Un Mondo vivo

Dove eravamo rimasti?

Cosa accadrà a quelle due specie di animali capaci di ragionare? Competizione, ma ancora pacifica. (100%)

Competizione pacifica

Le creature più intelligenti che vivevano sul Kraken, anche se gli anfibi umanoidi vivevano su una tartaruga gigante e solo gli scoiattoli vegetali vivevano realmente su questa enorme creatura, erano entrate in competizione parallela, non ancora si conoscevano, perché nessuno delle due aveva incontrato l’altra, ma stavano scoprendo sempre nuove creature, tra draghi, grifoni, chimere ed unicorni ed ancora altre creature. Osservavano come vivevano, come cacciavano, se erano erbivori, carnivori, onnivori o vivevano di energia solare, ne stavano osservando tante di creature nuove. Le rane umanoidi ebbero l’idea di andare a visitare cosa c’era sull’altra tartaruga, vale a dire che ne erano due, un maschio ed una femmina, e loro abitavano sul carapace della femmina, dovevano quidni tuffarsi in mare, non avevano paura dei tentacoli della grossa bestia né tantomeno di quel gigantesco pesce dorato che divorava i tentacoli facendone spuntare sempre di nuovi. Le tartarughe erano esseri viventi come loro, spesso si allontanavano e poi si avvicinavano, am sempre stando nelle vivinanze, per motivi di simbiosi. Raggiunsero l’altra tartaruga e salirono sul carapace. Si accorsero che ci vivevano altri individui come loro, identici e precisi, che avevano raggiunto la civiltà anche loro e vivevano  come loro di pesca e di raccolto. Avevano addomesticato una specie di animale che chiamavano dahù, che erano simli a dei camosci di noi umani, ma avevano delle zampe asimmetriche, corte da un lato e lunghe dall’altro. Erano erbivori e pacifici, e cosa ancora più strana, la femmina della specie covava le uova, pur essendo dei mammiferi. Infatti, dopo la schiusa, allattavano i loro cuccioli. erano specie addomesticate dai loro simili, perché li dava i vari nutrimenti. Avevano addomesticato anche dei cavalli alati per fare le gare di corsa. Avevano da poco inventato a gareggiare in modo pacifico solo per vincere e dimistrare di avercela fatta. gareggiavano anche nelle lotte, che un tempo si facevano soltanto per aggiudicarsi l’harem o il territorio, adesso che avevano imparato a vivere in clan, si faceva la lotta solo per le gare.

Intanto sul Kraken, gli scoiattoli vegetali erano la specie più invasiva, il loro parto era molto particolare, inseminavano il terreno dopo il rapporto amorevole ed aspettavano che nascessero le loro quuerce per poi nascere una centinaia di specie per ogni albero piantato. Avevano una forma di scoiattolo, ma in parte somigliavano umani, solo che al cinquanta per cento erano vegetali. Anche loro avevano inventato lo sport, a fare le gare, di corsa, di forza e di giochi di logica, che vinceva sempre il migliore, ma a volte chi barava. Ad un certo punto, alcuni intellettuali si ponevano dei quesiti su chi viveva su quelle due tartarughe che nuotavano vicino al loro Kraken, avevano intanto conosciuto draghi colossali, sia marini che di cieli, avevano conosciuto animali come unicorni, cavalli alati, cavalli marini, chimere, creature a sei zampe e varietà di animali, ma la cosa più assurda era che loro erano in competizione tra indivicui come loro, che ritenevano diversi solo perchè provenivano da altri luoghi dello stesso Kraken. Era assurdo pensare che popoli vicini erano sepre in copetizione tra di loro, sempre con il voler dimostrare quanto valevano. Si gareggiava anche su chi doveva per prima raggiungere quelle due tartarughe solo per dire: “L’ho fatto prima io!”

Alcuni popoli volevano andare in groppa di cavalli alati, altri nuotandoci, ma non erano in grado, quindi si andava con le navi, l’importante era arrivare primi per scoprire chi ci viveva sulle tartarughe isola. Mentre gli anfibi umanoidi, volevano pure loro poter andare sul Kraken per vedere chi ci viveva, ma erano più pacifici rispetto alle altre creature intelligenti quanto loro, gareggiavano pure loro fra di essi, ma in modo pacifico, mentre gli scoiattoli vegetali volevano dimostrare di essere superiori in tutto e su tutti. Erano specie invasive per natura, bastava essere con una pelliccia di colore diverso per essere considerato di seria A o di serie B. Per le rane umnaoidi era diverso, erano tutti uguali, ma si gareggiava solo per giocare. Un domani si sarebbero incontrate le due specie. Solo che entrambe l creature ignoravano l’esistenza di creture plasmiche, che non avevano un corpo solido ed in carbonio come loro, erano come per noi i fantasmi o i poltergeist, erano spiriti a tutti gli effetti, ma non vivevano solo di notte, non vivevano solo nei cimiteri o in edifici abbandonati, erano creature normali, solo che non avevano un corpo solido, non potevi toccarne, né vederle, ma potevi percepirle. Il fatto sta che se qualcuno diceva di averli percepiti, passava per anormale, anche se esistevano lo stesso. Gli esseri palsmici avevano conosicuto prima di loro tutte le altre creature in carbonio, ma nessuno aveva mai visti loro, siccome erano trasparenti.

