Un Mondo vivo

Dove eravamo rimasti?

Dopo aver creato la religione successe che.... Continuarono ad essere in pace ed armonia con la natura. (100%)

Pace ed armonia regnavano

I patriarchi erano coloro che gestivano tutto e sotto di loro vennero i sacerdoti, che erano anche medici, psicologi, alchimisti ed ottimi psicologi. Sapevano che esisteva un essere superiore a loro che aveva creato tutto, ma nessuno di loro aveva ben compreso come il tutto è stato creato. Sapevano solo quello che avevano visto e vissuto, avevano un sacco di cose da scoprire, ma quello che videro era solo il dieci per cento. Ovviamente le rane umanoidi vivevano sui carapaci delle due tartarughe che nuotavano attorno al Kraken, che non ancora avevano visto niente su quel gigantesco animale. Gli scoiattoli vegetali vivevano ormai da alcuni secoli sul Kraken e siccome avevano inventato la scrittura, si tramandavano attraverso lo scritto la loro provenienza e la loro storia. In un certo modo potevano sembrare più civilizzati delle rane umanoidi, ma non lo erano, avevano si inventato la scrittura, avevano imparato a far di conto, ma gli uomini rana erano molto più poetici e filosofici, avevano pure loro una viciltà e vivevano pure loro nei clan. Entrambi avevano una religione, solo che i secondi erano più rispettosi degli animali e della natura stessa. Comunque, erano enrambi in pace ed armonia, avevano tutto quello che potevano avere, non avevano limiti ed avevano tanto da scoprire. Anche sul carapace di entrambe le tartarughe nascevano alberi altissimi e secolari, molti di essi avevano dei tronchi massicci. Esistevano farfalle dall’apertura alare di un metro ed erano multicolore, esistevano animali simili a piovre, solo che erano arboricole, anche se avevano doppia vita, a volte ritornavano in acqua per riprodursi e sugli alberi per nutrirsi di piccoli uccelli che avevano imparato a cacciare. Erano animali multicolore e multiforma, potevano mimetizzarsi alla perfezione. Esistevano piante capaci di inghiottire animali ed animali che mangiavano piante. Ovviamente era la dura legge della sopravvivenza che esisteva anche tra gli animali più sviluppati. si avvistarono in cielo uno stormi di grifoni, ma inteso come delle creature quadrupedi con le ali ed il becco ricurvo. Erano pur sempre degli animali vertebrati, capaci di volare ed anche di correre su terra ferma. Apparentemente sembravano in parte a delle aquile ed in parte a dei leoni, ma non erano come vuole la mitologia di noi vissuti con la mitologia greco romana. Ovviamente chi non sa, descrive una cosa come può, stessa cosa per chi ha visto per la prima volta un ornitorinco, un tilacino, un opossum o un canguro, così anche chi ha visto un grifone, non gli avvoltoi, per intenderci. Stessa cosa anche per gli unicorni, che non erano cavalli con un grosso corno in fronte, ma animali che potevano somigliare lontanamente ai nostri amati quadrupedi che nitriscono. I nostri scoiattoli vegetali ed le nostre rane umanoidi ne hanno visto di ippogrifi, grifoni, unicorni, draghi, ma non avevano niente di mostruoso, non erano mostri, ma solo animali che vivevano nel loro mondo. Questi due popoli non si erano ancora conosciuti e vivevano in due mondi separati, sarà per questo che vivevano tranquilli, ma non spensierati, perchè si ponevano tante riflessioni. Erano tutti alla scoperta del nuovo, e non li spaventava, anzi, li affascinava. La loro religione, per ora, dava il comando di scoprire cose nuove senza aver paura dell’ignoto. Adoravano la natura e praticavano il rispetto reciproco. Ognuno viveva nel proprio territorio, senza dare fastidio a nessuno. La loro religione imponeva che se uno aveva di meno, chi aveva di più doveva offrirgli il superfluo e lo facevano, per questo nessuno si sentiva povero, molti si davano da fare a dare il meglio. Alcuni uomini rana cercarono di invadere il Kraken per scoprire cosa c’era in cima, dovettero in parte abbandonare il loro vecchio territorio, quelle due tartarughe, ma nelle scalate di quel gigantesco animale tentacolato, potevano arrivare solo fino a pochi chilometri di altitudine, poi avevano bisogno di acqua, dato che erano creature semiacquatiche, per fortuna trasudava gelatina, ma a loro serviva a poco, gli serviva l’acqua di mare, quindi, per loro poteva rimanere soltanto un mistero, cosa si potesse trovare sulla sua cima e tornarono sulle tartarughe, immergendosi in mare dopo una lunga corsa. Anche per gli scoiattoli vegetali era un mistero la sommità di quel grosso animale, nessuno di loro era mai arrivato lassù, ma volevano andare.

