Un Mondo vivo

Dove eravamo rimasti?

Si era scoperto che esistevano molte più creature, ma cosa fanno? Gli scoiattoli vegetali e le rane umanoidi si incontrano. (100%)

L’incontro

Il popolo degli scoiattoli volanti volò in groppa di cavalli alati ed alcuni in groppa alle viverne, cercando di scoprire se quelle due tartarughe gigantesche che nuotavano spesso attorno al Kraken fossero abitate, perché avevano fatto un ragionamento che se loro vivevano su un gigantesco essere vivente, e le due tartarughe isola sono due esseri viventi giganteschi, vuol dire che pure lì ci abitano creature come loro. Il fatto è che tra scoiattoli vegetali esisteva una forte competizione, erano divisi in vari popoli e non si dimenticarono di essere della stessa specie, avevano la triste mentalità, per colpa della politica che era iniziata da poco a dividere in vari gruppi un’intera razza. Molti avevano dimenticato di provenire da un granchio gigantesco, anche perchè erano passate diverse generazioni e si trovavano in un’epoca molto lontana come lo è stato il paleolitico con l’eta dei computer e delle intelligenze artificiali. La maggior parte credeva che la storia che loro provenissero da una gigantesca quercia nata sulla groppa di un granchio gigante fosse soltanto un mito, in realtà era tutto vero. Per gli anfibi umanoidi era il contrario, sapevano di essere tutti un’unica razza e si rispettavano tra di loro, credevano negli spiriti della natura mentre gli scoiattoli vegetali credevano in diverse religioni iniziate da uomini saggi che poi i poteri forti le avevano strumentalizzati a scopo economico. Per gli anfibioidi era diverso, non avevano una politica come la intendevano gli scoiattoli vegetali, credevano solo nell’unicità e nell’accoglienza. Un branco di cavalli alati, in branco di viverne ed un branco di grifoni volavano in cielo trasportando scoiattoli vegetali, pronti ad invadere territori che non erano i loro. Fissati che tutto gli apparteneva. Impiegarono diversi giorni ad arrivare sulle tartarughe isole ed appena atterrarono, gridarono vittoria, ma iniziarono battibecco tra di loro, perché la politica e l’appartenenza ad una sezione dello stesso Kraken li faceva sentire diversi e migliori. Volevano le tartarughe tutte per loro, impiantando le loro bandiere e litigando su chi era arrivato per primo. Vennero ad incontrare delle creature simili a loro, ma diversi allo stesso tempo, erano creature acquatiche che potevano vivere per poco tempo sull’asciutto, ma avevano biogno di essere idratate sempre. Appena videro questi scoiattoli con sembianze umanoidi ed impiantate sulla testa, sulla schiena e sulla coda dei rami con foglie, li accolsero con amore, come la loro religion comandava, ma dal canto loro, non erano tanto accoglienti. Gli scoiattoli vegetali volevano quel territorio tutto per loro, credevano che ogni cosa gli appartenesse ed erano convinti, perché la loro stupida politica voleva così. Cercarono di ingannare con degli specchietti gli abitanti delle tartarughe che accolsero i loro doni e gli regalarono molte cose che loro stessi coltivavano. Frutti, ortaggi, cereali ed animali da allevamento che le rane umanoidi avevano sempre coltivato ed allevato, in parte gli fecero dei regali che loro accolsero con arroganza e presunzione. Portarono tutto nei sacchetti per poi riportarle in groppa ai cavalli alati, ai grifoni ed alle viverne per riportarli sul Kraken. Illusi di essere la razza prescelta da Dio, schiavizzarono le rane umanoidi nei lavoi dei campi ed inizialmente erano ben contenti di lavorare sul carapace delle loro tartarughe per gli scoiattoli vegetali che invece si sentivano superiori, si sentivano quelli più evoluti tecnologicamente. Fisicamente erano più forti le rane umanoidi ed erano superiori anche nel nuoto e nella corsa, mentre gli scoiattoli vegetali erano superiori solo nel comando e nella tecnologia. La ghiandola pineale degli scoiattoli vegetali era offuscata dalla loro politica e da altri interessi su personaggi famosi o sportivi, mentre per le rane umanoidi erano ancora amanti della natura ed avevano la ghiandola pineale più sviluppata, finché non sono stati schiavizzati da loro e resi come loro in tutti gli effetti. Ormai si erano dimenticati che un domani, il Kraken e le tartarughe che loro abitavano sarebbero morte di vecchiaia, ma erano molto longevi, solo che c’era un gigantesco pesce dorato che divorava sempre i tentacoli del grosso animale e a lungo andare lo avrebbe ucciso. La nuova mentalità li aveva rovinati, schiavizzati e resi degli automi pronti ad essere schiavi di individui più ricchi di loro che li illudevano che un domani sarebbero diventati ricchi se lavoravano con loro, ma rimasero sempre più poveri, per colpa di chi gestiva l’economia. I padroni erano i veri diavoli, schiavizzatori e sfruttatori, mentre chi lavorava, pensava soltanto a turare a campare, illusi che un domani sarebbero diventati liberi e ricchi. Ormai avevano perso la libertà da millenni, perché un gruppo di elite che stava sulla cima del Kraken aveva rovinato tutto il creato. Menomale non era l’unico Kraken dell’immenso mare ed immenso cielo.