Si era scoperto che esistevano molte più creature, ma cosa fanno?

  • Era ancora troppo presto per queste creature incontrarsi. (0%)
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  • Alcuni popoli di scoiattoli vegetali incontrano le rene umanoidi e ne fanno motivo di orgoglio. (0%)
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  • Gli scoiattoli vegetali e le rane umanoidi si incontrano. (100%)
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16 Commenti

  1. “ma non avevano armi per difendersi, non avevano artigli, non avevano corni, non avevano zoccoli. Potevano contare solo sulla potenza di gruppo e sulla loro intelligenza.”
    Abbiamo gli umani! 😀

    Rimasero compatti tra i vari clan ed andarono a scoprire nuove forme di vita.

    Questo è in effetti un capitolo introduttivo per sapere come si svilupperano questi “scoiattoli mezzi vegetali”. Mi piace un casino 🙂

    Ciao 🙂

  2. (Scusa, lo riscrivo perché il commento è finito in moderazione per una parola che al suo interno ne contiene una – mammamia che paura! – proibita)
    Rieccomi, Luigi (e scusa se ti ho chiamato Sauro nella risposta al tuo commento, mi sono confuso 🙂 )
    Ho votato per la morte del granchio, mi piace l’immagine che hai evocato.
    Alllora, la prima cosa che ho pensato leggendo il primo capitolo è “Ma quanto è enorme ‘sto kraken?”
    In effetti, una creatura delle dimensioni di Giove è tanta roba! Non riuscivo a capire perché insistessi tanto su queste dimensioni titaniche fino a che non ho visto che il tuo intento era descrivere un intero ecosistema di – come dire? – “vita su vita”.
    L’idea è molto interessante, e diciamo che io la sposo anche per la nostra piccola Terra, nel senso che ho il sospetto che il pianeta insieme alla propria biosfera si possa considerare come un unico organismo vivente… ma questa è più che altro sognante filosofia 😀
    Veniamo al tuo, di mondo, anzi, ai tuoi mondi.
    Ti segnalo subito una frase che mi ha lasciato perplesso:
    [la luce del sole]… p&n&trava [<– è lei la parolina proibita 😀 😀 ] fino ad un miglio nelle profondità oceaniche…
    Ma come, “solo” un miglio? Riducendo il kraken alle dimensioni di un polpo medio, un milionesimo di micron o giù di lì della sua parte affiorante? Avrei senz’altro abbondato! 😀
    Tornando seri, cosa dire della tua storia?
    È lodevole il tentativo di creare un intero universo (anzi, più di uno): ecosistemi, interazione tra essi, creature fantastiche… È interessante e molto difficile.
    Però questo non è tutto. in una storia: questo è l’ambiente in cui si devono muovere dei personaggi. Personaggi riconoscibili, coi quali il lettore può empatizzare.
    Nella tua storia ancora mancano, così che risulta fin qui quasi come un documentario naturalistico in cui il narratore parla al passato. È bello, il tuo mondo, indubbiamente: ti fa sognare, ti fa porre delle domande. Ma potrebbe non bastare. Spesso, anche nei documentari naturalistici si tende a individuare un protagonista, l’hai notato? Si filma un branco di lupi e si dà un nome proprio ai membri. Perché credi che lo si faccia? Perché lo spettatore vuole un coinvolgimento emotivo più forte. Per cui, il mio consiglio, da qui in poi è: individua dei personaggi e facceli conoscere.Caratterizzali in qualche modo, fa’ che possiamo distinguere tra una ghianda e l’altra, portaci a fare il tifo per loro.
    Insomma, non raccontare “La Storia” del tuo fantastico mondo, racconta “Una storia” *nel* tuo mondo fantastico.
    Consiglio che puoi tranquillamente disattendere, perché si tratta solo della mia opinione che ho voluto farti conoscere 😉

    Ciao, ti auguro un anno gioviano di giorni felici 🙂

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