Afraid

Dove eravamo rimasti?

Lenore ha trovato qualcosa all'interno del libro. Scopriremo che cosa. Ma come reagirà? Deciderà di andare a parlarne con qualcuno, magari un'amica (67%)

Poesia

Non so per quanto tempo rimasi raggomitolata nel letto, la faccia sprofondata nel cuscino, immobile.
Parvero ore.
Furono solo minuti.
Quando mi riscossi dal torpore, avevo in parte recuperato la calma. L’altra parte, forse, non la recupererò mai.
Aprii gli occhi.
Il libro era ancora lì con il suo sgradevole contenuto, esattamente come l’avevo lasciato.
In un impeto di idiozia infantile, avevo sperato che se li avessi ignorati abbastanza a lungo sarebbero scomparsi.

Mi sporsi per prenderlo, ed estrassi il foglietto ripiegato dal suo interno, accostandolo al viso.
Una poesia, scritta a mano. La carta era un po’ consumata ai lati, come qualcosa che sia stato a lungo maneggiato nel tempo, passando di cassetto in cassetto.

Il modo tuo d’amare
è lasciare che io t’ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci
sono offrirmi le labbra
perché io le baci.
Mai parole e abbracci
mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi;
tu, no.
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d’amarti solo io.

Era una poesia di Pedro Salinas, intitolata Il modo tuo d’amare.
Quando l’avevo vista, avevo gridato.
Perché avevo gridato?
Perché la mia mente, in quel momento, aveva realizzato due cose: la prima, era che lui sapeva dove mi trovavo; la seconda, che lui c’era stato. Aveva infilato lui la poesia nel mio libro.
Una poesia meravigliosa, toccante… ma che ricevuta da uno sconosciuto, in quelle circostanze, faceva venire la pelle d’oca. A questo pensiero, mi riebbi del tutto, e, saltando giù dal letto, corsi a cercare le uniche persone con le quali mi sarei fidata a parlare di una cosa del genere: Matt e Danielle.

Li trovai poco più tardi al nostro solito locale, un vecchio diner appena al di fuori del complesso scolastico. Li raggiunsi al loro tavolo e mi accasciai sul sedile libero, sospirando profondamente.
«Ehi Lenny» esordì Matt, strofinandomi affettuosamente la mano sulla schiena. «Che succede?»
«Ciao Lenny» lo seguì Danielle, sorseggiando distrattamente il suo milkshake. «Che hai?»
Presi un respiro profondo; poi, parlai.
«Ascoltate, ragazzi…Ho bisogno di parlarvi di una cosa.»
Entrambi si fecero attenti a quelle parole, e Danielle si sporse verso di me.
«Cos’è successo, Lenore? Parla, avanti.»
La conoscevo abbastanza da sapere che se mi aveva chiamata per nome completo era perché, in qualche modo, aveva intuito l’importanza di quanto stavo per dire.
Si era fatta rigida sulla sedia, l’espressione tesa, e anche Matt dava segni di irrequietezza, oscillando nervosamente la gamba destra.
«Dunque… c’è un tipo che… non dico che mi stia tormentando, abbiamo parlato solo una volta… ma è stato… ecco… è stato veramente strano…»
«E tu non parlargli più» replicò Danielle, semplicemente.
«…non ne avevo intenzione, ma non è questo il punto. Mi ha contattata su Facebook, e…»
«Allora bloccalo.»
«…lasciami finire, per favore. Mi ha detto delle cose… sapeva delle cose… come se mi conoscesse. Sapeva il nome della cittadina in cui sono nata, quale università frequento, persino i corsi… sapeva che avevo dimenticato il libro in aula e ci ha lasciato dentro questa» spiegai, con un filo di voce, porgendo loro il foglio con la poesia. 
Matt la lesse per primo, senza aprir bocca; sembrava estremamente concentrato, quasi cercasse di trovare un significato nascosto in quelle parole. Poi, la passò a Danielle.
A mia volta rimasi in silenzio, aspettando il loro responso.
Ancora una volta, la prima a parlare fu Danielle, il cui commento, per quanto pratico e comprensibile, mi fece tuttavia irritare non poco.
«Denuncialo.»
Feci per rispondere, ma questa volta Matt mi batté sul tempo.
«Credo che Lenny non sappia chi sia questo tizio… non il suo nome vero, quantomeno. O avrebbe già preso provvedimenti in merito.»
In quel momento gli avrei dato un bacio per la gratitudine.
«No, infatti non ho idea di chi sia. C’era un nome nel profilo, un nome che potrebbe anche essere reale… Simon Blackwood… ma nessuna fotografia, data di nascita o altro… e non conosco nessuno che abbia quel nome. Né qui, né nella mia cittadina.»
Lui annuì. Danielle pareva un poco imbronciata.
«Come pensavo. Ad ogni modo, credo tu non abbia nulla di cui preoccuparti» continuò Matt, ripiegando la poesia per restituirmela. «Pensaci… potrebbe tranquillamente essere stato un tuo compagno di corso. Ti ha vista dimenticare il libro e ci ha infilato dentro questa. E poi ti ha contattato con un nome falso per…boh, farti uno scherzo? È plausibile. Idiota, ma plausibile.»
Mi sentii come se mi avessero levato un peso dalle spalle.
Non avevo pensato a questa possibilità.
Forse era vero.
Forse, almeno per il momento, potevo stare tranquilla.
Dopotutto, non era successo nulla di grave… no?

