Le Ancestorie VI – La caduta di Ismar

Dove eravamo rimasti?

Come procederà la storia? Passiamo ad un altro gruppo (specificare quale) (100%)

Le strade si uniscono

L’ingresso spoglio e angusto intrometteva in una stanza semplice, con pochi mobili e un grande tappeto dai colori cupi.
Una piccola nicchia a sinistra conteneva un giaciglio mentre, sul lato destro, una piccola apertura sul muro si affacciava sulla strada.
Seko si avvicinò alla feritoia per controllare la situazione all’esterno e assicurarsi che non li avessero scoperti. Josephyn invece iniziò a tastare le pareti alla ricerca di un passaggio o di qualche indizio che spiegasse come mai l’abitazione fosse così sorvegliata.
Turok, perfettamente a suo agio sul campo di battaglia, non aveva grandi doti da investigatore. Si avvicinò al tavolo apparecchiato per assicurarsi che il boccale fosse vuoto ma quando si mosse si udì l’eco di uno spazio vuoto sotto di lui.
-Turok! Fai un altro passo!- disse subito Josephyn.
L’orco avanzò e si udì ancora lo stesso suono.
Le ragazze sollevarono il grande tappeto e scoprirono una botola in legno, priva di manico, che era perfettamente a livello del pavimento così che, una volta coperta, fosse impossibile notarla. Il tappeto era spesso abbastanza da attutire l’eco al passaggio di una persona normale ma la mole dell’orco era ben altra cosa.
-Non c’è maniglia. Come si apre?- chiese Josephyn.
-Questa non è una normale venatura del legno- rispose Seko passando le dita su un piccolo foro al centro del portello.
Turok sollevò il pesante martello ma lei lo fermò -Non occorre-
Estrasse degli aghi lunghi dalla cintura e inserendoli nel foro li mosse con delicatezza e precisione finché non si udì chiaro il rumore di una serratura che scatta.
-E’ aperta!- annunciò sollevando la botola.
Sotto di loro una scala in nuda pietra scendeva nel buio.
Josephyn frugò nella propria sacca e ne tirò fuori una lanterna, della pece e un acciarino.
-Potrebbe essere pericoloso- disse accendendo la lanterna -rimanete dietro di me!-
Turok le strappò lo strumento di mano e si incamminò per la scalinata sbuffando -Turok no dietro!-
Il passaggio che avevano trovato era molto più profondo di quanto gli eroi non avessero immaginato e ben presto le pareti ai lati della scala lasciarono il posto al vuoto, come se la struttura fosse sospesa nel buio.
Turok continuò a procedere senza mostrare esitazione come se non conoscesse il significato della parola “paura”. Dietro di lui Seko e Josephyn, attente ad ogni rumore e con le armi in pugno, si chiesero cosa mai si celasse sotto Ismar, in un luogo tanto misterioso.
Ai piedi della scala l’orco si fermò ad osservare il piccolo fiume dalla superficie luminescente che scorreva ad alcuni metri di distanza e che si perdeva sotto la parete rocciosa.
-Siamo vicini alla fonte!- affermò Josephyn.
Quelle parole furono interrotte da un profondo ruggito proveniente da una certa distanza alle loro spalle.
Turok si voltò a scrutare le ombre e ruggì a sua volta per sfidare il mostro.
-Cosa stai facendo?- chiese allarmata Josephyn -Dobbiamo andare nell’altra direzione!- cercò di tirarlo a se ma l’orco fu inamovibile.
-Turok ha ragione!- esclamò Seko -Non possiamo proseguire ignorando ciò che ci sta alle spalle-
-Abbiamo una missione da compiere!- tentò di insistere Josephyn.
-Se ora non ci occupiamo dell’essere che ha ruggito poi non avremo scampo!-
-Vi odio!- Josephyn si arrese.
Il gruppo si allontanò dalla scala e dal fiume luminescente andando nella direzione da cui poco prima avevano udito arrivare quel verso spaventoso.
Turok passò la lanterna a Josephyn per prepararsi allo scontro, in una mano il maglio, nell’altra l’ascia bipenne. Un brivido gli correva lungo tutta la schiena e, anche in questo caso, non si trattava di paura, il sangue dell’orco ribolliva in previsione della cruenta battaglia.
Boati e mormorii si udivano sempre più vicini finché gli avventurieri non raggiunsero il luogo da cui essi provenivano.
Raggiunsero la larga e profonda spelonca e sentirono la fastidiosa risata di Vultur che, esaltato, irrideva Paul, Angel e Gus caduti nella sua trappola. In un’arena scavata al centro dell’antro, i tre avventurieri cercavano di sfuggire alle fauci di una feroce viverna nascondendosi dietro dei massi. Turok saltò nell’arena per fronteggiare il mostro, Josephyn tentò di attirare la viverna facendo rumore e urlando, Seko con il suo passo felpato, si diresse verso Vultur.
-Guardate!- Angel indicò agli altri la figura di Josephyn che urlava e agitava la lanterna per attirare il mostro.
-Sta facendo da esca! Dobbiamo approfittarne per uscire da qui!-
Angel raggiunse la parete dell’arena in un lampo e con un’agilità incredibile, fece alcuni passi sul muro e raggiunse il bordo per poi tirarsi su.
-Va con lei!- disse Paul a Gus -Io devo evitare che il nostro Orco domestico si faccia mangiare-
Anche Gus quindi raggiunse il bordo dell’arena e Angel lo aiutò a issarsi.
-Dov’è Paul?- chiese ansiosa.
-E’ rimasto con Turok!-
-Sono matti!-
Intanto poco distante Seko stava prendendo a pugni in faccia Vultur mentre dall’altro lato dell’antro Josephyn si lanciava di lato per evitare la carica del mostro.

