Remember Alice

“ Nothing is ever really lost to us as long as we remember it “

⌊ Alice ⌉

Afferro le mie stampelle e mi affretto ad uscire.

Sto per salutare i miei, quando mi ricordo che sono già usciti. Sono sempre stati assenti: lo erano prima e lo sono anche dopo l’incidente. Ma non gliene farei mai una colpa, devo loro la mia stessa vita.

Arrivo alla fermata dell’autobus proprio nel momento in cui l’autobus accosta al marciapiede. Lascio entrare la folla di gente, poi salgo a fatica, aggrappandomi ai maniglioni delle porte. Non è molto semplice prendere un autobus nelle mie condizioni: non devi solo salire, la parte difficile è rimanere in equilibrio senza cadere, nel caso in cui nessuno sia disposto a lasciarti il suo posto.

Fortunatamente c’è sempre lui.

È una sorta di angelo per me. Tutti i giorni, è sempre lì pronto a cedermi il suo posto. Non so perché lo faccia; forse è solo una persona estremamente gentile. Ma ogni volta che i miei occhi incontrano i suoi, ho il presentimento che stava aspettando solo me.

Forse è solo un’impressione: il suo sorriso, i suoi occhi grigi, i suoi riccioli castani, sono estremamente meravigliosi e… familiari, come se in qualche modo li conoscessi da sempre.

Mi guardo un po’ intorno. E infatti eccolo lì, che si staglia imponente davanti a me. Lo considero un bel ragazzo, tuttavia non è una bellezza classica. I tratti del suo viso sono molto marcati: sopracciglia spesse, mascella prominente, barba incolta. I suoi capelli ricci, rasati ai lati della testa, gli ricadono sulla fronte. Tuttavia, ciò che lo rende così particolarmente attraente sono i suoi occhi. Quegli stessi occhi grigi che in condizioni normali lo fanno apparire freddo e misterioso, a tratti sembrano illuminarsi e prendere fuoco. Appare forte e deciso, ma a volte riesco a percepire in lui una velata sofferenza. Chissà quale storia dolorosa porta con sé…

L’autobus è sorprendentemente pieno: oggi nemmeno lui ha trovato un posto. È lì in piedi che mi guarda con aria sconfitta. Gli faccio un sorriso rassicurante, afferro entrambe le stampelle con il braccio sinistro e mi aggrappo a un palo di fronte a lui. 

Posso percepire il suo sguardo su di me, anche senza guardarlo. Questo mi mette molto a disagio. Che io gli faccia solamente pena?

⌊ Noah ⌉

Corro con tutte le mie forze fino alla fermata dell’autobus. Faccio appena in tempo a salire, quando le porte si chiudono e l’autobus riparte.

Per fortuna sono riuscito a scamparla.

Riprendo fiato per qualche secondo, poi mi guardo intorno: non c’è nemmeno un posto libero.

Tutta colpa di quei maledetti Guardiani.

Mi appoggio ad un palo, consapevole della mia sconfitta: nessuno mi cederà mai il suo posto. Questa è l’unica, piccola cosa che io posso fare per lei e non sono in grado nemmeno di un compito così banale.

L’autobus inizia a rallentare, i vecchi freni consumati fischiano leggermente. Le porte si aprono: questa è la sua fermata.

Fisso l’entrata posteriore cercandola con lo sguardo. Inizialmente non riesco a notarla in mezzo alla massa di gente. Poi la vedo.

È lì, meravigliosa come sempre. I suoi capelli di un biondo quasi innaturale sono leggermente scompigliati; i suoi occhi azzurri e profondi mi fissano ansiosamente come ogni mattina. Poi capisce, mi sorride e si sistema di fronte a me, a meno di mezzo metro di distanza.

Sono così vicino che potrei avvolgerla con le mie braccia in un attimo e non lasciarla più. Non poterlo fare mi distrugge. Eppure, guardarla da lontano mi basta. O almeno, devo farmelo bastare, considerato che mi è stato proibito anche di sfiorarla. Se mi fosse concesso rinuncerei al mio titolo, al mio nome, al mio regno pur di stare con lei. Ma la sua felicità viene prima di tutto.

