Remember Alice

Dove eravamo rimasti?

Noah ha qualcosa di fondamentale importanza da rivelare ad Alice. Vuole confessarle che in realtà... ... il responsabile dell'incidente di Alice è Noah stesso. (67%)

“On ne peut pas vivre longtemps basé sur un mensonge”

⌊Noah⌉

Non riesco ancora a credere a quanto appena successo: il Guardiano ha riconosciuto la sua legittima padrona e le ha obbedito. Questo vuol dire che stanno rifiutando i Decreti Reali e si ribellano a sua Maestà. Mio padre non starà a guardare…

– Com’è possibile, – chiede improvvisamente, mentre io mi siedo a fatica, – voglio dire… le mie gambe. Tu sai chi sono e a me sembra di riconoscerti, nonostante un anno fa ricordassi a malapena il mio nome. E poi… quella creatura era reale? Non capisco.

Vedo la confusione nei suoi occhi, dovrei ignorare le sue domande e andarmene per non rivederla mai più. Ma oramai è troppo tardi.

– Alice, – dico con un macigno sullo stomaco, – noi due ci conosciamo da molto tempo, quasi dodici anni ormai. Il mio nome è Noah. Noah Zemlya. Eravamo migliori amici, almeno fino allo scorso anno…

– Cosa? Eravamo migliori amici e non sei mai venuto a trovarmi? Perché? Non mi aspettavo fiori, regali o chissà che… Però, se fossi stata importante…

– Questo non metterlo mai in dubbio! Il fatto è che… dopo l’incidente qualcuno ha pensato che fosse meglio che io mi allontanassi da te. E io ero d’accordo. Tu non ricordavi nulla e non te ne saresti nemmeno accorta. Non avresti sofferto, come ho sofferto io. Vedi, io… ho fatto una cosa terribile.

– Tutto questo è surreale! Non posso credere a quello che sta accadendo. Chi è che vorrebbe tenerti lontano? Cosa avresti fatto di così orribile?

Chiudo gli occhi, temendo che queste parole possano uccidermi. L’ho ripetuto tante volte nella mia testa, eppure… Inspiro profondamente e mi appello a tutto il mio coraggio.

– Forse mi odierai per questo, ma non posso mentirti, – dico lentamente, soppesando le parole. – La tua amnesia… Tutto quello che ti è successo lo scorso anno è accaduto per colpa mia.

⌊Alice⌉

Ascolto le sue parole, ma non capisco il loro significato. Cosa sta cercando di dirmi?

– Questo vuol dire che… Ero con te quando sono stata investita?

– Cosa? No, no… Questo è quello che ti hanno raccontato, ma la verità è ben diversa. Vedi… tu non appartieni a questo mondo e nemmeno quel Guardiano che mi ha attaccato prima. Il tuo Regno, il Regno del Cielo è stato attaccato e tu sei stata esiliata sulla terra e costretta a dimenticare tutto. I tuoi genitori, quello che ti è stato raccontato sul tuo incidente e sulla tua vecchia vita… è tutto falso.

– Vorresti dire che loro non sono i miei genitori? E dovrei credere a tutte queste sciocchezze?

Fa per rispondere, ma non gliene do il tempo. Mi volto, raccolgo le mie stampelle, poi mi incammino furiosa verso casa. Forse sto sognando? O forse sono impazzita. Ma come può pensare che io creda a queste assurdità. Io apparterrei a un altro mondo?

Dopo qualche minuto mi guardo alle spalle: il ragazzo non mi sta seguendo. Tra tutte le cose che mi ha detto, ci sarà un minimo di verità? È stato davvero mio amico?

Arrivo davanti casa e all’improvviso mi ricordo di una cosa fondamentale: ho saltato scuola! Questo vuol dire che più tardi dovrò cercare una scusa con i miei genitori. Mi avvicino alla porta di casa e inizio a cercare furiosamente le chiavi nel groviglio di cuffie e cartacce nelle mie tasche. Finalmente le trovo. Sto per infilare le chiavi nella serratura quando un rumore improvviso dall’interno mi blocca. Come mai i miei genitori sono a casa? Il rimprovero arriverà prima del previsto.

Infilo le chiavi e apro la porta con uno scatto. La scena che appare davanti ai miei occhi, mi lascia a bocca aperta. La casa è un caos: libri a terra, mobili rovesciati e un’atmosfera tetra aleggia nelle stanze. Faccio qualche passo, poi li vedo: i miei genitori sono seduti sul divano in salotto, immobili. Mi danno le spalle, quindi non riesco a vedere le loro espressioni.

– Mamma… – dico. Poi qualcosa mi blocca. C’è un tremolio, poi i corpi dei miei genitori iniziano ad ondeggiare vistosamente. In un attimo i loro vestiti vengono inghiottiti da una massa nera che si espande senza dimensioni. Guardo esterrefatta la scena davanti ai miei occhi. La mutazione continua fino a quando di loro rimane che uno straccetto a terra della gonna rosa di mia madre.

– Principessa! – esclama qualcuno alle mie spalle – Giusto in tempo.

Un ragazzo compare improvvisamente dalla cucina dietro di me. Regge nelle sue mani un grosso coltello, quello che la mamma usa per affettare le verdure. Lo guardo bene: i suoi occhi color della cenere sembrano così familiari… Il ragazzo di prima… Sembrano gli occhi di Noah! Saranno forse parenti? Eppure adesso non riesco a sentirmi a mio agio e una strana paura mi stringe lo stomaco.

Le creature che fino ad un attimo fa erano i miei genitori si voltano verso di me, rivelando lo stesso volto bianco della creatura di prima. Non riesco a credere ai miei occhi.

– Cosa è successo ai miei genitori? – chiedo al ragazzo, – E tu chi sei?

– Mi presento, – dice sorridendo leggermente, – il mio nome è William, primo erede della dinastia Zemlya governante sui Regni congiunti del Cielo e della Terra. E tu…

William sta per svelare il segreto di Alice. Come continuerà il suo discorso?

  • "E tu sei appena finita in un grosso guaio. Ma tranquilla, ben presto non ricorderai più nulla" (100%)
    100
  • "E tu, in quanto traditrice del Regno del Cielo, meriti di essere punita" (0%)
    0
  • "E tu non hai più bisogno del sigillo che bloccava i tuoi ricordi. È arrivato il momento di recuperare la tua memoria" (0%)
    0
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24 Commenti

  1. “Cadi sette volte, rialzati otto”
    Oramai, avrete capito che i miei titoli sono citazioni scritti nella loro lingua d’origine. Questo in particolare, è un proverbio giapponese che ci esorta a rialzarci, nonostante la vita continui a buttarci giù (e a riscrivere un capitolo due volte, dopo aver ricaricato per sbaglio la pagina prima di pubblicare). So di andare avanti molto lentamente, ma sono una persona che ha bisogno dei suoi tempi (per non dire procrastinatrice) e cerco sempre di dare una continuazione coerente e in linea con il racconto. Spero che vi piaccia^^

  2. “Non si può vivere a lungo basandosi su una menzogna”
    In questo periodo di reclusione forzata – causa Coronavirus – ho deciso di sfruttare al meglio questi momenti di ozio assoluto e dedicarmi a cose che normalmente non riesco a fare per mancanza di tempo (e anche di voglia). Ho riscoperto letture affascinanti e fiumi di parole inondano la tastiera del mio computer. Mi sto dedicando anche a qualche disastro culinario, ma meglio che non ve ne parli 😉

  3. “Talvolta anche vivere è un atto di coraggio”
    Ringrazio i gentili lettori/scrittori che hanno speso parte del proprio tempo a leggere il mio racconto e a fornirmi consigli preziosi. Spero con il tempo di riuscire ad assimilare ogni suggerimento, in modo da migliorare la mia tecnica. Nonostante la mia lunga pausa, torno proponendovi un nuovo capitolo. Aspetto nuovi consigli 😉

  4. Ciao! Mi attira l’incipit, scrivi bene. Attenta alla gestione dei due punti di vista: per esperienza ti dico che i caratteri sono pochi e dieci capitoli finiscono in un momento. A tal fine, ti do un altro suggerimento che a suo tempo è stato dato a me: non scrivere sequenze puramente descrittive. Mi spiego meglio: anziché descrivere la fisicità di un personaggio tutta in una volta, “spalma” le informazioni in itinere. Questo aiuta a snellire la narrazione e ti consente di dare informazioni sulla persona in questione e al contempo di continuare a narrare i fatti, sfruttando al meglio i 5000 caratteri. Continua comunque, hai un buon potenziale! Ti seguo. A presto!

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