Remember Alice

Dove eravamo rimasti?

Alice pronuncia una formula per trasportare il suo corpo in un altro luogo. Dove si ritroverà quando aprirà gli occhi? In un castello meraviglioso, circondata da creature fantastiche. (60%)

七転び八起き

⌊Alice⌉

La luce è così accecante che devo chiudere gli occhi. Il mio corpo diventa leggero e i miei problemi sembrano improvvisamente svanire. Stringo le mani di Noah e mi aggrappo a quella sensazione piacevole che mi avvolge completamente.

– Alice, – dice lui dopo qualche secondo, sfiorandomi leggermente la tempia, – adesso puoi aprire gli occhi.

Sbatto lentamente le palpebre. Il viso di Noah appare ai miei occhi, i riccioli castani impastati di sangue gli ricadono sulla fronte. Mi sorride, come faceva ogni mattina sull’autobus, eppure i suoi occhi sono ancora tristi.

Improvvisamente qualcosa sfiora il mio braccio alla velocità di un proiettile. Mi volto per osservare il punto in cui la cosa dovrebbe essersi schiantata, ma…

Quello che vedo mi lascia improvvisamente senza fiato. Là dove dovrebbe esserci il suolo, ora c’è una nebbia densa. Tuttavia, non abbastanza densa da non poterci guardare attraverso: vedo il verde delle colline e il mare in lontananza e riconosco la sagoma minuscola della mia città proprio sotto i miei piedi. E i miei piedi… stanno ancora levitando!

Improvvisamente, la creatura di prima sfreccia fuori dallo strato di nuvole, garrendo rumorosamente. Una rondine! Una seconda la segue, poi una terza, una quarta e infine uno stormo intero gracchia divertito, sfrecciando intorno a me.

Sono forse morta? Improvvisamente, il dolore alla nuca e il taglio sulla mano mi ricordano di essere viva e vegeta. Faccio per portarmi le mani sul capo, ma Noah mi stringe ancora più forte.

– Alice, vuoi forse uccidermi? Aspetta… – dice lui con una risatina nervosa mentre estrae un pugnale dalla cintura dei pantaloni.

– Cosa ci vuoi fare con quello? – chiedo con una smorfia, – non vorrei contraddirti, ma qui sembri tu quello che vuole uccidermi. Cos’è? Una questione di famiglia?

– Non dire idiozie, non ho nulla a che fare con quell’idiota di mio fratello. Ho solo bisogno di una ciocca dei tuoi capelli. Per favore, fidati.

⌊Noah⌉

– È una richiesta talmente strana che non posso fare altro… – Alice si blocca mentre tocca i suoi capelli corti. Evidentemente, se n’era dimenticata, – Ma cosa avete tutti con i miei capelli?

Sul suo viso compare un sorriso malinconico mentre afferra una ciocca sfuggita alla lama di William. Ho sempre apprezzato questo lato di Alice. Lei mi ha sempre dato fiducia, anche quando non ne aveva alcuna ragione e anche quando… anche quando stavo per tradirla.

– Tranquilla, – le dico, mentre con un colpo secco recido i suoi capelli biondi, – ricresceranno.

Con una mano tiro fuori dalla felpa la piccola bottiglia di vetro attaccata alla collana che mi aveva regalato Alice molti anni fa. Sfilo il tappo di sughero e le faccio segno di infilarci dentro la ciocca di capelli. Richiudo la bottiglia e lascio la sua mano. I miei piedi si adagiano lentamente sullo strato di nuvole.

– Senza la tua magia, – dico dopo qualche secondo, – cioè, senza la Magia del Cielo, dopo aver lasciato le tue mani sarei precipitato. Ma grazie ai tuoi capelli posso camminare sulle nubi. Solitamente gli abitanti della Terra usano l’artiglio di un Guardiano, ma ti promisi che non ne avrei mai ucciso uno.

Rinfilo la collana sotto la felpa e le porgo una mano per aiutarla a scendere. Un po’ incerta, si poggia sulle sue gambe.

– Non hai mai avuto una paralisi, – dico guardandola mentre fa alcuni passi incredula, – è solo che sei abituata a camminare sostenuta dai venti. Le tue gambe…

Alice… Mi blocco mentre le lacrime le rigano il volto. Dimenticavo tutte le cose che ha dovuto subire oggi. Mi chiedo se sia in grado di sopportare tutta la verità.