Lenore torna al dormitorio, un po' più confortata dalle parole degli amici. Ma quando aprirà la porta...

  • Suggerite voi qualcosa (0%)
    0
  • ...non succederà nulla. Almeno per ora. (10%)
    10
  • ...troverà una nuova sorpresa ad attenderla. (90%)
    90
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

69 Commenti

  1. Molto buono questo inizio thriller…
    Ti da una bella scossa di adrenalina!
    La suspence è la benzina…il carburante di una bella storia.
    Per que poco che ho letto hai già un ottimo talento per le storie e per la descrizione delle atmosfere. Ci vuole una scrittura “per immagini” che permetta al lettore di sentirsi li dentro, dentro i vestiti dei protagonisti.
    Per ora complimenti. Carlo

    • Molto molto felice di averti sorpreso 😍
      Mi fa un sacco piacere, ho ottenuto l’effetto che volevo.
      Dunque… È complicato, nel senso: il capitolo che scriverò potrebbe essere sia conclusivo, sia “aperto”.
      Se proseguire o no, dipenderà esclusivamente dalla risposta che otterrò dai lettori 🙂
      Ciao, grazie mille 💙

      • Guarda, ti dirò: la risposta, a leggere i commenti e a vedere gli incipoints, è stata sicuramente più che positiva.
        Personalmente, a mio parere, la storia è stata interessante e d’impatto, non solo per il tema trattato – che oltre ad essere delicato e odierno, interessa tutti noi, non solo le donne ma anche gli uomini ( quante volte si è sentito parlare di uomini sfregiati con l’acido, anziché di donne ) – ma anche per il tuo stile di scrittura ” d’effetto” .
        La mia impressione, leggendolo, è che comunque c’è spazio per un seguito, in cui potresti giocare su un’escalation di follia e violenza da parte dello Stalker. Non perché mi piacciono ste cose sia chiaro, ma per rendere la cosa, come si dice a Roma: ” Da paura”.
        Poi logicamente fai quello che ti senti di fare 😀
        Ciao e tanti auguri 🙂

  2. Ciao ho visto la tua storia tra gli horror e mi ha incuriosito molto. Devo dire che scorre molto ed è piacevole nella lettura. Nessun errore grammaticale (tranne pigrizia che non si dice pigrezza). Volevo solo chiederti se è successo davvero a te o a quaalcuno che conosci. In ogni caso gran bella storia. Complimenti.
    Gili

    • Ti dirò… non sei stata tu a mettermi nei cavoli xD
      Ora mi ritrovo con tre parità ahahah
      Comunque, ti hanno disturbato perché? 🙂
      Dopotutto, Lenore è rientrata prima del previsto, è possibile che avessero già impegni 🙂
      Gli indizi sono volutamente lasciati nel mistero… per vedere, alla fine, chi capisce e chi no.
      Un po’ di curiosità insieme a un po’ di sadismo xD
      Grazie per il passaggio :3

        • Tutto è possibile 🙂
          Ma quando siamo spaventati, penso, è normale tornare un po’ bambini…
          Ed anche cercare i genitori, quando possibile farlo.
          Dopotutto, all’inizio delle nostre vite, sono le colonne portanti, le rocce, tutto il nostro mondo 🙂
          E chi più di una mamma può consolarti?
          Almeno, io la vedo così 🙂

    • Sì, in effetti anch’io che l’ho scritto ho avuto la stessa impressione… Mi è uscito forse un po’ poco spaventoso, troppo frettoloso, avrei dovuto prendermi più tempo.
      Cercherò di riprendermi con i prossimi 🙂
      Grazie!

  3. Ehi 🙂
    Mi piace la suspense creata da questo inizio, cosa non semplice da creare, e non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo, e dato che ora voglio sapere subito da cosa è partito tutto ho votato “all’inizio della storia”.
    Sono molto curiosa di vedere come si sviluppa questa storia, e hai reso molto bene le emozioni provate dalla protagonista, tanto che quasi ho provato la sua stessa ansia.
    Attendo i prossimi capitoli, buona scrittura 😉

  4. Ciao, buon inizio che mostra chiaramente il terrore nella mente della protagonista, ingigantito dal sospetto si affrontarlo da sola.
    E’ chiaro però che occorre capire meglio la situazione per giudicare, per questo ho votato perchè si faccia chiarezza descrivendo la situazione e il pericolo da affrontare.
    Attendo i nuovi capitoli.

    • È differente da una creepypasta 🙂
      Per definizione (cercata sul web perché non saprei spiegartela io personalmente), “un creepypasta è una storia strana ed inquietante diffusa su internet. Questo tipo di storie prendono spesso ispirazione dalle cosiddette leggende urbane. È composto da due parole: ‘creepy’ (che fa paura) e ‘copypasta’, termine inglese che indica un testo che viene spesso copiato ed incollato (copy/paste)” e spesso viene presentato come storia vera.
      Questa è semplicemente una storia dell’orrore a puntate, come possono essere i romanzi/racconti di Stephen King (non voglio paragonarmi allo scrittore, sia chiaro) ed altri autori del genere.
      Scusa il papiro xD
      Grazie comunque del passaggio, spero continuerai a seguirmi!

    • Ciao Rossella, grazie mille per essere passata ed avermi letta.
      Il tuo commento mi ha fatto tantissimo piacere, e spero di continuare ad interessarti allo stesso modo anche nei capitoli successivi. A presto 😉

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi