Un Mondo vivo

Dove eravamo rimasti?

Cosa poteva succedergli? Crearono una loro religione. (100%)

Come crearono le religioni

Le rane umanoidi che si trovavano sui carapaci delle gigantesche tartarughe, si stavano chiedendo come mai esisteva tutti questo, se ci fossero altre tartarughe dove erano presenti creature come loro, se quel gigantesco Kraken fosse l’unico in tutto quell’infinito mare e quell’infinito cielo, fecero tante riflessioni, si stavano chiedendo: Come mai esiste l’acuqa? Come mai esiste il cielo? Come erano venuti al Mondo? Per quale motivo esistevano tutti quegli esseri viventi? Ovviamente non avevano nessuna risposta, non sapevano niente, avevano solo l’intelligenza dalla loro parte e dove c’è intelligenza, c’è anche fantasia, ovviamente sapevano di vivere sulla groppa di una gigantesca tartaruga perché quando nuotavano, erano sempre nelle vicinanze e si accorgevano che il luogo che loro abitavano era un gigantesco essere vivente, sapevano di essere ospiti di quella creatura, per questo la rispettavano così tanto da creare un dio con le loro sembianze create dalle pietre. Quindi, avevano imparato a scolpire parti miniscole di quella creatura che loro ci abitavano sopra per creare la versione deizzata di essa. Iniziarono ad offrire olocausti uccidendo dei piccoli esseri viventi in suo onore, ma mai avevano pensato di sacrificare uno di loro, perchè uccidere era contro la loro morale e lo diventò di più dopo che iniziarono a creare sculture che rappresentavano il loro dio.

Anche sul Kraken, quelle creature ibride vegetali animali, si stavano ponendo le stesse domande: Chi erano? Da dove venivano? Come erano state create? Chi le aveva create? Lo stesso che li aveva creati era colui che creava anche gli altri esseri viventi? Ogni giorno scoprivano una creatura nuova e gli diedero un nome. Sapevano pure loro che vivevano su un gigantesco essere vivente tentacolato, molto più grande di quelle due tartarughe che non avevano mai visitato, di quelle quattro aquile gigantesche e del cranchio che un tempo era stato il territorio dove abitavano i loro antenati. Ovviamente si erano illusi di essere le creature pià perfette, perché in parte sembravano la versione ridotta di quei grossi mostri grigi e pelosi che squittivano ed in parte erano vegetali. Sapevano che nessun altro essere vivente era come loro e si davano per certo che loro erano gli esseri superiori. Da poco avevano scoperto la possibilità di contare e di fare dei calcoli aiutandosi con le dita delle loro mani, con delle foglie o con dei sassolini, quindi, la loro capacità di saper far di conto, li faceva sentire superiori a tutti e deridevano le altre creature ed anche i loro simili se non sapevano contare. Dopo inventarono la scrittura, utilizzando delle tavolette d’argilla e dei rametti, e questo fece accrescere la loro superbia verso le altre creature. Nello stesso tempo, si fecero delle domande su come mai esistevano tante creature e chi li avesse creati, dato che loso sapevano creare degli utensili per ogni cosa, per cacciare, per produrre cibo o per altro. Questo li faceva pensare che esistesse un essere più superiore a loro che dovevano adorare ciecamente, ma crearono tanti esseri superiori; uno con il predominio sugli oceani, uno con il predominio sui cieli, un altro ancora sulla sapienza, un altro ancora sul sottosuolo e tante altre divinità. Erano diventati numerosi e si sparsero per la maggior parte del Kraken, ma non ancora erano a conoscenza che fosse un essere tentacolato, perché pur sapendo nuovare, avevano paura delle immersioni, quindi, non ancora avevano capito come era fatta del tutto la creatura dove vivevano. Non conoscevano neanche la sommità del Kraken, quindi, inventarono, con la loro fantasia, tante teorie e tante creature immaginarie con le loro sembianze, ma con qualcosa di diverso. I più abili erano a conoscenza della magia, che usavano per curare chi stava male o per conversare con gli dei. Avevano creato anche un dio con sembianze animalesche perché credevano che pure le bestie dovevano avere un loro dio. Essendo per metà piante, inventarono anche un dio vegetale e dei vegetali. La loro natura voleva che dovevano vivere sugli alberi, ma stavano perdendo questa loro qualità, abitando in case fatte interamente di legno, però sentivano la necessità di arrampicarsi sugli alberi, infondo, crescevano da essi. Si divisero in due categorie, gli stanziati ed i nomadi e vissero l’uno separato dall’altro, ma erano sempre della stessa specie. Le creature anfibie avevano scoperto prima degli scoiattoli vegetali dell’esistenza di tentacoli lunghissimi e tortuosi sotto al Kraken e del gigantesco pesce dorato che li divorava e da ogni tentacolo divorato ne spuntavano due, sempre pià lunghi e forti, aumentando anche la grandezza dell’enorme animale.

