Tutto per una gallina

Dove eravamo rimasti?

Come reagirà Iole? Non risponderà, tenendo il marito sulla graticola (60%)

Una notte insonne

Iole guardò il marito con aria rabbiosa ma meditabonda. 

“Gallina?” chiese, con aria da finta tonta.

“Sì, sei sorda, stupida o tutt’e due?” fece Almerino, impaziente.

“Sciacquati la bocca quando parli con me!” L’imponente donna si diresse minacciosa verso il marito, brandendo un mestolo insaponato. Lui si ritrasse istintivamente. Non appena la moglie si girò, per dedicarsi nuovamente al lavaggio dei piatti, la spavalderia del contadino riemerse, prepotente: “Dimmi dov’è Brig… ehm, il pennuto”. 

“Non capisco di cosa parli. Qua non ci sono galline, oltre a quelle che già abbiamo”. Iole aveva deciso di tenere il marito sulla graticola: perché non indispettirlo, trovandosi un’occasione così succosa?

Il pover uomo era sempre più preoccupato. Ormai è sera. Brigida potrebbe essere tutta sola, al freddo, impaurita.

Iole nel frattempo asciugava le stoviglie, gettando qualche occhiata all’agitato marito. Un sorrisino soddisfatto le solcava il viso. Conosceva Almerino. Sapeva che, se gli interessava tanto un semplice pennuto, c’era sotto qualcosa.

Riordinata la cucina, con il contadino ancora seduto nella stessa posizione, stranamente pensante, la donna decise di andare a letto.

“Oh, svampito! Vieni a dormire anche tu. Non penserai di restartene lì, a crucciarti così… Tutto per una gallina?”

Almerino sembrava non ascoltare una parola, così lei lo incalzò di nuovo: “Allora?! Vieni a riposare, che domani hai un sacco di lavoro da fare! Oltretutto, non credere di poterla passare liscia! Ti avevo chiesto di portarmi tra stupidi pennuti e te ne sei stato a bighellonare tutto il giorno! Insomma…”

“Iole, adesso taci e vattene a letto! La tua dannata voce mi fa venire il mal di testa!” replicò lui, infastidito.

“Il mal di testa ti è venuto soltanto per il vino! Oltretutto, da quand’è che pensi così tanto?”

Non ottenendo risposta, l’esasperata Iole uscì dalla stanza. Il marito sentì i suoi passi pesanti sulle scale. Maledetta scrofa. Non ho alcuna intenzione di dormirti accanto. Non oggi. Almerino prese a camminare su e giù per la cucina, agitatissimo. Nel suo cervello poco allenato c’era soltanto un pensiero: Brigida. Vorrei soltanto uscire e gridare il tuo nome. Vorrei uscire e ritrovarti, per riunirci per sempre. Vorrei fuggire via con te e lasciarmi alle spalle Iole, questo paese, questa fattoria, per stare con te tutta la vita. Il nostro eroe, oltre a ignorare il fatto che “tutta la vita” per la sua amata erano al massimo undici anni, era in preda al delirio. 

Da buon cavaliere senza macchia e senza paura, non se la sentiva proprio di restare con le mani in mano e dormire. Soprattutto, non con quella cagna di mia moglie! Ha sminuito Brigida e tutti i suoi simili. “Stupidi pennuti”, ha detto! No, io non tollero che si disonori così colei che amo con tutto il cuore.

Almerino, sopraffatto dai postumi di una giornata all’insegna dell’alcol e dell’angoscia, non aveva affatto pensato di andare a controllare nella stia, dove la sua piumata amante riposava beata, in mezzo alle altre della sua specie.

Così passò la notte a camminare tra la cucina e il salotto, incapace di concedersi il minimo riposo.

Iole lo trovò ancora così, a girare per la casa, meditabondo. Attento, Almerino! Tutto questo rimuginare non fa bene alla tua testa, così povera di materia grigia! Non si può essere Ferrari, se si è nati Cinquecento (o Apecar)!

“Ma sei ancora lì?” chiese la donna, già bellicosa di primo mattino.

“E con questo? Un uomo non può non aver sonno e voler stare a riflettere?”

“Riflettere? Tu?” Iole si fece d’improvviso preoccupata. Mai, nella vita, il suo consorte si era comportato in modo così insolito. Istintivamente si diresse verso il telefono e compose un numero.

“Pronto, dottore? Sono… Ah, mi ha riconosciuta… Bene! Sì… Vede, si tratta di Almerino! Vorrei davvero che lei passasse di qua… Alle dieci? Perfetto!”

“Sei impazzita?” intervenne il contadino “Non mi serve nessuno stupido medico!” Questi non sono mali che si possono curare, grosso ammasso di lardo senza cervello!

“Invece ti farai visitare! Ti comporti in modo strano. Se ti ammali, non voglio avere la tua inutile vita sulla coscienza!”

Sempre adorabile, maledetta serpe. Ma come sono finito con te? Almerino guardò l’ingombrante moglie, che gli parve più ripugnante che mai. Un tempo adoravo il tuo bel culo sodo. Non facevo che rincorrerti per la casa in mutande.

