Le Ancestorie VI – La caduta di Ismar

Dove eravamo rimasti?

Gli avventurieri si sono divisi in 3 gruppi. Quale gruppo seguiremo? Gus, Paul, Angel (100%)

False speranze

Non erano le urla di dolore dei soldati ad aver spento il sorriso sul volto del sergente Vultur, non erano le piccole gocce di sangue che impregnando l’aria avevano formato una fitta nebbia rosata ad aver calpestato il suo orgoglio, ciò che non gli permise di fare un passo, quello che lo lasciò impietrito di fronte a quel mattatoio fu la risata che udì provenire dall’uomo che li stava trucidando. Non c’era esitazione in quella voce, non c’era pietà, era una risata di puro divertimento. “Quale terribile creatura, per gli dei, poteva provare tanto gusto nel fare a pezzi degli esseri umani?” certo di trovarsi di fronte a qualche mitologico essere mostruoso, Vultur era affascinato e allo stesso tempo terrorizzato. Aveva smesso di pensare ai due stranieri, aveva smesso di pensare al premio che avrebbe ricevuto per averli trovati….pensava solo che tra pochi istanti avrebbe raggiunto i suoi soldati nella stessa orribile maniera in cui loro se n’erano andati.
-Fermati Paul!- gridò Gus con decisione.
Il mercenario fermò l’ampio fendente a pochi centimetri dal collo di Vultur.
-Perché?- chiese con grande sforzo per controllare l’istinto omicida che cercava di prendere il sopravvento.
-Ricorda perché siamo qui! Questo tipo potrebbe sapere dove si trova “la fonte”!-
Paul abbassò lentamente lo spadone digrignando i denti per la preda mancata. Vultur invece pensò che quello fosse il giorno più fortunato della sua vita mentre ringraziava gli oscuri dei del suo popolo e i muscoli che si erano completamente irrigiditi prima dell’impatto, tornavano a distendersi in tutto il suo corpo.
-“Fate silenzio”!…”non devono scoprirci”!- Angel fece notare a Gus che di fronte a loro c’era un tale macello di carne e sangue che sarebbe stato impossibile ormai passare inosservati.
-Beh…non c’era altra scelta- concluse serafico Gus.
-Ma come? Io devo stare in silenzio mentre a lui non dici niente?- insistette la ragazza.
-E’ violento, spaccone e probabilmente ci scopriranno quando trovaranno “questo”- indicò tutto intorno a loro -Ma ci ha tirato fuori dai guai e se ci sbrighiamo forse troveremo “la fonte” prima che qualcuno dia l’allarme-
Paul intanto aveva afferrato Vultur per il bavero e con sguardo omicida gli intimava di rivelargli dove fosse “la fonte”.
Il sergente era un uomo di mondo. Aveva ripreso il controllo di se dopo aver visto Munsk negli occhi* e ora, mentre il mercenario lo minacciava, elaborava un piano che avrebbe potuto forse tirarlo fuori da quel guaio e, anzi, volgere la situazione a suo vantaggio.
Nonostante la paura provata aveva ascoltato i discorsi degli intrusi e, comprese le loro intenzioni, fu facile per Vultur far credere agli avventurieri che egli sapeva esattamente dove si trovasse “la fonte” e che pur di aver salva la vita li avrebbe condotti proprio dove volevano.
Gus, spinto forse dalla speranza di aver avuto un colpo di fortuna non ebbe dubbi sulla sincerità di Vultur, persino Paul cominciava a credere che forse risparmiare quel tipo era stata una mossa azzeccata per portare a termine la missione.
Solo Angel non si fidava del sergente, “troppo facile” pensava, e poi “figuriamoci se un simile codardo sa dove si trova la fonte”. La ragazza però era certa che Gus non le avrebbe dato retta e tenne per se le proprie considerazioni rimanendo guardinga.
Vultur in realtà non sapeva proprio un bel niente sull’ubicazione della fonte. Nessuno dei sergenti ne era a conoscenza e lui non era neppure uno dei più apprezzati per rivelargli un simile segreto. Ma era un tipo scaltro e così come era riuscito a fare carriera nel corpo militare nonostante la sua scarsa attitudine al combattimento ora stava sfruttando la situazione a proprio vantaggio conducendo i 3 stranieri verso la morte.
Vultur aveva un grosso vantaggio rispetto agli intrusi e cioè il fatto che lui conosceva bene quel posto. Aveva solo l’imbarazzo della scelta: andando a destra avrebbe condotto gli eroi verso l’accampamento delle Legioni Rosse, comandate da Rasmodenio il Demone del Sangue; a sinistra avrebbero raggiunto la caserma dove si trovava il grosso dell’esercito di Ismar e il capitano Goimar; oppure, proseguendo dritti, avrebbero raggiunto l’antro della bestia, una grande grotta dove era stato rinchiuso un terribile mostro che rispondeva solo all’arcistregone Ibeus e che era la carta vincente che gli avrebbe permesso di vincere quella guerra.
Mentre rifletteva su tutto ciò il volto di Vultur assunse un’espressione serena e il sergente si rese conto di aver cambiato faccia solo quando si accorse che Angel lo stava fissando.
-Gus! Questo tipo ci sta imbrogliando!- disse seria.
Gus si voltò seccato -Angel basta! Non vuoi fidarti di Paul e poi ci tira fuori dai guai, non vuoi fidarti di questo tipo e invece ci sta conducendo alla fonte! Sono stanco dei tuoi capricci!-
Angel di tutta risposta lo colpì con un pugno in pieno volto.
-Non sto scherzando!- ribadì.
Paul rise sonoramente di Gus.
-La gattina ha tirato fuori gli artigli!-