Spero che riuscirà a reggersi. Potrebbe cadere e farsi male…

Proprio mentre penso queste cose, sento un colpo improvviso. L’autobus rallenta improvvisamente e i freni strepitano furiosamente. Tutti vengono sbalzati in avanti e cercano di mantenersi ad appigli di fortuna. Anche lei cerca di fare lo stesso ma, come temevo, non riesce a reggere l’impatto della frenata con una sola mano.

Faccio appena in tempo a mettermi davanti a lei, che perdiamo entrambi l’equilibrio, cadendo nel corridoio dell’autobus.

Tutto si ferma. Le persone, le voci, il fischio dei freni, il tempo stesso. È tutto immobile.

La tengo stretta tra le mie braccia, come per proteggere una cosa preziosa. Non provavo da tempo il contatto con la sua pelle morbida. Ora, sentirla così vicina mi crea un vuoto dentro. Dio solo sa quanto mi manca la sua presenza.

La stringo di più. Voglio portare con me il ricordo di ogni singola sensazione: il suo odore, i suoi capelli che mi sfiorano la pelle, il peso del suo corpo.

Il suo viso è a pochi centimetri dal mio. Lei mi guarda negli occhi e penetra la mia anima. 

A un tratto delle lacrime le rigano il volto, ricadendo pesanti sul mio.

Il suo sguardo non è quello di una volta, quello di sempre: al posto della sua naturale spensieratezza vedo solo tristezza e disperazione. Sapere di non poter fare niente per lei, mi lacera nel profondo.

Cosa farà Noah?

  • Sopraggiunto un Gardiano, Noah viene arrestato. Alice ordina di liberare il ragazzo e il Guardiano inaspettatamente le obbedisce. (57%)
    57
  • Non può stare lì senza fare niente. La prende in braccio e la porta fuori dall'autobus, deciso a raccontarle tutto sul suo passato. (14%)
    14
  • Nonostante lo desideri con tutto se stesso, i Guardiani gli hanno impedito qualsiasi contatto con lei. Deve lasciarla a terra e andarsene. (29%)
    29
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16 Commenti

  1. “Non si può vivere a lungo basandosi su una menzogna”
    In questo periodo di reclusione forzata – causa Coronavirus – ho deciso di sfruttare al meglio questi momenti di ozio assoluto e dedicarmi a cose che normalmente non riesco a fare per mancanza di tempo (e anche di voglia). Ho riscoperto letture affascinanti e fiumi di parole inondano la tastiera del mio computer. Mi sto dedicando anche a qualche disastro culinario, ma meglio che non ve ne parli 😉

  2. “Talvolta anche vivere è un atto di coraggio”
    Ringrazio i gentili lettori/scrittori che hanno speso parte del proprio tempo a leggere il mio racconto e a fornirmi consigli preziosi. Spero con il tempo di riuscire ad assimilare ogni suggerimento, in modo da migliorare la mia tecnica. Nonostante la mia lunga pausa, torno proponendovi un nuovo capitolo. Aspetto nuovi consigli 😉

  3. Ciao! Mi attira l’incipit, scrivi bene. Attenta alla gestione dei due punti di vista: per esperienza ti dico che i caratteri sono pochi e dieci capitoli finiscono in un momento. A tal fine, ti do un altro suggerimento che a suo tempo è stato dato a me: non scrivere sequenze puramente descrittive. Mi spiego meglio: anziché descrivere la fisicità di un personaggio tutta in una volta, “spalma” le informazioni in itinere. Questo aiuta a snellire la narrazione e ti consente di dare informazioni sulla persona in questione e al contempo di continuare a narrare i fatti, sfruttando al meglio i 5000 caratteri. Continua comunque, hai un buon potenziale! Ti seguo. A presto!

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