Ebbene sì, il nostro eroe e la sua consorte erano stati, un tempo, una coppia felice. Sembra incredibile, ma si erano sposati per amore. Un giorno, lui si era inginocchiato in mezzo al campo di pannocchie del padre di lei e le aveva chiesto di essere sua per sempre. Sono stato un coglione.

Almerino sospirò, rassegnato. Negli anni la voce flautata di Iole era diventata un ringhio. La sua bellezza era svanita e aveva iniziato a trattarlo sempre più come un idiota.

Ma Brigida mi ha cambiato. Con lei mi sento di nuovo un ragazzino. Per questo devo trovarla!

Chiedo scusa per il mio ritardo catastrofico. Questo difficile momento storico mi ha bloccata! Allora, come sarà questo medico?

  • Un vecchio medico vicino alla pensione (40%)
    40
  • Un giovane di bell'aspetto (50%)
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  • Una donna di mezza età (10%)
    10
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100 Commenti

  • Un giovane di bell’aspetto: non ci starebbe male una seconda infatuazione, della moglie questa volta;-)
    Ciao, Carlotta, bentornata.

    La storia, nonostante sia passato un po’ dei tempo, me la ricordo bene. Mi hai fatto penare, con il povero Almerino in ansia per la sua amata. Ora vediamo come prosegue 🙂

    ti segnalo un refuso minuscolo nella frase: “Ti avevo chiesto di portarmi tra stupidi pennuti…” forse intendevi “tre”?

    Alla prossima!

  • Bentornata! Ritardo scusato, anche io so bene che quello della quarantena non è un periodo così prolifico per la scrittura come si potrebbe pensare 😛 Comunque, siccome ho apprezzato la parentesi sul passato focoso di Iole e Almerino, penso che introdurre un bel giovanotto nella storia che magari attiri l’attenzione di Iole potrebbe essere un modo per far risvegliare la passione di Almerino… non so se sia questa la tua idea, ma sarebbe divertente 😀

  • Ho votato il giovane figo, perché in questa commedia manca una presenza piccante che può metter zizzania nella coppia.
    Capitolo fresco e divertente, con dialoghi realistici nella loro semplicità (del resto Iole e Almerino non sono due premi Nobel). Il ritmo è sferzante e vivace. Ritengo che i 5000 caratteri di TI ben si adattino a questo genere di racconto umoristico.
    Brava Carlotta e ben tornata.

  • Ciao a tutti!
    Spero che valga ancora il proverbio “meglio tardi che mai”. Sono stati mesi tosti, in cui non mi sono sentita in vena di ridere, per cui il racconto comico non lo sentivo molto nelle mie corde. Ho la speranza che ci sia ancora qualcuno che si ricorda di me. Grazie a tutti quelli che leggeranno, confido nella vostra comprensione.
    Carlotta

  • Terrà Almerino sulla graticola… per averlo intorno che pende dalle sue labbra, per una volta! Alla fine della lotta mi sarei quasi aspettata un bacio appassionato ? Si riappacificheranno mai, questi due?
    Sono tornata in questi giorni di clausura forzata, vedo che non sei andata molto avanti, mi mancava solo quest’ultimo capitolo. Spero tu stia bene!

  • Ciao, sono stata un po’ distratta ultimamente, anche a causa della scarsa frequentazione di questo sito che mi sembra stia languendo… ma leggerti è sempre un piacere. Le scenette – molto teatrali è vero – sono gustose e ben descritte, sembra proprio di vederli muoversi sul palcoscenico i tuoi personaggi. Ho votato per tenere Almerino sulle spine ancora un po’… la sua passione ovaiola dovrà aspettare ancora.
    P.S. se hai voglia passa a trovarmi a Villa Mafalda, il mio racconto giallo

  • Ciao, eccomi qui. Finora molto divertente e c’è ritmo; non solo: il personaggio di Almerino è molto genuino nel suo essere disastrato e disastroso e romantico e un po’ fuori di testa. Iole non ha tutti i torti. Direi che nasconde la presenza di Brigida.

  • Ciao Carlotta,
    ebbene, si è tornati a casa. La furia della povera moglie ci sta tutta, in fondo questo marito è proprio un disastro. Non avrei aggiunto il passaggio in osteria, non fornisce indizi o spunti per il proseguo della storia, ma mi rendo conto che occorre creare un po’ di attesa. Ho dovuto fare più tentativi, sia per leggere che per votare. Ho paura che questo sito ci stia abbandonando…
    Speriamo di sbagliare.
    Per il momento ti saluto e, se non ci sentissimo prima, ti auguro Buone Feste!!
    p.s. nasconderà la presenza di Brigida.

  • Poverino, non aveva calcolato che arrivare brillo a casa avrebbe solo peggiorato la sua situazione. Lo scontro ha un sapore di teatro di marionette, molto adatto ai personaggi. Ti stai migliorando ancora Carlotta, brava, ti seguo e sentiamo cosa si inventa Iole a proposito di Brigida!
    P.s. ho iniziato una nuova storia se hai tempo e voglia fammi sapere che ne pensi, ciao. alla prossima?

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