*esser scampato alla morte

Come procederà la storia?

  • Decidono di non fidarsi del sergente (0%)
    0
  • Decidono di fidarsi del sergente (specificare la direzione) (0%)
    0
  • Passiamo ad un altro gruppo (specificare quale) (0%)
    0
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Categorie

26 Commenti

  • 8 mesi per il finale: un altro ed era un parto 😛

    Bentornato per raccontarci un finale non troppo riuscito per i nostri personaggi: d’altronde il titolo era anche un programma.

    Continuerai a scrivere le storie del tuo gruppo oppure pensi di passare ad altro? 🙂

    Ciao 🙂

  • Cinque mesi… la sorpresa finale dell’orco è più il fatto che ti sei scordato che esisteva del resto 😛

    Angel mi è piaciuta un casino. Interessante le tecniche proibite di Kito: quel medico mi sorprende ogni racconto di più!

    Ma può andare tutto bene per loro? Ovviamente no: La sconfitta dell’arcistregone Ibeus e del demone rosso Rasmodenio provoca uno squilibrio magico con numerose esplosioni. Ismar è distrutta

    Ciao 🙂

    • Ciao Red,
      non mi ero scordato di Turok, è troppo ingombrante per dimenticarlo.
      In realtà Turok era arrabbiato per ciò che era successo a Josephyn ma si frenava perché non voleva fare del male a Kito. Questi sentimenti contrastanti lo hanno fatto rimanere fermo fino a che non ha capito (solo dopo aver visto che Angel colpiva sempre e solo in un punto) che il problema era l’elmo.
      Limitarsi a “sfilare” l’elmo cogliendo l’avversario di sorpresa non sarebbe proprio stato nel suo stile altrimenti.

      Comunque nella prossima storia metterò meno personaggi perché altrimenti non bastano i caratteri XD

      Alla prossima

  • Voto che Rasmodenio venga sconfitto ma con difficoltà. Perché è vero che quello è il suo punto debole ma è anche vero che ogni copia può aiutare l’altra 😉 Ma trovato il punto debole, alla fine ce la fai 🙂

    Ciao 🙂

  • Passiamo all’altro gruppo!
    Avevo perso il “segui la storia”, mi stavo perdendo la parte più bella. Per fortuna me ne sono accorto in tempo!

    Il gruppo è il solito misto di eroismo, sagacia e pasticcionite che mi rende simpatiche le loro avventure 🙂

    Nei capitoli precedenti hai citato dei personaggi: spero di vederli in azione contro il gruppo 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao,
    mi è piaciuto che il primo punto di vista sia stato quello dei “cattivi”, il capitolo però risulta affollato: venti personaggi in 5000 caratteri è da record.

    Voto Mi sembra ovvio! Bisogna andare nella torre più alta!- (proposta da Roland, Paul)

  • Si divideranno per trovarla più fretta.
    Ammetto che non sono un’amante del genere fantasy, ma questo racconto è veramente scritto bene.
    Mi è molto piaciuta la frase “La guerra non si vince non l’onore”; non so spiegarne il perché, posso solo dire che ho trovato essa molto bella. Al prossimo capitolo.

    • Forse ti è piaciuta quella frase perché in te c’è un mercenario senza scrupoli 😛

      Se la storia dovesse proseguire come hai votato, con la divisione del gruppo, spero di riuscire a mantenere la narrazione chiara e uniforme (perché si incasina tanto quando devo descrivere diversi gruppi).

      Alla prossima occasione 😉

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