parlare di lei… Ciao, grazie, alla prossima.

  • Sei molto bravo a scrivere, non c’è dubbio, anche questi due capitoli l’ho letti tutto d’un fiato. Sono rimasta un po’ turbata dal secondo però, soprattutto quando il protagonista pulisce la lama sui capelli della vittima. Un dettaglio che mi ha fatta rabbrividire… penso sia in parte un bene, sai come suggestionare il lettore.
    Voto “non riuscirà”, ho bisogno di una pausa da questi omicidi.

  • Ciao Gibbone,
    bentornato.
    Eccolo il male che germina nel cuore di un uomo, alimentato dalla passione per un possedimento, per un amore che amore non è. Bravo hai dipinto con cura e dovizia una situazione terribile che ormai, ahimè, è divenuta quasi una terrificante routine.
    Ti seguo perché so che farai un buon lavoro.
    Voto la cameriera, non so, mi pare più esposta, magari per l’orario di lavoro.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, come ho detto a Valentina voglio rendere omaggio a chi è ridotto a oggetto di amore malato e violenza inaudita. Voglio che non si dimentichi, nemmeno per un momento, il dramma di chi vive certe situazioni e si cerchi in ogni modo di fermare la brutalità e combattere l’ignoranza.
      Grazie, alla prossima 🙏

    • Ciao Valentina, talmente osceno un delitto come quello descritto che suscita mille domande. Ho voluto intraprendere questo seppur breve viaggio per senso del dovere, vorrei tentare di capire, provarci almeno e col vostro aiuto analizzare certi aspetti di un dramma privato che ormai è diventato collettivo. Il mio è un omaggio a quelle piccole creature inermi e incolpevoli che pagano ogni giorno il pedaggio dell’emancipazione all’esattore ignorante e brutale. La prigione che lo inchioda al suo ruolo fa empatia è vero ma fa anche pena, è un miserabile ma ha un coltello in mano e fa cose miserabili.
      Cercheremo di fermarlo aiutatemi a capire come.
      Grazie, a presto! 🙏

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