Cosa accadrà a quelle due specie di animali capaci di ragionare?

  • Si conobbero ma rimasero nel rispetto l'uno dell'altro. (0%)
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  • Ognuno si faceva i fatti propri nel proprio territorio. (0%)
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  • Competizione, ma ancora pacifica. (100%)
    100
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16 Commenti

  1. “ma non avevano armi per difendersi, non avevano artigli, non avevano corni, non avevano zoccoli. Potevano contare solo sulla potenza di gruppo e sulla loro intelligenza.”
    Abbiamo gli umani! 😀

    Rimasero compatti tra i vari clan ed andarono a scoprire nuove forme di vita.

    Questo è in effetti un capitolo introduttivo per sapere come si svilupperano questi “scoiattoli mezzi vegetali”. Mi piace un casino 🙂

    Ciao 🙂

  2. (Scusa, lo riscrivo perché il commento è finito in moderazione per una parola che al suo interno ne contiene una – mammamia che paura! – proibita)
    Rieccomi, Luigi (e scusa se ti ho chiamato Sauro nella risposta al tuo commento, mi sono confuso 🙂 )
    Ho votato per la morte del granchio, mi piace l’immagine che hai evocato.
    Alllora, la prima cosa che ho pensato leggendo il primo capitolo è “Ma quanto è enorme ‘sto kraken?”
    In effetti, una creatura delle dimensioni di Giove è tanta roba! Non riuscivo a capire perché insistessi tanto su queste dimensioni titaniche fino a che non ho visto che il tuo intento era descrivere un intero ecosistema di – come dire? – “vita su vita”.
    L’idea è molto interessante, e diciamo che io la sposo anche per la nostra piccola Terra, nel senso che ho il sospetto che il pianeta insieme alla propria biosfera si possa considerare come un unico organismo vivente… ma questa è più che altro sognante filosofia 😀
    Veniamo al tuo, di mondo, anzi, ai tuoi mondi.
    Ti segnalo subito una frase che mi ha lasciato perplesso:
    [la luce del sole]… p&n&trava [<– è lei la parolina proibita 😀 😀 ] fino ad un miglio nelle profondità oceaniche…
    Ma come, “solo” un miglio? Riducendo il kraken alle dimensioni di un polpo medio, un milionesimo di micron o giù di lì della sua parte affiorante? Avrei senz’altro abbondato! 😀
    Tornando seri, cosa dire della tua storia?
    È lodevole il tentativo di creare un intero universo (anzi, più di uno): ecosistemi, interazione tra essi, creature fantastiche… È interessante e molto difficile.
    Però questo non è tutto. in una storia: questo è l’ambiente in cui si devono muovere dei personaggi. Personaggi riconoscibili, coi quali il lettore può empatizzare.
    Nella tua storia ancora mancano, così che risulta fin qui quasi come un documentario naturalistico in cui il narratore parla al passato. È bello, il tuo mondo, indubbiamente: ti fa sognare, ti fa porre delle domande. Ma potrebbe non bastare. Spesso, anche nei documentari naturalistici si tende a individuare un protagonista, l’hai notato? Si filma un branco di lupi e si dà un nome proprio ai membri. Perché credi che lo si faccia? Perché lo spettatore vuole un coinvolgimento emotivo più forte. Per cui, il mio consiglio, da qui in poi è: individua dei personaggi e facceli conoscere.Caratterizzali in qualche modo, fa’ che possiamo distinguere tra una ghianda e l’altra, portaci a fare il tifo per loro.
    Insomma, non raccontare “La Storia” del tuo fantastico mondo, racconta “Una storia” *nel* tuo mondo fantastico.
    Consiglio che puoi tranquillamente disattendere, perché si tratta solo della mia opinione che ho voluto farti conoscere 😉

    Ciao, ti auguro un anno gioviano di giorni felici 🙂

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