Remember Alice

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà Noah? Sopraggiunto un Gardiano, Noah viene arrestato. Alice ordina di liberare il ragazzo e il Guardiano inaspettatamente le obbedisce. (57%)

“Aliquando enim et vivere fortiter facere est”

Alice⌉

Amnesia Retrograda. Questo è il nome della cosa di cui soffro. Il mio passato è completamente perduto. L’unica testimonianza che resta della mia vecchia vita è un diario consumato che racconta di una ragazzina sola e insicura. Quelle pagine sono l’unica certezza della mia vita.

E allora perché mi sento al sicuro tra le braccia di questo sconosciuto?

Vorrei… Cos’è che voglio in realtà? Vorrei ricordare? No, non rimpiango nulla della ragazzina patetica del diario. E allora perché sono così sconvolta? Perché sento un cratere nel mio petto?

– Tu… – Provo a dire, mentre la mia voce si spezza in un singhiozzo, – …Chi sei?

Lui mi guarda intensamente. Le mie lacrime gli bagnano il viso. Apre la bocca come per rispondere, poi si blocca. Distoglie lo sguardo.

Sento un colpo al cuore. È ovvio che prova soltanto pietà. Le mie gambe, infatti, sono parzialmente paralizzate. Il secondo souvenir del terribile incidente di un anno fa. Vorrei rimettermi in piedi e fuggire da quell’angoscia costante. Ma questo non è possibile.

Mi appello a tutte le mie forze e riesco miracolosamente ad alzarmi. Qualcuno mi passa le stampelle, le afferro, poi mi rivolgo allo sconosciuto.

– Mi dispiace, – dico con un cenno della testa. Mi volto e scendo dall’autobus.

Una ventata fredda mi scompiglia i capelli. Chiudo gli occhi e faccio un respiro profondo. Posso farcela, mi ripeto. Non mi farò abbattere di nuovo come accadde dopo l’incidente.

Aspetto che l’autobus riparta, prima di riaprire gli occhi e rendermi conto di essere scesa troppo presto. Almeno potrò riflettere, camminando fino a scuola. Mi avvio lentamente, poi qualcosa mi costringe a fermarmi di nuovo.

– Alice… – Sento pronunciare alle mie spalle.

In un momento la mia testa inizia a vorticare. Com’è possibile? Il mio nome si pronuncia con una ‘S’ finale – merito del sogno britannico di mia madre – ma nessuno lo dice correttamente. Ho provato a spiegarlo, ma poi ci ho rinunciato e alla fine mi ci sono abituata.

Una sensazione strana invade i miei pensieri e qualcosa si fa strada nella mia mente. Un immagine sfocata… un giardino… due bambini che parlano…

“Io sono Alice,” dice la bimba, “tu chi sei?”

“Io sono Noah.” risponde lui, “Hai un nome strano.”

Poi tutto svanisce. Possibile che quello…

Mi giro di scatto e lo guardo negli occhi.

– Noah… – pronuncio in un sussurro.

Stringe i pugni come per trattenersi e i suoi occhi sono più tristi che mai. Una lacrima gli scende rapida, indugia un po’ sul mento e poi cade. Com’è possibile che lui sia l’unica persona di cui io abbia un ricordo? E perché nessuno mi ha mai parlato di lui?

Sto per dire qualcosa, ma all’improvviso avverto una strana sensazione. L’atmosfera intorno a noi si fa cupa e il vento si placa improvvisamente. Un brivido mi risale lungo la schiena. 

– Arriva, – dice il ragazzo guardandosi intorno agitato. Sto per chiedergli di cosa stia parlando, quando vedo il suo sguardo fissare qualcosa dietro di me. Mi volto lentamente e noto un signore con un mantello che si avvicina velocemente. Strizzo gli occhi per mettere meglio a fuoco e alla fine lo vedo nitidamente. All’improvviso, rimango senza fiato, le mie gambe cedono, lasciandomi a terra senza parole. Quello che inizialmente sembrava un uomo molto alto con un lungo mantello, è in realtà una creatura spaventosa. Al posto della sua faccia, un’inquietante maschera bianca. I suoi occhi sono vuoti e scuri. Il suo corpo, completamente nero, si estende sinuosamente e senza una forma determinata fino a dove dovrebbero esserci dei piedi: la creatura, leggermente sollevata dal suolo, sembra levitare.

