Un Mondo vivo

Dove eravamo rimasti?

Le creautre anfibie stavano ponendosi dimande sull'esistenza e sul creato e non erano le uniche. Il granchio muore, la gigantesca quercia rimane a galleggiare sull'oceano e el creature nate dalle ghiande colonizzano il Kraken (100%)

La morte dell’enorme granchio

Per il granchio gigante non c’era più niente da fare, ormai le radici di quell’enorme quercia lo avevano ucciso dall’interno. Era ormai senza vita e la gigantesca quercia continuava a nutrirsi dei sali minerali del cadavere, mentre le creature che erano nate dalle ghiande, avevano intuito che qualcosa non andava e decisero di andare ad esplorare l’oceano e raggiungere quello che per loro era un grosso ammasso di colore verde e marrone. I capi clan di quel popolo fecero da guida a tutte quelle creature senzienti che erano abituate a vivere su quell’albero. Grazie ai più saggi ed anziani che si erano resi conto che il gigantesco granchio che loro stessi hanno abitato su di esso era ormai privo di vita, se ne erano accorti perché da mesi non si muoveva più e galleggiava immobile. Si tuffarono in mare e partirono all’avventura. Le acque erano gelate e salate, ma questo non gli importava, dovevano sopravvivere, decidere di morire rimanendo su quella quercia o tentare di raggiungere quel grosso ammasso che aveano ad una qunquantina di chilometri. I più forti del gruppo cercarono di aiutare quelli più deboli, perché erano abituati alla filosofia dello stare tutti assieme. Dovevano cercare di non annegare, di arrivare sani e salvi sull’enorme Kraken, senza annegare e senza far annegare nessuno. Per fortuna erano vegetali per metà, quindi, galleggiavano in acqua, ma dovevano aiutare pure quelli che non ce la facevano, ed amavano stare tutti assieme, per loro era una sofferenza perdere uno dei loro clan. Erano circa cento clan che erano composti ciascuno dai venti ai cento individui. Ecco che la maggior parte di loro avevano raggiunto il Kraken ed ormai il grosso granchio era parte del passato, della loro storia, Adesso dovevano pensare a stabilirsi su quella gigantesca creatura dalle dimensioni enormi. Tutti si erano ormai adattati a vivere su questa enorme creatura tentacolata. Nessuno di loro aveva avuto nessuna difficoltà di adattamento. Continuavano a mangiare foglie, perché era quella la loro dieta. Non sapevano che c’erano animali che loro non avevano mai visto prima, perché erano vissuti per millenni su un altro posto. Nessuno osava dimenticare le propei origini, ma adesso dovevano pensare a delle strategie di sopravvivenza. C’erano creature che non conoscevano ancora, per ora avevano visto solo alberi giganteschi e fili d’erba. Sapevano benissimo che i vegetali erano creature viventi, perché loro lo erano al 50%, quindi, per loro non c’erano sorprese in quanto creature animali o vegetali. Videro l’esistenza di funghi, ma per loro erano vegetali, non sapevano della teoria dei cinque regni. Incontrarono creature bipedi come loro, alte poco più di loro, di colore grigio, con una folta peluria ed un grosso e lungo muso. Queste creature facevano versi acuti ed erano aggressivi verso di loro. Dovevano difendersi per non essere uccisi. Avevano imparato che esistevano creature predatrici, cosa che loro non sapevano, perché abituati a mangiare foglie e ghiande, che poi erano parte di loro, ma queste creature mostruose erano per loro la novità. Il luogo che abitavano da poco era immenso e sperduto, potevano scappare dove volevano, solo che di pericoli ce ne erano molti, e loro dovevano adattarsi ad affrontarli tutti, altrimenti sarebbero estinti e non era quello che volevano. Dovevano affrontare quelle creature, ma non avevano armi per difendersi, non avevano artigli, non avevano corni, non avevano zoccoli. Potevano contare solo sulla potenza di gruppo e sulla loro intelligenza. I loro nemici sconosiuti non sapevano chi avevano di fronte, per loro erano solo prede. Qualcuno aveva trovato il coraggio di affrontarli, finendo sbranato vivo  e tutti gli altri scapparono a gambe levate. L’unico modo era vivere sugli alberi, come aveavno sempre fatto e nutrendosi di figlie. Quelle creature non potevano arrampicarsi, ma loro sì. Per ora erano salve, ma dovevano cercare di difendersi, nel caso dovevano scendere dagli alberi dove erano abituati a vivere. Osservavano l’ambiente sconosciuto per stare attenti agli altri pericoli che non conoscevano. Era arrivato il momento di inventare strategie di difesa per non essere attaccate da quelle creature sconosciute. Tutti loro erano curiosi di conoscere altre strane creature oltre a quelle che avevano appena visto. Si riposarono sugli alberi, lontano dai pericoli e dopo essersi riposati, mangiarono alcune foglie, quando bastava a sfamarli, senza dover distruggere nessun albero, perché solo loro erano a conoscenza che fossero esseri viventi.