Come procederà l'avventura?

  • Vincono i cattivi (50%)
    50
  • Vincono gli eroi (0%)
    0
  • Passiamo all'altro gruppo (50%)
    50
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26 Commenti

  • 8 mesi per il finale: un altro ed era un parto 😛

    Bentornato per raccontarci un finale non troppo riuscito per i nostri personaggi: d’altronde il titolo era anche un programma.

    Continuerai a scrivere le storie del tuo gruppo oppure pensi di passare ad altro? 🙂

    Ciao 🙂

  • Cinque mesi… la sorpresa finale dell’orco è più il fatto che ti sei scordato che esisteva del resto 😛

    Angel mi è piaciuta un casino. Interessante le tecniche proibite di Kito: quel medico mi sorprende ogni racconto di più!

    Ma può andare tutto bene per loro? Ovviamente no: La sconfitta dell’arcistregone Ibeus e del demone rosso Rasmodenio provoca uno squilibrio magico con numerose esplosioni. Ismar è distrutta

    Ciao 🙂

    • Ciao Red,
      non mi ero scordato di Turok, è troppo ingombrante per dimenticarlo.
      In realtà Turok era arrabbiato per ciò che era successo a Josephyn ma si frenava perché non voleva fare del male a Kito. Questi sentimenti contrastanti lo hanno fatto rimanere fermo fino a che non ha capito (solo dopo aver visto che Angel colpiva sempre e solo in un punto) che il problema era l’elmo.
      Limitarsi a “sfilare” l’elmo cogliendo l’avversario di sorpresa non sarebbe proprio stato nel suo stile altrimenti.

      Comunque nella prossima storia metterò meno personaggi perché altrimenti non bastano i caratteri XD

      Alla prossima

  • Voto che Rasmodenio venga sconfitto ma con difficoltà. Perché è vero che quello è il suo punto debole ma è anche vero che ogni copia può aiutare l’altra 😉 Ma trovato il punto debole, alla fine ce la fai 🙂

    Ciao 🙂

  • Passiamo all’altro gruppo!
    Avevo perso il “segui la storia”, mi stavo perdendo la parte più bella. Per fortuna me ne sono accorto in tempo!

    Il gruppo è il solito misto di eroismo, sagacia e pasticcionite che mi rende simpatiche le loro avventure 🙂

    Nei capitoli precedenti hai citato dei personaggi: spero di vederli in azione contro il gruppo 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao,
    mi è piaciuto che il primo punto di vista sia stato quello dei “cattivi”, il capitolo però risulta affollato: venti personaggi in 5000 caratteri è da record.

    Voto Mi sembra ovvio! Bisogna andare nella torre più alta!- (proposta da Roland, Paul)

  • Si divideranno per trovarla più fretta.
    Ammetto che non sono un’amante del genere fantasy, ma questo racconto è veramente scritto bene.
    Mi è molto piaciuta la frase “La guerra non si vince non l’onore”; non so spiegarne il perché, posso solo dire che ho trovato essa molto bella. Al prossimo capitolo.

    • Forse ti è piaciuta quella frase perché in te c’è un mercenario senza scrupoli 😛

      Se la storia dovesse proseguire come hai votato, con la divisione del gruppo, spero di riuscire a mantenere la narrazione chiara e uniforme (perché si incasina tanto quando devo descrivere diversi gruppi).

      Alla prossima occasione 😉

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