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16 Commenti

  1. “ma non avevano armi per difendersi, non avevano artigli, non avevano corni, non avevano zoccoli. Potevano contare solo sulla potenza di gruppo e sulla loro intelligenza.”
    Abbiamo gli umani! 😀

    Rimasero compatti tra i vari clan ed andarono a scoprire nuove forme di vita.

    Questo è in effetti un capitolo introduttivo per sapere come si svilupperano questi “scoiattoli mezzi vegetali”. Mi piace un casino 🙂

    Ciao 🙂

  2. (Scusa, lo riscrivo perché il commento è finito in moderazione per una parola che al suo interno ne contiene una – mammamia che paura! – proibita)
    Rieccomi, Luigi (e scusa se ti ho chiamato Sauro nella risposta al tuo commento, mi sono confuso 🙂 )
    Ho votato per la morte del granchio, mi piace l’immagine che hai evocato.
    Alllora, la prima cosa che ho pensato leggendo il primo capitolo è “Ma quanto è enorme ‘sto kraken?”
    In effetti, una creatura delle dimensioni di Giove è tanta roba! Non riuscivo a capire perché insistessi tanto su queste dimensioni titaniche fino a che non ho visto che il tuo intento era descrivere un intero ecosistema di – come dire? – “vita su vita”.
    L’idea è molto interessante, e diciamo che io la sposo anche per la nostra piccola Terra, nel senso che ho il sospetto che il pianeta insieme alla propria biosfera si possa considerare come un unico organismo vivente… ma questa è più che altro sognante filosofia 😀
    Veniamo al tuo, di mondo, anzi, ai tuoi mondi.
    Ti segnalo subito una frase che mi ha lasciato perplesso:
    [la luce del sole]… p&n&trava [<– è lei la parolina proibita 😀 😀 ] fino ad un miglio nelle profondità oceaniche…
    Ma come, “solo” un miglio? Riducendo il kraken alle dimensioni di un polpo medio, un milionesimo di micron o giù di lì della sua parte affiorante? Avrei senz’altro abbondato! 😀
    Tornando seri, cosa dire della tua storia?
    È lodevole il tentativo di creare un intero universo (anzi, più di uno): ecosistemi, interazione tra essi, creature fantastiche… È interessante e molto difficile.
    Però questo non è tutto. in una storia: questo è l’ambiente in cui si devono muovere dei personaggi. Personaggi riconoscibili, coi quali il lettore può empatizzare.
    Nella tua storia ancora mancano, così che risulta fin qui quasi come un documentario naturalistico in cui il narratore parla al passato. È bello, il tuo mondo, indubbiamente: ti fa sognare, ti fa porre delle domande. Ma potrebbe non bastare. Spesso, anche nei documentari naturalistici si tende a individuare un protagonista, l’hai notato? Si filma un branco di lupi e si dà un nome proprio ai membri. Perché credi che lo si faccia? Perché lo spettatore vuole un coinvolgimento emotivo più forte. Per cui, il mio consiglio, da qui in poi è: individua dei personaggi e facceli conoscere.Caratterizzali in qualche modo, fa’ che possiamo distinguere tra una ghianda e l’altra, portaci a fare il tifo per loro.
    Insomma, non raccontare “La Storia” del tuo fantastico mondo, racconta “Una storia” *nel* tuo mondo fantastico.
    Consiglio che puoi tranquillamente disattendere, perché si tratta solo della mia opinione che ho voluto farti conoscere 😉

    Ciao, ti auguro un anno gioviano di giorni felici 🙂

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