Indietreggio leggermente trascinandomi sulle braccia. La creatura è oramai a meno di dieci metri. Poi accade qualcosa: i suoi occhi si illuminano di un azzurro brillante e un fascio di luce punta qualcosa dietro di me. Il ragazzo!

Mi giro di scatto e lo vedo: è immobile, sospeso a mezzo metro da terra, ricoperto da una luce abbagliante. Il suo viso è contratto in una smorfia di dolore. Cosa sta accadendo?

– Sua altezza, – pronuncia la creatura con una voce cupa e profonda, – considerato il suo comportamento insubordinato, mi vedo costretto a portarla immediatamente a palazzo.

Tutto questo… non può essere reale. Tuttavia, il suo sguardo sofferente mi spezza il cuore. Vorrei fare qualcosa, ma… Cosa?

Mi faccio coraggio e mi rimetto in piedi.

Smettila subito! – ordino alla creatura.

Si volta verso di me e indugia un secondo. Poi i suoi occhi tornano vuoti. Il ragazzo tocca nuovamente il suolo, poi si adagia lentamente sul marciapiede privo di sensi. La creatura sembra inchinarsi leggermente, poi svanisce nel nulla.

Mi avvicino al ragazzo e gli sollevo leggermente la testa. Strizza gli occhi con una smorfia, e riprende conoscenza.

Mi scruta attentamente con una faccia perplessa.

– Alice, – dice lo sconosciuto con un filo di voce, – hai camminato da sola?

Mi guardo intorno, le mie stampelle sono a terra a dieci metri di distanza.

Mi ero alzata e avevo camminato fin lì senza l’aiuto di nessuno.

Noah ha qualcosa di fondamentale importanza da rivelare ad Alice. Vuole confessarle che in realtà...

  • Alla fine non le dirà niente per paura di ferirla. (0%)
    0
  • ... il responsabile dell'incidente di Alice è Noah stesso. (67%)
    67
  • ... fin da quando erano bambini, era sempre stato innamorato di lei, ma non aveva mai avuto il coraggio di dirglielo. (33%)
    33
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24 Commenti

  1. “Cadi sette volte, rialzati otto”
    Oramai, avrete capito che i miei titoli sono citazioni scritti nella loro lingua d’origine. Questo in particolare, è un proverbio giapponese che ci esorta a rialzarci, nonostante la vita continui a buttarci giù (e a riscrivere un capitolo due volte, dopo aver ricaricato per sbaglio la pagina prima di pubblicare). So di andare avanti molto lentamente, ma sono una persona che ha bisogno dei suoi tempi (per non dire procrastinatrice) e cerco sempre di dare una continuazione coerente e in linea con il racconto. Spero che vi piaccia^^

  2. “Non si può vivere a lungo basandosi su una menzogna”
    In questo periodo di reclusione forzata – causa Coronavirus – ho deciso di sfruttare al meglio questi momenti di ozio assoluto e dedicarmi a cose che normalmente non riesco a fare per mancanza di tempo (e anche di voglia). Ho riscoperto letture affascinanti e fiumi di parole inondano la tastiera del mio computer. Mi sto dedicando anche a qualche disastro culinario, ma meglio che non ve ne parli 😉

  3. “Talvolta anche vivere è un atto di coraggio”
    Ringrazio i gentili lettori/scrittori che hanno speso parte del proprio tempo a leggere il mio racconto e a fornirmi consigli preziosi. Spero con il tempo di riuscire ad assimilare ogni suggerimento, in modo da migliorare la mia tecnica. Nonostante la mia lunga pausa, torno proponendovi un nuovo capitolo. Aspetto nuovi consigli 😉

  4. Ciao! Mi attira l’incipit, scrivi bene. Attenta alla gestione dei due punti di vista: per esperienza ti dico che i caratteri sono pochi e dieci capitoli finiscono in un momento. A tal fine, ti do un altro suggerimento che a suo tempo è stato dato a me: non scrivere sequenze puramente descrittive. Mi spiego meglio: anziché descrivere la fisicità di un personaggio tutta in una volta, “spalma” le informazioni in itinere. Questo aiuta a snellire la narrazione e ti consente di dare informazioni sulla persona in questione e al contempo di continuare a narrare i fatti, sfruttando al meglio i 5000 caratteri. Continua comunque, hai un buon potenziale! Ti seguo. A presto!

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