Afraid

Dove eravamo rimasti?

Lenore torna a casa, e potrà riabbracciare i suoi genitori. Tuttavia... ...qualcosa non andrà come sperato. (44%)

Ritorno a casa

Il viaggio trascorse tranquillo.

Rassicurata dall’idea di tornare a casa dai miei genitori, lo passai quasi tutto dormendo, riprendendomi giusto il tempo necessario a mangiare e andare al bagno, durante le fermate del bus alle stazioni di servizio.

Il college dista all’incirca quattro, cinque ore dalla mia cittadina; non molto, a conti fatti. Tuttavia, poiché ero partita nel tardo pomeriggio, quando finalmente arrivai a casa era già buio inoltrato.

Quando infilai la chiave nella toppa ed aprii, mi accolse il silenzio.
«Mamma? Papà?» chiamai, entrando e richiudendomi la porta alle spalle. «Mamma? Ci siete? Ehi?»

Avanzai fino al salotto.
Niente.
Proseguii in cucina.
Ancora niente.
In più, era tutto spento.

Ma dove sono andati? pensai, premendo l’interruttore della luce. Sapevano che sarei tornata oggi…

Feci un giro di tutte le stanze, giusto per sicurezza, anche al piano di sopra, prima di tornare dabbasso.
Trangugiai avidamente una tazza di latte e cereali – ero affamata e con decisamente poca voglia di cucinarmi qualcosa, almeno per il momento – e quando riordinai, mi accorsi finalmente del biglietto attaccato al microonde.
Probabilmente era stata mamma a lasciarlo.
Sono troppo distratta, ultimamente… forse è una fortuna che sia tornata a casa prima. Staccare la testa non può che farmi bene pensai, staccandolo per leggerlo.

“Ciao amore, spero che il viaggio sia andato bene
So che ci avevi avvisati, ma avevamo un impegno a cena che non potevamo rimandare
Non aspettarci alzata, ordinati una pizza o quello che vuoi, papà dovrebbe averti lasciato i soldi sul tavolino in salotto
Ci vediamo domani, un bacio

Mamma

Ci rimasi male.
Ero tornata a casa entusiasta all’idea di rivederli, di stare un po’ insieme dopo diversi mesi di lontananza, di sentirmi rassicurata dalla loro presenza come da bambina.
Mi aspettavo di trovarli lì, o che fossero usciti per poco, magari per comprare qualcosa di veloce per cena al minimarket.
Volevo tanto abbracciare mia madre, sentire il suo profumo così dolce e familiare, di vaniglia nera.
Volevo sentire la voce baritonale di mio padre, la pacca sulla spalla che per lui equivale ad un abbraccio.
D’accordo, pensai infine. Va bene, non importa. Li vedrò domani, e staremo insieme per tutte le vacanze.
Mi spostai in salotto per guardare un po’ di TV e cercare i soldi sul tavolino: mi sarei ordinata una bella pizza e l’avrei mangiata guardandomi dei film, comodamente spaparanzata sul divano.
Una lunga serata all’insegna della completa pigrezza.

Mi svegliai a notte fonda, rigida, indolenzita e infreddolita per essermi addormentata tutta scomposta e praticamente in mutande sul divano. La TV era ancora accesa, e trasmetteva non so quale programma storico. Spensi e mi avviai ciabattando verso la mia camera da letto.
Mi riaddormentai quasi subito, ma non dormii bene quella notte.
Continuavo ad agitarmi, a girarmi e rigirarmi nel letto in cerca della posizione giusta, e ogni volta che mi svegliavo avevo l’impressione di veder lampeggiare una luce verdognola. Nel dormiveglia, controllai più e più volte il telefono, ma non c’erano notifiche o messaggi in arrivo.
Mi guardai attorno nella stanza, ma nemmeno lì vidi nulla.
Conclusi che, intontita dal sonno, dovevo averlo immaginato.
Così, tornai a stendermi.

Il mattino dopo, quando mi alzai, i miei erano già usciti per andare a lavoro.
Pazienza, mi dissi, trascinandomi in cucina. Vorrà dire che li vedrò stasera.
Preparai un’abbondante colazione a base di pancakes e caffè, che mi portai in camera da consumare mentre sbrigavo alcune faccende al PC, e mi sistemai alla scrivania.
Mentre sorseggiavo il caffè, feci per premere il pulsante di accensione , ma urtando il mouse mi accorsi, con mio stupore, che non ce n’era bisogno: era rimasto acceso per tutta la notte.
Eppure, mi sembrava proprio di averlo spento… pensai, facendo un rapido riavvio.
Forse è proprio da lì che veniva quella lucina verde…
Feci spallucce, ormai il “danno” era fatto.

Prossimamente, mi dissi, mi sarei assicurata di fare più attenzione.

Non avevo capito cosa quella luce significasse…

 

Ancora.

Lenore non ha capito cosa sia successo. Perciò...