– In realtà, – dice singhiozzando, – non so se essere triste o felice. Voglio dire, guardami: posso camminare senza stampelle, e correre come ho sempre sognato di fare. Eppure ho appena scoperto che la mia vita era tutta una farsa. E i miei genitori sono morti. Li ho uccisi io… con le mie stesse mani. Darei tutto per poter tornare con loro a casa!

– Alice, – dico mettendo le mani sulle sue spalle e costringendola a voltarsi, – questa è casa tua!

Davanti a noi distese di candidi giardini si estendono a perdita d’occhio. Un vialetto splendente, circondato da siepi e aiuole di qualsivoglia forma e dimensione, porta all’imponente castello del cielo.

Improvvisamente, una schiera di Guardiani sbuca dal nulla e ci circonda. Alice indietreggia verso di me, ma non ne sembra spaventata.

– Tranquilla, – la rassicuro stringendola ancora per le spalle, –loro sono i Guardiani del Cielo. Non ti faranno nulla.

Si dispongono in cerchio intorno a noi e si prostrano in segno di riverenza. Poi, in un lampo riprendono a volare sotto le loro forme di uccelli: aquile, corvi, falchi, gufi, passeri e tanti altri.

– Noah, dimmi, – dice Alice indugiando qualche secondo, – io sono la discendente di Agnes, la Regina del Cielo?

Le sorrido, poi lentamente mi inginocchio davanti a lei come avevano fatto i Guardiani.

– Allison Aurore Skyblue, quinta sovrana del Regno del Cielo, prometto di servirti come mia regina fino alla morte!

Noah rivela il vero nome di Alice e le promette di restarle accanto. Quale sarà il loro prossimo passo?

  • Affrontare il Padre di Noah, il nuovo sovrano e restituire il trono alla dinastia Skyblue. (20%)
    20
  • Recuperare la memoria di Alice. (60%)
    60
  • Liberare dalle segrete il padre di Alice, il Re spodestato. (20%)
    20
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24 Commenti

  1. “Cadi sette volte, rialzati otto”
    Oramai, avrete capito che i miei titoli sono citazioni scritti nella loro lingua d’origine. Questo in particolare, è un proverbio giapponese che ci esorta a rialzarci, nonostante la vita continui a buttarci giù (e a riscrivere un capitolo due volte, dopo aver ricaricato per sbaglio la pagina prima di pubblicare). So di andare avanti molto lentamente, ma sono una persona che ha bisogno dei suoi tempi (per non dire procrastinatrice) e cerco sempre di dare una continuazione coerente e in linea con il racconto. Spero che vi piaccia^^

  2. “Non si può vivere a lungo basandosi su una menzogna”
    In questo periodo di reclusione forzata – causa Coronavirus – ho deciso di sfruttare al meglio questi momenti di ozio assoluto e dedicarmi a cose che normalmente non riesco a fare per mancanza di tempo (e anche di voglia). Ho riscoperto letture affascinanti e fiumi di parole inondano la tastiera del mio computer. Mi sto dedicando anche a qualche disastro culinario, ma meglio che non ve ne parli 😉

  3. “Talvolta anche vivere è un atto di coraggio”
    Ringrazio i gentili lettori/scrittori che hanno speso parte del proprio tempo a leggere il mio racconto e a fornirmi consigli preziosi. Spero con il tempo di riuscire ad assimilare ogni suggerimento, in modo da migliorare la mia tecnica. Nonostante la mia lunga pausa, torno proponendovi un nuovo capitolo. Aspetto nuovi consigli 😉

  4. Ciao! Mi attira l’incipit, scrivi bene. Attenta alla gestione dei due punti di vista: per esperienza ti dico che i caratteri sono pochi e dieci capitoli finiscono in un momento. A tal fine, ti do un altro suggerimento che a suo tempo è stato dato a me: non scrivere sequenze puramente descrittive. Mi spiego meglio: anziché descrivere la fisicità di un personaggio tutta in una volta, “spalma” le informazioni in itinere. Questo aiuta a snellire la narrazione e ti consente di dare informazioni sulla persona in questione e al contempo di continuare a narrare i fatti, sfruttando al meglio i 5000 caratteri. Continua comunque, hai un buon potenziale! Ti seguo. A presto!

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