Dopo aver creato la religione successe che....

  • Continuarono ad essere in pace ed armonia con la natura. (100%)
    100
  • Crearono le suddivisioni. (0%)
    0
  • Inventarono la politica. (0%)
    0
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16 Commenti

  1. “ma non avevano armi per difendersi, non avevano artigli, non avevano corni, non avevano zoccoli. Potevano contare solo sulla potenza di gruppo e sulla loro intelligenza.”
    Abbiamo gli umani! 😀

    Rimasero compatti tra i vari clan ed andarono a scoprire nuove forme di vita.

    Questo è in effetti un capitolo introduttivo per sapere come si svilupperano questi “scoiattoli mezzi vegetali”. Mi piace un casino 🙂

    Ciao 🙂

  2. (Scusa, lo riscrivo perché il commento è finito in moderazione per una parola che al suo interno ne contiene una – mammamia che paura! – proibita)
    Rieccomi, Luigi (e scusa se ti ho chiamato Sauro nella risposta al tuo commento, mi sono confuso 🙂 )
    Ho votato per la morte del granchio, mi piace l’immagine che hai evocato.
    Alllora, la prima cosa che ho pensato leggendo il primo capitolo è “Ma quanto è enorme ‘sto kraken?”
    In effetti, una creatura delle dimensioni di Giove è tanta roba! Non riuscivo a capire perché insistessi tanto su queste dimensioni titaniche fino a che non ho visto che il tuo intento era descrivere un intero ecosistema di – come dire? – “vita su vita”.
    L’idea è molto interessante, e diciamo che io la sposo anche per la nostra piccola Terra, nel senso che ho il sospetto che il pianeta insieme alla propria biosfera si possa considerare come un unico organismo vivente… ma questa è più che altro sognante filosofia 😀
    Veniamo al tuo, di mondo, anzi, ai tuoi mondi.
    Ti segnalo subito una frase che mi ha lasciato perplesso:
    [la luce del sole]… p&n&trava [<– è lei la parolina proibita 😀 😀 ] fino ad un miglio nelle profondità oceaniche…
    Ma come, “solo” un miglio? Riducendo il kraken alle dimensioni di un polpo medio, un milionesimo di micron o giù di lì della sua parte affiorante? Avrei senz’altro abbondato! 😀
    Tornando seri, cosa dire della tua storia?
    È lodevole il tentativo di creare un intero universo (anzi, più di uno): ecosistemi, interazione tra essi, creature fantastiche… È interessante e molto difficile.
    Però questo non è tutto. in una storia: questo è l’ambiente in cui si devono muovere dei personaggi. Personaggi riconoscibili, coi quali il lettore può empatizzare.
    Nella tua storia ancora mancano, così che risulta fin qui quasi come un documentario naturalistico in cui il narratore parla al passato. È bello, il tuo mondo, indubbiamente: ti fa sognare, ti fa porre delle domande. Ma potrebbe non bastare. Spesso, anche nei documentari naturalistici si tende a individuare un protagonista, l’hai notato? Si filma un branco di lupi e si dà un nome proprio ai membri. Perché credi che lo si faccia? Perché lo spettatore vuole un coinvolgimento emotivo più forte. Per cui, il mio consiglio, da qui in poi è: individua dei personaggi e facceli conoscere.Caratterizzali in qualche modo, fa’ che possiamo distinguere tra una ghianda e l’altra, portaci a fare il tifo per loro.
    Insomma, non raccontare “La Storia” del tuo fantastico mondo, racconta “Una storia” *nel* tuo mondo fantastico.
    Consiglio che puoi tranquillamente disattendere, perché si tratta solo della mia opinione che ho voluto farti conoscere 😉

    Ciao, ti auguro un anno gioviano di giorni felici 🙂

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