  • Verrà contattata sui social (33%)
    33
  • Riceverà una visita inaspettata (33%)
    33
  • Riceverà una mail (33%)
    33
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74 Commenti

  1. Questo capitolo è indovinatissimo. Lo definirei “un preludio” se fossimo nel campo di una sinfonia. È quella musichetta che crea l’acquolina in bocca, l’attesa, l’atmosfera di proiezione sui comportamenti futuri.
    Dici e non dici…in un equilibrio perfetto fra dubbi e risposte possibili. Mi piace.

  2. Molto buono questo inizio thriller…
    Ti da una bella scossa di adrenalina!
    La suspence è la benzina…il carburante di una bella storia.
    Per que poco che ho letto hai già un ottimo talento per le storie e per la descrizione delle atmosfere. Ci vuole una scrittura “per immagini” che permetta al lettore di sentirsi li dentro, dentro i vestiti dei protagonisti.
    Per ora complimenti. Carlo

    • Molto molto felice di averti sorpreso 😍
      Mi fa un sacco piacere, ho ottenuto l’effetto che volevo.
      Dunque… È complicato, nel senso: il capitolo che scriverò potrebbe essere sia conclusivo, sia “aperto”.
      Se proseguire o no, dipenderà esclusivamente dalla risposta che otterrò dai lettori 🙂
      Ciao, grazie mille 💙

      • Guarda, ti dirò: la risposta, a leggere i commenti e a vedere gli incipoints, è stata sicuramente più che positiva.
        Personalmente, a mio parere, la storia è stata interessante e d’impatto, non solo per il tema trattato – che oltre ad essere delicato e odierno, interessa tutti noi, non solo le donne ma anche gli uomini ( quante volte si è sentito parlare di uomini sfregiati con l’acido, anziché di donne ) – ma anche per il tuo stile di scrittura ” d’effetto” .
        La mia impressione, leggendolo, è che comunque c’è spazio per un seguito, in cui potresti giocare su un’escalation di follia e violenza da parte dello Stalker. Non perché mi piacciono ste cose sia chiaro, ma per rendere la cosa, come si dice a Roma: ” Da paura”.
        Poi logicamente fai quello che ti senti di fare 😀
        Ciao e tanti auguri 🙂

  3. Ciao ho visto la tua storia tra gli horror e mi ha incuriosito molto. Devo dire che scorre molto ed è piacevole nella lettura. Nessun errore grammaticale (tranne pigrizia che non si dice pigrezza). Volevo solo chiederti se è successo davvero a te o a quaalcuno che conosci. In ogni caso gran bella storia. Complimenti.
    Gili

    • Ti dirò… non sei stata tu a mettermi nei cavoli xD
      Ora mi ritrovo con tre parità ahahah
      Comunque, ti hanno disturbato perché? 🙂
      Dopotutto, Lenore è rientrata prima del previsto, è possibile che avessero già impegni 🙂
      Gli indizi sono volutamente lasciati nel mistero… per vedere, alla fine, chi capisce e chi no.
      Un po’ di curiosità insieme a un po’ di sadismo xD
      Grazie per il passaggio :3

        • Tutto è possibile 🙂
          Ma quando siamo spaventati, penso, è normale tornare un po’ bambini…
          Ed anche cercare i genitori, quando possibile farlo.
          Dopotutto, all’inizio delle nostre vite, sono le colonne portanti, le rocce, tutto il nostro mondo 🙂
          E chi più di una mamma può consolarti?
          Almeno, io la vedo così 🙂

    • Sì, in effetti anch’io che l’ho scritto ho avuto la stessa impressione… Mi è uscito forse un po’ poco spaventoso, troppo frettoloso, avrei dovuto prendermi più tempo.
      Cercherò di riprendermi con i prossimi 🙂
      Grazie!

  4. Ehi 🙂
    Mi piace la suspense creata da questo inizio, cosa non semplice da creare, e non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo, e dato che ora voglio sapere subito da cosa è partito tutto ho votato “all’inizio della storia”.
    Sono molto curiosa di vedere come si sviluppa questa storia, e hai reso molto bene le emozioni provate dalla protagonista, tanto che quasi ho provato la sua stessa ansia.
    Attendo i prossimi capitoli, buona scrittura 😉

  5. Ciao, buon inizio che mostra chiaramente il terrore nella mente della protagonista, ingigantito dal sospetto si affrontarlo da sola.
    E’ chiaro però che occorre capire meglio la situazione per giudicare, per questo ho votato perchè si faccia chiarezza descrivendo la situazione e il pericolo da affrontare.
    Attendo i nuovi capitoli.

    • È differente da una creepypasta 🙂
      Per definizione (cercata sul web perché non saprei spiegartela io personalmente), “un creepypasta è una storia strana ed inquietante diffusa su internet. Questo tipo di storie prendono spesso ispirazione dalle cosiddette leggende urbane. È composto da due parole: ‘creepy’ (che fa paura) e ‘copypasta’, termine inglese che indica un testo che viene spesso copiato ed incollato (copy/paste)” e spesso viene presentato come storia vera.
      Questa è semplicemente una storia dell’orrore a puntate, come possono essere i romanzi/racconti di Stephen King (non voglio paragonarmi allo scrittore, sia chiaro) ed altri autori del genere.
      Scusa il papiro xD
      Grazie comunque del passaggio, spero continuerai a seguirmi!

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