Le Ancestorie VI – La caduta di Ismar

Dove eravamo rimasti?

Chi affronterà Lord Rasmodenio? Tutti il gruppo: arrivano anche Kito, Arlan e Roland (67%)

C’è sempre un punto debole!

Rasmodenio non era certo un avversario semplice. Quella tecnica o incantesimo che aveva utilizzato per creare una perfetta copia di se stesso non sembrava avere punti deboli come Paul aveva immaginato: magari una minore velocità o colpi meno decisi. Affrontare l’uno o l’altro non faceva alcuna differenza. I due si distinguevano solo dal fatto che uno parlava mentre l’altro no.
-Chi è il nostro avversario?- chiese Josephyn affiancandosi ai guerrieri feriti.
-Vi ho detto di non intromettervi- Paul le rivolse un’occhiataccia.
-Se vuoi farti uccidere fallo quando non siamo in missione- rispose lei senza scomporsi, passando ai due una sacca che conteneva le loro armi -Erano in uno stanzino vicino l’uscita…se solo foste meno irruenti!-
Paul non ribatté, grato di poter impugnare ancora una volta la propria arma.
Rasmodenio non fu turbato affatto della comparsa di quei “rinforzi”, li lasciò fare senza cercare di attaccarli di sorpresa o di ingannarli. Persino quando da lontano vide giungere Roland, Kito e Aaren rimase perfettamente composto.
-L’arcistregone è morto!- affermò Aaren per scoraggiarlo -Avete perso!-
Rasmodenio soppesò con cura quelle parole prima di rispondere e, con gran sorpresa dei suoi avversari, sbottò in una fragorosa risata che suonava più simile al rumore di numerose ghigliottine nell’atto di mozzare teste.
-Stupide, insignificanti formiche! Pensate davvero che a Rasmodenio importi dello stregone? Sconfitto da creature insulse come voi. Non meritava di servire il Sommo Plageas-
Seko approfittò dello scambio di battute per portarsi silenziosamente alle spalle dei due Rasmodenio e, pronunciando all’improvviso le parole “Yaran-Brik-Ulina”, dai suoi guanti magici si sprigionarono delle fiamme che avvolsero i suoi nemici per incenerirli.
-Seko attenta!-
Fu solo grazie all’avvertimento di Angel che Seko riuscì a schivare il colpo mortale della spada di Rasmodenio che, tuttavia, le ferì il fianco.
Il comandante delle legioni rosse e la sua copia vennero fuori dalle fiamme illesi -Sono un demone!- affermò con fierezza -Le tue fiamme magiche mi fanno l’effetto di una fresca brezza!-
L’unica nota positiva di quella situazione era che Rasmodenio, così tronfio di sé, non infieriva sugli avversari feriti e lasciava che il gruppo si riorganizzasse ogni volta.
Josephyn propose una riunione di squadra.
Rasmodenio li osservò da lontano divertito mentre confabulavano.
-Come immaginavo, ci lascia discutere, è troppo pieno di se!- dichiarò Josephyn agli altri.
-Ti somiglia Roland!- aggiunse Angel.
-Perché è fortissimo?- chiese lui orgoglioso.
-No! Perché pensa di essere invincibile!- lo derise lei.
-C’è una grande differenza- rispose Roland serio -Lui pensa di esserlo! Io lo sono!-
Intanto gli altri discutevano sulla situazione e le carte ancora da giocare.
-Turok e Paul potrebbero stendere un gigante! Se non lo hanno ferito significa che con lui la forza fisica non serve!- iniziò il discorso Gus.
-Quando gli ho detto dell’arcistregone la cosa non lo ha turbato minimamente! Anche la sua forza mentale è solida!- aggiunse Arlan.
-E le fiamme magiche di Seko non gli hanno fatto neanche il solletico- concluse Josephyn -Cosa ci rimane?-
-Io avrei un’idea!- si intromise Kito.
-Ti prego non dire che vuoi distrarlo in qualche modo per fuggire!-
-No, quello è il piano di riserva se mi sbaglio! Vi siete chiesti come mai uno dei due non parli?-
-Perché è un mero burattino privo di anima!- rispose deciso Arlan.
-Magari il motivo è un altro. Se le copie fossero tra loro collegate…forse condividono qualcosa! Ecco la mia idea!-
Kito descrisse con dovizia di particolari il suo piano agli altri.
Josephyn trovò l’idea plausibile, Paul rimase scettico, Turok aveva finto di ascoltare ma si era subito distratto.
-D’accordo allora!- concluse Gus -Proviamo!-
I membri della squadra si separarono in 5 gruppi e accerchiarono il demone da 5 direzini.
-Un accerchiamento? Siete patetici!- Rasmodenio eseguì ancora una volta la sua tecnica demoniaca creando altre 3 copie di se, coprendo ognuno dei cinque lati.
Non rimaneva che incrociare le dita.
Ognuno dei cinque gruppi, di fronte alla propria copia di Rasmodenio provò a discutere: Kito supplicò, Paul minacciò, Gus argomentò, Arlan sentenziò e Josephyn ironizzò.
Due copie del demone non risposero, Kito aveva ragione: il motivo per cui la prima copia non parlava era indicativo del punto debole di questa tecnica. Ogni immagine del demone infatti, sebbene sembrasse imbattibile come lui, aveva qualcosa in meno: uno dei cinque sensi! A non rispondere erano stati il Rasmodenio muto e il sordo!
Angel riconobbe facilmente la copia cieca e fece un cenno a Turok per indicargli il bersaglio. L’orco caricò di corsa, con tutto il suo peso.
Il Rasmodenio cieco sollevò la spada per difendersi, avvertendo le vibrazioni del terreno come se una mandria di cavalli stesse per investirlo e l’impatto fu tale da farlo letteralmente volare via.
Ache le altre copie accusarono il colpo piegandosi per il dolore, come se qualcosa li avesse colpiti!

L'idea di Kito ha ribaltato lo scontro! In che modo?

  • Rasmodenio fugge (33%)
    33
  • Rasmodenio viene sconfitto con facilità (0%)
    0
  • Rasmodenio viene sconfitto ma con difficoltà (67%)
    67
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22 Commenti

  1. Passiamo all’altro gruppo!
    Avevo perso il “segui la storia”, mi stavo perdendo la parte più bella. Per fortuna me ne sono accorto in tempo!

    Il gruppo è il solito misto di eroismo, sagacia e pasticcionite che mi rende simpatiche le loro avventure 🙂

    Nei capitoli precedenti hai citato dei personaggi: spero di vederli in azione contro il gruppo 🙂

    Ciao 🙂

  2. Si divideranno per trovarla più fretta.
    Ammetto che non sono un’amante del genere fantasy, ma questo racconto è veramente scritto bene.
    Mi è molto piaciuta la frase “La guerra non si vince non l’onore”; non so spiegarne il perché, posso solo dire che ho trovato essa molto bella. Al prossimo capitolo.

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