Ormai erano adattati a vivere su quel Kraken, dovevano solo imparare strategie di sopravvivenza.

  • Rimasero compatti tra i vari clan ed andarono a scoprire nuove forme di vita. (100%)
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  • Si divisero in gruppi per volonizzare più parti del Kraken. affrontando tante nuove creature a loro sconosciute. (0%)
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  • Il loro colorito verde li mimetizzava tra le chiome degli alberi. (0%)
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16 Commenti

  1. “ma non avevano armi per difendersi, non avevano artigli, non avevano corni, non avevano zoccoli. Potevano contare solo sulla potenza di gruppo e sulla loro intelligenza.”
    Abbiamo gli umani! 😀

    Rimasero compatti tra i vari clan ed andarono a scoprire nuove forme di vita.

    Questo è in effetti un capitolo introduttivo per sapere come si svilupperano questi “scoiattoli mezzi vegetali”. Mi piace un casino 🙂

    Ciao 🙂

  2. (Scusa, lo riscrivo perché il commento è finito in moderazione per una parola che al suo interno ne contiene una – mammamia che paura! – proibita)
    Rieccomi, Luigi (e scusa se ti ho chiamato Sauro nella risposta al tuo commento, mi sono confuso 🙂 )
    Ho votato per la morte del granchio, mi piace l’immagine che hai evocato.
    Alllora, la prima cosa che ho pensato leggendo il primo capitolo è “Ma quanto è enorme ‘sto kraken?”
    In effetti, una creatura delle dimensioni di Giove è tanta roba! Non riuscivo a capire perché insistessi tanto su queste dimensioni titaniche fino a che non ho visto che il tuo intento era descrivere un intero ecosistema di – come dire? – “vita su vita”.
    L’idea è molto interessante, e diciamo che io la sposo anche per la nostra piccola Terra, nel senso che ho il sospetto che il pianeta insieme alla propria biosfera si possa considerare come un unico organismo vivente… ma questa è più che altro sognante filosofia 😀
    Veniamo al tuo, di mondo, anzi, ai tuoi mondi.
    Ti segnalo subito una frase che mi ha lasciato perplesso:
    [la luce del sole]… p&n&trava [<– è lei la parolina proibita 😀 😀 ] fino ad un miglio nelle profondità oceaniche…
    Ma come, “solo” un miglio? Riducendo il kraken alle dimensioni di un polpo medio, un milionesimo di micron o giù di lì della sua parte affiorante? Avrei senz’altro abbondato! 😀
    Tornando seri, cosa dire della tua storia?
    È lodevole il tentativo di creare un intero universo (anzi, più di uno): ecosistemi, interazione tra essi, creature fantastiche… È interessante e molto difficile.
    Però questo non è tutto. in una storia: questo è l’ambiente in cui si devono muovere dei personaggi. Personaggi riconoscibili, coi quali il lettore può empatizzare.
    Nella tua storia ancora mancano, così che risulta fin qui quasi come un documentario naturalistico in cui il narratore parla al passato. È bello, il tuo mondo, indubbiamente: ti fa sognare, ti fa porre delle domande. Ma potrebbe non bastare. Spesso, anche nei documentari naturalistici si tende a individuare un protagonista, l’hai notato? Si filma un branco di lupi e si dà un nome proprio ai membri. Perché credi che lo si faccia? Perché lo spettatore vuole un coinvolgimento emotivo più forte. Per cui, il mio consiglio, da qui in poi è: individua dei personaggi e facceli conoscere.Caratterizzali in qualche modo, fa’ che possiamo distinguere tra una ghianda e l’altra, portaci a fare il tifo per loro.
    Insomma, non raccontare “La Storia” del tuo fantastico mondo, racconta “Una storia” *nel* tuo mondo fantastico.
    Consiglio che puoi tranquillamente disattendere, perché si tratta solo della mia opinione che ho voluto farti conoscere 😉

    Ciao, ti auguro un anno gioviano di giorni felici 🙂

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