Mutazioni

Prologo - B

-Maria Sole, aspetta!
-È un bel peperino, eh?
-Non sai quanto…non sta un attimo ferma!
-Quanti anni ha adesso? Ha iniziato la scuola elementare ormai, giusto?
-Sì, ha iniziato quest’anno. La maestra è contenta di lei, ma dice che è sin troppo curiosa.
Maria Sole corre in mezzo agli scivoli del suo parco preferito. Le piacciono soprattutto quelli gialli, perché sono quelli più alti, e perché portano a una specie di castello, tutto colorato, dove ci si può nascondere senza essere visti dai grandi. A lei piacciono anche per un altro motivo. Lì vicino alle scalette gialle vede sempre una colonia di formiche, tutte organizzate, affaccendate, meticolose. Le osserva mettersi in fila e viaggiare spedite, ciascuna con un compito ben preciso, verso il loro formicaio o in direzione di una nuova fonte di cibo. In tv raccontano un sacco di cose. Un giorno ha sentito che la vita di una formica in natura può arrivare fino ai 12 anni. Ma com’è possibile? E come può un animale così piccolo stare in apnea e sopravvivere in acqua per un giorno intero? Ma se ha dei polmoni minuscoli!
L’esercito di piccole operaie sta procedendo in una direzione nuova. Maria Sole si allontana dagli scivoli e inizia a seguirle. Le formiche sono disposte in due sensi di marcia, opposti fra di loro. Quelle che sono di ritorno verso casa hanno un carico sulla schiena. Briciole. Come avranno fatte a parlare tra di loro? Che ci sia una formica che avvisa tutte le altre quando trova qualcosa di buono?
Mamma è lontana, chiacchiera con un’amica. Maria Sole si avvia verso l’uscita del parco, la scia di formiche si fa sempre più affollata. Vicino il cancello vede una donna con un cappello a tesa larga, così larga che non riesce a vedere il suo volto. Tiene in una mano uno strano tubetto, in un’altra del pane sbriciolato. Le formiche sembrano come impazzite, non le ha mai viste così frenetiche! Chissà cosa le sta dando da mangiare quella signora!
Le si avvicina.
-Cosa gli stai dando?

-Anche la mia è così, pensa che martedì inizia un corso di scienze! Maria Sole, racconta a mamma cosa vedrai martedì?
Si gira. Non la vede.
-Maria Sole?
Un’occhiata tra gli scivoli. Non c’è.
-Maria Sole amore dove sei? Maria Sole??
Alza la voce, una sensazione di panico crescente inizia a strisciarle dentro.
-Maria Sole!!
Inizia a correre tra gli scivoli, vicino le altalene. Chiede aiuto. Come ha fatto a perderla di vista? Si è distratta per pochi secondi!
Poi ad un tratto la vede. Non è da sola. C’è una donna con lei, ha il volto coperto da un cappello. Le sta sussurrando qualcosa nell’orecchio. La tiene per un braccio.
-Ehi! Non toccare mia figlia!
La donna alza lo sguardo per un istante, e corre via. La mamma raggiunge la bambina, l’abbraccia forte.
-Amore perché ti sei allontanata? Quante volte ti ho detto che non devi allontanarti senza dire niente a mamma?
Maria Sole ha un’espressione strana sul volto. Non sembra spaventata, né dispiaciuta per il rimprovero.
-Che hai?
Poi un dubbio.
-Cosa ti ha fatto quella donna?
-Mamma, vieni.
Le prende la mano, e la porta con passi piccoli ma sicuri fuori dal cancello.
-Dove stiamo andando? Che ti è preso?
Non le risponde. Girano l’angolo, si fermano nei pressi di un’alta scalinata che conduce ad un vecchio portone. La mamma inizia a spazientirsi.
-Perchè ci siamo fermati? Forza, dobbiamo tornare a casa adesso, non è il momento di giocare.
-Aspetta, sta arrivando.
Ha un’espressione fredda sul volto, troppo strana per il suo volto da bambina di 6 anni. È un’espressione che non ha mai visto prima. E la cosa la angoscia. Sta per prenderla e tirarla via di forza da quella scalinata, quando lo vede.
Un uomo attraversa la strada e viene dallo stesso lato del marciapiede dove sono loro. È un uomo brizzolato, con capelli a spazzola e un  folto pizzetto. Tira fuori qualcosa dalla tasca. Qualcosa di metallo. Maria Sole è immobile, lo guarda fisso. Cerca di strattonarla via, ma lei è inamovibile.
-Maria Sole andiamo via, adesso!
-Aspetta.
Ha un tono glaciale.
In quel momento, l’uomo sale le scale e si accosta al portone, a pochi passi da loro. Le guarda. Sorride. Il suo volto però ha qualcosa di asimmetrico, non è un sorriso normale, sembra pendere da un lato. Il suo sguardo si spegne all’improvviso. Le gambe cedono. Inciampa, cade giù dalla scalinata. Un istante prima di sbattere la testa contro il suolo, la mamma di Maria Sole lo afferra.

Cosa succede all'uomo?

  • Guarisce riportando gravi deficit neurologici (25%)
    25
  • Guarisce riportando lievi deficit neurologici (0%)
    0
  • Guarisce senza conseguenze (75%)
    75
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5 Commenti

  1. Allora, è scontato che tu sia bravo e che mi piace come scrivi. Perciò vorrei dirti altro. I dialoghi tra Maria Sole e il giudice sono troppo poco credibili e troppo Infodump. Nessuno al telefono parlerebbe davvero così. Capisco la necessità di dare spiegazioni al lettore, ma forse ti sei fatto prendere la mano.
    Tu non mollare, eh! La mia critica è solo un granellino e vuole essere totalmente costruttiva.
    A presto.

  2. Ho cliccato il “segui la storia” prima ancora di leggere, perché avevo già appezzato in passato un tuo lavoro.
    Il tuo stile è sempre riconoscibile. Siamo solo alle prime 5000 battute e già hai messo molta carne al fuoco. È difficile ancora capire la piega che prenderà la tua storia.
    Non è stato un incipit che mi ha fatta innamorare subito al primo colpo come il tuo precedente lavoro. Questo tuttavia non vuol dire nulla. Alcuni racconti con me ci mettono di più a carburare, ma alla fine mi entrano nel cuore.
    Quindi continua così! Attendo curiosa il tuo aggiornamento.

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