Afraid

Dove eravamo rimasti?

Da che parte vogliamo andare? All'inizio della storia (88%)

A qualcuno capita

Mi chiamo Lenore.
Frequento il secondo anno del college.
E mentre scrivo, il laptop in grembo, sono seduta in uno stanzino delle scope. Senza finestre.
La webcam è oscurata con del nastro adesivo.
Non mi fido a lasciarla scoperta.

No, non dopo tutto quello che è successo.
Sono sicura di averla vista accendersi durante la notte, che il led lampeggiasse.
E non una sola volta.
Sono spaventata da morire.

Non riesco più a dormire.
Non riesco più a mangiare.
Ho paura di restare sola, e ho paura di tutti gli altri.

È cominciato tutto l’estate scorsa.
All’inizio erano cose piccole. Lo sono sempre.
Un commento su Tumblr, sotto una foto di Instagram. Un biglietto nel libro di psicologia dell’università, incurantemente dimenticato in aula e completamente incustodito.

Non pensi mai che possa capitare a te.

Almeno, nei film ti fanno vedere questo: capita sempre alla sprovveduta di turno, la strafiga che non sa di esserlo, con l’autostima di un armadillo e un principio di cataratta, oppure alla semplice brava ragazza della porta accanto…
…che è comunque una da urlo, e quindi non conta.
Mai a ragazze normali.
Mai a quelle un po’ anonime, sovrappeso, con i brufoli e gli occhiali.

Ma è la verità.
Non pensi mai che possa capitare a te.
Chiunque tu sia – o comunque tu sia.
Eppure, capita.
A qualcuno succede, visto che queste cose succedono.
E quando ti succede, sei TU quel qualcuno.

Era l’undici luglio.
Era notte.
Navigavo sul web in cerca di… non lo so.
Qualcosa per distrarmi, in attesa di prendere sonno.
Tutorial, recensioni, citazioni, video stupidi di sorta. La solita roba, insomma.
Poi, una notifica.

A _stranger.in.the.wood piace la tua foto. 6s

Instagram.
Un utente medio riceve, all’incirca, tra le cinque e le venti notifiche giornaliere, a seconda degli hashtag utilizzati, della frequenza dell’attività, della lingua e dell’argomento trattato.
Ed essendo un social internazionale, nulla di sorprendente nel riceverne una in piena notte, da altri Paesi o da nottambuli come me.

Scrollai velocemente il suo profilo, nulla di anomalo: l’avatar di una foresta, qualche post disparato – niente foto o dati personali, ma non era il primo -, pochi follow e follower.
Lo richiusi.
Naturalmente non controllo il profilo di ogni like che ricevo; non ne avrei materialmente il tempo. Ancora meno quando arrivano in rapida successione dopo un post “particolarmente interessante”, o meglio, particolarmente interessato (agli altri).

Così, passai oltre.
Misi su della musica, Should I Stay or Should I Go dei The Clash.
Non l’ideale per dormire, ma mi andava.
E soprattutto, per una volta, la mia coinquilina era fuori dai piedi.

Darling you got to let me know
Should I stay or should I go?
If you say that you are mine
I’ll be here ‘til the end of time
So you got to let me know
Should I stay or should I go?

Feci per posare il telefono, lasciandomi trascinare dalle note rock anni ’80 verso un improbabile ballo improvvisato, quando la vibrazione mi avvisò di nuove notifiche in arrivo.
Disattivai il blocco.

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A _stranger.in.the.wood piace la tua foto. 8s

A _stranger.in.the.wood piace la tua foto. 9s

Okay, pensai. 
Questo tizio ha scoperto adesso il mio profilo ed evidentemente gli piace, la pensiamo allo stesso modo. Grande
Poi, un messaggio nella chat.

Oggi, 2:23 AM

Ciao, Lenore.

Abbiamo scoperto com'è iniziato il tormento di Lenore. E ora?

  • Vogliamo il punto di vista dello stalker (17%)
    17
  • Ritorniamo al presente (0%)
    0
  • Continuiamo da qui (83%)
    83
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19 Commenti

  1. Ehi 🙂
    Mi piace la suspense creata da questo inizio, cosa non semplice da creare, e non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo, e dato che ora voglio sapere subito da cosa è partito tutto ho votato “all’inizio della storia”.
    Sono molto curiosa di vedere come si sviluppa questa storia, e hai reso molto bene le emozioni provate dalla protagonista, tanto che quasi ho provato la sua stessa ansia.
    Attendo i prossimi capitoli, buona scrittura 😉

    • È differente da una creepypasta 🙂
      Per definizione (cercata sul web perché non saprei spiegartela io personalmente), “un creepypasta è una storia strana ed inquietante diffusa su internet. Questo tipo di storie prendono spesso ispirazione dalle cosiddette leggende urbane. È composto da due parole: ‘creepy’ (che fa paura) e ‘copypasta’, termine inglese che indica un testo che viene spesso copiato ed incollato (copy/paste)” e spesso viene presentato come storia vera.
      Questa è semplicemente una storia dell’orrore a puntate, come possono essere i romanzi/racconti di Stephen King (non voglio paragonarmi allo scrittore, sia chiaro) ed altri autori del genere.
      Scusa il papiro xD
      Grazie comunque del passaggio, spero continuerai a seguirmi!

    • Ciao Rossella, grazie mille per essere passata ed avermi letta.
      Il tuo commento mi ha fatto tantissimo piacere, e spero di continuare ad interessarti allo stesso modo anche nei capitoli successivi. A presto 😉

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