Afraid

Dove eravamo rimasti?

Abbiamo scoperto com'è iniziato il tormento di Lenore. E ora? Continuiamo da qui (83%)

Notificando...

Oggi, 2:23 AM

 

Ciao Lenore.

Sei veramente molto bella, lo sai?

Osservai la chat per un po’, corrucciata.
Non avevo particolarmente voglia di chattare, ero stanca, nonostante il sonno tardasse a venire.
Tuttavia, risposi.
Era stato gentile, non volgare, e non mi aveva chiesto niente.
Un complimento, un semplice complimento.

Oggi, 2:28 AM

Ci sei? Ho detto qualcosa di sbagliato?

Ci sono, scusami.
Stavo andando a dormire, sono esausta.
Ti ringrazio, comunque, sei molto gentile 🙂

Figurati, è la verità.
Ti auguro una buona notte, Lenore.
A presto.

Buonanotte 🙂

La conversazione finì lì.
Quando mi svegliai, il giorno dopo, probabilmente non lo ricordavo nemmeno, e per certo non ci pensai più i giorni successivi. Non ne avevo motivo.
Ripensandoci oggi, avrei dovuto.
Non avevo mai messo il mio nome su Instagram.

Sicuramente mise like ad altre foto, ma non parlammo più.

Un mese più tardi, ricevetti una richiesta di amicizia su Facebook da parte di qualcuno che non conoscevo. Qualcuno che, controllando il profilo successivamente, scoprii abitare nella stessa cittadina da cui provengo io. Essendo questa molto piccola, non è dotata di un’università; pertanto, per seguire i corsi che volevo, avevo dovuto spostarmi nella grande città più vicina e fare richiesta per un posto in dormitorio. Potevo tornare a casa solo per le vacanze.

Simon Blackwood era il nome nel profilo della richiesta.
Non mi diceva niente.
E non essendo mia abitudine accettare chi non conosco – in qualche modo, Facebook mi sembra più “intimo” di altri social – la ignorai. Avevo diversi corsi quella mattina, ed essendo già pesantemente in ritardo, non potevo perdere un secondo di più, men che meno per questo.

Arrivai appena in tempo, e quando riuscii a tornare al dormitorio, l’ora di pranzo era passata da un pezzo. L’unica cosa che desideravo in quel momento era di collassare sul letto e dormire, dopo aver divorato almeno un paio di sandwich… ma quando misi piede in stanza, mi colpì d’improvviso la consapevolezza di aver dimenticato i libri in aula.
Li avevo lasciati sulla cattedra mentre discutevo della lezione con il docente, e poi dimenticati bellamente. Imprecando, afferrai la borsa che avevo appena lasciato sul letto e feci la strada a ritroso, continuando a lanciare epiteti poco educati a bassa voce per tutto il percorso.

Mentre camminavo, trafficavo con il cellulare per controllare le varie notifiche che avevo ignorato: tre messaggi e una chiamata persa dalla mia ansiosa mamma, un laconico messaggio di papà che mi diceva di risponderle appena possibile, una mail dal docente, vari like e commenti…
E una richiesta su Facebook.

«Ah, già» borbottai, e con un gesto eliminai la richiesta.

Un istante dopo, un messaggio.

03:21 PM

 

Non ti ricordi più di me, Lenore?

Credo tu mi abbia confusa con un’altra 🙂 Mi spiace

Digitai rapidamente la risposta e chiusi la chat.
Mentre infilavo il cellulare in tasca, udii la notifica di un altro messaggio in arrivo, ma lo ignorai.
Finalmente raggiunsi l’aula e, dopo aver recuperato i libri, me ne tornai in tutta fretta in camera, infilandomi nel letto ancora vestita. Avrei pensato a qualunque altra cosa più tardi.

Quando mi svegliai, fuori era buio.
Sbadigliando, mi misi davanti al portatile, e sbocconcellando i sandwich rimasti perfettamente intatti dal pranzo, incominciai le ricerche per il progetto che avrei dovuto presentare la settimana successiva. Tra una pausa e l’altra, per svagarmi, sono solita mettere in riproduzione musica da YouTube e postare qualcosa, magari qualche frase interessante che ho trovato nei libri o sul web, sui vari social. Non ci faccio molto altro, a dire il vero.
Mi piace usarli come una specie di diario in cui condividere le cose che mi piacciono, che penso e magari non posso o non voglio dire ai miei amici, che siano immagini, citazioni, gif o quant’altro.
Difficilmente li uso per quello a cui sono destinati, ovvero socializzare con gli altri.
Sono fatta così.

Così facendo, mi ritrovai nuovamente davanti la chat di Facebook.

07:34 PM

Non credo, Lenore.
Non sei una ragazza che si dimentica facilmente.
Tu sei diversa dalle altre.
L’ho pensato fin da quando ti ho vista.

Dunque, io qualche idea per continuare ce l'ho. Perciò...

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45 Commenti

  1. Probabilmente ti avrò messo in parità ma…vorrei un po’ più di realtà ora. Già questi genitori invisibili mi hanno un po’ disturbato, davvero sono già usciti di casa? O forse sono scomparsi e lei non lo sa? Gli indizi non sono così rivelatori…

    • Sì, in effetti anch’io che l’ho scritto ho avuto la stessa impressione… Mi è uscito forse un po’ poco spaventoso, troppo frettoloso, avrei dovuto prendermi più tempo.
      Cercherò di riprendermi con i prossimi 🙂
      Grazie!

  2. Ehi 🙂
    Mi piace la suspense creata da questo inizio, cosa non semplice da creare, e non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo, e dato che ora voglio sapere subito da cosa è partito tutto ho votato “all’inizio della storia”.
    Sono molto curiosa di vedere come si sviluppa questa storia, e hai reso molto bene le emozioni provate dalla protagonista, tanto che quasi ho provato la sua stessa ansia.
    Attendo i prossimi capitoli, buona scrittura 😉

  3. Ciao, buon inizio che mostra chiaramente il terrore nella mente della protagonista, ingigantito dal sospetto si affrontarlo da sola.
    E’ chiaro però che occorre capire meglio la situazione per giudicare, per questo ho votato perchè si faccia chiarezza descrivendo la situazione e il pericolo da affrontare.
    Attendo i nuovi capitoli.

    • È differente da una creepypasta 🙂
      Per definizione (cercata sul web perché non saprei spiegartela io personalmente), “un creepypasta è una storia strana ed inquietante diffusa su internet. Questo tipo di storie prendono spesso ispirazione dalle cosiddette leggende urbane. È composto da due parole: ‘creepy’ (che fa paura) e ‘copypasta’, termine inglese che indica un testo che viene spesso copiato ed incollato (copy/paste)” e spesso viene presentato come storia vera.
      Questa è semplicemente una storia dell’orrore a puntate, come possono essere i romanzi/racconti di Stephen King (non voglio paragonarmi allo scrittore, sia chiaro) ed altri autori del genere.
      Scusa il papiro xD
      Grazie comunque del passaggio, spero continuerai a seguirmi!

    • Ciao Rossella, grazie mille per essere passata ed avermi letta.
      Il tuo commento mi ha fatto tantissimo piacere, e spero di continuare ad interessarti allo stesso modo anche nei capitoli successivi. A presto 😉

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